La sconfitta non giustifica la maleducazione

Mancini dopo aver risposto in modo così Lord a Mikaela Calcagno‬, in Inghilterra può allenare? Sessismo a go-go. 

Ma non è la prima volta. La conduttrice di Mediaset Premium Mikaela Calcagno, suo malgrado, è sempre più spesso nel mirino degli allenatori: Mancini, Mihajlovic e Allegri le hanno tutti dato risposte piuttosto acide e piccate, per non dire maleducate. Ma lei, con grande professionalità, ha sempre conservato stile e calma. E alla fine, la brutta figura l’hanno fatta gli allenatori.

Visto che la cosa si ripete spesso, l’Unione Stampa Sportiva Italiana è intervenuta sulla vicenda, stigmatizzando il comportamento di Mancini e degli altri tecnici e chiedendo: “un incontro urgente al presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, Renzo Ulivieri, per affrontare il problema e riportare il dialogo tra le parti su un piano di reciproco rispetto e civiltà”.

Io mi chiedo: se fosse stato un uomo, le avrebbero risposto allo stesso modo? Forse sì, forse no. La cosa mi dà al quanto sui nervi, perché sento puzza di sessismo puro. Rispondere ai giornalisti fa parte del lavoro, considerando anche che le tivù versano diversi milioni di euro alle squadre. Euro che servono per comprare i giocatori e per pagare il loro “misero” stipendio. Ricordatevelo, cari!

Comunque, grande serata e grande partita. Lo so che è uno scontro tra poveri, come un mio amico mi ha ricordato… ma qui bisogna accontentarsi. Le gioie sono poche!

Cercasi sesso a Berlino vicino a stadio…

Ieri qualcuno è arrivato sul mio blog cercando “sesso a Berlino vicino a stadio”.
Vedo con piacere che gli juventini si stanno organizzando per festeggiare la vittoria della Champions… o eventualmente, per farsi consolare! Meglio partire già con un indirizzo sicuro… e trovare qualcosa a portata di mano. Per un pre o post gara!

Mi dispiace solo di non essere stata utile al ricercator@ di sesso. Non credo che sul blog abbia trovato quello che cercava, ma se mi avesse lasciato un messaggio magari avrei potuto informarmi e facilitare la sua richiesta. Peccato!

Buon ultimo weekend (inutile) di campionato!

Antò, magna tranquillo con 100 euro… che c’è chi mangia con 10!

“Non si può mangiare in un ristorante da 100 euro con una banconota da 10. In Europa ci sono squadre economicamente irraggiungibili, per me sarà molto dura vedere una squadra italiana in finale di Champions League, da qui a tanti anni a venire”. Queste le parole di Antonio Conte dette qualche tempo fa.

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Ecco, oggi per me la parte positiva della Juventus in finale (oltre al fatto che è comunque una squadra italiana, in Europa si tifano le squadre italiane e bla bla bla. Anche se io l’Inter di Mourinho non l’ho mai tifata. Questo sia chiaro a tutti) è infamare Conte. Sbattergli in faccia la sua arroganza e il suo essere saccente. Non perché lui legga il mio blog e gli interessi la mia opinione, ma solo il gusto di scriverlo per me già basta! Ricordare a tutti le sue parole… non ha prezzo!

“Antò con 10 euro si può mangiare… eccome! Anche nel ristorante da 100”.
Ora arriveranno “i puristi contiani” – pronti a contraddirmi – che diranno, che la Juve è stata formata da lui, che Allegri l’ha trovata bella e pronta, che un pezzo del merito è anche suo… forse! Che ora non si può esaltare Allegri e smontare Conte – anche se io lo proporrei obbligatorio nelle scuole – ma fatto sta, che sono i risultati a contare. O no?! Non è meglio una finale di Champions, che non arrivava da 12 anni, che 200 punti in campionato?! Ditemi voi…
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Per chi lo stadio di Berlino lo vedrà solo in foto…

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per chi non riuscisse a vederlo, questo è l’Olympiastadion di Berlino dove si giocherà la finale di Champions League. Io ci sono stata nel 2011, non da tifosa ma da semplice visitatrice. Il Barcellona lo vedrà sicuramente, chissà chi sarà l’altra squadra che potrà varcare il cancello? Sarà un’italiana o una spagnola? Ci torneranno Buffon e Pirlo o arriveranno Ronaldo e Bale? Tra poche ore lo sapremo… tic tac, tic tac…

Qui l’Italia nel 2006 ha alzato la Coppa del Mondo… magari è di buon auspicio e solo le italiane possono alzare le coppe in questo stadio… oppure sarà una spagnola!

Ok, non ho resistito… è più forte di me!  

