Piccoli calciatori crescono… anche grazie a Tascout

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Oggi vi voglio parlare di Tascout, il primo social network per ragazzi under 18 che condividono la passione per il calcio. Tascout è pronto ad accogliere giovani calciatori di tutto il mondo che vogliono condividere il proprio talento, scambiarsi consigli, emozioni, valori, insomma, creare una community che ruoti intorno alla loro passione. Non è certo una cosa da poco.
Ora vi spiego meglio. Con il nuovo social network si può esibire la propria bravura in video, ma anche commentare quello degli altri, seguire i calciatori più talentuosi e sfidarli per guadagnare punti e trofei.
Tascout dà visibilità a bambini e ragazzi di tutto il mondo senza barriere sociali, geografiche ed economiche e di condividere, mediante la socializzazione, i valori positivi dello sport più bello del mondo: il calcio.
L’idea è venuta dopo aver letto la storia di Pety, il calciatore brasiliano che a soli 13 anni ha firmato un contratto con il Real Madrid grazie ai video caricati dal padre su YouTube – spiega l’ideatore, Claudio Del Gusto dichiara -. Così abbiamo deciso di offrire ai giovani talenti di tutto il mondo una vetrina, ma soprattutto una piattaforma online semplice e sicura dove poter vivere il calcio a 360 gradi”.
Ragazzi di tutto il mondo usano Tascout per conoscersi e restare in contatto, condividendo il sogno e la possibilità di essere notati più velocemente da osservatori, procuratori e settori giovanili.
Il progetto è già un successo online grazie alla nutrita community creatasi sui social network: sono oltre 17mila i fan di Tascout su Facebook che ogni giorno mostrano le loro qualità e la loro bravura.

Il lato positivo di Conte in nazionale… (non si vede tutti i weekend)

Personalmente non ho ancora superato la scioccante notizia di Antonio Conte c.t. della nazionale. Ohh è più forte di me… non ce la faccio proprio! Mi serve ancora del tempo per abituarmi… abbiate pazienza. Dopotutto dove sta scritto che il c.t. deve piacere a tutti… non è mica la Nutella!

Ieri però pensavo che ci sono anche dei lati positivi nella sua nomina: su tutti, il fatto che non bisogna più sorbirci ogni weekend la faccia di Conte in tivù, le sue “umili” dichiarazioni e quel filo di arroganza che lo ha sempre caratterizzato. Perché diciamoci la verità… il c.t. si vede molto meno di un allenatore di club. Ci sono periodi che capita pure di scordarsi il suo nome: “Oddio chi è l’allenatore dell’Italia?!“E’ quello coi capelli…” sì, i capelli ci sono decisamente. Non si sa da dove vengono ma ci sono.

L’allenatore azzurro non lo trovi tutte le settimane sui giornali e possono passare mesi prima che ricompaia, per poi sparire all’improvviso come le bolle: arrivano, danno fastigio per tre giorni e poi scompaiono. Dopotutto il c.t. torna di moda ogni quattro anni... un po’ come le eclissi, le comete o l’anno bisestile.

comete

Ecco, questo aspetto di Conte mi piace proprio. E’ bello pensare che, anche se in questi giorni si parla di lui e della sua nuova Italia, tra una settimana sarà tutto finito e per un po’ non sarò più costretta a vederlo. E soprattutto non sarò più costretta a sentire le sue prediche di circostanza sullo “stemperare i toni” perché, se non ricordo male, un esempio di pacatezza non lo è mai stato.

…tutto questo è molto Agggghiacccianteee!!    

Prandelli’s list: convocati troppo giovani. È un duro colpo per chi ha la mia età…

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In questi giorni tutti parlano della Prandelli’s list per il Brasile. I 23 convocati, gli esclusi, le riserve. È un susseguirsi di “Io avrei portato questo”, “io averi lasciato a casa quest’altro…”. Tutti dicono la loro (ma d’altronde è sempre stato così). Da che ho memoria, mai le scelte di un ct hanno accontentano stampa e tifosi. Personalmente i nomi dei convocati non mi hanno lasciata molto sorpresa, erano abbastanza scontati. Forse l’unica sorpresa è stato Insignie al posto di Destro… ma non è che cambi molto.

La cosa che invece mi ha fatta riflettere, vedendo i nomi e soprattutto le loro date di nascita, è che sono quasi tutti più giovani di me…. MOLTO più giovani di me. Salvo qualche eccezione (e non dirò quali, perché dopo fare i calcoli sulla mai età sarebbe troppo facile), gli altri sono tutti ragazzini. Questo mi fa sentire decisamente vecchia!
Ecco, quello che posso obiettare a Prandelli sono le scelte anagrafiche troppo giovani. Per le tifose della mia età è un vero colpo.
Io infatti, avrei convocato uno stagionato Francesco Tutti, l’evergreen Luca Toni, Totò Di Natale, Alberto Gilardino o perché no… anche Alex Del Piero, così solo per dargli un ultima chance. Ecco una nazionale così mi avrebbe fatto sentire decisamente ggggiovane.
E invece l’Italia porta in Brasile questa vagonata di ragazzini, che scalfiscono la mia autostima: solo a pensare che quando alcuni di loro nascevano, io già frequentavo le medie, mi vengono i brividi!
Insomma, Prandelli qualcuno di più vecchiotto lo potevi pure portare, così tanto per compagnia… per giocare a bocce sulla spiaggia, per fare una partita a carte la sera o per ricordare i vecchi tempi, quelli in cui l’Italia vinceva… perché, non so se ti sei accorto, ma molti di quelli che hai convocato, nel 2006 ancora non guidavano nemmeno il motorino.