La domenica degli ormoni

Ché dire… W le interviste a fine partita di Baiocchini a Higuain

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Higuain si prepara per Napoli-Juve

Ha ragione Gonzalo… nemmeno alle medie co ‘sto zaino! La sua faccia è da Oscar…

Higuain l’uomo dei sogni?! (Mah!)

A volte mi chiedo se il calcio non entri troppo nella mia vita. Beh, l’altra notte – onestamente non so come mai – è entrato nei miei sogni.

Ho sognato di essere la fidanzata di Gonzalo Higuain. Solo che lui era nascosto in un posto segreto, una sorta di protezione testimoni. Non so quale fosse il motivo di questa sua reclusione forzata: forse i napoletani lo cercavano e lui si era nascosto o forse lo aveva rinchiuso la Juve per non farlo andare in giro a mangiare. Nel sogno non me l’ha detto.

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Vebbè, male male non è…

Io cercavo di sapere dove fosse e mi arrabbiavo con tutti, perché nessuno mi voleva dire dove era nascosto il mio fidanzato. Cavolo, per uno che ne avevo trovato! In pratica, tutti sapevano  dev’era, tranne me. Forse, allora, voleva scappare da me?! Io però non mi sono arresa.

Poi sono arrivate due mie amiche, anticalcio per eccellenza, quindi ancora non mi spiego come sapessero il luogo, non che fosse scritto sulla Gazzetta, s’intente, che mi dicono: “Dai, vieni con noi. Lo sappiamo noi dov’è!“. Io ovviamente prendo la mia macchina: “Vi seguo, perché dopo non è che mi potete aspettare”, gli dico. Da furbetta quale sono, spero di restare almeno un po’ nella camera del mio fidanzato. Le mie amiche, quindi, mi accompagnano in un hotel con tanto di terme. Dopotutto, Higuain si tratta bene.

Insomma, arrivo in questo hotel tutta contenta, la mia amica mi accompagna alla camera di Gonzalo, bussa e se ne va. Lui apre, mi vede e rimane sorpreso. Poi mi fa entrare e ci salutiamo con un abbraccio…

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Sul più bello mi sono svegliata, cavolo. Ora che la situazione si faceva interessante. Però, vi confesso, che sul letto ci siamo arrivati!

Higuain-on vengono mai da soli (parola di Gintoki)

Lo sport più praticato d’estate è il calciomercato: richiede costanza, applicazione e disciplina. Bisogna svegliarsi al mattino e leggere tutto ciò che scrivono i giornali, far combaciare gli elementi in contraddizione (molti), espungere la fuffa (tanta), individuare la verità (poca). Ed essere pronti agli scossoni di mercato: come la vicenda legata a Gonzalo Higuain che sta occupando le pagine dei quotidiani sportivi e riempiendo i discorsi dei tifosi interessati.

Higuain volerà via?

Higuain volerà via?

L’antefatto

Higuain non si è esposto in prima persona, per lui ha parlato suo fratello e agente Nicolas che molti però vedono come un semplice pupazzo del calciatore. Non vogliamo sapere dove gli infili la mano. Ha detto chiaro e tondo che il giocatore non rinnoverà il contratto che lo lega al Napoli e che attende di essere ceduto. Se ciò non avverrà, lasceranno andare il contratto in scadenza e il calciatore si libererà senza che il Napoli veda un euro. A queste ultime parole Aurelio de Laurentiis ha avuto un malore. Dall’intervista con Nicolas è emerso che tra i motivi della rottura ci sia il fatto che ADL abbia definito Higuain una volta un “chiattone”. Per consolare l’orgoglio ferito, il numero nove quella volta scappò in lacrime da Anema e Cozze a svuotare una carriola di frittura di pesce.

La clausola

Il nodo della vicenda ruota intorno alla clausola di rescissione. Di che si tratta: è la cifra con la quale un calciatore può recedere unilateralmente dal contratto. In pratica se qualcuno si accorda con il giocatore e svuota un sacco di soldi sulla scrivania del presidente e si accende un sigaro con una banconota, quest’ultimo non può opporsi. Sulla clausola di Higuain, del valore di 94 milioni, si sono rincorse le ipotesi. Si diceva che fosse scaduta il 30 giugno, poi hanno detto che la data è il 31 luglio, poi che è il 31 agosto, poi secondo la Juventus sarebbe pagabile in due rate, i giornali parlano addirittura di tre rate e che sia commutabile in contropartite tecniche. Le ultime notizie dicono che Higuain si possa ottenere con un finanziamento in 48 rate a tasso zero e con in omaggio una lavatrice e un set di pentole. Sembra che la Juve stia valutando l’acquisto della lavatrice offrendo il balletto di Zaza in cambio. ADL si è sentito male.

Le reazioni

Il tifo, si sa, è sempre una cosa vissuta in modo viscerale, che è un eufemismo per dire “in maniera umorale come se gli ormoni fossero biglie di un flipper”, che è un eufemismo per dire “con schizofrenia”. E così Higuain, fino al mese scorso eroe del popolo napoletano, alla notizia della sua volontà di levare le tende ha ricevuto come augurio quello di ritrovarsi presto in stampelle. E questo era il commento diffuso prima della notizia dell’interessamento della Juventus. Non riportiamo le reazioni successive per rispetto del pubblico più impressionabile. C’è chi invece ha il cuore infranto, dopo averlo visto cantare sotto la curva, davanti alla possibilità che vesta la maglia bianconera. Come vedere l’ex ragazza con un tipo odioso e odiato. Anche se alcuni tifosi cederebbero la propria ragazza in cambio della permanenza di Higuain.

Vendere o no?

