Juve – Milan… è solo un ricordo

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Questo è il weekend di Juventus-Milan. Per celebrarlo ho pensato di spolverare (è proprio il caso di dirlo) questa vecchia foto. Un vero amarcord di famiglia…

Perché, come questa foto, anche la sfida tra Juve e Milan è impolverata, è solo un ricordo… non ha più il sapore che aveva anni addietro, quando la partita era un vero evento, uno scontro tra due squadre che dominavano in campionato e persino in Europa.

C’era un tempo in cui la sfida era decisiva per lo scudetto e per la Champions League. Un tempo in cui Milan e Juve giocavano un ottimo calcio e schieravano in campo fuoriclasse e palloni d’oro, che la Spagna e la Germania se li sognavano. Un tempo in cui in panchina c’erano dei veri allenatori…
Oggi, di tutto questo c’è rimasto ben poco. Restano solo dei ricordi. Soprattutto per colpa del Milan, che è scivolato talmente in basso da non giocarsela più alla pari con i bianconeri. E si sa, se in una coppia uno dei due perde lo smalto, ne risente anche l’altro.

Insomma, Juve-Milan è come questa vecchia foto… oramai solo un ricordo!

La Roma si è sgonfiata come il soufflé

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Roma, ma che fine hai fatto?! Dovevi vincere, vincere e vincere e invece… sei fuori dalla Champions League, fuori dalla Coppa Italia e per lo scudetto in serie difficoltà. Anzi, occhio che il Napoli è lì, proprio alle tue spalle a soli quattro punti. E se non stai attenta ti giochi anche il secondo posto.

La Roma si è sgonfiata in questi mesi come un soufflé quando lo tiri troppo presto fuori dal formo. Così, ammosciata all’improvviso!

Si può dare la colpa agli infortuni (Strootman, Castan, Balzaretti, De Rossi e Iturbe), alle assenze per la Coppa D’Africa (Gervinho), al mercato non proprio mirato (Destro per Ibarbo… bha!) o ai troppi errori durante le partite. Forse è tutto un insieme, ma quello che mi salta all’occhio da spettatrice, è che la Roma è spesso saccente. Continua a leggere

Più che calciomercato è stato… un “ritorno dal mercato”

Oh, alla fine tornano tutti. Quello che si è concluso ieri più che un calciomercato è stato un ritorno dal mercato. A far concorrenza a Lassie che torna a casa, a Jude Law che ritorna a Cold Mountain e a Michael J. Fox che ritorna dal futuro, ci sono svariati giocatori… Insomma, calciomercato II-Il ritorno.

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Gilardino è tornato alla Fiorentina, Matri alla Juventus – non poteva stare tanto a lungo lontano da Allegri – Borriello al Genoa e Antonelli al Milan, dove aveva iniziato la sua carriera.

Per non parlare di Santon, che è stato costretto addirittura a tornare all’Inter: lo hanno preso per un orecchio e riportato di peso a Milano. Povero ragazzo!
Ci sono anche stati i rientri in Italia – e poi dicono che per lavorare bisogna emigrare all’estero – di: Cerci, Eto’o, Bocchetti e, dalla Cina con furore, persino di Diamanti. Mancini poi è tornato all’Inter e Zola al Cagliari. Fossi stata in loro ci avrei pensato un po’ meglio prima…

Tutti puntano su usati più o meno garantiti o in fase di rottamazione: ma si sa, quando i soldi sono pochi si prende quello che avanza e quindi tutti a mangiare minestre riscaldate.
Potremmo definirlo un mercato vintage (o un mercatino come ha scritto la Gazzetta dello Sport) per un campionato, ahimè, sempre più povero e triste!

Icardi non è il primo nemmeno negli insulti

Credo, che quando si insultano i tifosi, si è arrivati proprio alla frutta. La situazione è quasi irrecuperabile.

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Il tifoso paga per venirti a vedere, macina chilometri per le trasferte, sta ore sotto la pioggia o sotto il sole a incitarti, spesso ti difende anche quando sei indifendibile, esulta per te, litiga e discute con gli amici e i familiari per quello che rappresenti, compra la tua maglia e nel bene e nel male ti rende quello che sei. Senza tifosi una squadra non avrebbe ragione di esistere e, tu, giocatore, non avresti ragione di giocate… Forse però il mio discorso è un po’ di parte. Continua a leggere

Vorrei essere americana per tifare Tom Brady e mangiare pollo fritto

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Dio, quanto vorrei essere americana questo weekend, per vivere e respirare l’atmosfera del Super Bowl! Mangerei pollo fritto dal secchiello, berrei birra e mi spalmerei sul divano per guardare la partita. Solo che, se non sei americano e se non segui il football, più di tanto il Super Bowl non ti coinvolge. Non lo senti dentro. Puoi guardarlo da spettatore, ma sarai sempre uno spettatore esterno, uno straniero.
Se non ami il calcio non aspetti la finale di Champions. Se non sei una donna non sbavi per le nuove scarpe di Manolo Blahnik o per un rossetto Chanel. Se non sei americano non vai in estasi per la finale dell’NFL. Continua a leggere

Cassano pensa di lasciare il calcio… ne sentiremo la mancanza?!

