La settimana del derby

Come già detto in altri post, il derby a distanza vale poco, ma – almeno per me – non per questo è meno sentito. Sono prontissima e carichissima per domenica, e anche un po’ emozionata. Mi succede sempre quando il Milan gioca partite importanti… oky direte voi: “Quindi è molto tempo che non ti emozioni?!” Sbagliato. Mi sale l’adrenalina di attesa anche per Milan-Juve o quando gioca con Roma e Napoli, pur sapendo che il rischio di sconfitta è alto.

La gara di domenica, devo essere onesta, la vedo più a favore dell’Inter, ma si sa… l’Inter è pazza e il Milan potrebbe essere cinico e – considerando che gioca un filino meglio rispetto a prima – approfittarne. Ma voglio star zitta e non fare pronostici.

Io non ne faccio mai… ma almeno per questa volta, fatemi essere un po’ positiva. Il Milan non vince il derby in campionato dal 2016… sarebbe anche ora, no?!

Va bene – basta – me ne sto zitta! Parlerò solo dopo le 23 di domenica 21 ottobre. Oppure potrei tacere per sempre!

La mia preparazione è già iniziata!

Il derby a San Siro

L’unico – per ora – derby milanese che ho visto a San Siro è stato quello del 7 gennaio del 2001, finì 2-2, in porta per l’Inter c’era Frey, a Milano aveva fatto la neve ed era freddissimo, davanti a me sedevano due fratelli gemelli, uno con la sciarpa dell’Inter e uno con quella del Milan, ero sul secondo anello arancione e mi vennero delle foto orribili, a malapena si riconoscevano i giocatori. Ma fu una serata fantastica! Mi comprai anche la maglietta di Andriy Shevchenko. Ora mi metto a piangere.

Il ritorno di quella stagione fu ancora meglio… vediamo se qualche interista se lo ricorda!? 

Juventini troppo vicini

Di essere circondata da juventini, l’ho sempre saputo. Amici, parenti, colleghi… spuntano ovunque, anche in una città che dista oltre 500 chilometri da Torino. Ma si sa, i bianconeri sono ovunque, come le zanzare. Sì, sono proprio come le zanzare: fastidiosi e con quel modo di fare che scatenano la voglia di scacciarli e schiacciarli.

Ora non mi ricordo se vi avevo parlato del mio vicino di casa tifoso della Juventus: beh, mi sono accorta della sua fede calcistica, sentendolo urlare lo scorso anno dopo i gol di Champions League. Mi sono pure ripromessa di far presente la cosa alla riunione di condominio, ma lui non c’era! Posso sopportare urli, schiamazzi, rumori vari… ma le esultanze ai gol della Juve, no! Quelle non le sopporto proprio. Ma un po’ di rispetto, per chi non esulta in Champions da anni… suvvia!

Ultimamente il solito ciao frettoloso è stato arricchito da chiacchiere più o meno veloci, che mi hanno fatto scoprire un particolare che non avrei voluto scoprire. Udite bene! Il mio vicino non è solo un tifoso della Juve… ma è un tifoso della Juve abbonato allo stadio.

Mi ha raccontato che fino allo scorso anno andava a Torino a vedere le partite in casa con uno JuventusClub locale. Qui non parliamo di una semplice fede calcistica. Onestamente io non lo farei.
Sono anni che non sono nemmeno più abbonata al Perugia, e ho lo stadio a 20 minuti da casa, figuriamoci fare 500 chilometri due volte al mese. Oky, le due squadre non sono paragonabili, ma il tifo va oltre la categoria di appartenenza. Quest’anno, ad esempio, ho fatto l’abbonamento alla stagione teatrale, ma solo per sei spettacoli – oh, 11 erano impegnativi – tanto per farvi capire… figuriamoci una stagione intera di campionato.

Secondo me, per una donna non lo avrebbe mai fatto! Magari la prossima volta che lo incontro glielo chiedo!

Quelle emozioni che mi mancano molto!

Che dire della partita di ieri sera: EPICA! Davide che sconfigge Golia, la rivincita di chi non ha nulla da perdere, l’impegno, il cuore e la volontà che – a volte – ripagano. Non sempre il bravo, quello considerato migliore ottiene quello che vuole. Non sempre la bella di turno si accaparra il principe. Roma-Barcellona per me è tutto questo. Un’iniezione di ottimismo e speranza, per me e per tutti.

