Io tifo per le italiane (erano anni che non succedeva)

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Juventus e Roma vogliono (devono) restare in Europa. Per la precisione nell’Europa che conta, nel salotto buono per intenderci. Ma lo meritano veramente? Possono effettivamente collocarsi tra le 16 squadre migliori del continente?

Per la grinta in campo? Sì. Per il gioco proposto? A volte. Per il merito? Ma sì, via.
Per il calcio italiano sarebbe una spinta d’entusiasmo, un barlume di speranza per tornare in alto, anche solo per sentire la musichetta della Champions per almeno altre due partite.

Stasera e domani Juve e Roma si giocano il tutto per tutto: dentro o fuori, in Champions o in Europa League, sconfitte o vincitrici. Per una volta far mettere il broncio a spagnoli e inglesi non sarebbe male.

Ho deciso (lo dico a denti stretti), tiferò per le italiane. Negli anni passati ammetto di non averlo sempre fatto, dopotutto non ho mai detto di essere sportiva, anzi in alcune occasione ho proprio gufato spudoratamente. Ma quest’anno voglio cambiare, anche solo per avere nei prossimi giorni qualcosa da scrivere sul blog, anche se mi è venuta in mente una chicca di frase da scrivere se la Juve esce (alla peggio la uso domani).

Va bene, basta discutere: l’Italia deve restare nell’Europa che conta… che ne dicano Grillo e Salvini.
Oops, questi due in questo caso d’entrano poco!

Influenza e Juve… il mio weekend inizia nel peggiore dei modi

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Il mio weekend inizia nel peggiore dei modi. Ho l’influenza da due giorni e non c’è verso che mi passi (era dalle scuole medie che non mi ammalavo. Forse è per questo che ci mette tanto ad andarsene: deve recuperate il tempo che mi è stata lontano. Esci da questo corpo!) e stasera gioca di nuovo la Juventus! Ma gioca tutte le sere…?! Fatemi capire… Io ‘ste giornate di campionato spezzettate non le capisco proprio. Non sono più “giornate” di campionato, potremmo chiamarlo “weekend lungo di campionato che inizia il venerdì e finisce di lunedì”. Sembra più una sagra di paese…

Comunque, Juventus e influenza sono un binomio difficile da sopportare… soprattutto se si uniscono lo stesso giorno. Insomma, mancano i pidocchi, un nuovo film di JeanClaude Van Damme e il pacchetto può essere completo.

C’è da dire però, che Fiorentina-Juventus è una partita che mi è sempre piaciuta: per la rivalità tra le due squadra, perché la Fiorentina spesso ha fatto lo sgambetto ai bianconeri e perché potrebbe rivelarsi un incontro divertente. Potrebbe non essere una partita così scontata…

Nel frattempo, armata di fazzoletti, aspirine e pasticche per la gola, mi toccherà guardare la partita (ho pure il divano tutto per me questa sera) e ripeterò come un mantra: “Influenza esci da questo corpo… e tu Mario Gomez fai entrare quella palla!“.

 

1, 2, 3… sorpresa! (dal gol di Gomez alla corsa di Pirlo: chi se lo aspettava)

Si incomincia già a pensare ai regali di Natale, ma oggi più che di regali voglio parlarvi di sorprese. Per la precisione delle sorprese che ha regalato questo weekend calcistico… Voi non ci credete ma ce ne sono state diverse.

1, 2, 3… sorpresa!

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Mario Gomez torna a segnare dopo 259 giorni. Il prossimo gol è previsto per agosto

Pirlo segna e festeggia correndo. Erano 10 anni che non correva così veloce in un campo di calcio

Il Milan non prende nessun gol. Anche con Bonera e Mexes in difesa (già si grida al miracolo)

Bruno Peres, uno con un nome da cantante pop sudamericano, fa un gol da leggenda correndo un coast to coast degno del miglior Forrest Gump
(Evra ancora lo sta cercando: “Dov’è Peres?”, “Ma chi quello di Pechino Express?”)

