Ricominciamo!

Ogni volta che si ricomincia, lo si fa sempre con i migliori propositi. Accadeva quando iniziava la scuola o l’università e accade ogni volte che inizia un nuovo anno o quando ritorna il campionato di calcio.

La speranza è sempre tanta. La speranza di vedere un buon campionato competitivo, divertente, equilibrato, regolare, avvincente e tutta una lista di aggettivi positivi.

Febbre a 90'

Le sue sono parole sante!

Ma come sarà effettivamente quest’anno calcistico?

Dominato dalla super Juve che ha creato un vero squadrone (nulla di ironico, lo penso, ahimè, davvero)

Le milanesi made in Cina arrancheranno dietro: quella nerazzurra ha più possibilità di quella rossonera

Roma e Napoli le eterne seconde/terze? (mi sa anche a ‘sto giro…)

Povero di campioni: partono ma non ne arrivano altri

Con pochi soldi e poche idee…

Con un mercato più di nomi che di fatti

Va be’ nonostante tutto si ricomincia. Ricominciano “le ansie” e le arrabbiature, gli sfottò e le urla. Si ricomincia a tifare e ad andare allo stadio. Ricominciano le domeniche (e non solo) davanti alla tivù e le serate con gli amici davanti a una partita. Tornano gli insulti a Chiellini e a Montolivo, tornano le parolacce di Buffon e commenti fuori luogo di chi non capisce il calcio. E soprattutto tornano quelli che in questo periodo pronunciano la solita e noiosa frase: “Oddio, ma che, già ricomincia il campionato?!” “Sì, domenica già ricomincia il campionato!”

Per voi, invece, che campionato sarà? Se vi sbizzarrite, potrei raccogliere tutti i vostri desideri e farci un post collettivo.

…almeno copiassero il Milan di Sacchi

Per chi è nato negli anni 80 come me, il Milan è stato sempre di Berlusconi. Del presidente – manager che ha portato la squadra sul tetto del mondo (diverse volte). Oggi, neanche a dirlo, finisce un’era per i tifosi rossoneri.
Il Milan è diventato cinese. Come i vestiti a basso costo, gli oggetti pacchiani o le scarpe sportive.

I tifosi, me in primis, sono tra “era ora! e boh, speriamo bene!“. La speranza è che non sia, per questa fantomatica cordata, solo ed esclusivamente una questione di business. Un po’ di cuore ci vuole, cavolo se ci vuole, oltre ovviamente a valanghe di soldi.

Insomma, un altro pezzo di storia del calcio italiano va all’estero. L’era berlusconiana ha portato 30 anni di campioni: da Van Basten a Baresi, da Nesta a Pirlo, da Shevchenko a Kakà, per citarne alcuni. Sono stati anni di trionfi, di coppe, scudetti e palloni d’oro.

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Le coppe in bacheca

Per ricordare con la lacrima

Dalla notte del 4-0 alla Steaua Bucarest del trio olandese guidato in panchina da Arrigo Sacchi alla “vendetta” di Atene del 2007. Di fronte c’era quel Liverpool che due anni prima era stato protagonista di una rimonta impensabile, (io sul 3-0 avevo già preso la bandiera da appendere… tanto per darvi un’idea). Poi arrivò il 3-3 e la sconfitta ai rigori. Era la notte di Istanbul, una delle pagine tristi del trentennio. Un’ombra Istanbul, come la serata di Marsiglia con Galliani, altro simbolo dirigenziale dell’era berlusconiana, che scende in campo e fa uscire dal campo la squadra per il black out di un riflettore. Ombre come quelle delle ultime tre stagioni, concluse senza Europa e con tanta contestazione a società e giocatori.

Ma ci sono state anche le finali in Coppa Campioni vinte col Benfica, il Barcellona e la Juventus, le due Coppe Intercontinentali, una Coppa del Mondo per club, gli otto scudetti (tra cui uno vinto a Perugia… per me indimenticabile) e tanto altro.

