Confessioni

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Casillas ma come ti vesti?!

Dovrei parlare di tante cose successe in questi giorni in ambito calcistico, ma tutti hanno già detto la loro, quindi la mia la tengo per me. A volte è un bene.

Preferisco portare alla vostra attenzione qualcosa di cui nessuno ha ancora parlato: la calzamaglia arancione indossata da Iker Casillas durante Juve-Porto. Certi argomenti sono difficili da affrontare.

Casillas, tu puoi tutto… ma certo!

Partendo dal presupposto che Casillas è bono e sexy come (onestamente) pochi calciatori sono, ribadendo il fatto – se non fossi stata abbastanza chiara – che è trombabile in tutti i luoghi, in tutti i laghi, monti, pianure e isole comprese… ma co ‘sta calzamaglia non se po guardà. Nemmeno fosse Roberto Bolle, che balla vestito da carota sul palcoscenico del Teatro alla Scala. Anche se, devo dire, mette in evidenza una notevole dotazione. Un equipaggiamento da numero 1, verrebbe da dire: “Hola hola!”

Però Iker, facciamo a capirsi: ora la togli subito e non la metti più, claro?! Sei uomo, se senti un po’ di freddo non succede nulla, se ti sbucci le ginocchia nemmeno. Ma la calzamaglia, no. Ti dico solo, che io l’ho messa solo a 9 anni sotto la tuta da sci. Levala subito!!  

A volte è meglio non sapere…

Sono arrivata a una conclusione: sapere se ha vinto la squadra che proprio non sopporti è come stalkerare la fidanzata del tipo che ti interessa o un tuo ex.

Tutti i tifosi hanno una squadra che proprio non sopportano – ammettetelo perché è così – che quando perde godete, gongolate, ma se vince vi rode di brutto. Nonostante questo, volete sempre sapere che ha fatto, in uno strano sentimento masochista.
Cercate online il risultato, chiedete a chi vi sta intorno… insomma, volete sapere a tutti i costi. Il suo successo, poi, vi fa storcete il naso o urtare. O entrambe le cose.

In pratica è quello che accade quando spiare online il tipo che vi interessa o la sua fidanzata: curiosate, vi informate, ma se poi scoprite che stanno bene, si amano e si divertono, vi prende un giramento di eliche che potreste produrre energia per l’intero Canada  per una ventina d’anni.

Spesso è meglio non sapere: sia quello che ha fatto lui, sia quello che ha fatto la Juventus!

In questo caso è meglio sapere: è tisana e non pipì

In questo caso è meglio sapere: è tisana e non pipì

Chiedo scusa a chi ha subito la mia passione per il calcio

Vorrei chiedere scusa pubblicamente a tutte quelle persone che, in qualche modo, hanno “subito” la mia passione per il calcio.

scusa

Chiedo scusa…

alle mie amiche, per quando non sono uscita con loro a causa di una partita, per quando non le ho fatte venire a casa sempre a causa di una partita (tipo ieri sera) o per quando sono andata a prenderle in macchina con la radio sintonizzata su una radiocronaca (“Nemmeno quando esco con un uomo mi succede!”, mi sgridavano).

a mia madre, alla quale ho impedito di organizzare cene le sere delle partite importanti. Cavolo, a volte, sembrava che ci prendesse la mira.

agli uomini, che ho guardato male quando mi confessavano di odiare e di non seguire il calcio. Alcuni ho persino tentato di convincerli a guardare una partita… devo dire con scarsi risultati.

alle persone, che ho trascinato allo stadio, quando non ne avevano voglia.

a una coppia di miei amici, per quando li ho fatti girare mezza Umbria per dare la caccia a Sebastian Frey.

a mio padre milanista, che tornado a casa vedeva sintonizzato Inter Channel perché io dovevo vedere gli allenamenti di Frey (l’adolescenza fa fare cose strane!).

alla signora con cui una volta ho discusso allo stadio (comunque avevo ragione io).

ai miei vicini di casa, che quando il Milan vinceva coppe e scudetti tiravo i botti dalla finestra (ho smesso da un pezzo).

a mia sorella, che a Barcellona l’ho mandata a cercare la maglietta di Casillas (un po’ come andare a Milano a cercare quella di Buffon).

a un mio amico, che ogni volta che mi invita a vedere le partite, gufo la sua squadra.

