Le due “A” vincenti per l’Italia: Ancelotti e Alice

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Un sabato, quello di ieri, da ricordare per il cinema e il calcio. Alice Rohrwacher con il suo film “Le meraviglie” vince a Cannes il Grand Prix della giuria, mentre Carlo Ancelotti sale sul tetto del mondo calcistico vincendo la decima Champions League per il Real Madrid, la sua terza personale.

Almeno per un giorno l’Italia è stata da serie A. A come Alice e Ancelotti. Dopotutto riusciamo ancora a fare la nostra bella figura anche all’estero!

 

C’è la finale… perché invitare gente a cena?!

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Come volevasi dimostrare… Stasera c’è la finale di Champions League, tra Atletico Madrid e Real Madrid, e mi ritrovo a casa gente a cena. Gente, che non sa nemmeno che cos’è la Champions League, figuriamoci se guarda la partita. E io poi, lo avevo detto…
Ok, non ci sono squadre italiane, non la gioca la squadra che tifo, ma una sbirciatina in tranquillità mi sarebbe piaciuta dargliela. Per questo ho fatto una lista dei 10 motivi per cui guardare la finale, che elencherò ai miei invitati appena seduti a tavola, con la speranza di convincerli o magari di fargli pena!

I 10 motivi per cui guardare la finale (sempre che mi riesca)

1-      Due squadre che giocano veramente a calcio (anche se le finali spesso sono deludenti)

2-      Tifare Ancelotti, un pezzetto d’Italia potrebbe vincere la coppa (oramai ci resta solo questo)

3-      Vedere Casillas, in tutto il suo splendore, alzare la coppa (mica si possono guadare solo le azioni di gioco)

4-      Sperare che vinca l’Atletico Madrid, così il Real non arriva a dieci

5-      Aspettare i festeggiamenti per gustarsi i calciatori nudi e decisamente allegri che corrono per il campo con il trofeo in mano

6-      Alla fine dei giochi è sempre un evento

7-      Per l’atmosfera e le coreografie

8-      Se vince l’Atletico, vedere Cristiano Ronaldo arrabbiato e deluso (non è che mi stia proprio simpatico)

9-      Sperare che arrivino ai rigori (tanto alla fine, chi vince vince)

10-   Chiudere quest’anno di Champions, perché, almeno per me, è stato uno schifo (e dico schifo)

Buona finale a tutti! (per chi la guarda) 

Cinema e campo da calcio… i luoghi dove tutto è possibile

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Per chi ama il calcio e anche i cartoon esce il 29 maggio al cinema Goool! diretto da Juan José Campanella e ispirato al racconto “Memorie di un’ala destra” di Roberto Fontanarrosa.
Il film d’animazione segue le vicissitudini di Amadeo, un timido ma talentuoso ragazzo che vedrà i giocatori del suo calcio balilla prendere magicamente vita per aiutarlo a salvare il suo villaggio e riconquistare il suo amore d’infanzia. Con l’aiuto dei giocatori, Amadeo dovrà, infatti, affrontare la più terribile rivale sul campo di calcio: la Champ guidata dal loro leader, il carismatico Ala Destra. I giocatori del calcio balilla e Amadeo intraprenderanno una grande avventura insieme, come una vera squadra, per riconquistare la dignità che la Champ ha rubato a loro.
Il regista, appassionato di calcio tanto da considerarlo una delle invenzioni fondamentali dell’umanità, come illustra il prologo di questo film, rilegge in chiave umoristica la sequenza dei primati di 2001 Odissea nello Spazio, così da unire alla perfezione il calcio e il cinema, entrambi luoghi dove tutto può succedere! Ma esistono dei veri miracoli nel calcio?

 

Ora il mercoledì… tutti al cinema!

Dopo 15 anni il Milan è fuori dall’Europa: niente Champions e niente Europa League. Per i rossoneri però potrebbe essere un bene, visto che devono rimettersi in sesto e ripartire da zero. Un anno di solo campionato e un anno di rifondazione per la squadra.

Nel frattempo il mercoledì tutti al cinema… 

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Su e giù nel campionato di A

Il campionato è finito. E qualcuno potrebbe dire: “finalmente!”. Conosco diverse persone che hanno esclamato questa frase ieri sera…
Ma quando finisce qualcosa è sempre tempo di bilanci. Quali sono stati gli eventi positivi e quelli negativi? Cosa salvare o cosa buttare via? Nel mio piccolo ho cercato di fare questo bilancio calcistico.

