Più che calciomercato è stato… un “ritorno dal mercato”

Oh, alla fine tornano tutti. Quello che si è concluso ieri più che un calciomercato è stato un ritorno dal mercato. A far concorrenza a Lassie che torna a casa, a Jude Law che ritorna a Cold Mountain e a Michael J. Fox che ritorna dal futuro, ci sono svariati giocatori… Insomma, calciomercato II-Il ritorno.

calciomercato

Gilardino è tornato alla Fiorentina, Matri alla Juventus – non poteva stare tanto a lungo lontano da Allegri – Borriello al Genoa e Antonelli al Milan, dove aveva iniziato la sua carriera.

Per non parlare di Santon, che è stato costretto addirittura a tornare all’Inter: lo hanno preso per un orecchio e riportato di peso a Milano. Povero ragazzo!
Ci sono anche stati i rientri in Italia – e poi dicono che per lavorare bisogna emigrare all’estero – di: Cerci, Eto’o, Bocchetti e, dalla Cina con furore, persino di Diamanti. Mancini poi è tornato all’Inter e Zola al Cagliari. Fossi stata in loro ci avrei pensato un po’ meglio prima…

Tutti puntano su usati più o meno garantiti o in fase di rottamazione: ma si sa, quando i soldi sono pochi si prende quello che avanza e quindi tutti a mangiare minestre riscaldate.
Potremmo definirlo un mercato vintage (o un mercatino come ha scritto la Gazzetta dello Sport) per un campionato, ahimè, sempre più povero e triste!

Juve-Inter, un classico come le perle e il tubino nero

Finalmente torna il campionato. L’astinenza cominciava a farsi sentire! Torna la serie A e lo fa nel migliore dei modi, nientepopodimenoche con il derby d’Italia. Andrà in scena, in tutto il suo splendore (speriamo!) Juventus-Inter.

Una partita, che se anche non conta poi così tanto per la classifica, resta sempre un classico, insomma, una gara alla quale una sbirciatina, che tu sia tifoso delle due squadre o no, gliela dai lo stesso. Se non altro per vedere il nuovo arrivo interista Lukas Podolski, simpatizzante della Juve. Già per lui è un derby!

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Diciamo basta ai tifosi improvvisati…

Oggi voglio lanciare una campagna di raccolta firme per dire: “Basta ai tifosi improvvisati“. Basta a quella gente che si improvvisa ultrà dell’ultim’ora e spesso porta anche un po’ sfiga. Perché, il tifoso vero a queste cose ci crede… è inutile negarlo. Quindi Basta!

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Basta a quelli che vanno allo stadio solo per le partite decisive. Non ci sei mai andato tutto l’anno, perché devi proprio andare a vedere quella che decide il passaggio di un turno, la promozione o la vittoria di coppe e scudetti… stai a casa! Te lo canta tutto lo stadio.

Basta a quelli che comprano il biglietto “perché è una bella partita” o “perché è un evento”. Ma se di preciso non sai nemmeno dov’è lo stadio… il vero evento sarebbe se facessi altro…

Basta a quelli che organizzano cene per guardare le partite importanti “tutti insieme”. Primo: tu pensi che io vengo a cena da te, che non distingui nemmeno l’Italia quando gioca con la Nigeria, e c’è una partita fondamentale?! Non mi conosci proprio. Secondo: se non hai la più pallida idea di cosa sia il calcio e non hai mai visto giocare questa squadra… perché iniziare oggi!? Cena con chi ti pare, ma non guardare la partita.

Basta a quelli che dicono: “cosa fanno i nostri?” Ma che vuol dire “i nostri”? È una frase che non sopporto… ma poi i nostri? Casomai i miei, fino a due secondi fa non sapevi nemmeno il colore delle maglie… di tuo non c’è proprio niente.

