Juventini troppo vicini

Di essere circondata da juventini, l’ho sempre saputo. Amici, parenti, colleghi… spuntano ovunque, anche in una città che dista oltre 500 chilometri da Torino. Ma si sa, i bianconeri sono ovunque, come le zanzare. Sì, sono proprio come le zanzare: fastidiosi e con quel modo di fare che scatenano la voglia di scacciarli e schiacciarli.

Ora non mi ricordo se vi avevo parlato del mio vicino di casa tifoso della Juventus: beh, mi sono accorta della sua fede calcistica, sentendolo urlare lo scorso anno dopo i gol di Champions League. Mi sono pure ripromessa di far presente la cosa alla riunione di condominio, ma lui non c’era! Posso sopportare urli, schiamazzi, rumori vari… ma le esultanze ai gol della Juve, no! Quelle non le sopporto proprio. Ma un po’ di rispetto, per chi non esulta in Champions da anni… suvvia!

Ultimamente il solito ciao frettoloso è stato arricchito da chiacchiere più o meno veloci, che mi hanno fatto scoprire un particolare che non avrei voluto scoprire. Udite bene! Il mio vicino non è solo un tifoso della Juve… ma è un tifoso della Juve abbonato allo stadio.

Mi ha raccontato che fino allo scorso anno andava a Torino a vedere le partite in casa con uno JuventusClub locale. Qui non parliamo di una semplice fede calcistica. Onestamente io non lo farei.
Sono anni che non sono nemmeno più abbonata al Perugia, e ho lo stadio a 20 minuti da casa, figuriamoci fare 500 chilometri due volte al mese. Oky, le due squadre non sono paragonabili, ma il tifo va oltre la categoria di appartenenza. Quest’anno, ad esempio, ho fatto l’abbonamento alla stagione teatrale, ma solo per sei spettacoli – oh, 11 erano impegnativi – tanto per farvi capire… figuriamoci una stagione intera di campionato.

Secondo me, per una donna non lo avrebbe mai fatto! Magari la prossima volta che lo incontro glielo chiedo!

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Il derby… dall’Umbria all’Italia

E’ tornato il campionato in stile sagra di paese.

Inizia stasera e finisce domenica sera. 20.45, 18, 15, 20.45: ecco gli orari da segnarsi, per mangiare e andare al bagno, ma non perdersi nemmeno un’azione di gioco!

In tutto questo, oltre al Milan questa sera… che ho il terrore di guardare, c’è il derby umbro Perugia-Ternana. Molto sentito non solo dalle mie parti, ma pure a casa mia.

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Posto una foto della curva nord di Perugia per far vedere ai ternani quello che gli aspetta

Oltre al derby umbro c’è pure quello d’Italia: Inter-Juve. Che dire su queste due squadre, unite dal flop europeo?  Ma se sulla Juve non posso dire nulla – certo, essere forti solo in Italia è un po’ come essere famosi solo nel proprio condominio, ma avrà sicuramente modo di rifarsi – sull’Inter, vista la figura barbina di ieri sera, potrei sbizzarrirmi. Almeno il Milan le figuracce le fa dentro i confini italici. Comunque non voglio infierire… ci penserà già la Juve domenica in tardo pomeriggio.

Interessante da sbirciare anche Fiorentina-Roma. Se non altro per cercare di capire come giocano le due squadre…

Il calciomercato di Zeus… con Milan, Inter, Lazio, Sassuolo e Torino (II parte)

Seconda parte del calciomercato secondo Zeurs… 

Milan

La mancanza di soldi freschi hanno lasciato in seria difficoltà gli uomini mercato rossoneri. Galliani ha fatto il possibile per rendere il mercato apprezzabile, ma l’unico dato che salta agli occhi è il negativo nei conti. I pochi acquisti, il mercato in uscita (El Shaarawy alla Roma e Menez ceduto a parametro zero), hanno lasciato il Milan in uno stadio ibrido in cui nessuno sa cosa fare: le pecche strutturali sono rimaste inalterate e così anche la mancanza di un piano a lungo termine. Giovani o esperienza? Nel primo caso si deve tener conto che non si vincerà subito. Nel secondo che avrai giocatori di spessore, ma usurati e, se a parametro zero, spesso seconde scelte di altre squadre (soprattutto se non hai una Champions League come biglietto da visita tale da far “avvenire” il parametro zero).