Antonio Cassano è ora un cane sciolto e si offre al migliore offerente. Si è parlato anche di un suo probabile addio al calcio.
Ora la mia domanda – forse un po’ cattiva o semplicemente realistica – è questa: ma se Cassano dovesse lasciare il calcio ne sentiremmo effettivamente la mancanza?!

Il pallone italico si strapperà i capelli perché poteva ancora sfruttare il suo talento o è sempre stato un talento sopravvalutato e quindi che appenda pure gli scarpini al chiodo, oramai serve a poco?!
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Doccia gratis e domenica “fuori porta”… la vita dell’addizionale

Vorrei spendere due parole sugli arbitri di porta. Più che altro vorrei capire qual è la loro utilità e soprattutto perché assumono quella postura a dir poco bizzarra quando la palla orbita dalle loro parti.
Ci si mettono pure in posizione (sulla posizione poi si potrebbe scrivere un intero post: un mix tra l’esame della prostata e la ricezione di un pallavolista) e tanto nelle situazioni dubbie non vedono una mazza.

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La palla entra ma nessuno la vede. È successo in Udinese-Roma e ieri in Sampdoria-Palermo, dove il gol di Morganella non è stato convalidato: la palla sbatte sulla traversa prima di rimbalzare oltre la linea di porta, ma per l’addizionale non è gol. Continua a leggere

Milan a picco

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Avevo realizzato questa foto lo scorso anno, ma è attuale anche oggi. Purtroppo. 

Non ho visto Lazio-Milan, non ho visto le immagini e nemmeno le voglio vedere. Non voglio vedere il pasticcio fatto da Montolivo né tanto meno Mexes che tenta di strozzare Mauri (che detto tra noi, dopo il calcioscommesse una strapazzata se la meritava proprio). Ma non si fa! Non voglio nemmeno leggere i commenti di quelli che fino a due giorni fa erano esperti di Siria, terrorismo e rapimenti e stamattina si sono svegliati allenatori del Milan. Oggi non voglio sapere nulla di calcio.

Ecco, ci sono momenti in cui una donna ha solo bisogno di stare lontana da tutto…

Le due facce del calcio…

Se ogni passione va seguita con il cuore,
il calcio lo rovina,
facendo dei soldi l’unico vero amore.

Carlo Galli

Il calcio è solo questo? Una passione rovinata e sbiadita dai soldi? Non resta altro? Forse sì. Ma io da illusa e ingenua quale sono, cerco di andare oltre e voglio vederci qualcosa di più. Devo vederci qualcosa di più… poca miseria!
Voglio ancora gustarmi quel poco che di bello che c’è rimasto. Perché qualcosa di bello c’è rimasto, no? Non ditemi il contrario.
Voglio godermi le emozioni che ancora sa regalare e farmi trasportare dal fiume aggregativo che coinvolge le persone. Voglio urlare, arrabbiarmi, ridare, cantare e divertirmi mentre guardo una partita. Voglio discutere per un rigore non dato o per un fuorigioco non visto. Voglio sprecare il mio tempo per scrivere cazzate di calcio nel mio blog.
Voglio illudermi che tutto sia sano… anche se so benissimo che non lo è. Voglio restare in una bolla d’illusione a guardare ancora tutto a bocca aperta.

Ringrazio Carlo (del blog gallicharl.wordpress.com) per il pensiero carino e per aver espresso la sua opinione sul “tanto odiato” calcio… anche se distante dalla mia.

Il Bari raccontato in “Una meravigliosa stagione fallimentare”

“Se anche per voi la serie B può diventare un Mondiale…” E’ questa la frase che mi ha conquistato e fatto brillare gli occhi, nel vedere il trailer del film “Una meravigliosa stagione fallimentare”. Un docufilm che racconta la stagione 2013/14 del Bari calcio e il primo fallimento “felice” al tempo della crisi, accolto dai tifosi con una grande festa e vissuto da un’intera città come un momento di rinascita per la squadra del cuore.

Forse ho trovato subito empatia con la storia e in particolare con quella frase, perché capisco benissimo cosa vuol dire, avendo vissuto le simili e altalenati vicende calcistiche del Perugia.
Tra l’altro sabato c’è proprio Perugia-Bari e per questo ho trovato una buona idea parlarvi di questo film, che uscirà il 29 gennaio in alcune città italiane (Bari, Milano, Torino, Roma, Bologna e Trieste), anche perché dopo la partita – se non dovesse andare come dico io (nemmeno ci voglio pensare) – mi sarebbe stato decisamente più difficile dedicare un post al Bari. Continua a leggere