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I 102 punti della Juventus (ma solo perché mi hanno fatto risparmiare una cena)

Llorente e Higuain in campo (solo per motivi estetici)

I gol di Ciro Immobile (capocannoniere)

I capelli di Paletta e Gervinho (un vero toccasana a chi non sa come sistemare i propri)

Il ritorno di Kakà al Milan (anche se, a dirla tutta, non è che sia stato poi così utile)

Tevez e Rossi: i giocatori che hanno giocato meglio

Le lacrime di Balotelli e quelle di Cerci (alla fine sono ancora dei ragazzi)

La telenovela argentina tra Icardi, Wanda e Maxi Lopez (tutti me parlavano male, ma tutti ne erano informatissimi)

 

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L’arrivo di Honda al Milan (utile solo per far vendere magliette in Oriente)

L’esonero di Allegri

L’Italia superata nel ranking dal Portogallo

I cori razzisti e le banane lanciate a Bergamo (almeno un po’ di fantasia)

Il Milan fuori dall’Europa dopo 15 anni

Il Bologna in B

Le papere di Marchetti (che gli sono costate il Mondiale)

La poca voglia di giocare di Balotelli (spesso sembrava che ti stava facendo un favore) e l’assenza totale di El Shaarawy

La pessima figura in Europa delle squadre italiane (speriamo nel prossimo anno, ma la vedo dura)

Le scuse di Mazzarri quando l’Inter non vinceva o non giocava bene

Baciami piccino!

I segreti di Brokeback Mountain in salsa calcistica. Il bacio tra Ivan Rakitic e Daniel Carrico, dopo la vittoria dell’Europa League, ha fatto discutere: ma perché? Perché avviene in un mondo, quello del calcio, dove la tolleranza per gli omosessuali è ancora lontana? O perché un bacio tra due uomini, che sia scherzoso o dettato dalla passione e dalla foga del momento, in qualsiasi luogo avvenga fa ancora sbarrare gli occhi?

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Il campo di calcio però ha dei precedenti illustri in fatto di baci ed effusioni tra calciatori: quello tra Rakitic e Carrico non è certo il primo, e non sarà l’ultimo. Spesso i calciatori presi dall’entusiasmo per un gol o per una vittoria si sono lasciati andare a esultanze particolari. Ecco le più famose.

Gary Neville e Paul Scholes hanno festeggiato nel 2010 la vittoria del Manchester United contro il City baciandosi in mezzo al campo. Andando ancora più indietro nel tempo c’è il bacio dopo un gol tra Diego Maradona e Claudio Caniggia quando giocavano nel Boca Juniors e quello tra Xabi Alonso e Gerrard ai tempi del Liverpool, una passione improvvisa!

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Poi c’è stato il bacio sul collo che Sergio Ramos ha dato a Cristiano Ronaldo… e chi può biasimarlo! E quello sulla testa che Blanc diede a Barthez durante una partita della Francia.

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Ma le effusioni più chiacchierate sono state quelle tra Piqué e Ibrahimovic. Qui diciamo che l’entusiasmo per una vittoria era lontano, ma i due si accarezzavano come due liceali nel parcheggio della scuola. In Italia è stato solo registrato un bacio tra Vargas e Spinesi dopo un gol durante una partita del Catania… siamo ancora dei dilettanti!

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Insomma, tutti non volevano più tranquillità e rispetto negli stadi?! Be’, questo potrebbe essere un primo passo. L’unico rammarico è che fanno tutto da soli. Ma perché non coinvolgono le spettatrici!?

 

Io, in Brasile ci porterei loro…

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È iniziata con le prime convocazioni di Prandelli la moda di “voglio essere allenatore per un giorno”. Fino alla fine del Mondiale tutti, e dico tutti, anche quelli che non distinguono Rossi da De Rossi, diranno la loro sui convocati, su come schierarli e su come sostituirli.
Io non voglio essere da meno e per questo ho deciso di fare le mie convocazioni: chi porterei con me in Brasile?! (voglio precisare che mi sono limitata ai calciatori che giocano in Italia).

Il primo che mi è venuto in mente, tra l’altro escluso dal ct, è stato Osvaldo. Con le sue origini latinoamericane e la sua prestanza fisica (e dico prestanza fisica) sono sicura che non ci si annoia. Il ragazzo sa come divertirsi!

Approvo la scelta di Antonio Candreva e Claudio Marchisio, ma per la porta mi sarei buttata su Daniele Padelli (l’occhio azzurro in Brasile fa scintille, ne sono sicura).

Porterei volentieri anche Andrea Poli, la faccina da bravo ragazzo mi è sempre piaciuta, e Domenico Criscito solo per come ha esternato la sua delusione su Twitter per la mancata convocazione: “Ci sono rimasto più di merda adesso che due anni fa all’Europeo”. Domenico, ti ci porto io in Brasile! Andiamo anche a farci la foto sotto il Cristo Redentore…

Infine, Stephan El Shaarawy, oltre al fatto che mi è molto simpatico, porterebbe la merenda per tutti… sulla spiaggia di Copacabana a mangiare i Ringo… che c’è di meglio!