…e a tutti quelli che la mia passione “colpisce” in modo più o meno diretto. Non temete, continuerò a fare tutto questo!

Da Massaro a massaia

La mia casa nuova mi sta cambiando. Per esempio, l’altra sera mentre guardavo Bologna – Milan cercavo online delle ricette. Ma vi rendere conto?! Non è da me. Non tanto perché quando gioca il Milan sono sempre concentrata e lontana dal mondo circostante, ma per il fatto che mi documentavo per poi cucinare. Vi illumino dicendo che io odio cucinare, non ne sono capace e non mi applico nemmeno. Non mi piace. Sono favorevole al cibo liofilizzato come lo usano gli astronauti.

Ma l’altra sera però l’ho fatto. Ho cucinato seriamente. Nulla di particolare, ma mi sono applicata e tutto sommato non sono stata nemmeno tanto male. Insomma, abbiamo mangiato e non siamo morti. Mi sembra un ottimo risultato. Una partita vincente, non c’è che dire.
Ho pure pelato le patate… finora avevo pelato solo la mia! Ecco – l’ho detto – tanto per rendere l’idea.

L’importante è non passare da Massaro a massaia. Non lo sopporterei. Domani per tornare in me… maratona di calcio con tanto di derby Ternana – Perugia e lunedì Milan. Prometto pubblicamente che non guarderò mai i programmi di cucina.

Single è bello… di più se sei tifosa

Lo posso dire con certezza: essere tifose e single ha dei vantaggi notevoli. Questa condizione sentimentale può avere il suo lato positivo, sopratutto se abbinata alla passione per il calcio.

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Ecco quali sono i vantaggi, non del tutto scontati che ho provato sulla mia pelle

La domenica non sei costretta a uscite in comitiva, o in coppia, per scoprire l’agriturismo di turno, quello super ecologico, che fa il pane con il grano coltivano nei vasi da fiori e l’olio di primissima spremitura.

Puoi indossare la maglietta della tua squadra del cuore anche per andare a dormire, senza sembrare poco femminile o senza essere insultata perché lui tifa Inter e tu hai addosso la maglia di Maldini

Puoi guardare le partite che vuoi e quando vuoi (non è da sottovalutare)

Si evitano discussioni e litigi per il fatto che si tifano due squadre diverse e non sei costretta a subire sfottò per la sconfitta della tua squadra, quando in quel momento vorresti essere solo lasciata in pace e che lui se ne andasse via lontano con la prima fashion blogger che passa, da quanto ti urta la sua presenza

Hai tutto il divano per te e sei padrona del telecomando… non è una cosa da poco

Puoi commentare (in solitudine) le azioni di gioco senza che qualcuno ti dica di stare zitta, di smetterla o che il commento già lo fa la tivù. Ma vuoi mettere il mio?! Se mi ci metto, Pizzul non è nessuno.

Puoi ricevere i messaggi di tutti i tuoi amici maschi calciofili, che ti inviano prima, dopo e durante le partite

Se lui non è tifoso e c’è una partita in tivù o allo stadio, non devi mentire per non uscire con lui. “Ci vediamo stasera?” “Veramente c’è Mil… non mi sento tanto bene!”

Sempre, se lui non è ultrà, non passi tu per “quella che… ANCORA segue il calcio?!”

Certo, se poi trovi uno che condivide con te questa passione e molte altre passione, è come fare 13 alla schedina… ma oramai chi ci gioca più alla schedina…

Calciatori dopo le feste

calciatori_ingrassati

…e pensare che non ho mangiato tanto

I calciatori sono tornati ad allenarsi dopo le feste di Natale. Oggi si sono presentati così… un po’ gonfi! Tranne Higuain che ha sfoggiato in una foto degli addominali scolpiti. Anche se in pochi ci credono, pensano a un fotoritocco. Povero Gonzalo!