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L’importante è avere le idee chiare…

Inter

I cinesi dell’Inter sono partiti piano (anche se il FOZZA INDA mi fa ancora ridere), ma poi hanno messo mano al portafoglio e hanno tirato fuori soldi e giocatori. RIsultato? Un rosso pesante come un macigno (100milioni), un cambio di allenatore a pochi giorni dalla partenza del campionato e la sensazione di indecisione che circonda l’Inter da un po’ di tempo. Il ds ha fatto una miriade di acquisti (sforando il Fair Play finanziario, cosa che ha costretto a lasciare fuori dalla lista Uefa i nuovi acquisti) e quasi nessuna vendita per motivi legati principalmente al Fair Play (non potendo usare i giocatori in Europa, allora aveva bisogno di qualcuno che lo facesse). Inizio turbolento, non c’è niente da dire. Vedremo come lo prenderà lo spogliatoio, cronicamente affetto da crisi isteriche e paure ataviche. La domanda che ci si pone, però, è sempre la stessa: i nomi sono stati sommati a caso o c’è stato un mercato pensato? La difesa è ballerina e ha pecche strutturali/mentali consistenti, ma sono stati acquistati centrocampisti. Solo il campionato risponderà a questa domanda.

Vorrei gettare uno sguardo su tre squadre, seppur in breve (e non per importanza, solo per spazio).

La Lazio da sempre l’idea di mettere insieme la squadra a caso, non chiedetemi perché, ma poi si amalgamano e producono buone prestazioni in campionato. Anche quest’anno è successa la stessa cosa. Una vendita grossa (Candreva all’Inter) e tanti acquisti medi hanno portato il segno del mercato in negativo ma hanno comunque coperto in maniera sensata la squadra. Il Sassuolo prosegue in maniera virtuosa il suo mercato “Made In Italy” e all’insegna dell’oculatezza. Ricavi in positivo e un mercato che cerca porta freschezza nella rosa (l’età media degli acquisti è inferiore alle cessioni). Non sarà un mercato stellare, ma uno di programmazione con giovani capaci e un’idea di gioco funzionale alle caratteristiche della squadra.
Ultimo, ma non per importanza, il Torino. Mercato in positivo (anche se, guardando il netto comprato-venduto è in negativo di poco… ma spalmando tutto sugli anni c’è un positivo netto) e all’insegna del mix fra esperienza e giovinezza. Le cessioni sono importanti e riguardano giocatori che hanno segnato la storia recente del Torino, ma gli acquisti sono oculati e segnalano persino l’arrivo del portiere della nazionale inglese Joe Hart (in prestito dal ManCity – bisogna vedere come se la caverà in Serie A, gli ultimi anni sono stati molto travagliati per il goalkeeper britannico).

Il calciomercato di Zeus… con Juve, Roma e Napoli (I parte)

Questo 2016 è stato segnato da un calciomercato attivo e ricco di grandi sorprese. Ci sono state grosse spese, si sono raggiunte vette d’esborsi che non si vedevano da anni, e rinnovamenti strutturali importanti. Se la Juventus si rivela ancora l’asso pigliatutto (grazie a posizionamenti in classifica di serie A, in Europa e allo stadio di proprietà), le altre squadre hanno messo sul piatto montagne di euro per rubare lo scettro della Serie A alla Vecchia Signora. Certe squadre l’hanno fatto capitalizzando al massimo i soldi che avevano, altre hanno venduto a proprietà straniere con alterni risultati.

Iniziamo con le “Regine” del campionato

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Vedi com’è contento…

Juventus

Ha fatto gli acquisti più grossi pescando dal mercato interno (Higuain dal Napoli e Pjanic dalla Roma) e ha portato in scuderia dei pezzi importanti nello schieramento internazionale. Tutto questo foraggiato dalla vendita di Pogba (grande colpo in uscita: venderlo per oltre 100 milioni è stato un gioiello di programmazione e tempismo) e Morata (era oggettivamente impossibile che rimanesse a Torino). Le soluzioni tattiche si sono arricchite, ma se dobbiamo trovare un vero difetto nella campagna della Juventus è non aver concretizzato in tempo il centrocampista centrale che, a tutti gli effetti, servirebbe come il pane. Detto questo, il conteggio economico segna positivo (l’unica fra le grosse in Serie A), ma l’esperienza dei giocatori ha portato all’invecchiamento della rosa (la seconda dopo il Chievo).

Roma

Il contrario, invece, per i giallorossi. I conti sprofondano in un rosso preoccupante (tutti i riscatti dei giocatori sono venuti al pettine e la Roma ha speso una quantità enorme di soldi per prendere a titolo definitivo i giocatori avuti in prestito), ma la rosa è stata rimodellata soprattutto in difesa. Migliorata? Non c’è stato un grosso via-vai nella parte centrocampo-attacco (partenza di Pjanic a parte), ma l’uscita dalla Champions League ha portato un potenziale d’incassi meno sostanzioso e questo ha limitato le mosse del ds Sabatini. Resta da vedere, come sempre, la capacità dell’ambiente di crescere (sarebbe ora!) e diventare una squadra invece che un ricettacolo di teste calde pronte ad esplodere.