Basta a quelli che, per esser andati una volta allo stadio, si credono degli ultrà e snocciolano commenti e opinioni che nemmeno al Processo del lunedì. Ok, sei stato una volta allo stadio e hai visto qualche puntata di “Holly e Benji”… ecco questo, non fa di te un esperto di pallone. Quindi datti una calmata.

Spero di raccogliere abbastanza firme da creare un vero e proprio manifesto… Per voi quali sono i tifosi peggiori? 

Vince le amichevoli e pareggia le ufficiali: è media inglese?!

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Quando si pareggiano le partite ufficiali e si vincono le amichevoli… si può parlare di media inglese?!

Perché se è così, l’Italia di mister Conte è in perfetta media… sì, scuola media, perché a tratti sembra di veder giocare dei ragazzini delle medie.

Nota positiva di ieri è Stefano Okaka, che tra l’altro è umbro come me. Così tanto per essere precisi!

Il lato positivo di Conte in nazionale… (non si vede tutti i weekend)

Personalmente non ho ancora superato la scioccante notizia di Antonio Conte c.t. della nazionale. Ohh è più forte di me… non ce la faccio proprio! Mi serve ancora del tempo per abituarmi… abbiate pazienza. Dopotutto dove sta scritto che il c.t. deve piacere a tutti… non è mica la Nutella!

Ieri però pensavo che ci sono anche dei lati positivi nella sua nomina: su tutti, il fatto che non bisogna più sorbirci ogni weekend la faccia di Conte in tivù, le sue “umili” dichiarazioni e quel filo di arroganza che lo ha sempre caratterizzato. Perché diciamoci la verità… il c.t. si vede molto meno di un allenatore di club. Ci sono periodi che capita pure di scordarsi il suo nome: “Oddio chi è l’allenatore dell’Italia?!“E’ quello coi capelli…” sì, i capelli ci sono decisamente. Non si sa da dove vengono ma ci sono.

L’allenatore azzurro non lo trovi tutte le settimane sui giornali e possono passare mesi prima che ricompaia, per poi sparire all’improvviso come le bolle: arrivano, danno fastigio per tre giorni e poi scompaiono. Dopotutto il c.t. torna di moda ogni quattro anni... un po’ come le eclissi, le comete o l’anno bisestile.

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Ecco, questo aspetto di Conte mi piace proprio. E’ bello pensare che, anche se in questi giorni si parla di lui e della sua nuova Italia, tra una settimana sarà tutto finito e per un po’ non sarò più costretta a vederlo. E soprattutto non sarò più costretta a sentire le sue prediche di circostanza sullo “stemperare i toni” perché, se non ricordo male, un esempio di pacatezza non lo è mai stato.

…tutto questo è molto Agggghiacccianteee!!    

Cosa dicono a tavola gli anti-juventini di Conte…

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Conversazione avvenuta diverso tempo fa e ripescata nella mia mente in occasione del debutto di Antonio Conte come c.t. dell’Italia.

Luogo: intorno al tavolo

Io: “Di quale vip andreste al funerale o per quale fareste ore di fila per rendergli omaggio?”

Risposta 1: “Forse Jovanotti… ma non ne sono sicura”

Risposta 2: “Conte”

Io: “Conte?!”

 Risposta 2: “Sì, così sarei sicuro della sua morte”

E pensare che ieri ho sentito dire che comincia a piacere anche agli anti-juventini… Per fortuna che c’è la Nazionale che unisce tutti!

Cosa resterà… di questo Mondiale?!

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Cosa resterà…? Di questo Mondiale… (prendo ispirazione da Raf). Le luci si sono spente, gli stadi si sono svuotati e le squadre hanno lasciato il Brasile. Ma di tutto questo baraccone cosa ci ricorderemo nel bene e nel male?! Casa passerà alla storia del Mondiale dei Mondiali?
Ho fatto la mia classifica delle top dieci, una lista di eventi che ricorderò (non dico per sempre) ma almeno per un paio d’anni.