A prescindere da quello che avverrà, il pubblico partenopeo è diviso: c’è chi vorrebbe trattenerlo a tutti i costi, anche per una sola altra stagione e poi lasciarlo andare via gratis. A questa ipotesi ADL ha mandato tutti a quel paese fuggendo in motorino. C’è chi invece vorrebbe i 94 milioni tutti e subito, da reinvestire per un bomber e per rinforzare la squadra. Chi invece spera in una terza via, per ora lontana dalla realtà: rinnovo con abbassamento della clausola e Higuain che resta per altri due anni.

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De Laurentiss si dà alla fugga in motorino

Alla fine cosa fa?

Quali siano le intenzioni di Higuain non si sa. Il giocatore è in vacanza, non ha parlato con nessuno e ha pure rotto con la fidanzata. Pare che l’avesse chiamato chiattone.

 

Ringrazio Gintoki per la sua analisi perfetta… dopotutto chi meglio di un napoletano può farci un quadro e un dipinto preciso della situazione

L’imprevedibile virtù dell’essere Higuain (Gintoki dice la sua)

Quindici anni fa lessi su un diario al liceo: “Il destino è la strada che separa la rassegnazione dall‘ostinazione”. A parlare è Gintoki, che da napoletano ci racconta Higuain.

La strada di Gonzalo Higuain di questa stagione parte il 31 maggio 2015, al minuto 31 del secondo tempo. In campo Napoli e Lazio si stanno giocando l’accesso ai preliminari di Champions League. Il punteggio è 2 a 2, dopo che i biancocelesti nel primo tempo avevano segnato con Parolo e Candreva i gol che sembravano aver chiuso al Napoli ogni speranza. Higuain aveva rimesso la partita in equilibrio e, al summenzionato minuto 31, sul dischetto del rigore aveva davanti il pallone per completare l’opera di rimonta. Come nei migliori film, essere l’eroe che salva la baracca, il condottiero che si erge a trascinare i suoi fuori dal pantano verso la vittoria.

Dato che lo sport, per fortuna o purtroppo, non è un’invenzione di Hollywood, l’esito è stato diverso e quel rigore è finito in Curva. La Lazio poi vinse l’incontro per 4 a 2.

Udinese Calcio v SSC Napoli - Serie A

Da quel momento sarebbe potuto accadere di tutto. Stampa e opinionisti hanno spesso lasciato spazio alla fantasia nelle loro analisi. Higuain scontento. Higuain va via da Napoli. Higuain stanco dell’ambiente. Higuain sconfortato dal non vincere. Higuain rassegnato.
La strada di Higuain quest’anno è stata invece quella dell’ostinazione. Del perseguire col tentare di scrivere il finale di quel film e vincere a Napoli. Ad avviso di chi scrive, la testardaggine è un marchio caratteriale che rappresenta l’intera sua storia sportiva. E anche quella personale, visto che da bambino sconfisse una meningite fulminante. Continua a leggere

L’asta del fantacalcio… la seconda Asta più importante per un uomo

Signore mie, fatevene una ragione: sono iniziate le aste del fantacalcio. Nei prossimi giorni sarete invisibili. Le vostre gambe non saranno mai attraenti come quelle di Bacca.

Perché la “seconda asta” più importante nella vita di un uomo (per alcuni forse anche La più importante) è quella del fantacalcio.  

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Maschi, più o meno giovani, si riuniscono nelle case come dei veri e propri carbonari al grido: “Quest’anno Higuain non mi sfuggirà!”.
Con loro, solo poche cose ma fondamentali: computer, fogli con la lista dei giocatori con il rispettivo ruolo e valore di mercato, cibo e birra. Non gli serve altro.
Potrebbero andare avanti per giorni in un girone di urla, rilanci, offerte più o meno pazzesche, acquisti oculati o azzardati. Squadre costruite con criterio o assemblate dalla fede calcistica.
Insomma, il solito duello: cuore o cervello! Ma essendo maschi… secondo voi con cosa penseranno?! Forse, forse, non potendo rischiare di fare una squadra merdosa e subire così gli sfottò degli amici per l’intero campionato, potrebbero usare, sorprendentemente il cervello. Almeno due volte l’anno – nell’asta di settembre e nel mercato di gennaio – lo usano.

L’asta del fantacalcio mette anche in mostra la forza virile nell’ottenere ciò che si vuole, strappandolo da sotto in naso a un avversario. Una lotta per il territorio al limite del primordiale: “Io sono più forte e ora lo vedi”.

Perché a un fantacalcista sfegatato (non so nemmeno se il termine esiste. Ma io invento) puoi soffiargli una tipa adocchiata in un locale o un parcheggio sotto casa… ma non Dzeko. Quello non te lo perdonerà!

Dall’America con amore…

Il Mondiale di calcio femminile, per la terza volta, lo hanno vinto le statunitensi, battendo il Giappone 5-2. Se vi capita guardate i gol, perché ce n’è uno bellissimo da metà campo!

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Non c’è modo migliore per celebrare loro e la #giornatamondialedelbacio con questa foto sbaciucchiosa. Hope Solo, Abby Wambach e Dom Dwyer festeggiano come si deve con i rispettivi partner.

Altra vittoria… altra festa!

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Un giorno prima, ma sempre in America, il Cile ha vinto la sua prima Coppa America, battendo ai rigori la super quotata Argentina di Messi e Higuain, che per due anni consecutivi arriva in finale, ma non porta a casa nulla…
Higuain ha visto bene di sbagliare l’ennesimo calcio di rigore decisivo. Tra un po’ anche De Gregori gli dice: “Ah Gonzà… vabbé che non è da questo che si giudica un giocatore… ma alla fine uno, segnane!”.