Infine, farei diventare italiani LIorente e Higuain per imparare lo spagnolo e per sfoggiare una volta tanto due oriundi come si deve, Rami, che in costume fa la sua bellafigura, e Kone utile per ammazzare il tempo in spiaggia: contare tutti i 50 tatuaggi richiede diverse ore d’impegno (che fatica!)

Ecco, voglio specificare che le scelte non si sono basate prettamente sulla bravura calcistica: in fondo ho detto con chi sarei andata IO in Brasile… mica chi avrei fatto giocare al Mondiale…!

Voi invece con chi andreste in Brasile!?

 

 

 

Tutte le #veritàprandelliane

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Cesare Prandelli ha deciso di non applicare il codice etico a Giorgio Chiellini, dopo la gomitata a Pjanic e le tre giornate di squalifica che gli sono state inflitte. Questa decisione sta facendo molto discutere, soprattutto sul web.  “Ho visto e rivisto l’azione di Chiellini: per me non è un gesto violento”, ha dichiarato il ct della nazionale. Ma dai… su… mica ci crederai davvero a quello che hai detto?!
Dopo queste parole, un po’ se l’è cercata, sul social network si è scatenata l’ironia con la creazione dell’hasthag #veritàprandelliane. Ecco alcuni dei tweet più divertenti (non potevo non parlarne):

Prandelli: non credo che il bacio di Giuda fosse voluto #veritaprandelliane

Prandelli: Ho visto il replay e in realtà la sassata di Caino ad Abele era un tentativo di pettinargli i capelli #veritàprandelliane

Prandelli su Diabolik: “Dalle immagini a circuito chiuso è lampante che quello in tuta nera sia un mimo” #veritàprandelliane

Prandelli: Rivedendo i film di Fantozzi mi sono convinta che la figlia fosse una bella regazzetta! #veritáprandelliane

Prandelli: E’ stato Gesù insieme agli Apostoli a tradire Giuda #veritaprandelliane

Prandelli: Escludo per Kennedy che si trattasse di proiettile ma di semplice moscerino… #veritàprandelliane

Prandelli: L’attentato alle Torri Gemelle non mi è sembrato violento #veritàprandelliane

Prandelli: Lo tsunami in Giappone non è stato così violento #veritàprandelliane

Prandelli: Quello dell’iceberg sul Titanic era solo un blocco col corpo #veritàprandelliane

Prandelli: Il DC9 di Ustica finì la benzina! #veritàprandelliane

Prandelli: A rivederlo bene, il gol di Maradona all’Inghilterra a Mexico86 era regolare. E’ la palla che e’ sbattuta sul pugno. #veritaprandelliane

Prandelli: vista al rallenty si evince inequivocabilmente che è stato Destro e non Chiellini a colpire Pianjc #veritaprandelliane

Prandelli: Pitagora di schemi non ne sapeva una cippa #veritaprandelliane

Prandelli: Babbo Natale esiste. #veritaprandelliane

Prandelli: Sulla pasta con il tonno ci va il parmigiano #veritaprandelliane

Voglio ricordarvi così…

Bologna, Catania e Livorno da ieri hanno salutato la seria A. Per questo le voglio ricordare nel migliore dei modi, con le immagini più significative e con i protagonisti della loro permanenza in A. Salutandole con la speranza di rivederle presto… sicuramente le vedrò il prossimo anno giocare contro il Perugia!

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Per il Bologna non possiamo non ricordare Panagiotis Kone, che ha cercato di sostituire Diamanti a centrocampo dopo la sua partenza. Se lì non è stato alla sua altezza, lo ha sostituito bene per quanto riguarda i tatuaggi: ne ha ben 50. Più che un giocatore sembra un tronista. Ci mancherai Kone! Decisamente…

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Il Catania dalle stelle alle stalle. Dopo l’ottavo posto dello scorso campionato, quest’anno saluta la A, dopo otto stagioni, e lo fa vincendo una partita inutile contro il Bologna. Quello che ci mancherà di più dei siciliani saranno le acrobazie di Giuseppe Bellusci: un misto tra  Kung Fu Panda e Heather Parisi dei tempi d’oro. Per lui è stato più facile colpire le teste dei giocatori piuttosto che il pallone. Un vero acrobata.

Francesco+Bardi+Livorno

Infine, che dire del Livorno. La Cenerentola del campionato saluta tutti con ben 75 gol incassati. L’espressione felice e incoraggiante del portiere Francesco Bardi la dice lunga su questa stagione disastrosa: un mix tra preghiera e rassegnazione. Forse questa non era proprio la grinta giusta per la serie A. Ma sono sicura… vi rialzerete presto!