Higuain-on vengono mai da soli (parola di Gintoki)

Lo sport più praticato d’estate è il calciomercato: richiede costanza, applicazione e disciplina. Bisogna svegliarsi al mattino e leggere tutto ciò che scrivono i giornali, far combaciare gli elementi in contraddizione (molti), espungere la fuffa (tanta), individuare la verità (poca). Ed essere pronti agli scossoni di mercato: come la vicenda legata a Gonzalo Higuain che sta occupando le pagine dei quotidiani sportivi e riempiendo i discorsi dei tifosi interessati.

Higuain volerà via?

Higuain volerà via?

L’antefatto

Higuain non si è esposto in prima persona, per lui ha parlato suo fratello e agente Nicolas che molti però vedono come un semplice pupazzo del calciatore. Non vogliamo sapere dove gli infili la mano. Ha detto chiaro e tondo che il giocatore non rinnoverà il contratto che lo lega al Napoli e che attende di essere ceduto. Se ciò non avverrà, lasceranno andare il contratto in scadenza e il calciatore si libererà senza che il Napoli veda un euro. A queste ultime parole Aurelio de Laurentiis ha avuto un malore. Dall’intervista con Nicolas è emerso che tra i motivi della rottura ci sia il fatto che ADL abbia definito Higuain una volta un “chiattone”. Per consolare l’orgoglio ferito, il numero nove quella volta scappò in lacrime da Anema e Cozze a svuotare una carriola di frittura di pesce.

La clausola

Il nodo della vicenda ruota intorno alla clausola di rescissione. Di che si tratta: è la cifra con la quale un calciatore può recedere unilateralmente dal contratto. In pratica se qualcuno si accorda con il giocatore e svuota un sacco di soldi sulla scrivania del presidente e si accende un sigaro con una banconota, quest’ultimo non può opporsi. Sulla clausola di Higuain, del valore di 94 milioni, si sono rincorse le ipotesi. Si diceva che fosse scaduta il 30 giugno, poi hanno detto che la data è il 31 luglio, poi che è il 31 agosto, poi secondo la Juventus sarebbe pagabile in due rate, i giornali parlano addirittura di tre rate e che sia commutabile in contropartite tecniche. Le ultime notizie dicono che Higuain si possa ottenere con un finanziamento in 48 rate a tasso zero e con in omaggio una lavatrice e un set di pentole. Sembra che la Juve stia valutando l’acquisto della lavatrice offrendo il balletto di Zaza in cambio. ADL si è sentito male.

Le reazioni

Il tifo, si sa, è sempre una cosa vissuta in modo viscerale, che è un eufemismo per dire “in maniera umorale come se gli ormoni fossero biglie di un flipper”, che è un eufemismo per dire “con schizofrenia”. E così Higuain, fino al mese scorso eroe del popolo napoletano, alla notizia della sua volontà di levare le tende ha ricevuto come augurio quello di ritrovarsi presto in stampelle. E questo era il commento diffuso prima della notizia dell’interessamento della Juventus. Non riportiamo le reazioni successive per rispetto del pubblico più impressionabile. C’è chi invece ha il cuore infranto, dopo averlo visto cantare sotto la curva, davanti alla possibilità che vesta la maglia bianconera. Come vedere l’ex ragazza con un tipo odioso e odiato. Anche se alcuni tifosi cederebbero la propria ragazza in cambio della permanenza di Higuain.

Vendere o no?

A prescindere da quello che avverrà, il pubblico partenopeo è diviso: c’è chi vorrebbe trattenerlo a tutti i costi, anche per una sola altra stagione e poi lasciarlo andare via gratis. A questa ipotesi ADL ha mandato tutti a quel paese fuggendo in motorino. C’è chi invece vorrebbe i 94 milioni tutti e subito, da reinvestire per un bomber e per rinforzare la squadra. Chi invece spera in una terza via, per ora lontana dalla realtà: rinnovo con abbassamento della clausola e Higuain che resta per altri due anni.

