Higuain e Llorente si sbloccano lo stesso giorno. Ma erano bloccati insieme?!

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Oggi leggo ovunque “Higuain e Llorente si sono sbloccati“. Ma perché erano bloccati?! Ma soprattutto, dove si erano bloccati?! Che a saperlo, magari un salto per fargli compagnia ce lo facevo. Ora forse è troppo tardi. Si sono sbloccati. Mannaggia!
Ahhh forse si riferiscono ai gol… cioè al fatto che fino a ieri nessuno dei due aveva ancora segnato in campionato. Sì, mi sa che è questo.

I loro tifosi li aspettavano con ansia… chiedendosi: “Ma che fine hanno fatto?“, “Perché non segnano più?

In fin dei conti un attaccante che non segna è come una parrucchiera che non sa passare la piastra o un cuoco che sbaglia il sale per la pasta… insomma, un po’ inutili. Voglia a dire: “Non segnano ma giocano per la squadra...”, Sì, vabbé, certo che giocano per la squadra, ma la squadra ha bisogno dei loro gol… sono attaccanti e devono attaccare, ma soprattutto segnare.

Ora comunque siamo tutti più tranquilli perché si sono sbloccati… e vedrai quante reti collezioneranno, che nemmeno Sampei nei suoi giorni migliori, anche perché, altrimenti, finivano in soffitta come le vecchie Barbie.

Mmmmm mi viene un dubbio! Higuain e Llorente sbloccati lo stesso giorno… Non è che erano bloccati insieme?

 

 

La terza maglia se la possono permettere solo Osvaldo e Llorente

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In genere per le grandi occasioni ci si veste nel migliore dei modi. Quando tutti ti possono guardare sfoggi il look più fashion. Non hanno pensato la stessa cosa Juventus e Inter, che per il salotto buono dell’Europa calcistica hanno scelto delle divise inguardabili… Una terza maglia che ha fatto rabbrividire tutti. Che poi se è una terza maglia ci sarà un motivo: io pensavo che si indossasse solo quando le altre due erano a lavare. Ma forse non è così!

I bianconeri per scendere in campo contro l’Atletico Madrid ha puntato su un verde che più accesso non si può. Un mix tra Kermit la rana e un Teletubbis che si aggirava per il prato: forse l’obiettivo era mimetizzarsi per non farsi vedere dagli avversari… Comunque, con quella mise solo Llorente ha fatto la sua figura… bé è facile, a quello sta bene tutto! Anche quel verde (speranza).

Ieri invece è stata la volta dell’Inter. I nerazzurri hanno lasciato a casa il nero e si sono messi addosso solo l’azzurro, o meglio il celeste. Tanto che San Siro sembrava il ritrovo dei Puffi. In molti si sono chiesti: “Ma l’Inter qual è tra le due?” e solo Osvaldo è riuscito nell’intento di far apprezzare questo nuovo colorino. Come Llorente anche lui come lo metti sta bene.

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Io consiglierei alle squadre un nuovo stilista… magari meno daltonico.  

 

Che piacere rivederti…

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Osvaldo è tornato. Via, un po’ se ne sentiva la mancanza. Non solo per le sue giocate. Siamo sincere…
Alzava un po’ l’asticella dei bonazzi in campionato. E per noi donne questo è un motivo in più per guardare le partite…
Quell’aria da cattivo ragazzo, la somiglianza con Johnny Depp (così dicono) anche se io non ce la vedo tanto, e quel suo fare, fuori e dentro dal campo, da bello e dannato. Le tante donne, i diversi figli, e le risse con i compagni di squadra. È decisamente uno che non si annoia e non fa annoiare. Certo, ora con Llorente e Osvaldo l’attacco della Juventus non acquista solo peso e tecnica. Acquista anche fascino. Povero Tevez! Provo quasi simpatia. Ma questi sono solo commenti da donna… gli “esperti” noteranno ben altre caratteristiche. Comunque, Osvaldo… è un piacere rivederti!

Llorente e Tevez: il bello e la bestia

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Carlos Tevez e Fernando Llorente

Per rendere omaggio alla Juventus campione d’inverno, oggi, amici, ma soprattutto amiche calciofile, voglio spendere due parole sulla “strana coppia” d’attacco bianconera: LIorente e Tevez.
Li osservo dall’inizio del campionato, non solo con occhi calcistici, ma anche con quelli di donna. E diciamoci la verità, la differenza estetica è notevole! Li ho subito soprannominati “Il bello e la bestia” (senza offesa, s’intende).
Ok! Potrebbe essere banale come commento, la tipica osservazione femminile, ma due parole su Fernando Llorente le voglio dire. Secondo me è doveroso. Non tanto per le sue prodezze calcistiche – è vero lo spagnolo sta smentendo con buone prestazioni chi quest’estate lo aveva definito un vero bidone -, ma per i suoi occhi azzurri. Sì, è vero, dei calciatori, gli “esperti” guardano i piedi e altre qualità… bé io, di Llorente ho notato subito gli occhi! Dopotutto è con gli occhi che si vede la porta per fare gol.
Salta all’occhio (è proprio il caso di dirlo) che vicino a Carlos Tevez, lo spagnolo spicca non solo in altezza. La coppia d’attacco della Juventus, infatti, è decisamente anomala: se in campo i due si trovano alla perfezione e confezionano azioni da gol, esteticamente non potrebbero essere più diversi. E da donna, scusate, ma guardo anche questo…
Il primo, alto, biondo, occhi azzurri e quell’aria da anti-divo che lo rende sexy, l’altro non certo un adone, massiccio e con la prestanza fisica di uno che, se non avesse fatto il calciatore, non ti saresti certo voltata per strada a guardarlo. Insomma, di uno guardi tutto, dell’altro solo i piedi… perché c’è poco altro da guardare!
Va bé, fatto sta che insieme, per ora, hanno fatto vincere alla Juve il titolo di campione d’inverno.
Anche i soprannomi che hanno, sono chiarificanti: Llorente è il maestoso Re Leone, Tevez, è l’Apache, per via del quartiere dov’è cresciuto in Argentina.  Alla fine però quello che conta per i tifosi juventini è, come diceva Woody Allen “Basta che funzioni”… questa strana coppia!