Il Sassuolo zitto zitto ha superato l’Inter in classifica. Unica nota stonata della squadra è l’inno cantato da Nek (cambiatelo)

L’Inter torna a casa con quattro pizze. Per il pranzo di oggi sono a posto (qui la sorpresa non è poi così grande)

Il Genoa è terzo, anche grazie ai gol di Matri. Cioè… Matri! Avete capito bene, che al Milan non segnava nemmeno a porta vuota. L’unico che crede in lui come goleador (dopo Allegri) è mio padre che tutti gli anni lo compra al fantacalcio. Vuoi vedé che quest’anno c’ha visto giusto…

La Roma umilia l’Inter e Mancini. Della serie… pensavo che vinceva ma non così!

 

 

Se non sei juventino… allora tifi Torino

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Juventus-Torino è l’unico derby in cui tutti quelli che non tifano Juve, tifano Torino. È una certezza quasi matematica. Per una sera il Torino raccoglie tra le sue fila un sottobosco di tifosi non indifferente. Per una sera si schierano nelle sue fila:

– Anti-juventini per fede
Anti-juventini per l’occasione
– Anti-juventini dalla nascita
Milanisti, interisti, romanisti, fiorentini… insomma tutti i tifosi delle altre squadre italiane. Non escludo presenze di ultrà anche da fuori Italia
– Quelli che… tutte ma non la Juve
Quelli che… tifano tutte le squadre che giocano contro i bianconeri
– Ovviamente ultrà, tifosi occasionali e simpatizzanti del Torino
I ladri stanchi di essere accostati agli juventini (viva i clichè)
– Gli arbitri per deviare i sospetti (vedi sopra)
Quelli che… amano il calcio

Con 24 punti sono dietro la Juve

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Ho accumulato 24 punti di credi formativi… quindi per quest’anno STO. Mi fermo. Se avessi giocato a Black Jack avrei persino sballato.

Per chi non sapesse di cosa sto parlando ve lo spiego. I giornalisti per non essere cancellati dall’albo, da Ezio Mauro a me, devo accumulare 60 crediti formativi in tre anni, seguendo dei corsi di aggiornamento. Be’, ieri ho partecipato all’ultimo e con i miei 24 punti sono proprio dietro la Juventus. I bianconeri hanno il mio fiato sul collo! Mi temono. Sono molto soddisfatta.

L’utilità di questi corsi è discutibile, anche se quello di ieri è stato veramente interessante: si è parlato della violenza nel calcio (vi stupite che ho seguito questo argomento?!) e di come funziona tutta la macchina operativa della sicurezza prima e durante le partite. A mio avviso dovrebbero seguirlo tutti i tifosi.

Va be’, quindi, per quest’anno sono a posto… cari corsi ci vediamo nel 2015.

Certo, partecipare a dei corsi che ti aggiornano sul lavoro, ma non lavorare veramente, è alquanto bizzarro… Ma i giornalisti sono un po’ così… mica lavorano veramente!

Curi raccontato da chi quel giorno c’era…

Il 30 ottobre nella mente dei perugini ha solo un significato. La morte di Renato Curi avvenuta nel 1977 durante la partita Perugia-Juventus.

Curi      Anche per quelli come me che non erano presenti per motivi anagrafici. Ma nel corso degli anni i miei genitori mi hanno raccontato spesso quel giorno. Un giorno rimasto ben impresso nella loro memoria.  Erano in curva nord con i loro amici, come facevano ogni domenica. A Perugia c’era la Juve, proprio quella Juve a cui Curi l’anno prima aveva segnato un gol storico. Tutti erano elettrizzati e pronti a una gran partita, nonostante il tempo brutto.

Quel giorno pioveva, già di per se non era una bella giornata. Ma peggiorò rapidamente in torno alle 15.34, cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo (la gara era iniziata alle 14.30), quando Curi, dopo uno scatto a metà campo, si accasciò a terra. Bettega e Scirea chiamarono subito l’attenzione dei medici che entrano subito in campo.

Dalla curva la sensazione non era delle peggiori. Nessuno si accorse della gravità della cosa. Tutti pensarono a un malessere, visto che uscì in barella, e di conseguenza a una sostituzione di gioco come tante altre. Nessuno pensò al peggio. Invece, Curi morirà poco dopo a causa di un arresto cardiaco a soli 24 anni.