Se la Juve perde in Spagna… io mi gioco la Frangia

Il mio amico juventinissimo non mi vuole domani sera a casa sua a vedere la partita Real Madrid-Juve, semifinale di Champions League (specifico per chi vive fuori dal mondo, non segue il calcio e non legge un giornale). Ma io non voglio perdermi la sua faccia e la sua reazione né se la Juve dovesse perdere, né se dovesse vincere. Cavolo, ci devo essere!
Per convincerlo gli ho fatto una proposta…

“Il ritorno lo vediamo insieme?!”
“No”
“Daiiii…”
“Vedremo… ma non staresti meglio a casa tua a gufare! E poi l’andata l’abbiamo vista separati… quindi…”
– Maledetta cabala. “Ho una proposta da farti: una cosa che vuoi da tanto tempo e che io ho sempre rifiutato di fare”.
“Sentiamo!”
“Se la Juve perde, per consolarti mi potrai fare una foto senza frangia e magari pubblicarla su Facebook”.
“Sei disposta a tutto…”
“No, sono sicura di vincere e poi cerco di corromperti per venire a vedere la partita”.

Ok, la proposta potrebbe non sembrare un granché, ma questo lo pensa solo chi non ci conosce.

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Mostro la mia frangia… anche se un po’ spettinata. Dopotutto ‘sta foto me l’ha fatta lui, quindi prima aveva subito dei maltrattamenti.

Quindi spiego brevemente la cosa.

A me, toccatemi tutto ma non la frangia. Potrei uscire in mutande, ma non con la frangia all’indietro tenuta da una fascia o da un cerchietto. Lui invece ha il macabro gusto – sapendo quando mi dà fastidio – di toccarmi sempre la frangia: me la spettina, me la manda all’indietro o da una parte. Un urto che non vi dico! E questo avviene anche quando siamo in giro. Inoltre, vuole farmi una foto senza frangia da circa 10 anni. Finora gliel’ho impedito in tutti i modi: urlando, ricattandolo, minacciandolo e difendendomi come posso. Quindi questa mia concessione è una grande concessione… Se il Real dovesse vincere e lui accettare la sfida… sono spacciata! Ancora faccio in tempo a cambiare idea e a starmene a casa mia…      

Cartoline dello Juventus Stadium (pubblicate con un solo occhio aperto, avevo appena pranzato)

Va bene, lo ammetto, oggi volevo parlare d’altro. Avevo persino iniziato a scrivere un post (che riutilizzerò nei prossimi giorni. Qui non si spreca nulla), poi mi sono arrivate queste foto e lo spirito di giornalista che mi circonda – mannaggia al mio spirito – ha preso il sopravvento. Mi è apparso persino il fantasma di Gianni Brera

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E’ inutile ignorarla, la notizia sportiva del giorno è la vittoria della Juventus contro il Real Madrid. Quindi: nonostante la mia antipatia per i bianconeri (di ogni sesso e provenienza geografica e sociale), nonostante preferirei fare 10 cerette all’inguine che vedere Buffon alzare la coppa dalla grandi orecchie a Berlino, nello stesso stadio dove Cannavaro alzò la Coppa del Mondo, e nonostante ricevo da ieri sfottò da diversi – pure troppi – gobbacci… ho deciso che il modo migliore per “celebrare” la vittoria d’andata (ricordo che c’è sempre il ritorno a Madrid e il 2-1, per chi un po’ capisce di calcio, non è un grandissimo risultato) è pubblicare delle cartoline della serata, fatte da chi c’era di persona. Foto che mi sono state anche dedicate… “Alla mia cara amica Agnese“, una recitava. Dedicata da un amico di mio padre, non bastano i miei, pure gli amici di mio padre mi prendono per il c… in giro!
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Per me la Champions è solo un ricordo…

…E poi ti inviano su WhatsApp questi biglietti e tu rosichi parecchio. Non tanto per la gara in se – di vedere la Juve non te ne può fregar di meno – ma perché pensi a quando tu potrai tornare a vedere una partita del genere. Forse in un’altra vita!

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Perché tu ci sei stata a vedere una partita così, per ben due volte. E sai cosa si prova. Sei partita dalla tua città, sei arrivata a Milano, sei andata a San Siro per gustarti (non uso un verbo a caso) Milan-Barcellona. La partita che paragonavo a un film di Scorsese.

Solo la musica della Champions League ascoltata dagli altoparlanti dello stadio, metteva i brividi e ti catapultava in un’altra dimensione.

Hai visto due volte Milan-Barcellona: la prima nel 2006, secondo anello arancione, gol di Ronaldinho quando ancora giocava con gli spagnoli. Per prendere quei biglietti sei andata a fare la fila alle 7 di mattina (chi mi conosce sa che… chiedetemi tutto, ma non di alzarmi presto!), tu unica donna in mezzo a soli uomini, ma ne se uscita vincitrice! Ne dubitavate?! Naaaa…

La seconda volta nel 2011, primo anello verde, un freddo incredibile. Il Milan perse 2-3, ma entrambe le squadre erano già qualificate agli ottavi. Quindi fu solo spettacolo…
Quella volta hai comprato la maglietta di Boateng. Con la quale spesso dormi: intendo la maglia, non Boateng (purtroppo!).

Vabbe’, basta con i ricordi sennò mi metto a piangere… e per stasera mi auguro di vedere molto spesso Casillas.
Lo dico, sia perché effettivamente è un bel vedere, sia per augurare alla Juve di vincere… (tanto c’è tempo al Bernabeu per perdere).

Inserisco questa foto, così.. per rallegrare il post

Inserisco questa foto, così.. per rallegrare il post