Il 7-1 della Germania sul Brasile (in pochi la dimenticheranno. Per il Brasile è stato l’inizio della fine)

La “moccicata” di Suarez a Chiellini (Verratti con il suo termine ha reso l’evento anche divertente)

Le super parate dei portieri: da Romero a Julio Cesar, da Ochoa a Navar, fino a Howard, Neur e M’Bolhi

L’uscita a testa bassa delle europee: su tutte l’Italia e la Spagna, due nazionali non pervenute

Mats Hummeles in tutto il suo splendore (per me è stata la vera rivelazione del Mondiale. Non lo dimenticherò tanto facilmente)

Il gol di James Rodriguez contro l’Uruguay e quello di Van Persie contro la Spagna

La schiuma degli arbitri per fare le righe e la tecnologia per individuare i gol

L’infortunio di Neymar e il flop di Messi (doveva essere il loro Mondiale, e sono sicura che non lo dimenticheranno)

Rihanna che ha snocciolato apprezzamenti a quasi tutti i giocatori bellocci (non ne ha salvato uno)

La presentazione dei calciatori a braccia conserte prima delle partite (un mix tra un cosacco, una foto segnaletica e la sigla di “Un posto al sole”)

E poi… c’è la vittoria della Germania: vedere i tedeschi, per la seconda volta nella mia vita (anche se la prima la ricordo vagamente) alzare la coppa al cielo, è qualcosa che non si dimentica facilmente… Non c’è che dire, questo Mondiale non ci ha risparmiato proprio niente…

 

Le vecchie europee come gli indiani di Agatha Christie: ne è caduta una al giorno

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Sono cadute una al giorno come “I dieci piccoli indiani” di Agatha Christie e tutte per mano di sudamericane o di squadre della Concacaf (la federcalcio nord-centroamericana). Sto parlando delle nazionali europee, che meste meste sono tornate a casa una dopo l’altra: Spagna, Inghilterra, Italia, Portogallo, Croazia, Russia e Bosnia, lasciando il Mondiale con mille rimpianti e tanti errori.

Le rappresentanti del vecchio continente sono rimaste in sei (un minimo storico), due le africane e otto le americane, per un Mondiale sempre più targato nuovo continente. E proprio le nuove realtà calcistiche la stanno facendo da padrone, infatti, fatta eccezione per: Brasile, Germania, Argentina, Francia, Uruguay e Olanda, le altre dieci delegazioni non sono mai arrivate a una finale. Questo potrebbe farci chiedere dov’è finito il calcio europeo (facile dare la colpa al clima) e che fine hanno fatto i suoi campioni milionari? Troppi soldi, troppo ingolfati, troppo star.

Questo Mondiale è il Mondiale delle sudamericane, è il Mondiale della riscossa e delle grandi occasioni. E per questo largo alle nuove nazionali, che anche se non faranno molta strada (alla fine in semifinale ci arriveranno le solite note), potranno dire di averci provato fino all’ultimo tiro in porta. Costa Rica, Cile, Colombia, Usa, Messico ma anche Algeria, Belgio, Grecia, Nigeria e Svizzera potranno (anzi dovranno) dar fastidio più che possono alle grandi corazzate.

Buon proseguimento di Mondiale a tutti!

…E ora fuori le unghie

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L’Italia si gioca il passaggio agli ottavi contro l’Uruguay… per questo è ora di tirare fuori le unghie. E mi limito a dire unghie!

 

Buona la prima!

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L’Italia con una signora partita batte l’Inghilterra 2 a 1. Una nazionale che non ti aspetti: superiore agli inglesi a centrocampo con Pirlo, De Rossi, Marchisio e Verratti su tutti. Darmian e Sirigu le due sorprese che incoraggiano il gruppo e un Balo in gol. L’unica pecca, la difesa un po’ troppo ballerina. Paletta non certo al meglio e troppo sbrigativo nel regalare calci d’angolo agli inglesi.

Ora venerdì c’è la Costa Rica.