La partita continuò normalmente, ma nel giro di poco tempo le voci del suo malore e della probabile morte arrivarono ai tifosi. Un passaparola terribile che li informava della tragedia. Tutti rimasero gelati e increduli, compresi i miei genitori che avevano la sua stessa età. Ma com’è possibile che accada questo a un ragazzo così giovane e in salute? E’ la domanda che si fecero tutti. La commozione e le lacrime presero il posto del tifo e delle canzoni. Ma solo all’uscita dello stadio arrivò la certezza, perché la sua morte venne dichiarata ufficialmente alle 16.30, proprio in contemporanea del fischio finale.

Poche settimane dopo, il 27 novembre, lo stadio sarà intitolato alla sua memoria.

Io non c’ero quel giorno, ma sentirlo raccontare da chi ne è stato testimone è come averlo vissuto una piccola parte. Spesso mi è sembrato persino di pensare di esserci stata veramente. Forse in quel momento tutti i tifosi erano con lui… anche quelli che ancora dovevano nascere.

Lode a te Renato Curi!

Povero o miliardario, in Italia lo straniero è accolto sempre “con stile” (e insulti)

Che arrivino con un barcone o con un jet privato. Che siano poveri cristi o miliardari. In Italia gli stranieri proprio non li sappiamo accogliere. Per loro abbiamo sempre una “parola di cortesia”… a tutti è riservato lo stesso trattamento di benvenuto. “Oddio, ora questo che vuole?“, “Verrà a rubare?“. Anche se hai più soldi del pil della Croazia, ti guarderemo sempre con sospetto. L’arroganza di essere superiori e di insultare lo straniero, mi chiedo quando ci passerà. Ma poi, superiori a chi?! Bah! Quando apriremo la nostra mente sarà sempre troppo tardi.

cicciobello        Assemblea dei soci di FC Internazionale Milano Spa

Pensavo a questo dopo gli insulti arrivati a Erick Thohir, così, in modo gratuito a destra e a manca. Tanto per dire qualcosa o fare i fighi sui giornali. Ma fighi non lo sono stati sicuramente. Ha iniziato l’elegantissimo presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero (che ne spara una al giorno in media) che ha consigliato a Moratti di “cacciare sto filippino“. Che poi per la cronaca Thohir è indonesiano, ma magari per Ferrero so tutti uguali, seguendo il luogo comune riservato agli asiatici. Ferrero, che ci prova tutte le domeniche con Ilaria D’Amico e fa spesso gesti inconsulti in tribuna, manco fosse indemoniato, fa rimpiangere la sobria eleganza di Luciano Gaucci, che in confronto a lui, è il lord dell’alta Tuscia.

Agli insulti si è anche aggiunta Evelina Christillin, juventina doc e organizzatrice dei Giochi invernali di Torino 2006, che ha definito il presidente dell’Inter: “Un cicciobello a mandorla. Un piccoletto ciccione indonesiano che alla fine gli rileva e non si sa ancora bene se poi i soldi li ha davvero oppure no“. Non c’è che dire… una vera signora. Ora come minimo per Natale mi aspetto un Cicciobello-interista da regalare alle bambine tifose.

Oh, ma due insulti anche noi non glieli vogliamo urlare all’indonesiano?! Dài, anche solo per essere un tifoso interista (o presunto tale). Io con gli interisti ho sempre dato il meglio di me… Ora ci penso e poi magari gli mando un messaggio su Facebook.

Pogba il mejo della serie A. Ma solo perché fa rima?

pogba_pallonedoro

 

Pogba il mejo della serie A. Ma è solo per la rima? Sì? Mica per altro?
Il giocatore è l’unico che gioca nel nostro campionato a far parte dei 23 finalisti del Pallone d’Oro e questo già sarebbe motivo di lunghissime discussioni sulla condizione del nostro calcio (una volta pieno di palloni d’oro e oggi pieno di bidoni d’oro), sulla mancanza di talenti nostrani e bla bla bla all’infinito… rimanderei per ora la discussione, ma se volete, sentitevi liberi di discuterne nel mio blog. Mi piace molto.