La partita l’ho vista a pezzi. Ora vi spiego: quando mi sono sintonizzata la Roma già vinceva 1-0, ho visto la fine del primo tempo e poi mi sono messa a fare altro. Ho sbirciato di nuovo e il risultato era 2-0, a quel punto per scaramanzia non l’ho guardata. Oh, io un po’ ci credo a queste cose! Per questo sono tornata alle mie faccende, ma la curiosità era tanta, quindi ho rimesso Canale 5 e, voilà 3-0! A quel punto mancavano pochi minuti, quindi mi sono goduta il finale. Poi mi sono goduta i festeggiamenti della mia amica romanista Cippy che stranamente non si era fatta sentire durante la gara… poi però si è scatenata! E vuoi ben vedere…

A lei e a tutti i tifosi romanisti ieri, ma anche oggi, li ho invidiati molto: non tanto per la semifinale di Champions conquistata, ma per aver potuto vivere questi momenti, queste emozioni. A me, da tifosa, mancano molto.

L’attesa per la gara, la speranza, l’ansia, la gioia, l’entusiasmo, la vittoria, il batticuore… Ecco, tutto questo è il motivo per cui amo tanto questo sport. L’emozione che il calcio regala, che va oltre le chiacchiere e le discussioni. Uno sport capace di dividere, ma anche di unire. Quello che ha fatto la Roma è stato quello che avrebbe dovuto fare la Nazionale, unire tutti sotto un’unica bandiera, tifare tutti per una squadra – scommetto che anche i laziali lo hanno fatto, in fondo – e farci apprezzare il calcio nostrano, che in fin dei conti non è da buttare come alcuni dicono. Per me quello italiano è ancora il campionato più bello del mondo… forse pari a quello inglese.

Questa sera tocca alla Juventus e… sarà per la primavera nell’aria, sarà che la Roma ha portato entusiasmo, sarà che ‘ste squadre spagnole hanno decisamente rotto, ma tiferò per lei. Ma non ditelo ai miei amici juventini.

I lati positivi della pescata di Sheva

Avrei tanto voluto commentare e sfottere come si deve gli amici romanisti e i nemici juventini per la bella pescata di Shevchenko – ora detto manina fatata – nei sorteggi di Champions League, ma tutto ciò avveniva a poche ore dalla disfatta – prevedibile – del Milan contro l’Arsenal in Europa League e onestamente c’era poco da prendere per il culo. Quando ce vo, ce vo!

Quindi me ne sono stata zitta zitta, solo qualche battuta con gli amici più vicini. E’ come sfottere uno perché è single e a te, ti ha appena lascito il fidanzato. In alcuni momenti è meglio stare muti. Però ora, che l’uscita del Milan è stata metabolizzata, due chiacchiere le potremmo pure fare. Che ne dite? 

In realtà è stato lui a pescare

Facciamo una lista dei lati positivi: 

  • Roma e Juve non hanno nulla da perdere (alla peggio solo la coppa più prestigiosa per un club).
  • La Juve se perde, a ‘sto giro non perde l’OTTAVA finale.
  • La Roma ha già fatto il tutto esaurito allo stadio e i quarti sono un buon traguardo. (Mai accontentarsi, comunque)
  • Meglio togliersi il dente delle spagnole subito. Incontrarle in finale è molto peggio (Juve insegna).
  • Peggio di così non poteva andare.
  • Con la doppia sfida, alla fin fine, non si sa mai.
  • Oh e poi, se vuoi vincere la coppa, prima o poi queste squadre le devi incontrare e battere.
  • Meglio uscire per mano – o meglio piede – di Messi o Ronaldo, che con il Siviglia di Montella. A quel punto la presa per il culo sarebbe stata epocale.
  • Meglio Real e Barça che il Napoli che gioca il calcio più bello d’Europa.

I lati negativi:

L’11 aprile sarà tutto finito.

 

Vi lascio con questa foto, che oltre ad essere la conclusione di uno dei miei film preferiti, dove sistematicamente piango, rappresenta al meglio le sfide di Juve e Roma!

Uomini distratti dal calcio… a volte è una fortuna

Rita Pavone cantava: “Perché perché, la domenica mi lasci sempre sola, per andare a vedere la partita di pallone”. Io direi… ma per fortuna! Mi spiego meglio.

