Milan sullo scivolo dell’Aquafan

Ho fatto passare qualche giorno per metabolizzare lo scivolone di lunedì. Uno scivolone che ha fatto scivolare il Milan dal secondo al quinto posto. E noi ingenui che un po’ ci avevamo anche creduto di un campionato in vetta!

Certo – se devo essere sincera – ho sempre paragonato il cammino dei rossoneri a un acrobata che resta appeso al trapezio: prima con due mani, poi con una e infine con quattro dita. Una situazione precaria che poteva precipitare da un momento all’altro. E così è stato. Non è pessimismo, ma realismo… vedendo le sue ultime partite giocate. Perché a Roma con la Lazio ci sta di perdere – anche se in un punticino ci speravo – ma non si buttano punti in casa col Sassuolo. Non lo fa una squadra che punta alla Champions League.

Si scivolaa

E ora sono arrivate tutte: Atalanta, Napoli, Juventus… la Lazio a pochi passi. Un assembramento che farebbe venire la pelle d’oca a Conte, Giuseppe. Per questo si fanno calcoli anche sugli scontri diretti: il Milan ne deve giocare due, con Juventus e Atalanta… non certo due passeggiate di salute.

Con un mio amico milanista ieri si facevano calcoli e alla fine l’obiettivo è quello di prendere almeno un punto con la Juve e di non perderne con Benevento, Torino e Cagliari… ché giocheranno alla morte perché si devono salvare.

Va bè vedremo, l’importante è che si fermi la discesa, ché nemmeno fosse salito sullo scivolo dell’Aquafan di Riccione andrebbe così veloce, soprattutto perché sarebbe un vero peccato: da campione d’inverno e fuori dalla Champions… Non so nemmeno se sia mai accaduto nel campionato italiano!

Oramai, siamo nati per soffrire.

Si fa presto a dire Superlega

In questi giorni non si è parlato d’altro. Nel mondo social, e non solo, ha persino fatto dimenticare per qualche giorno la pandemia. La Superlega ha tenuto banco e tutti hanno detto la loro. E’ giusta? Non è giusta? Favorisce solo i grandi club? Ammazza definitivamente il calcio? Porta soldi alle Grandi indebitate?

Il gioco del pallone è dei tifosi – quei finti luoghi comuni che potremmo accoppiare con il nuovo è uno sport completo, il parquet è bello ma si rovina subito, il nero sfina. Il calcio è di chi ci mette i soldi e di chi paga, se non fosse così non si andrebbe a giocare la finale di Coppa Italia tra le dune del deserto arabico. Si giocherebbe al massimo tra le dune del Gargano. E invece si va a fare spettacolo e a intrattenere chi paga di più! Come d’altronde è sempre stato. Giusta o sbagliata non entro nel merito, posso solo dire che le 3 italiane (Inter, Milan e Juve) considerando come giocano in Europa, non avrebbero fatto una bella figura. Insomma avrebbero rischiato di essere il Crotone e il Parma dei ricchi.

Comunque… Superlega, Super-Torneo a 12 squadre o SuperPippo (come preferite) oramai è tutto finito – forse per il momento – ma questa proposta è durata meno di 48 ore, poi come un pallone bucato si è tutto sgonfiato, con i 12 apostoli che hanno abbandonato, uno dopo l’altro, il gruppo degli eletti. Una moria che nemmeno in Dieci piccoli indiani di Agatha Christie.

Leggendo qua e là ho avuto la sensazione di quando si organizzano le cene di classe dopo anni dal diploma.

“Dài, organizziamo una cena!”

“Sì, figo… io ci sono”

“Anche io!”

E poi il giorno fissato non ci va nessuno.

In tutto questo qualcosa di buono ne è uscito, un nuovo insulto per gli uomini: “Sei durato meno della Superlega“. Se vi dovessero dire così, preoccupatevi! E mi raccomando, non chiamate Andrea Agnelli.

Milan, esaltarsi con cautela

Sono stata indecisa fino all’ultimo: scrivo, non scrivo? Porterò sfortuna? E’ meglio che stia zitta zitta… però due righe sul Milan mi andava di scriverle. Dopo anni e anni di sconfitte, gioco brutto e delusioni, finalmente guardarlo giocare è divertente, non è più una sofferenza. Potremmo dire che dal 2020 si salva solo il Milan. Andrà come andrà, ma è bello finché dura. C’è gioco, la difesa è solida, segna anche senza Ibra. E’ una squadra! Nessuno si illude, ovviamente, è ancora troppo presto ma ci si gode il momento in silenzio, partita dopo partita. Senza esaltarsi troppo, profilo basso e 0 aspettative (almeno per ora).

