A grande richiesta

Vi manco, eh? Avoja se vi manco… Ho ricevuto decine e decine di messaggi che invocano il mio ritorno. Vabbé, non erano decine, ma qualcuno si, per questo eccomi qua. Lo faccio per voi, come “celebri statisti” lo hanno fatto per il popolo.

Voi magari avete pensato che ho latitato nello scrivere, perché ho il cuore spezzato dal Milan e che mi sono nascosta, a piangere nella mia cameretta, dopo una campagna acquisti da Champions e una squadra da lotta salvezza? Non è assolutamente così: vi pare che mi nascondo perché il Milan ha perso tutte le partite con le prime sei squadre del campionato? Oppure perché non tira mai in porta, gioca solo in orizzontale e non entra mai in area?  Vi ricordo – per chi si fosse distratto – che stavo parlando del Milan e non del Benevento.

Io quest’estate non mi ero illusa, sappiatelo. Sono una donna razionale e pratica. E come dice sempre un mio amico: “I cavalli si vedono al traguardo“, quindi da questo Milan non mi aspettavo niente. Nemmeno ad agosto. Magari non mi aspettavo di fare ‘ste figure barbine, quello sì. Resta comunque il fatto, che sono disperata, anche per le voci extracalcistiche.

Infondo la vivo bene

Dalla Nazionale, invece mi aspettavo qualcosa di più, ma d’altronde non si può pensare di essere promossi studiando solo gli ultimi giorni. Dopo l’eliminazione chiunque ho incontrato (che conosce la mia passione calcistica) mi ha chiesto: “Angè, ma ‘st’Italia?”

‘St’Italia, che vuoi che dica, ha giocato male ed è giusto aver fatto questa fine. Mi dispiace solo per i soldi che i Mondiali fanno entrare e fanno muovere nel Paese. “Quello che non uccide, fortifica”. Come diceva il buon Tiziano Ferro.

Infine, due parole sul Perugia, la squadra della mia città, che domenica gioca il derby. Problemi all’interno della squadra, si vocifera di corna e tradimenti coniugali, l’hanno fatto precipitare in fondo alla classifica. Bene, direi.

Insomma, comincio a pensare che il calcio non fa più per me. Ricevo più sberle che carezze. E se cambiassi sport? Potrei iniziare a seguire il cricket e aprire un blog dal nome “Colpo di mazza”. Secondo me, mi diverto di più!

Ammazza che mazza

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Dai mobili a Immobile

Potrei definire il weekend appena trascorso, come “un fine settimana all’insegna dell'(Im)mobile”. Dal sabato trascorso in perfetto “stile donna di casa” a Ikea, alla domenica dove il protagonista calcistico e salvatore della nazionale è stato tale Ciro Immobile.

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In un precedente post sbandieravo a gran voce il mio slogan e mantra: “Al mobile… preferisco Immobile”, ma temporaneamente mi sono dovuta convertire al dio dell’arredamento. Ma tornerò a schifarlo il prima possibile, state tranquilli. Una volta, parlando con un’amica ho definito più interessante un giro al cimitero, che in un mobilificio. Ecco, tanto per farvi capire!

Devo ammettere però, che mi sono divertita di più tra gli scaffali di Ikea, che a guardare una partita dell’Italia decisamente brutta. Una squadra messa male in campo (ma il centrocampo c’era?!) che a tratti non sapeva che pesci pigliare. Disorientata e confusionaria. Io invece ero orientatissima e quello che dovevo prendere lo sapevo benissimo. Solo che non mi sono limitata a quello e ho riempito due carrelli. Non vi sto a raccontare che posizione avevo in macchina durante il ritorno. Avete presente un fachiro? E vedete bene, che Ikea dalla mie parti non c’è: ho dovuto fare più di un’ora e mezza di tragitto. Andare allo stadio è meno faticoso.

Detto questo, voglio dare fiducia a Ventura, voi mi direte (già so chi me lo dirà) se ci fosse stato Conte oggi avresti scritto le peggio critiche? Sì, è vero, ma Conte non c’è, questo è il mio blog e anche Antoniuccio vostro, se ben ricordate, le prime partite o le pareggiava o le perdeva. Quindi…

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P.s. la prima cosa che ho messo nel carrello sono stati i bicchieri da Martini… cin cin!  

Germania-Francia… qual è il male minore?

Stasera si gioca Germania-Francia, la sfida in semifinale tra le due storiche nemiche del calcio italico. E l’Italia sta a guardare davanti alla tivù.

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Germania-Francia… non ce la posso fare!

Per chi gufare, pardon, tifare? Ovviamente per nessuna delle due. Dalle mie parti si dice: “è come scegliere tra un colpo e una paralisi”.  
Tra un mal di pancia e un mal di testa, tra i capelli crespi e un brufolo, tra il vomito e la diarrea, tra il gusto pistacchio e il puffo

Il derby della Grande Guerra è una finale anticipata, diretta dall’arbitro Nicola Rizzoli: un pizzico d’Italia ci deve essere per forza. Devono sentire la nostra presenza, anche se non ci siamo con la squadra.  Vorrei una dispensa speciale da parte della Uefa per farle perdere entrambeNon si può?! Pensare che una delle due vada in finale dove troverà il Portogallo, mi fa venire i brividi nonostante 30 gradi fuori.

La Francia costruirà la sua linea Maginot e bloccherà l’avanzata dei tedeschi, mentre quest’ultimi tenteranno uno sfondamento che però porterà a poco… già mi sembra di vederli! Io punto sui rigori.

Quindi, chi vincerà secondo voi questa sera: il croissant o il krapfen? La Peugeot o la BMW? Chanel o Hugo Boss? Griezmann o Muller? La Torre o il Muro?

