25 novembre

Un uomo con una donna deve alzare solo una cosa…
Non sono le mani, non è la voce 👠👠

#stopallaviolenzasulledonne

Covid, calcio e discussioni

Avverto subito che non voglio entrare nel merito della situazione Covid e campionato. Da bloccare? Da giocare? Non sono io che decido. Però due parole su questa situazione le voglio spendere – qui con voi – soprattutto perché in questo periodo mi è capitato molto spesso di dover discutere su questo argomento.

“Perché i calciatori sono privilegiati per i tamponi?”, “Perché in Italia si può fermare tuto ma non il calcio…”, “Guai chi tocca il calcio, eh?!”, “Tu la pensi diversamente perché ti piace”, “Le scuole chiuse e gli stadi aperti”… e via dicendo. Praticamente è da settembre che non sento altro.

Personalmente li trovo discorsi qualunquistici, degni del miglior salotto di Barbara D’Urso, il bello è che sono arrivati anche da persone (ovviamente che non seguono il pallone) anche di un certo grado d’istruzione e cultura. Io, dal canto mio, ho difeso il calcio, ma non tanto per la mia passione ma perché trovo allucinante fare affermazioni di questo tipo: già mettere la scuola e il campionato sullo stesso piano è sintomo di pochezza – il campionato è mooolto più importante! Ma che scherziamo! (ovviamente è una battuta); oppure riversare astio gratuito verso questo mondo solo perché il tuo in questo momento è bloccato, come se offe colpa del calcio.

La maggior parte delle volte rispondevo in modo provocatorio: “Ma se domenica c’è la partita a te che cosa cambia?! Non è che affronti meglio questo periodo di merda se bloccano il campionato!”, “Quanto incide in negativo nell’economia della tua vita se giocano a pallone?!”

Sicuramente sbaglierò, ora mi arriveranno valanghe di critiche, ma la vedo così. Sembra che è LUI il vero male del mondo: “Ci sono bambini che muoiono di fame: eh, però i calciatori sono strapagati”, “Non posso andare al ristorante: però loro possono giocare”.

Il mondo del pallone è un mondo a sé: si pagano i tamponi, si controllano da soli e se avesse funzionato la famosa bolla, come è successo nell’NBA, non ci sarebbero stati tanti positivi.

La mia è una provocazione, è un mio pensiero, è un voler sbeffeggiare tutti ‘sti discorsi beceri e da salotto D’Urso.

E poi, oh… ora lo dico! Io so contenta che giochino: mi fa svagare nei weekend che passo in casa, mi fa mantenere rapporti di sfottò con gli amici, mi fa pensare ad altro. E mi ha fatto pure riaprire il blog! Voi pensatela come vi pare: IO SONO CONTENTA.

 

Rinnovato… perché no!

Oggi ho rinnovato l’abbonamento a WordPress e di conseguenza ho ancora fatto restare in vita Colpoditacco. Non mi andava di farlo morire, non me la sono sentita. Dopotutto ha solo 7 anni, è ancora un bambino.

Inoltre, da un po’ di giorni – per l’esattezza, da quando mi è arrivato via mail l’avviso di rinnovo – mi è frullata in mente l’idea di tornare a scrivere qui. Il poco tempo, la poca voglia, l’idea di scrivere dopo averlo fatto per tutto il giorno per lavoro e qualche bega personale, mi hanno portato ad abbandonare il mio rifugio calcistico preferito. Ma non voglio assolutamente perderlo del tutto.

E poi quest’anno che il Milan – per ora – è primo in classifica! E quando mi ricapita. Dimostra persino di avere un gioco! INCREDIBILE. Dovrei scrivere fiumi di parole a riguardo!

Per ora mi limito a dirvi che potrei tornare, che sono ancora viva e che un po’ mi siete mancati. In più domenica c’è Napoli-Milan: sono un po’ combattuta se scrivere qualcosa o starmene zitta zitta per scaramanzia.

Ci penso… vi farò sapere!

Cosa ricordi delle Notti Magiche?

Lunedì si festeggiano i 30 anni di Italia 90. Cioè, ci rendiamo conto… sono passati 30 anni. Io ho una memoria un po’ labile di quei giorni, degli episodi. Non ho un ricordo preciso di quei giorni.