Va bé, Paul sarà anche bravo, ma fatemi fare un po’ la strega della situazione (e dico strega): sicuri che non c’era di meglio?
Mi è capitato, così, solo di sfuggita (non proprio) di vedere qualche partita in cui avrebbe dovuto fare la differenza (i campioni da Pallone d’Oro non fanno questo? almeno negli altri campionati è così), ma alla fine ha giocato come un Lichtsteiner qualunque. Da ultima la gara contro l’Olympiakos… Ma forse mi sbaglio! In altre occasioni sarà stato fondamentale non ho dubbi. Oddio ricordatemi quali, che ora mi sfuggono…

Inoltre, non so voi, ma un francese che indossa la maglia della Juventus è un binomio da eritema, che nemmeno il miglior morbillo può superare. Ma questo è un altro discorso, è solo un mio giudizio personale che va al di là della sua bravura… Non statemi nemmeno a sentire.

Secondo voi è davvero il meglio che c’è in serie A? Illuminatemi.

Higuain e Llorente si sbloccano lo stesso giorno. Ma erano bloccati insieme?!

higuain_gol  Llorente_gol

Oggi leggo ovunque “Higuain e Llorente si sono sbloccati“. Ma perché erano bloccati?! Ma soprattutto, dove si erano bloccati?! Che a saperlo, magari un salto per fargli compagnia ce lo facevo. Ora forse è troppo tardi. Si sono sbloccati. Mannaggia!
Ahhh forse si riferiscono ai gol… cioè al fatto che fino a ieri nessuno dei due aveva ancora segnato in campionato. Sì, mi sa che è questo.

I loro tifosi li aspettavano con ansia… chiedendosi: “Ma che fine hanno fatto?“, “Perché non segnano più?

In fin dei conti un attaccante che non segna è come una parrucchiera che non sa passare la piastra o un cuoco che sbaglia il sale per la pasta… insomma, un po’ inutili. Voglia a dire: “Non segnano ma giocano per la squadra...”, Sì, vabbé, certo che giocano per la squadra, ma la squadra ha bisogno dei loro gol… sono attaccanti e devono attaccare, ma soprattutto segnare.

Ora comunque siamo tutti più tranquilli perché si sono sbloccati… e vedrai quante reti collezioneranno, che nemmeno Sampei nei suoi giorni migliori, anche perché, altrimenti, finivano in soffitta come le vecchie Barbie.

Mmmmm mi viene un dubbio! Higuain e Llorente sbloccati lo stesso giorno… Non è che erano bloccati insieme?

 

 

Non ditemi che la cotta è già finita…

Oddio non mi dite… è già passata a tutti la cotta per Antonio Conte?! L’uomo che con il suo gioco (ma quale gioco?) doveva far brillare la nazionale dopo l’opaco (a dir poco) Mondiale? L’uomo che doveva rilanciare il calcio italico? Dov’è finito quell’uomo, sempre che sia esistito veramente?! Alcuni di voi diranno: “Aspetta, dagli tempo. Fai imparare ai giocatori il suo gioco! E’ solo all’inizio…” Va bene, da brava bambina aspetterò… Sì, lo aspetterò al varco!

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Suvvia siamo sinceri, l’Italia gioca male, è noiosa e vince di misura con squadre che, con tutto il rispetto, sono da Lega Pro. Giocando così già con la Croazia potrebbero andare nel pallone. Oggi poi, leggendo i giornali e i vari commenti sui social network sono arrivate le prime critiche e l’innamoramento per il c.t. sembra un po’ vacillare. L’uomo del rinnovamento perde qualche colpo…

Mi è venuto in mente che Conte è come il Principe Azzurro per le donne (non a caso): tutte lo aspettano, pensano che possa essere l’uomo perfetto, l’uomo giusto che ti cambia la vita, ma poi c’è da fare i conti con la realtà… e la realtà spesso ha poco di favoloso. E quindi ti devi accontentare e quello che sembrava il compagno perfetto comincia a deludere e a essere come tutti gli altri. Della serie: “tutto qui…?

Mi sembra già la fine che farà il povero Conte… ma poi in fondo non è nemmeno tutta colpa sua: i giocatori sono quelli e anche se li giri, li mischi, li ricambi (per dare un’apparenza di finto rinnovamento) questo passa il convento e si tornerà a giocare con Balotelli, Cerci, Motta e i senatori juventini… ah dimenticavo Giaccherini, De Rossi e Montolivo.

Che Dio ci salvi!