Donne ho un piccolo, ma importante segreto da svelarvi:  non sempre un uomo – compagno o amico che sia – distratto dal calcio, è un male. A volte è proprio una benedizione. Date retta a me.
Lasciando stare tradimenti, amanti e cose affini… ci sono tanti motivi per sfruttare a vostro vantaggio questa cosa…

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Vi lascerà respirare per qualche giorno, perché intento a studiare per l’asta del fantacalcio.

Non romperà le scatole (perché, sì, anche gli uomini sanno essere dei veri rompipalle quando ci si mettono) perché sarà occupato dalla super partita di Champions League della sua squadra.

Non starà tutte le sere sul divano in dormiveglia a far finta di guardare qualcosa che, tra l’altro interessa solo a lui, perché andrà con gli amici allo stadio. Volete mettere una sera tutta per voi, spalmate sul divano a guardare la vostra serie tivù preferita senza continue domande o chiacchiere…

Non vi tampinerà – se siete nella fase iniziale della conoscenza – per avere delle risposte o per avere più attenzioni, perché preoccupato per l’infortunio di un giocatore importante della sua squadra.

Se voi non volete uscire di sera è facile scoraggiarlo: basterà ricordagli che lunedì c’è il posticipo, martedì e mercoledì la Champions, giovedì l’Europa League, venerdì l’anticipo di Serie B, sabato l’anticipo di A e domenica il campionato. Tutto molto facile! 

Se un amico vi propone un’uscita in gruppo, che volete evitare, o vi appiccica a un suo amico non proprio simpatico, basterà dirgli: “Ma l’hai consegnata la formazione del fantacalcio? Questa giornata inizia sabato alle 15”. Voilà, si dimenticherà di tutto il resto… e voi sarete salve.

La partita di calcetto con gli amici sarà una benedizione, se volete per una sera casa libera per chiacchierare con le amiche o semplicemente per rilassarvi con un film.

Quindi, care ragazze… datemi retta, non sempre il calcio è una maledizione. Urlare con me: “Che Dio benedica il calcio e tutti i suoi derivati!”  

Ricominciamo

Stasera si ricomincia ufficialmente. L’astinenza calcistica è finita! Dall’Europeo Under 21 non più visto una partita di calcio. Ho seguito qua e là qualche amichevole, ma poca roba… ammetto che il calcio estivo mi annoia. Io voglio il brivido, l’ansia e l’adrenalina. Mi deve bollire il sangue, senno niente.

foto_milan

Cambio di stagione: ho tirato fuori la maglia

Le amichevoli non fanno per me. Sono un po’ come la birra analcolica e il caffè senza caffeina. Hanno poco senso. Invece, questa sera si gioca sul serio: preliminari di Europa League, Craiova-Milan. Un primo test per vedere, se davvero questa squadra ha delle potenzialità o se, anche quest’anno, ci aspetta un altro anno di purgatorio. Io comunque, sentendo anche amici milanisti, tengo un profilo basso… i cavalli si vedono al traguardo! Nessuna esaltazione post-mercato. Si gode dentro e in silenzio.

Ottimi acquisti, nemmeno un parametro zero e tanta speranza, questo almeno sulla carta… ma ora bisogna vedere sul campo.

… e intanto stasera si ricomincia!  

I sette nani, i sette colli e le sette finali perse

Arrivano a sette le finali di Champions League (o Coppa dei Campioni) perse dalla Juve. Se non è un record, poco ci manca. Comunque, questo triplete non sa da fare! E non si è fatto, per la gioia di molti.

Gli amici juventini che fino a poche ore prima dell’inizio della partita si pavoneggiavano a destra e sinistra, improvvisamente sono spariti. Ancora oggi mi chiedo: ma che fine hanno fatto? Stanno contando le sconfitte in Champions? O magari i tanti scudetti vinti. Sono spariti.
“Meglio 7 Champions vinte sparse che 6 scudetti di fila” (così tanto per dire). Ho mandato qualche messaggio e fatto delle chiamate, ma non ho avuto risposte… non mi preoccupo, prima o poi li ribecco. Avoja se li ribecco!