De Laurentiss_fugge

De Laurentiss si dà alla fugga in motorino

Alla fine cosa fa?

Quali siano le intenzioni di Higuain non si sa. Il giocatore è in vacanza, non ha parlato con nessuno e ha pure rotto con la fidanzata. Pare che l’avesse chiamato chiattone.

 

Ringrazio Gintoki per la sua analisi perfetta… dopotutto chi meglio di un napoletano può farci un quadro e un dipinto preciso della situazione

(n)Euro 2016 – Incredibilenji Portuganji! (#27)

Io ieri ero al mare, quindi scippo allegramente e senza nessuna vergogna il post sulla finale scritto dai miei colleghi del team (n)Euro 2016…
Comunque, anche io posso dire che Benzema è mancato a tutti!

Do as I say, not as I do

Nel caso non ve ne foste accorti, ieri è sceso il sipario su Euro 2016. Ecco i puntuali contributi del (n)Euro Team, che ha seguito la finale con interesse… ehm, eterogeneo.
IL PORTOGALLO VINCE, LA FRANCIA PIANGE, BENZEMA RIDE
Togliamoci subito il problema: cosa avrebbe fatto il Benza in questa finale?
Avrebbe trovato qualche punto debole nei giocatori del Portogallo e li avrebbe ricattati. Benza-style. Il grido “Fozza Inda!” non è niente in confronto.
La finale di questo Europeo si presenta al pubblico anticipata da un grande dispendio di coreografie (persino David Guetta…i DJ sono inutili a mio parere) e con la consapevolezza di aver buttato soldi in campi di patate verniciati di verde per uno spettacolo pietoso.
Ma così è la vita. O, almeno, così ce la dipingono.
La partita l’ho vista fino alla fine del secondo tempo regolamentare, poi mi sono rifiutato. Non mi interessava il vincitore, solo…

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(n)Euro 2016 – Quando scaccolarsi non basta (#26)

In attesa della finale di domani, beccatevi Germania-Francia… come non l’avete mai letta!

Do as I say, not as I do

In memoria dei bei tempi (brasiliani) andati, per Germania-Francia si torna alla cara vecchia cronaca live in differita. In tv la Gialappa’s con il superospite Michael, il fastidiosissimo Collovati e belle figliuole a caso.
I grandi dilemmi di giornata sono: 1) chi vincerà la partita, 2) di conseguenza, chi vincerà l’europeo (perché il Portogallo non conta, suvvia), ma soprattutto 3) dove si metterà le dita il ct tedesco Löw. Si accettanno scommesse.

CmyJjBBXgAA0TUC.jpg large Si parte alla grande – questa la mise di Michael.

La partita non è ancora iniziata e Collovati s’è già offeso. Alla grande.

0′ – Si parte.

3′ – I tedeschi sono senza Gomez, Khedira e – per la disperazione delle pulzelle allo stadio e davanti alla tv – Hummels.

5′ – In compenso gioca quel bimbominchia di Kimmich, per gli amici il Justin Bieber di Norimberga.

6′ – Löw beccato a scaccolarsi. E uno.

7′ – GRIEZMANN!…

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Germania-Francia… qual è il male minore?

Stasera si gioca Germania-Francia, la sfida in semifinale tra le due storiche nemiche del calcio italico. E l’Italia sta a guardare davanti alla tivù.

Inside-Out-Disgust

Germania-Francia… non ce la posso fare!

Per chi gufare, pardon, tifare? Ovviamente per nessuna delle due. Dalle mie parti si dice: “è come scegliere tra un colpo e una paralisi”.  
Tra un mal di pancia e un mal di testa, tra i capelli crespi e un brufolo, tra il vomito e la diarrea, tra il gusto pistacchio e il puffo

Il derby della Grande Guerra è una finale anticipata, diretta dall’arbitro Nicola Rizzoli: un pizzico d’Italia ci deve essere per forza. Devono sentire la nostra presenza, anche se non ci siamo con la squadra.  Vorrei una dispensa speciale da parte della Uefa per farle perdere entrambeNon si può?! Pensare che una delle due vada in finale dove troverà il Portogallo, mi fa venire i brividi nonostante 30 gradi fuori.

