Vorrei essere americana per tifare Tom Brady e mangiare pollo fritto

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Dio, quanto vorrei essere americana questo weekend, per vivere e respirare l’atmosfera del Super Bowl! Mangerei pollo fritto dal secchiello, berrei birra e mi spalmerei sul divano per guardare la partita. Solo che, se non sei americano e se non segui il football, più di tanto il Super Bowl non ti coinvolge. Non lo senti dentro. Puoi guardarlo da spettatore, ma sarai sempre uno spettatore esterno, uno straniero.
Se non ami il calcio non aspetti la finale di Champions. Se non sei una donna non sbavi per le nuove scarpe di Manolo Blahnik o per un rossetto Chanel. Se non sei americano non vai in estasi per la finale dell’NFL. Continua a leggere

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Neymar, il campione simpatico come il morbillo a luglio

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Il Mondiale brasiliano si è aperto nel segno di Neymar. È l’uomo (il ragazzino) del momento. Il giocatore più atteso non ha deluso e ha regalato al suo pubblico due gol, uno dei quali (il rigore) donato amichevolmente dall’arbitro giapponese Nishimura. Così, giusto per partecipare anche lui alla festa del Brasile!

Ok, il giocatore verde-oro è un vero talento, nonostante il taglio dei capelli davvero inguardabile, è uno dei più attesi del Mondiale, ed è un personaggio amato dai marchi pubblicitari e della stampa. Si vocifera di due, e dico due, modelle che se lo contendono (Ronaldo a confronto è un dilettante), è apparso sulla copertina di Vogue con Gisele Bundchen ed è la vera stella nascente del calcio con tutti gli occhi puntati addosso.

Non voglio entrare nel merito della sua bravura, perché è evidente (anche se con il Barcellona non è che quest’anno abbia brillato molto, ma va bene era il suo primo anno) e lascio i commenti tecnici ai giornali e agli esperti.
La cosa su cui voglio soffermarmi, è che Neymar è simpatico come il morbillo a luglio. Questa è la prima cartolina che mi è arrivata dal Brasile ieri sera. Ma, essendo un po’ che lo seguo, di questa sua antipatia me n’ero accorda da tempo. Si atteggia a superdivo tamarro, facendo quasi concorrenza a Cristiano Ronaldo e Mario Balotelli. Insomma, con la sua aria da ribelle imbronciato, a tratti un po’ forzata, sprizza antipatia da ogni poro e se la crede di brutto (almeno per me, sia chiaro).

Va be’, ma queste sono solo chiacchiere da donne, quello che conta è che faccia vincere il suo Brasile… ma ragazzì, un sorriso in più non guasta e per fare il divo hai tempo… Non vorrei che le attese più grandi si trasformino alla fine in colossali bluff!