Casillas ma come ti vesti?!

Dovrei parlare di tante cose successe in questi giorni in ambito calcistico, ma tutti hanno già detto la loro, quindi la mia la tengo per me. A volte è un bene.

Preferisco portare alla vostra attenzione qualcosa di cui nessuno ha ancora parlato: la calzamaglia arancione indossata da Iker Casillas durante Juve-Porto. Certi argomenti sono difficili da affrontare.

Casillas, tu puoi tutto… ma certo!

Partendo dal presupposto che Casillas è bono e sexy come (onestamente) pochi calciatori sono, ribadendo il fatto – se non fossi stata abbastanza chiara – che è trombabile in tutti i luoghi, in tutti i laghi, monti, pianure e isole comprese… ma co ‘sta calzamaglia non se po guardà. Nemmeno fosse Roberto Bolle, che balla vestito da carota sul palcoscenico del Teatro alla Scala. Anche se, devo dire, mette in evidenza una notevole dotazione. Un equipaggiamento da numero 1, verrebbe da dire: “Hola hola!”

Però Iker, facciamo a capirsi: ora la togli subito e non la metti più, claro?! Sei uomo, se senti un po’ di freddo non succede nulla, se ti sbucci le ginocchia nemmeno. Ma la calzamaglia, no. Ti dico solo, che io l’ho messa solo a 9 anni sotto la tuta da sci. Levala subito!!  

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Breve storia triste (Juve-Milan venerdì sera)

Ora vi racconto una storia…

C’era una volta una ragazza che amava il calcio e tifava Milan. Un giorno due sue amiche le dicono: “Quando ci inviti a cena a casa tua?” e lei contenta ed entusiasta rispose: “Venerdì sera va bene!”. Ma la ragazza non sapeva che si sarebbe abbattuta su di lei una nuvola nera, anzi biancorossonera…

Ma perché questi giocano di venerdì? Mammaggia alla Champions e chi la gioca!

Alcuni giorni dopo aver fissato la data della cena, ecco la scioccante scoperta: Juve-Milan si gioca venerdì sera. Proprio lo stesso venerdì in cui le sue amiche vanno da lei. Con un piccolo stratagemma cerca di spostare la serata, senza far trapelare il reale motivo, ma nulla: il fato non vuole che questo avvenga. Dovrà rinunciare alla partita o seguirla con un orecchio solo, mentre fa la brava padrona di casa.

Io dico: una ricompensa come si deve, per questa ragazza deve arrivare… il destino deve intervenire, tipo facendo vincere il Milan! Oppure, meglio ancora, con una sorpresa inaspettata per lei.

Buona partita… per chi la vedrà!

Supercoppa di Natale 

Diciamo la verità, nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo sulla vittoria del Milan. Non lo ha fatto nemmeno un mio amico che scommette anche sul Festival di Sanremo ed è pure milanista. Figuratevi!
È stata una vittoria, di questa Supercoppa, inaspettata, ma comunque meritata. Una partita divertente, giocata bene da entrambe le squadre. Occasioni per la Juve, occasioni per il Milan. Parate e gol falliti. Insomma, tutto quello che si cerca e si vuole in una partita di calcio.

Il vantaggio di Chiellini e il pareggio di Bonaventura. Ecco, per anni c’è stato solo un Jack nel mio cuore (vedi foto sotto) da ieri c’è anche Bonaventura!

Per il Milan un bel regalo di Natale… una Supercoppa di Natale!

E visto che è Natale vi auguro Buon Natale amici blogghisti… e anche di vincere una coppa ogni tanto (per chi fosse interessato!)

AUGURI!!

Non importa se sei genoano o napoletano… se perde la Juve, sei contento

Se c’è una cosa che ho imparato da questi anni di blog è che, qualunque squadra tifi o da qualunque parte dell’Italia abitanti, quando perde la Juventus sei contento. Ovviamente, juventini esclusi. In pratica, se non sei bianconero, sei anti – bianconero. Una sorta di alleanza che va al di là del tifo per la propria squadra e che converge in un’unione verso un “nemico” unico: la Juventus.

Quando la Juve perde sono tutti contenti. Non ho mai, e dico mai, trovato uno che dicesse: “Mi dispiace, perché alla fine si meritava di vincere”. Mai successo. La Juventus, o la ami o la odi. E se la odi, la odi davvero.

fuochi-d-artificio

È un fenomeno sociale che andrebbe studiato. Perché, bene o male, le squadre che di cui non sei tifoso, comunque le tolleri.