Esultare con moderazione

Va detto che gli sfottitori non danno più segni di vita. Il mio amico juventino è un po’ che non si fa sentire, allora l’altro giorno l’ho cercato io.

  • Be’, ora che non sei più primo, sei sparito?!
  • Già canti? Se non avessimo pareggiato con la Lazio, saremmo già partiti!
  • Non canto. Mi godo solo il momento. Tanto non vinceremo nulla.
  • Se bloccano il campionato, poi le cose cambiano. Stai serena!
  • Io magno tranquilla, sempre!

Covid, calcio e discussioni

Avverto subito che non voglio entrare nel merito della situazione Covid e campionato. Da bloccare? Da giocare? Non sono io che decido. Però due parole su questa situazione le voglio spendere – qui con voi – soprattutto perché in questo periodo mi è capitato molto spesso di dover discutere su questo argomento.

“Perché i calciatori sono privilegiati per i tamponi?”, “Perché in Italia si può fermare tuto ma non il calcio…”, “Guai chi tocca il calcio, eh?!”, “Tu la pensi diversamente perché ti piace”, “Le scuole chiuse e gli stadi aperti”… e via dicendo. Praticamente è da settembre che non sento altro.

Personalmente li trovo discorsi qualunquistici, degni del miglior salotto di Barbara D’Urso, il bello è che sono arrivati anche da persone (ovviamente che non seguono il pallone) anche di un certo grado d’istruzione e cultura. Io, dal canto mio, ho difeso il calcio, ma non tanto per la mia passione ma perché trovo allucinante fare affermazioni di questo tipo: già mettere la scuola e il campionato sullo stesso piano è sintomo di pochezza – il campionato è mooolto più importante! Ma che scherziamo! (ovviamente è una battuta); oppure riversare astio gratuito verso questo mondo solo perché il tuo in questo momento è bloccato, come se offe colpa del calcio.

La maggior parte delle volte rispondevo in modo provocatorio: “Ma se domenica c’è la partita a te che cosa cambia?! Non è che affronti meglio questo periodo di merda se bloccano il campionato!”, “Quanto incide in negativo nell’economia della tua vita se giocano a pallone?!”

Sicuramente sbaglierò, ora mi arriveranno valanghe di critiche, ma la vedo così. Sembra che è LUI il vero male del mondo: “Ci sono bambini che muoiono di fame: eh, però i calciatori sono strapagati”, “Non posso andare al ristorante: però loro possono giocare”.

Il mondo del pallone è un mondo a sé: si pagano i tamponi, si controllano da soli e se avesse funzionato la famosa bolla, come è successo nell’NBA, non ci sarebbero stati tanti positivi.

La mia è una provocazione, è un mio pensiero, è un voler sbeffeggiare tutti ‘sti discorsi beceri e da salotto D’Urso.

E poi, oh… ora lo dico! Io so contenta che giochino: mi fa svagare nei weekend che passo in casa, mi fa mantenere rapporti di sfottò con gli amici, mi fa pensare ad altro. E mi ha fatto pure riaprire il blog! Voi pensatela come vi pare: IO SONO CONTENTA.

 

Rinnovato… perché no!

Oggi ho rinnovato l’abbonamento a WordPress e di conseguenza ho ancora fatto restare in vita Colpoditacco. Non mi andava di farlo morire, non me la sono sentita. Dopotutto ha solo 7 anni, è ancora un bambino.

Inoltre, da un po’ di giorni – per l’esattezza, da quando mi è arrivato via mail l’avviso di rinnovo – mi è frullata in mente l’idea di tornare a scrivere qui. Il poco tempo, la poca voglia, l’idea di scrivere dopo averlo fatto per tutto il giorno per lavoro e qualche bega personale, mi hanno portato ad abbandonare il mio rifugio calcistico preferito. Ma non voglio assolutamente perderlo del tutto.

E poi quest’anno che il Milan – per ora – è primo in classifica! E quando mi ricapita. Dimostra persino di avere un gioco! INCREDIBILE. Dovrei scrivere fiumi di parole a riguardo!

Per ora mi limito a dirvi che potrei tornare, che sono ancora viva e che un po’ mi siete mancati. In più domenica c’è Napoli-Milan: sono un po’ combattuta se scrivere qualcosa o starmene zitta zitta per scaramanzia.

Ci penso… vi farò sapere!

Cosa ricordi delle Notti Magiche?

Lunedì si festeggiano i 30 anni di Italia 90. Cioè, ci rendiamo conto… sono passati 30 anni. Io ho una memoria un po’ labile di quei giorni, degli episodi. Non ho un ricordo preciso di quei giorni.

Mi ricordo i gol di Toto Schillaci e le sue strane facce. Mi ricordo mio padre che registrò con il videoregistratore – comprato in quel periodo – tutte le partite dell’Italia. Sono rimaste ordinate su una mensola per decenni. Ancora non ho capito il senso di registrarle… nessuno le ha mai più viste!