Napoli

milik

Oddio, ma sembra Ken

Si fa vedere nel radar del calciomercato per due motivi: un positivo nei conti (dato dalla vendita di Higuain, ma anche l’aver gestito i soldi entrati con saggezza) e l’aver acquistato giocatori giovani (Giaccherini a parte). L’aver dato le chiavi dell’attacco ad uno “sconosciuto” Milik (all’Europeo non ha messo dentro un gol neanche a pagarlo, ma all’Ajax ci sapeva fare e, alla prima di campionato, l’ha messa dentro anche in Italia) e non aver venduto nessuno dei suoi nomi “grossi” è stato il dato più sorprendente. Squadra compatta e che conosce il modulo a memoria. Il dubbio è solo uno: ce la farà ad arrivare a maggio con le forze e la testa funzionante? Negli ultimi anni, i giocatori arrivavano a marzo con le polveri bagnate.
e alle caratteristiche della squadra.

…continua

Ringrazio  Zeus per questo post e per aver scritto per me di calciomercato che, ammetto, non mi entusiasma affatto

Per me la Champions è solo un ricordo…

…E poi ti inviano su WhatsApp questi biglietti e tu rosichi parecchio. Non tanto per la gara in se – di vedere la Juve non te ne può fregar di meno – ma perché pensi a quando tu potrai tornare a vedere una partita del genere. Forse in un’altra vita!

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Perché tu ci sei stata a vedere una partita così, per ben due volte. E sai cosa si prova. Sei partita dalla tua città, sei arrivata a Milano, sei andata a San Siro per gustarti (non uso un verbo a caso) Milan-Barcellona. La partita che paragonavo a un film di Scorsese.

Solo la musica della Champions League ascoltata dagli altoparlanti dello stadio, metteva i brividi e ti catapultava in un’altra dimensione.

Hai visto due volte Milan-Barcellona: la prima nel 2006, secondo anello arancione, gol di Ronaldinho quando ancora giocava con gli spagnoli. Per prendere quei biglietti sei andata a fare la fila alle 7 di mattina (chi mi conosce sa che… chiedetemi tutto, ma non di alzarmi presto!), tu unica donna in mezzo a soli uomini, ma ne se uscita vincitrice! Ne dubitavate?! Naaaa…

La seconda volta nel 2011, primo anello verde, un freddo incredibile. Il Milan perse 2-3, ma entrambe le squadre erano già qualificate agli ottavi. Quindi fu solo spettacolo…
Quella volta hai comprato la maglietta di Boateng. Con la quale spesso dormi: intendo la maglia, non Boateng (purtroppo!).

Vabbe’, basta con i ricordi sennò mi metto a piangere… e per stasera mi auguro di vedere molto spesso Casillas.
Lo dico, sia perché effettivamente è un bel vedere, sia per augurare alla Juve di vincere… (tanto c’è tempo al Bernabeu per perdere).

Inserisco questa foto, così.. per rallegrare il post

Inserisco questa foto, così.. per rallegrare il post

Quando andai a Superga c’era la nebbia… (omaggio al Grande Torino)

Lo scorso anno sono stata a Torino. Da semplice turista. Ma da semplice turista appassionata di calcio non potevo non andare a Superga. Non solo per vedere la basilica, ma anche per rendere omaggio al Grande Torino. Sulla collina c’è una lapide in ricordo, piena di sciarpe, scritte, messaggi dei tifosi del toro e non solo. Lì, il 4 maggio del 1949 si schiantò l’aereo che riportava a casa la squadra da una trasferta da Lisbona.

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Quando ci sono stata io a Superga era autunno pieno e c’era una nebbia talmente fitta che si faceva fatica a vedere la gigantesca basilica anche standogli sotto. Non c’era quasi nessuno a parte degli operai del Comune che sistemavano il giardino e questo rendeva il tutto ancora più inquietante. Il silenzio e la nebbia hanno fatto si che quel momento davanti alla lapide diventasse ancora più triste e raccolto.

Oggi sono passati 66 anni, ma il Grande Torino – o gli “Invincibili”, così erano stati ribattezzati – capace di conquistare 5 scudetti consecutivi tra il 1942 e il 1949 e di vedere 10 giocatori su 11 vestire la maglia della Nazionale, è ancora un mito che in tanti ricordano. Una squadra fortissima, un Barcellona o un Real Madrid dell’epoca, tanto per capirci…

Come ho letto oggi in un giornale sportivo: “Il 4 maggio 1949 il Toro è morto per non morire mai più“.

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Gli indiani hanno sconfitto i cowboy

Oggi non potevo non celebrare la sconfitta della Juventus… pardon la vittoria del Torino. Se ripenso ai due derby che mi sono sorbita il weekend scorso ancora sbadiglio. Quello della Mole invece è stato bellissimo e avvincente, almeno sul campo. Da pura spettatrice mi sono divertita. Tralasciamo tutto il resto perché ‘sta gente non vale il mio tempo e nemmeno la pelle dei miei polpastrelli che consumo per scrivere il post.

Detto questo, anzi non detto questo…

Juventus vs Torino (come mi è stato suggerito da un blogger, che bazzica ogni tanto da queste parti) non è altro che cowboy contro indiani.
Forza e potenza contro cuore e coraggio. Per una volta, per la precisione dopo 20 anni… hanno vinto gli indiani!

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