7 finali juve

Sono veramente leggenda

Ho visto la finale in albergo al mare con un folto gruppetto di juventini del Nord Italia… non credo proprio di Torino, ma comunque di sopra il Po. Oltre a godere in silenzio (se parlavo avrei rischiato due sberle) nel vedere la Juve sciogliersi come neve al sole nel secondo tempo, ho riso tantissimo nel sentirli insultare l’arbitro tedesco – prendendosela anche la povera Merkel, non so nemmeno per quale motivo – per i torti subiti.
No, ve lo voglio ripetere: gli juventini se la prendevano animatamente con l’arbitro per le mancate ammonizioni, i falli non fischiati e per l’espulsione di Cuadrado. E’ un po’ come se la banda bassotti desse del ladro a Lupin. 
Avrei tanto voluto dirgli: “Sapete, a noi succede quasi ogni domenica. Ora capite come ci si sente…”

Detto questo, vi lascio con una massima letta su Twitter: “A quelli di “Tifiamo Juve perché bisogna riportare la Champions in Italia”: vi giuro che in via Aldo Rossi a Milano ce ne sono addirittura 7″. Passo e chiudo! 

…e anche per ‘st’anno la Juve la Champions la vince il prossimo anno.

La sottile linea rossa tra amore e tifo

Si può festeggiare la vittoria di una squadra avversaria (e anche antipatica) solo per amore del partner? Si può andare in piazza a sventolare bandiera e sciarpa di una squadra che proprio non si sopporta solo per far contento il tuo lui/lei? Quand’è che il tifo non può superare l’amore? O meglio: l’amore può oscurare il tifo?

A me non è mai capitato, ma forse, lo potrei fare solo per quadre “simpatiche” o non propriamente dal pedigree vincente. Ché so, una Fiorentina, una Roma, un Torino, un Cagliari o Napoli… insomma mai per Inter, Juve, Lazio, Atalanta o Ternana.

Rapunzel-Tangled tifosi

…e ora festeggi con me!

Voi lo fareste? Per amore si festeggia anche la Juve? (un esempio a caso)

Juve in finale di Champions… mica devo tifarla perché è italiana!

Chi segue il calcio, chi tifa calcio o chi mastica calcio – come direbbe una nota pubblicità – si sarà sentito dire, almeno una volta: “In Europa si tifano le squadre italiane!”, “Se non tifi le italiane non sei sportiva!”. Ok, non sono sportiva, mai ho preteso di esserlo.

tifoso_stadio

Inoltre, se mangi giapponese, vesti cinese, guidi un’auto tedesca e bevi la coca cola… non venirmi a dire di tifare per le italiane nelle coppe europee. Quindi dovrei essere d’accordo con Salvini solo perché è italiano?

Avrei potuto fare un’eccezione per tutte le altre squadre italiane, ma per la Juventus, no. Non se ne parla. Dite quello che volete. Certo, la presenza del Real Madrid non aiuta a simpatizzare per l’avversario, è quasi uno scontro tra chi, tra le due, mi sta più sulle balle…

Voglio sapere da voi, chi fa il tifo per le squadre italiane in Champions? 

I veri amici chiamano quando c’è da sfottere

L’urna funebre della Champions ha dato il suo verdetto. La Juventus, in semifinale, affronterà il Monaco. Non il Bayern Monaco, ma il Monacò, quello del Principato, dove regna Albero, dove non pagano le tasse, dove tutti vorrebbero la residenza. Ecco avete capito.

Monaco_Juve

Chissà se il Monaco è contento di incontrare la Juve?

Una squadra, se benché forte (non sarebbe arrivata in semifinale di Champions) è giovane, poco esperta a questi livelli e ancora in lotta nel campionato francese, con il Paris Saint Germain, per il titolo. Non può fare turnover e questo potrebbe facilitare la Juve, che ha già il suo scudetto tricolore in tasca.

Comunque, oggi, dopo il sorteggio si sono fatti sentite gli juventini che bazzicano la mia vita. Messaggi e chiamate. Perché, a me gli amici, mica mi chiamano per gli auguri di Natale o Pasqua… ma quando ci sono i sorteggi di Champions. E facevano pure i modesti: “No, era meglio il Real!”, “Quelli corrono, sono giovani”, “Guarda che so forti!” e via dicendo…

Vi informo che la mia prossima mossa, per impedire il triplete della Juve, è quella di andare a vedere queste semifinali a casa del mio amico juventino. Quando c’ero io, la Juve ha sempre perso le partite importanti. Ovviamente lui ha già risposto con un bello “SCORDATELO!!”, ma io ho la mia tattica per intrufolarmi. Mi faccio invitare dalla mia amica, sua moglie, che non mi dice mai di no e che, non seguendo il calcio, non sa quando gioca la Juve. Sono diabolica… ma non posso stare a guardare senza fare nulla. Dopotutto Simeone se la merita questa coppa.