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Ricordo Ciao, che avevo in un portachiavi e la canzone simbolo cantata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato.

Non ho altri ricordi… ero una bambina di 9 anni e mezzo. Facevo altro: giocavo con Barbie, andavo in bici sotto casa e chiacchieravo dal terrazzo con le mie amichette. Il calcio era un mondo ancora lontano, che non mi interessava (ancora).

Voi invece che ricordo avete di quei giorni? Com’erano le vostre Notte Magiche

 

Il nemico (juventino) in casa

Ho fatto entrare nella Fossa dei Leoni – cioè casa mia – un mio nuovo amico juventino. Non so perché, ma ‘sti bianconeri sono dappertutto. Me ne sono ritrovato uno sul mio stesso pianerottolo.

Ho deciso, da brava vicina, di invitarlo a vedere la finale di Supercoppa: lo so, mi direte voi: “Ma sei proprio masochista?!” Il risultato era scontato, ma ho voluto ugualmente sfidare la sorte… visto mai ci scappava una – improbabile – vittoria del Milan.
Come da copione non è andata così, ma almeno nei momenti noiosi della partita – ce ne sono stati diversi – abbiamo ammazzato il tempo parlando dei giocatori, dei miei viaggi, di film, del fatto che lui cucina e io no, e di quanto fosse brutto e cattivo Pjanic.

“Volevo portare la sciarpa, ma poi c’ho ripensato”… ecco un punto a suo favore, altrimenti a fine gara o dopo il rigore non visto e non voluto rivedere dall’arbitro, ce lo strozzavo. Casa mia è piccola, non sarebbe stato facile nascondere un cadavere. Poi avrebbe iniziato a puzzare e io le puzze non le sopporto proprio. Ho scoperto che nel palazzo di gobbi che ne sono anche altri… lo farò presente alla prossima riunione di condominio!

Comunque, va messo agli atti che non ha esultato più di tanto e non ha nemmeno festeggiato a fine partita… sarà perché di ‘sta coppa agli juventini interessa ben poco.

Se n’è andato dicendomi: “Ne riparliamo quando avrete una squadra più competitiva”.

Non ho potuto che dargli ragione.

L’allenatore che non vorrei

C’è un allenatore che, anche se la vostra squadra dovesse andar male e da lui dipendesse la ripresa, proprio non lo vorreste sulla panchina? Ché anche solo l’idea che lui possa allenare la tua squadra vi fa fare conati di vomito?

Penso ai tifosi juventini e alla poca simpatia (per usare un eufemismo) per José Mourinho: loro lo vorrebbero allenatore della Juve? Se in un sogno premonitore solo la sua presenza in panchina potesse far vincere la Champions League alla Juve, lo accoglierebbero a braccia aperte?

Penso anche alla mia innata antipatia per Antonio Conte: quando si parlava – o si parla – di un suo probabile arrivo al Milan cerco sempre di rimuovere dalla mia mente quest’immagine. Non ci voglio nemmeno pensare… 1,2,3 fatemi pensare ad altro.

Ovviamente, uno dovrebbe andare oltre le antipatie, ma il calcio è passione, quindi spesso la ragione si annebbia e prevale il sentimento. Si pensa con il cuore e non con la mente, e decisamente non con razionalità.

Dai, fatemi sapere la vostra opinione… e sopratutto fate qualche nome!

Il fascino di Milan-Juve

Milan-Juve per me ha sempre avuto un fascino particolare. E’ una sfida che ho sempre sentito più di Milan-Inter, forse perché non essendo una milanista di Milano, vivo il derby con un distacco emotivo e geografico maggiore. Fatto sta che la partita con i bianconeri mi coinvolge molto, coinvolgimento che è alimentato anche dalla mia storica e più che dichiarata antipatia per la Juve.

Inoltre, ritrovandomi circondata da juventini… l’urto sale alle stelle. Quella loro aria di sufficienza nei confronti del Milan – considerata oramai una nobile decaduta – aumenta il mio nervosismo. Loro oramai giocano partite ben più importanti!

L’attuale disparità tra le due squadre è evidente e gli infortuni di queste ultime ore in casa rossonera fanno scoraggiare anche il milanista più ottimista. Io essendo una tipa molto realista e sospettando che sarà Zapata a marcare Ronaldo, ho preparato il cestino per riportare a casa le innumerevoli pere che prenderà il Milan…

Il cestino per i gol

Questa sfida poi mi porta alla mente diversi ricordi: la prima partita a San Siro, sfottò e sfide passate viste con i miei amici juventini, vittorie indimenticabili e – ultimamente – sconfitte sonore e un incontro con un amico-blogger…