Di mamma ce n’è una sola…

Anche i calciatori hanno una mamma: qui sotto troviamo Pogba e mammà; Buffon sposo con la mamma; Balotelli in un gesto di tenerezza e Ronaldo “sorriso smagliante” con colei che lo ha creato!

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La prima che mi ha portato allo stadio

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Lei è stata la prima a portami allo stadio, quando ancora nella sua pancia andavamo insieme in curva nord.
Certo, non vedevo un granché… ma stavo sicuramente al caldo e al sicuro!
La mamma è un po ‘ come la squadra del cuore… ce n’è una sola! Auguri Mamma!

Florenzi, il nuovo Cappuccetto Giallorosso… ma non è stato il primo

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Oggi tutti parlano di Alessandro Florenzi e dell’abbraccio che ha dato alla nonna in tribuna, dopo aver segnato il secondo gol della Roma, ieri contro il Cagliari. Un bel gesto non c’è che dire… e che nipote d’oro. Un moderno Cappuccetto Giallo-Rosso.

Ma di gesti simili ce ne sono stati anche altri, sia durante, che a fine partita. Tralasciando le fidanzate che sistematicamente ricevono baci dal campione di turno, soprattutto che ha vinto qualcosa, di parenti baciati me ne sono venuti in mente altri. Abbracci stappalacrime e scalate in tribuna degne dei migliori alpinisti.

Nel 2012 fu un altro romanista a salire in tribuna allo stadio Olimpico per baciare la moglie e il figlio: Fabio Simplicio che stampò un bel bacione alla moglie.

CALCIO: SIMPLICIO SEGNA E VA IN TRIBUNA A BACIARE FAMIGLIA

Poi lo scorso anno German Denis affonda il Napoli con due reti e nel finale si lascia andare a una tenera esultanza con il figlio, che guardava la partita da bordo campo.

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Chi non ricorda poi il cuore di mamma Mario Balotelli, che dopo la vittoria contro la Germania ad Euro 2012 andò in tribuna ad abbracciare la mamma Silvia, o Cristiano Ronaldo che prima di alzare la Champions League abbraccioò il fratello alcolista. Anche per loro un attacco di tenerezza… chi lo avrebbe mai detto.

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Non solo calcio. Dopo aver vinto il torneo di Wimbledon, la tennista Marion Bartoli è salita fino alla tribuna per ricevere l’abbraccio di Amelie Mauresmo, ora suo coach.

Britain Wimbledon Tennis

 

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

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Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

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Balotelli, il fallo è tuo…

Mario Balotelli

Mario Balotelli

La prova tivù, no scusate, la prova del Dna, ha stabilito che Pia, la figlia di Raffaella Fico è anche figlia di Mario Balotelli. Il giocatore del Milan ha dato la notizia nel modo più discreto possibile: via Twitter, scrivendo in inglese: “Alla fine ecco la verità: Pia, dolce figlia mia. Tuo padre”. Come farà a sapere che è dolce!? Se non l’ha mai incontrata… forse penserà che avrà ripreso da lui!

Comunque, la cosa positiva di questa storia, oltre al fatto che Pia avrà un padre (ricco), è che, stabilito il riconoscimento, di questa storia non se ne parlerà più. Bastaaa! La telenovela era anni che andava avanti. È sua? Non è sua? Il Dna ha stabilito che è sua… e ora caro SuperPaparino vedi di essere un buon padre! Sarei proprio curiosa di sapere cosa farà ora: le regalerà orecchini di diamante, una seduta dal parrucchiere, o le comprerà una Lamborghini giocattolo…!? Va bè, è un argomento trito e ritrito, ma oggi, ci stava proprio…

Il mio piccolino compie un mese

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Il mio piccolino oggi compie un mese. Sembra ieri quando è nato e invece è già passato un mese. Da brava mamma quale mi reputo, in questi 30 giorni l’ho accudito, curato, nutrito, senza mai fargli mancare nulla. Insomma, gli ho dedicato tutta la mia attenzione. Non pensavo fosse possibile! La cosa peggiore è che parlo sempre di lui: in famiglia, con le mie amiche, con i miei amici… con tutti. Lo mostro orgogliosa, e ne esalto i progressi. Perché, anche se ha solo un mese, di progressi ne ha fatti abbastanza. Il primo sorriso quando ha raggiunto i 1000 contatti, il primo vagito quando ha avuto il primo commento e il prima smorfia quando in alcuni giorni non ha avuto le attenzioni desiderate. Ma capita anche ai migliori.
Io gli ripeto sempre: “Aspetta! Devi ancora crescere”. Devo dire che sono fortunata: la notte dorme, mangia ai suoi orari e non dà grandi problemi. Insomma, dove lo metti sta!
Ma le mie cure, come quelle delle persone che ho intorno (che ringrazio) sono fondamentali per la sua crescita e per farlo diventare un vero ometto. Pronto ad affrontare il mondo e a contare qualcosa in questa giungla virtuale. Ma caro il mio piccolino, c’è tempo per crescere e per dare soddisfazioni alla tua mamma. Lei è già orgogliosa di te!

Ah scusate! Stavo parlando del mio blog (si era capito!?) perché io figli non ne ho. Ma visto che i blog delle mamme vanno tanto di moda e anche i post sui progressi, sui dentini e sulle pappe dei bambini sono il must in questo periodo, e io sentendomi un po’ emarginata, ho pensato di dedicare queste mie righe al mio piccolo. Che oggi compie un mese. Auguri cocco di mamma!