Mi ricordo i gol di Toto Schillaci e le sue strane facce. Mi ricordo mio padre che registrò con il videoregistratore – comprato in quel periodo – tutte le partite dell’Italia. Sono rimaste ordinate su una mensola per decenni. Ancora non ho capito il senso di registrarle… nessuno le ha mai più viste!

toto-schillaci-mondiale-90-1

Ricordo Ciao, che avevo in un portachiavi e la canzone simbolo cantata da Gianna Nannini e Edoardo Bennato.

Non ho altri ricordi… ero una bambina di 9 anni e mezzo. Facevo altro: giocavo con Barbie, andavo in bici sotto casa e chiacchieravo dal terrazzo con le mie amichette. Il calcio era un mondo ancora lontano, che non mi interessava (ancora).

Voi invece che ricordo avete di quei giorni? Com’erano le vostre Notte Magiche

 

Il nemico (juventino) in casa

Ho fatto entrare nella Fossa dei Leoni – cioè casa mia – un mio nuovo amico juventino. Non so perché, ma ‘sti bianconeri sono dappertutto. Me ne sono ritrovato uno sul mio stesso pianerottolo.

Ho deciso, da brava vicina, di invitarlo a vedere la finale di Supercoppa: lo so, mi direte voi: “Ma sei proprio masochista?!” Il risultato era scontato, ma ho voluto ugualmente sfidare la sorte… visto mai ci scappava una – improbabile – vittoria del Milan.
Come da copione non è andata così, ma almeno nei momenti noiosi della partita – ce ne sono stati diversi – abbiamo ammazzato il tempo parlando dei giocatori, dei miei viaggi, di film, del fatto che lui cucina e io no, e di quanto fosse brutto e cattivo Pjanic.

“Volevo portare la sciarpa, ma poi c’ho ripensato”… ecco un punto a suo favore, altrimenti a fine gara o dopo il rigore non visto e non voluto rivedere dall’arbitro, ce lo strozzavo. Casa mia è piccola, non sarebbe stato facile nascondere un cadavere. Poi avrebbe iniziato a puzzare e io le puzze non le sopporto proprio. Ho scoperto che nel palazzo di gobbi che ne sono anche altri… lo farò presente alla prossima riunione di condominio!

Comunque, va messo agli atti che non ha esultato più di tanto e non ha nemmeno festeggiato a fine partita… sarà perché di ‘sta coppa agli juventini interessa ben poco.

Se n’è andato dicendomi: “Ne riparliamo quando avrete una squadra più competitiva”.

Non ho potuto che dargli ragione.

Cinque anni di noi

Sono passati cinque anni da quando ho deciso di aprire il blog e di far nascere Colpo di Tacco. Il 2 gennaio del 2014 tagliavo il nastro di questo luogo virtuale, che immaginavo come un mix tra una piazza e un bar dello sport… dove tutti potessero dire la loro!

Credo – nel mio piccolo – di esserci riuscita, almeno per un certo periodo di tempo. Un tempo in cui qui c’era un via e vai continuo, con discussioni e scambi di battute più o meno colorite. Un tempo in cui ci si incontrava virtualmente sotto i miei post, ci si sfotteva e si rideva tanto. Un tempo in cui tra queste pagine si aggiravano gnocchi e bellezze da blogger. Un tempo, forse, oramai passato.

Ho aperto questo blog in un periodo della mia vita in cui ero un po’ smarrita e questo luogo è stato il mio rifugio e Colpo di Tacco il mio alter ego. In questi cinque anni sono successe tante cose e tanti cambiamenti ci sono stati: dalla casa al colore dei capelli, dal lavoro al mio modo di affrontare la vita. Ho imparato persino a parlare! (almeno un po’).

E anche se non sarà vivo come anni addietro (in primis per una questione di tempo) non lascerò morire questo spazio e cercherò anche quest’anno di tenerlo in vita, sempre con il mio modo scanzonato e divertente… o quantomeno ci proverò! Sono troppo affezionata a lui, a quello che ha rappresentato e a quello che mi ha dato in tutto questo periodo.

Quindi non mi resta che auguragli 100 di questi anni! Auguri Colpo di Tacco.

L’allenatore che non vorrei

C’è un allenatore che, anche se la vostra squadra dovesse andar male e da lui dipendesse la ripresa, proprio non lo vorreste sulla panchina? Ché anche solo l’idea che lui possa allenare la tua squadra vi fa fare conati di vomito?