La Francia costruirà la sua linea Maginot e bloccherà l’avanzata dei tedeschi, mentre quest’ultimi tenteranno uno sfondamento che però porterà a poco… già mi sembra di vederli! Io punto sui rigori.

Quindi, chi vincerà secondo voi questa sera: il croissant o il krapfen? La Peugeot o la BMW? Chanel o Hugo Boss? Griezmann o Muller? La Torre o il Muro?

Eh sì, queste sono delle vere domande esistenziali…! Sapete che faccio: nel dubbio spero che perdano entrambe, ah non si può? E allora almeno che ci facciano divertire e facciano una valanga di gol.

Con Slot Cup Euro2016 diventa vincente

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(n)Euro 2016 – Arrivederci Islanda (#23)

L’Islanda ha conquistato tutti… ci rivediamo ai mondiali. Ci conto!

Do as I say, not as I do

Ebbene sì, anche l’Islanda lascia Euro 2016. Ma diciamocelo: i francesi avrebbero anche potuto farne quindici, di gol. Ma il mondo continuerà a tifare per questi imperiosi vichinghi un po’ hipster. A voi il bel resoconto di Zeus:
LA FAVOLA È FINITA
Dopo la grande prestazione contro l’Inghilterra, l’Islanda finisce impallinata dalla Francia e saluta l’Europeo che l’ha vista come una delle grandi rivelazioni insieme al Galles.
Siamo tutti dei romantici. Ci piace sognare che lo sfigato, l’underdog, colui che non potrà mai vincere sarà quello che, alla fine, vincerà contro tutte le sfortune. Crediamo in questa cosa anche per uno spirito di rivalsa sociale e morale. Non sempre succede, e infatti per l’Islanda non è successo, ma per il Galles il sogno è ancora vivo.
Ma veniamo alla partita.
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La prima parte della gara vede il classico schema squadra grande – squadra piccola: Francia che attacca e Islanda che…

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Italia: lacrime, sangue e balletti

L’Europeo italiano è finito. Tutti a casa o tutti al mare. Ma cosa resterà di questi giorni? Vittorie inaspettate, un gruppo vero, un po’ di sfortuna negli incroci (Spagna e Germania di fila avrebbero spaventato chiunque), cucchiai mimati e non realizzati, sbruffonate e balletti, rigori sbagliati (troppi), lacrime (di Buffon e Barzagli) e sangue (di Conte). E un risultato seppur deludente, perché uscire a testa alta è pur sempre uscire,  al quale in pochi credevano (io in primis).

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Italia… e si torna a casa!

Io l’Italia la davo spacciata ai gironi o al massimo agli ottavi. Onestamente, non è che abbia fatto vedere un gran gioco, concreto sì, difensivo pure, ma poco offensivo, anche con la Germania sono stati pochissimi i tiri in porta… forse il primo è stato quello di Bonucci quando ha battuto il rigore. Ma ha impedito ai campioni del mondo non di segnare più di un gol e questo è un ottimo risultato.

Non ho avuto mai grande simpatia per questa squadra e non sono salita sul carro dei vincitori quando ha cominciato a entusiasmare tutti. Non l’ho sentita vicina, non sono stata emozionata per l’attesa delle partite, non ho messo la maglietta né mi sono dipinta come ho fatto negli anni passati. Insomma, non la sentivo mia, non mi dava brividi. Questo mi è dispiaciuto perché non mi sono goduta le vittorie, né le serate passate a guardarla. Anzi ho dovuto spiegare a tanti (troppi) questo mio distacco e questa mia freddezza. Insomma, nemmeno la vittoria contro la Spagna mi ha scaldata.
Resta comunque una squadra da ammirare e dalla quale ripartire. Anche se “i vecchi” a breve se ne andranno e non vedo all’orizzonte eredi in grado di tenere le fila dell’ spogliatoio. Ma questa volta voglio essere fiduciosa.