L’Inter la prendi in giro e la compatisci. Tanto, la maggior parte delle volte, fa tutto da sola.

Napoli, Roma e Fiorentina tutto sommato, fanno simpatia. Almeno quando non vincono contro il Milan.

Lazio, Atalanta e Chievo non le amo particolarmente, ma non gioisco se perdono. È indifferente.

Sulle altre sono neutrale. No esulto quando vincono e non godo quando perdono.

Ma quando si tratta della vecchia Signora tutto cambia: nessuno è neutrale, nessuno è indifferente. Persino chi non segue il calcio – ho prove di quello che dico – è anti-juventino. Forse perché il vincente è spesso antipatico, forse perché ha la nomea di rubacchiare…
Fatto sta che, questo andamento l’ho notato in molte persone, sia nelle chiacchiere da blog che in quelle reali. Non importa se sei genoano o napoletano… quando perde la Juventus si festeggia. È una regola. Una religione. Amen.

Il problema è che festeggiano più loro… degli altri!

Best… il quinto Beatle ci lasciava 11 anni fa

Genio e sregolatezza, amato e odiato. Donne, alcool e auto di lusso. Il 25 novembre del 2005 moriva George Best, Pallone d’Oro 1968. Il golden boy del calcio del Regno Unito, 178 goal in 466 partite disputate con il Manchester United, ha lasciato il calcio a soli 26 anni.

L’unico giocatore al mondo ad avere un aeroporto col suo nome e a finire su una banconota. A neanche un anno dalla dipartita di Best, infatti, la banca nordirlandese Ulster rilasciò un’edizione limitata di banconote da cinque sterline raffigurante proprio l’ex attaccante del Manchester United.

best

Ma oltre ai suoi gol, sono indimenticabili le sue frasi. Vorrei ricordarlo con quelle:

“Non so se è meglio segnare al Liverpool o andare a letto con Miss Mondo, menomale che io non ho dovuto scegliere”

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i venti minuti peggiori della mia vita”

“Ho speso molti soldi, per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato”

“Quando me ne sarò andato, la gente dimenticherà tutta la spazzatura e ricorderà solo il calcio”

“L’alcol è l’unico avversario che non ero riuscito a battere”

“Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più”

“Io sono l’uomo del peccato, il Paradiso non fa per me”

 

Ma come ti sposi?

Lui che ti aspetta all’altare vestito di putto punto. Con un tre pezzi, in frac o smoking. Tu che lo guardi estasiata e anche, un po’ sbavosa per la sua bellezza. Macché, “l’uomo moderno e tifoso” si presenta all’altare con la maglia della sua squadra del cuore… Oh M-I-O D-I-OOOO

Nemmeno se andasse allo stadio o a giocare a calcetto con gli amici

Oltre al già citato tifoso dell’Arsenal…

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…ne ho trovano un altro

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C’è da dire, che almeno si sono presentati, anche se vestiti così. Non che un bel vestito rende un marito perfetto, ma almeno vediamo di scegliere la squadra giusta, perdindirindina!

La dura legge del gol al 90′

Per uno tifoso, c’è qualcosa di peggio che subire un gol al 90′? No, per me, no. Quello nel derby è stato terribile. Ho ripetuto per dieci minuti: “No, dai… non è possibile! Ca…volino”. 
Lo so, già vi sento che dite: “L’Inter meritava il pareggio!”, “Il Milan si è chiuso troppo all’indietro”, “L’Inter ha una squadra più forte”… bla bla bla.

Fatto sta che il gol di Perisic mi ha gelato. Sono rimasta 2 minuti immobile a fissare la televisione spenta. Una doccia fredda a fine novembre. Uno schiaffo in pieno viso senza sapere nemmeno il motivo.

Peggio di uno spavento quando meno te lo aspetti. Come quando lui sparisce senza motivo e smette di cercarti. Un tamponamento in mezzo al traffico. Il ciclo il giorno prima di partire per il mare. Un invito che aspettavi e l’estetista non ha posto per la ceretta. Un incontro casuale interessante e i peli sulle gambe. Il finale di stagione della tua serie tv preferita e la corrente che salta.

Insomma, ci siamo capiti…

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Non sono, ovviamente mancati, gli sfottò degli interisti, che però hanno visto bene di palesarsi il giorno dopo. A caldo, sarei potuta essere decisamente offensiva e sgarbata.

Da oggi quando una persona mi starà sulle balle, gli dirò: “Sei bello con il gol al 90′ di Perisic”. Poi, se capisce bene, altrimenti penserà che gli stia facendo un complimento. Peggio per lui, dovrebbe informarsi!