Eh sì, queste sono delle vere domande esistenziali…! Sapete che faccio: nel dubbio spero che perdano entrambe, ah non si può? E allora almeno che ci facciano divertire e facciano una valanga di gol.

Italia: lacrime, sangue e balletti

L’Europeo italiano è finito. Tutti a casa o tutti al mare. Ma cosa resterà di questi giorni? Vittorie inaspettate, un gruppo vero, un po’ di sfortuna negli incroci (Spagna e Germania di fila avrebbero spaventato chiunque), cucchiai mimati e non realizzati, sbruffonate e balletti, rigori sbagliati (troppi), lacrime (di Buffon e Barzagli) e sangue (di Conte). E un risultato seppur deludente, perché uscire a testa alta è pur sempre uscire,  al quale in pochi credevano (io in primis).

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Italia… e si torna a casa!

Io l’Italia la davo spacciata ai gironi o al massimo agli ottavi. Onestamente, non è che abbia fatto vedere un gran gioco, concreto sì, difensivo pure, ma poco offensivo, anche con la Germania sono stati pochissimi i tiri in porta… forse il primo è stato quello di Bonucci quando ha battuto il rigore. Ma ha impedito ai campioni del mondo non di segnare più di un gol e questo è un ottimo risultato.

Non ho avuto mai grande simpatia per questa squadra e non sono salita sul carro dei vincitori quando ha cominciato a entusiasmare tutti. Non l’ho sentita vicina, non sono stata emozionata per l’attesa delle partite, non ho messo la maglietta né mi sono dipinta come ho fatto negli anni passati. Insomma, non la sentivo mia, non mi dava brividi. Questo mi è dispiaciuto perché non mi sono goduta le vittorie, né le serate passate a guardarla. Anzi ho dovuto spiegare a tanti (troppi) questo mio distacco e questa mia freddezza. Insomma, nemmeno la vittoria contro la Spagna mi ha scaldata.
Resta comunque una squadra da ammirare e dalla quale ripartire. Anche se “i vecchi” a breve se ne andranno e non vedo all’orizzonte eredi in grado di tenere le fila dell’ spogliatoio. Ma questa volta voglio essere fiduciosa.

Kiraly in tuta e Pogba in ciabatte… è un Europeo poco elegante

Quest’Europeo sta regalando dei look decisamente interessanti e bizzarri. E non parlo di capelli. Iniziamo da Paul Pogba che va a pranzo in ciabatte e fa arrabbiare Deschamps: magari voleva solo far prendere aria ai suoi milionari piedini, perché arrabbiarsi tanto. A meno che l’odore non fosse proprio un’eau de toilette firmata Chanel. Ca va sans dire…

Poi, c’è Cristiano Ronaldo sempre abbronzato. Ogni volta che lo vedo è di una tonalità sempre più scura di marrone, scommetto che punti a diventare come Seedorf. Tra un paio di anni avrà quel colore di pelle, ne sono sicura.

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Infine, come non parlare di Kiraly, il portiere dell’Ungheria. Oltre a essere il più vecchio del torneo, si presenta sempre in campo con i pantaloni della tuta. Una tuta larga anni ’90, che si metteva per fare educazione fisica a scuola o per pulire il giardino. Ovviamente, durante la partita la sporca sempre. Mi aspetto da un momento all’altro la madre che gli urla: “Ma guarda come ti sei conciato! Hai sporcato tutti i pantaloni”. Ma il suo tocco di classe, a mio avviso, è la suddetta tuta infilata dentro i calzettoni. Mi ricorda me, quando dormivo in mansarda e l’inverno era un freddo bestiale, così per non far salire i pantaloni del pigiama li bloccavo con i calzini. Con quella mise non mi sarei fatta vedere nemmeno da mia madre, figuriamoci in eurovisione. Tanta stima per Kiraly!

L’insostenibile difficoltà di tifare l’ItalJuve

-Basta, non ci vengo più a vedere le partite a casa tua!

-Ma, perché?

-Vince sempre la squadra che non voglio (da ultimo il Real Madrid). Quindi l’Italia non la guardiamo insieme… altrimenti c’è il rischio che arrivi in finale.

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dopo che ho letto che convocazioni

Viste poi le convocazioni fatte da mister Conte, mi sto convincendo sempre più: l’ItalJuve non si tifa! E’ un principio sacro. Porti via Sturaro e Thiago Motta e lasci a casa Bonaventura e Jorginho? Così l’insulto te lo cerchi proprio… e da me, sappi, che arriverà.

Comunque, Conte‬  fa un’Italia con mezza Juve per ‪‎EURO2016‬: una squadra che in Europa dà il meglio di se, non c’è che dire! Visto mai si rischiava di passare il turno…

Si è aperta la stagione di “Voglio fare il c.t.”

Oggi si è aperta ufficialmente la stagione di “Voglio fare il c.t. della nazionale”. Antonio Conte ha stilato la lista dei 30 preconvocati, 23 dei quali andranno agli Europei, e già sono iniziate le critiche e i nasi storti.

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Perché porta Immobile e non Pavoletti? Perché Ogbonna e non Romagnoli?  Come si fa a convocare Thiago Motta e Montolivo? Perché non Totti? E Giaccherini… perché lo porta via sempre? Nemmeno fosse il figlio!

Anche questo fa parte del gioco e del vivere insieme i tornei della nazionale. Io non mi pronuncio perché, come oramai sapete, non porterei in Francia, proprio Conte… quindi mi sembra superfluo giudicare le sue scelte.

Però voi potere farlo! Dài, iniziate anche voi a fare i c.t. dell’Italia! Chi avreste portato e chi avreste lasciato a casa?