Penso ai tifosi juventini e alla poca simpatia (per usare un eufemismo) per José Mourinho: loro lo vorrebbero allenatore della Juve? Se in un sogno premonitore solo la sua presenza in panchina potesse far vincere la Champions League alla Juve, lo accoglierebbero a braccia aperte?

Penso anche alla mia innata antipatia per Antonio Conte: quando si parlava – o si parla – di un suo probabile arrivo al Milan cerco sempre di rimuovere dalla mia mente quest’immagine. Non ci voglio nemmeno pensare… 1,2,3 fatemi pensare ad altro.

Ovviamente, uno dovrebbe andare oltre le antipatie, ma il calcio è passione, quindi spesso la ragione si annebbia e prevale il sentimento. Si pensa con il cuore e non con la mente, e decisamente non con razionalità.

Dai, fatemi sapere la vostra opinione… e sopratutto fate qualche nome!

Il fascino di Milan-Juve

Milan-Juve per me ha sempre avuto un fascino particolare. E’ una sfida che ho sempre sentito più di Milan-Inter, forse perché non essendo una milanista di Milano, vivo il derby con un distacco emotivo e geografico maggiore. Fatto sta che la partita con i bianconeri mi coinvolge molto, coinvolgimento che è alimentato anche dalla mia storica e più che dichiarata antipatia per la Juve.

Inoltre, ritrovandomi circondata da juventini… l’urto sale alle stelle. Quella loro aria di sufficienza nei confronti del Milan – considerata oramai una nobile decaduta – aumenta il mio nervosismo. Loro oramai giocano partite ben più importanti!

L’attuale disparità tra le due squadre è evidente e gli infortuni di queste ultime ore in casa rossonera fanno scoraggiare anche il milanista più ottimista. Io essendo una tipa molto realista e sospettando che sarà Zapata a marcare Ronaldo, ho preparato il cestino per riportare a casa le innumerevoli pere che prenderà il Milan…

Il cestino per i gol

Questa sfida poi mi porta alla mente diversi ricordi: la prima partita a San Siro, sfottò e sfide passate viste con i miei amici juventini, vittorie indimenticabili e – ultimamente – sconfitte sonore e un incontro con un amico-blogger…

Un finale che fa piangere

Mi va di scrivere il blog, ma dovrei parlare della pessima doppietta fatta dal Milan: perdere il derby al 92esimo e perdere in Europa League, per questo parlerò di cinema.

Sono andata a vedere A star is born con Lady Gaga e Bradley Cooper: vi dirò è un bel film, loro sono entrambi bravissimi…

Ché poi, se giochi un’intera partita puntando sullo 0-0 è giusto che tu perda. Non c’è stata un’azione di squadra, solo giocate individuali. Higuain era più solo di un numero primo, mi ha fatto una tenerezza che me lo sarei portato a casa… una squadra con lui in campo dovrebbe giocare per lui.

No, non ci devo pensare… parliamo del film. Devo ammettere che è un po’ lungo e ha dei punti un po’ lenti – ma come vi dicevo – è bello, le canzoni sono bellissime… lei è brava e carismatica, lui è bravo e figo!

Ma pure Donnarumma, cacchio prendila ‘sta palla, sei lì per quello, sei pagato – profumatamente – per fare quello. Ma si può!? Inoltre, le partite e i derby in particolare vanno giocati. Li guardavo dalla televisione e mi saliva l’urto (ed eravamo ancora in parità) perché non giocavano, davano la sensazione di un mix tra paura e mancanza di voglia… Maperlamiseria.

Basta Agnese! Pensa ad altro. Comunque, è un film che vi consiglio, soprattutto alle donne, vi scapperà alla fine anche una lacrima. A qualcuna anche altri tipi di fluidi, ma va bene così!

Eh già, ultimamente i finali mi fanno piangere. Ma poi, anche ieri sera: si può perdere in casa con il Real Betis?! Ma che squadra è? Suvvia. Ho una proposta: ma accanto al motivatore Gattuso, in panchina non si può anche mettere un allenatore? 

Vabbé, ora la smetto. Vi posto questa canzone, per la quale sono andata in fissa. Almeno penso ad altro!