Oggi inizia un nuovo capito per il Milan, o come qualcuno lo ha già ribattezzato Mi Lan. Un capito bello o brutto non si sa… ma sicuramente nuovo. In groppa al Dragone potrebbe persino tornare sul tetto del mondo. O almeno si speLa!   

Se non chiama non gli piaci abbastanza… vale anche per il Milan

C’è chi compra… c’è chi vende. C’è chi vende e poi compra. E poi c’è il Milan, che non fa nulla. Si sbarazza dei pesi ma non incassa, in pratica non fa calciomercato.
Ieri mi sono chiesta: ma 11 giocatori da mandare in campo per la prima partita di campionato ce l’ha? Comincio ad avere seri dubbi anche su questo.

Non viene mai comunicato l’arrivo di qualche giocatore, tutto è bloccato.

Se i cinesi non comprano… non si compra!

E se non ti chiamano è perché non gli piaci abbastanza… vale anche per le squadre di calcio in vendita

la verità è che non gli piaci abbastanza

Così mi immagino la dirigenza Milan mentre aspetta la chiamata dei cinesi

Oramai il tifoso milanista si è rassegnato a questo destino: non si arrabbia più, non spera più in grandi arrivi, non punta più a grandi risultati. E’ privo di entusiasmo, quasi apatico… sta lì e aspetta la sorte del suo destino, consapevole che non può fare nulla, se non aspettare.

E’ come un innamorato appena lasciato, che non reagiste e aspetta seduto sul divano che tutto passi. Che la delusione e il dolore finiscano. Vive solo di ricordi, ha in mente solo i bei momenti andati e ha quella flebile speranza che tutto possa tornare come prima.
Ma non è così. Se qualcosa dovesse tornare, sarà tutto nuovo, diverso… magari meno bello, ma che potrà, perché no, farlo ancora entusiasmare. Oddio, almeno spero! 

Natale con I-cardi (il nuovo film di De Laurentiis)

La sceneggiatura del film di Natale è già sul tavolo di Aurelio De Laurentiis. Sono iniziate in questi giorni le riprese.
Protagonisti: Mauro Icardi e la mogliettina procuratrice Wanda Nara, Christian De Sica, che non può mancare, riunito per l’occasione con Massimo Boldi. Special guest Maxi Lopez e Karim Benzema. Ma anche personaggi a sorpresa.

La sceneggiatura

Wanda Nara, incinta del quinto figlio a 29 anni (non c’entra nulla, ma volevo sottolinearlo) è in un albergo di Napoli in attesa che De Laurentiis le porti il contratto del marito per essere esaminato. La sua speranza è che sia corto da leggere e che ci siano tante figure. Dopo essersi preparata per l’incontro e indossato il suo vestito migliore: un completino intimo tigrato – perché si sa, a Napoli fa sempre caldo. Anche a Natale – ammazza il tempo facendosi selfie “culo all’aria” da postare su Instagram.

Un selfie tira l'altro... e Wanda passa la giornata

Un selfie tira l’altro… e Wanda passa la giornata

Ma il pericolo è dietro l’angolo: in camera entra per sbaglio Christian De Sica. Avrà davvero sbagliato stanza?! Chissà?! Lo spettatore resterà con questo dubbio. O forse poi verrà svelato.

“Ao! E chi è sta smandrappata? Ora me la calzo!”. Ma mentre pronuncia la frase, scivola sul tubetto di crema depilatoria lasciato in giro da Wanda e le cade addosso da dietro. Tanto bene… Continua a leggere

Higuain-on vengono mai da soli (parola di Gintoki)

Lo sport più praticato d’estate è il calciomercato: richiede costanza, applicazione e disciplina. Bisogna svegliarsi al mattino e leggere tutto ciò che scrivono i giornali, far combaciare gli elementi in contraddizione (molti), espungere la fuffa (tanta), individuare la verità (poca). Ed essere pronti agli scossoni di mercato: come la vicenda legata a Gonzalo Higuain che sta occupando le pagine dei quotidiani sportivi e riempiendo i discorsi dei tifosi interessati.

