Nel 2003 lei in semifinale… e io all’università

Oggi dovrei parlare di quella squadra italiana che stasera si giocherà l’accesso alla semifinale di Champions League. Quella squadra che non arriva in semifinale dal 2003. In quell’occasione andò anche in finale, ma, ahimè, perse contro il Milan… oddio che goduria! Che tempi…

Mi accusano, o mi ringraziano (dipende dai punti di vista), di portare troppa fortuna a questa suddetta squadra, quindi per togliere ogni dubbio eviterò di nominarla. Oggi non si parla di lei, dell’occasione che ha di essere tra le quattro principesse d’Europa e di riportate il calcio italiano a un livello accettabile. Avevo infatti pensato di parlate d’altro: cucina, capelli, smalti, moda, gossip, della questione Mediorientale, della Troika, del perché uno dei One Ditection ha lasciato il gruppo, di sesso, cinema e depilazione… insomma di tutto tranne che di lei. E quindi non lo farò.

Oh, comunque è dal 2003, ripeto dal 2003, che non gioca una semifinale… sono 12 anni. Chi nasceva allora, oggi è un ragazzino, che ascolta i One Direction e ha un profilo su Yuotube.

Nel 2003…
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Con il cuore in mano… (è il massimo che posso fare per San Valentino)

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Il mio romanticismo è molto basso per natura, ma mi sono sforzata per voi… questo è il massimo che posso fare per San Valentino! E già mi sembra che ci siano troppi cuori… per i miei gusti!

Il mio meglio e il mio peggio (nel calcio 2014)

Mi ero ripromessa di non farlo, ma alla fine ho ceduto. Ho deciso anche io di fare la banale classifica delle (mie) cose migliori e peggiori del 2014 riferite (ovviamente) al mondo del calcio… Non vogliatemi male!

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Il Perugia in serie B (lo aspettavo da anni)

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La conoscenza (purtroppo solo virtuale) con Mats Hummels (la vera rivelazione del Mondiale) Continua a leggere

Schiuma party in serie A

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Dopo il Mondiale, le bombolette di schiuma per segnare le righe durante le punizioni, arrivano anche nel nostro campionato di serie A, B e Lega Pro.  Il consiglio federale ha infatti ratificato l’adozione dello spray per delimitare la distanza della barriera, che ha tanto spopolato in Brasile, e dall’inizio del campionato sarà presente su tutti i campi italiani.
Il presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, ha reso noto di aver dato il via libera all’utilizzo della bomboletta: “E’ stato ratificato il suo utilizzo – ha affermato Beretta -. Quindi si partirà con l’adozione di questa nuova tecnologia, che tra l’altro abbiamo chiesto noi per primi”.
Ora non resta che ordinarle e sperare che arrivino in tempo per il fischio d’inizio… e poi schiuma party per tutti!

 

Cosa resterà… di questo Mondiale?!

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Cosa resterà…? Di questo Mondiale… (prendo ispirazione da Raf). Le luci si sono spente, gli stadi si sono svuotati e le squadre hanno lasciato il Brasile. Ma di tutto questo baraccone cosa ci ricorderemo nel bene e nel male?! Casa passerà alla storia del Mondiale dei Mondiali?
Ho fatto la mia classifica delle top dieci, una lista di eventi che ricorderò (non dico per sempre) ma almeno per un paio d’anni.

Il 7-1 della Germania sul Brasile (in pochi la dimenticheranno. Per il Brasile è stato l’inizio della fine)

La “moccicata” di Suarez a Chiellini (Verratti con il suo termine ha reso l’evento anche divertente)

Le super parate dei portieri: da Romero a Julio Cesar, da Ochoa a Navar, fino a Howard, Neur e M’Bolhi

L’uscita a testa bassa delle europee: su tutte l’Italia e la Spagna, due nazionali non pervenute

Mats Hummeles in tutto il suo splendore (per me è stata la vera rivelazione del Mondiale. Non lo dimenticherò tanto facilmente)

Il gol di James Rodriguez contro l’Uruguay e quello di Van Persie contro la Spagna

La schiuma degli arbitri per fare le righe e la tecnologia per individuare i gol

L’infortunio di Neymar e il flop di Messi (doveva essere il loro Mondiale, e sono sicura che non lo dimenticheranno)

Rihanna che ha snocciolato apprezzamenti a quasi tutti i giocatori bellocci (non ne ha salvato uno)

La presentazione dei calciatori a braccia conserte prima delle partite (un mix tra un cosacco, una foto segnaletica e la sigla di “Un posto al sole”)

E poi… c’è la vittoria della Germania: vedere i tedeschi, per la seconda volta nella mia vita (anche se la prima la ricordo vagamente) alzare la coppa al cielo, è qualcosa che non si dimentica facilmente… Non c’è che dire, questo Mondiale non ci ha risparmiato proprio niente…

 

Poker di stelle per la Germania

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La Germania si cuce la quarta stella sulla maglia e festeggia il suo poker di vittorie nella Coppa del Mondo, eguagliando l’Italia. Se vogliamo essere obiettivi se l’è meritato: ha giocato meglio di tutti, ha segnato molto e ha espresso il suo essere squadra nel migliore dei modi. Nulla a che vedere con l’Argentina, il Brasile o le altre candidate al titolo.
Insomma, anche se a denti stretti, lo dico: è giusto così! I tedeschi dovevano vincere e lo hanno fatto, e dando uno sguardo alle date di nascita dei giocatori, è probabile che continueranno a farlo anche nei prossimi anni, forse ripercorrendo il ciclo della Spagna. Mario Gatze al 113′ ha regalato con un suo gol la vittoria ai tedeschi, infrangendo i sogni a Messi e company, che oramai credevano di poter arrivare ai rigori. Va be’ sarà per la prossima volta argentini…

Ora non resta che vederli festeggiare con le loro biondissime fidanzate (una vera rivincita delle bionde, non c’è che dire) senza poter dire nemmeno: “Ma tanto noi abbiamo una stella in più” Ora non è più così…

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Tra Germania e Argentina… io tifo Rizzoli

Borussia-Dortmund-Bayern Monaco finale Champions League

Essendo figlia di un ex arbitro, questa sera a casa mia si tifa per Rizzoli. Unico italiano (almeno per ora) a uscire vincente da questo mondiale.
Questa sera quindi, il mio supporto sarà tutto per il direttore di gara, spesso criticato nei campi di calcio italici, ma premiato dalla Fifa e designato per la finale di un mondiale: il massimo riconoscimento per un arbitro. Un po’ come accade per i cervelli in fuga o i talenti nostrani, per essere veramente apprezzati devono andare all’estero. E Rizzoli per essere apprezzato è dovuto arrivare in Brasile.

Ma tornado alla gara tra Germania-Argentina, è veramente difficile decidere per chi tifare. I tedeschi, obiettivamente, si meritano di vincere, giocano meglio e sono stati la migliore squadra del torneo, ma la quarta stella (come l’Italia) è un duro colpo al cuore. Averli un passo indietro è sempre una soddisfazione.

Quindi potrei tifare per l’Argentina. Ma non mi piace assolutamente come gioca: è Messi dipendente, e gli altri, a parte Mascherano e Higuain non meritano di alzare la coppa. Ha vinto sempre di misura come una squadretta di metà classifica, insomma non ha fatto vedere un bel calcio, degno di diventare campione del mondo. Se vincesse, non sarebbe meritato.

Per questo strizzerò l’occhio, a malincuore, alla Germania e tiferò per Rizzoli! Domani vi racconto poi cosa ho deciso nell’ultim’ora…