Albero di Natale, fatto!

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Ognuno, dopotutto, fa l’albero di Natale che più gli assomiglia…

Sarei un pessimo allenatore 

Ci ho pensato in questi giorni e ho capito che sarei un pessimo allenatore. Io sono miss indecisione. Cambio idea in continuazione. Sono pronta ad ammetterlo pubblicamente. Fatico a prendere decisioni: sia banali, che importanti.
Per questo penso che, se dovessi decidere la formazione da mandare in campo ogni domenica ci metterei anni. Oppure farei giocare sempre gli stessi, così da non dover pensarci molto.

Quale metto delle due?

Quale metto delle due?

In questi giorni ho dovuto arredare la mia casa e ho cambiato idea e mobili non vi dico quante volte. Chi mi sta intorno, so per certo che non ne può più.

  • Ho comprato un mobile e cambiato prima che arrivasse.
  • Ho sbagliato le misure del divano, che ho dovuto cambiare, ma prima di sceglierne un altro non vi dico quanto ci ho messo.
  • Ho mandato indietro una lampada rovinata  (questa non era colpa mia).
  • Ho fatto spostare un lampadario che non andava bene dov’era.
  • Ci ho messo mesi per scegliere un mobile per il salotto: doveva avere una certa altezza e delle precise caratteristiche. Alla fine l’ho trovato.
  • Volevo cambiare il colore della cucina, ma quando l’ho chiesto al negozio, l’ordine era già partito. Quindi è rimasta del colore iniziale.
  • Ho girato due negozi per scegliere le tazzine da caffè. Oh, non me ne piaceva una.

Ecco, diciamo che ho dato il meglio di me, dimostrando a chi mi sta intorno che sono un’eterna indecisa.

Insomma, non potrei mai fare l’allenatore. Pensate al momento dei campi. “Chi cambio?”, “Ma se poi lo cambio, con chi lo cambio?”, “Quando lo cambio, ora o dopo?”. Manderei la squadra in tilt e il mio secondo andrebbe fuori di testa. Basta, non voglio prendere più decisioni. Anche perché, le ultime che ho preso, non sono state delle migliori. Ancora me ne pento.

Non importa se sei genoano o napoletano… se perde la Juve, sei contento

Se c’è una cosa che ho imparato da questi anni di blog è che, qualunque squadra tifi o da qualunque parte dell’Italia abitanti, quando perde la Juventus sei contento. Ovviamente, juventini esclusi. In pratica, se non sei bianconero, sei anti – bianconero. Una sorta di alleanza che va al di là del tifo per la propria squadra e che converge in un’unione verso un “nemico” unico: la Juventus.

Quando la Juve perde sono tutti contenti. Non ho mai, e dico mai, trovato uno che dicesse: “Mi dispiace, perché alla fine si meritava di vincere”. Mai successo. La Juventus, o la ami o la odi. E se la odi, la odi davvero.

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È un fenomeno sociale che andrebbe studiato. Perché, bene o male, le squadre che di cui non sei tifoso, comunque le tolleri.

L’Inter la prendi in giro e la compatisci. Tanto, la maggior parte delle volte, fa tutto da sola.

Napoli, Roma e Fiorentina tutto sommato, fanno simpatia. Almeno quando non vincono contro il Milan.

Lazio, Atalanta e Chievo non le amo particolarmente, ma non gioisco se perdono. È indifferente.

Sulle altre sono neutrale. No esulto quando vincono e non godo quando perdono.

Ma quando si tratta della vecchia Signora tutto cambia: nessuno è neutrale, nessuno è indifferente. Persino chi non segue il calcio – ho prove di quello che dico – è anti-juventino. Forse perché il vincente è spesso antipatico, forse perché ha la nomea di rubacchiare…
Fatto sta che, questo andamento l’ho notato in molte persone, sia nelle chiacchiere da blog che in quelle reali. Non importa se sei genoano o napoletano… quando perde la Juventus si festeggia. È una regola. Una religione. Amen.

Il problema è che festeggiano più loro… degli altri!

Best… il quinto Beatle ci lasciava 11 anni fa

Genio e sregolatezza, amato e odiato. Donne, alcool e auto di lusso. Il 25 novembre del 2005 moriva George Best, Pallone d’Oro 1968. Il golden boy del calcio del Regno Unito, 178 goal in 466 partite disputate con il Manchester United, ha lasciato il calcio a soli 26 anni.

L’unico giocatore al mondo ad avere un aeroporto col suo nome e a finire su una banconota. A neanche un anno dalla dipartita di Best, infatti, la banca nordirlandese Ulster rilasciò un’edizione limitata di banconote da cinque sterline raffigurante proprio l’ex attaccante del Manchester United.

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Ma oltre ai suoi gol, sono indimenticabili le sue frasi. Vorrei ricordarlo con quelle:

“Non so se è meglio segnare al Liverpool o andare a letto con Miss Mondo, menomale che io non ho dovuto scegliere”

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i venti minuti peggiori della mia vita”

“Ho speso molti soldi, per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato”

“Quando me ne sarò andato, la gente dimenticherà tutta la spazzatura e ricorderà solo il calcio”

“L’alcol è l’unico avversario che non ero riuscito a battere”

“Ho sempre voluto essere il migliore in tutto: in campo il più forte, al bar quello che beveva di più”

“Io sono l’uomo del peccato, il Paradiso non fa per me”

 

Ma come ti sposi?

Lui che ti aspetta all’altare vestito di putto punto. Con un tre pezzi, in frac o smoking. Tu che lo guardi estasiata e anche, un po’ sbavosa per la sua bellezza. Macché, “l’uomo moderno e tifoso” si presenta all’altare con la maglia della sua squadra del cuore… Oh M-I-O D-I-OOOO

Nemmeno se andasse allo stadio o a giocare a calcetto con gli amici

Oltre al già citato tifoso dell’Arsenal…

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…ne ho trovano un altro

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C’è da dire, che almeno si sono presentati, anche se vestiti così. Non che un bel vestito rende un marito perfetto, ma almeno vediamo di scegliere la squadra giusta, perdindirindina!