Higuain volerà via?

Higuain volerà via?

L’antefatto

Higuain non si è esposto in prima persona, per lui ha parlato suo fratello e agente Nicolas che molti però vedono come un semplice pupazzo del calciatore. Non vogliamo sapere dove gli infili la mano. Ha detto chiaro e tondo che il giocatore non rinnoverà il contratto che lo lega al Napoli e che attende di essere ceduto. Se ciò non avverrà, lasceranno andare il contratto in scadenza e il calciatore si libererà senza che il Napoli veda un euro. A queste ultime parole Aurelio de Laurentiis ha avuto un malore. Dall’intervista con Nicolas è emerso che tra i motivi della rottura ci sia il fatto che ADL abbia definito Higuain una volta un “chiattone”. Per consolare l’orgoglio ferito, il numero nove quella volta scappò in lacrime da Anema e Cozze a svuotare una carriola di frittura di pesce.

La clausola

Il nodo della vicenda ruota intorno alla clausola di rescissione. Di che si tratta: è la cifra con la quale un calciatore può recedere unilateralmente dal contratto. In pratica se qualcuno si accorda con il giocatore e svuota un sacco di soldi sulla scrivania del presidente e si accende un sigaro con una banconota, quest’ultimo non può opporsi. Sulla clausola di Higuain, del valore di 94 milioni, si sono rincorse le ipotesi. Si diceva che fosse scaduta il 30 giugno, poi hanno detto che la data è il 31 luglio, poi che è il 31 agosto, poi secondo la Juventus sarebbe pagabile in due rate, i giornali parlano addirittura di tre rate e che sia commutabile in contropartite tecniche. Le ultime notizie dicono che Higuain si possa ottenere con un finanziamento in 48 rate a tasso zero e con in omaggio una lavatrice e un set di pentole. Sembra che la Juve stia valutando l’acquisto della lavatrice offrendo il balletto di Zaza in cambio. ADL si è sentito male.

Le reazioni

Il tifo, si sa, è sempre una cosa vissuta in modo viscerale, che è un eufemismo per dire “in maniera umorale come se gli ormoni fossero biglie di un flipper”, che è un eufemismo per dire “con schizofrenia”. E così Higuain, fino al mese scorso eroe del popolo napoletano, alla notizia della sua volontà di levare le tende ha ricevuto come augurio quello di ritrovarsi presto in stampelle. E questo era il commento diffuso prima della notizia dell’interessamento della Juventus. Non riportiamo le reazioni successive per rispetto del pubblico più impressionabile. C’è chi invece ha il cuore infranto, dopo averlo visto cantare sotto la curva, davanti alla possibilità che vesta la maglia bianconera. Come vedere l’ex ragazza con un tipo odioso e odiato. Anche se alcuni tifosi cederebbero la propria ragazza in cambio della permanenza di Higuain.

Vendere o no?

A prescindere da quello che avverrà, il pubblico partenopeo è diviso: c’è chi vorrebbe trattenerlo a tutti i costi, anche per una sola altra stagione e poi lasciarlo andare via gratis. A questa ipotesi ADL ha mandato tutti a quel paese fuggendo in motorino. C’è chi invece vorrebbe i 94 milioni tutti e subito, da reinvestire per un bomber e per rinforzare la squadra. Chi invece spera in una terza via, per ora lontana dalla realtà: rinnovo con abbassamento della clausola e Higuain che resta per altri due anni.

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De Laurentiss si dà alla fugga in motorino

Alla fine cosa fa?

Quali siano le intenzioni di Higuain non si sa. Il giocatore è in vacanza, non ha parlato con nessuno e ha pure rotto con la fidanzata. Pare che l’avesse chiamato chiattone.

 

Ringrazio Gintoki per la sua analisi perfetta… dopotutto chi meglio di un napoletano può farci un quadro e un dipinto preciso della situazione