La mia prima volta…

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Oggi vi racconto la mia prima volta. La mia prima volta allo stadio… che avete capito!
Fiorentina – Milan per me ha un sapore tutto particolare, perché è stata la prima partita che ho visto allo stadio. E’ stata la prima volta che ho messo piede al “Renato Curi”.
Ci andai con mio padre. La Fiorentina aveva “adottato” per alcune gare casalinghe lo stadio della mia città, perché il Franchi era in ristrutturazione per i Mondiali di Italia ’90. Oddio, sembra un secolo fa…
E quindi, quale migliore occasione per andare a vedere il Milan, che giocava a pochi passi da casa? Un Milan che all’epoca vinceva… per l’esattezza quella partita finì 2-3. Andò in gol Baggio, Kubik, Donadoni e due volte Van Basten. Ma questa è un’altra storia!
Ricordo la strada fatta a piedi per arrivare allo stadio con i tifosi della Fiorentina che camminavano vicino a noi scortati dalla polizia e l’atmosfera di festa che non avevo finora vissuto. Un’atmosfera che ancora oggi mi conquista, ogni volta che vado allo stadio.

La mia coscienza calcistica all’epoca era pari a zero e della partita, onestamente, ho capito poco: le azioni, il gioco, i gol… nulla mi interessava e poco è rimasto nella mia mente. Certo, a pensarci oggi un po’ mi dispiace, perché aver avuto davanti agli occhi Van Bastan e Baggio e non aver apprezzato il loro talento è stato un vero spreco… ma all’epoca non ne ero consapevole. Dopotutto, una bambina (per giunta femmina) come poteva capire le giocate di due palloni d’oro…

Infatti, quello che non scorderò mai di quella giornata e che mi ha conquistato all’istante, è stata l’atmosfera, la festa, lo stadio pieno, l’odore e i suoni. Uno spettacolo visto con gli occhi di una bambina. Una bambina che giorno dopo giorno si è innamorata del calcio.

La vostra prima volta allo stadio ve la ricordate?

Che razza di tifoso sei?

Il tifoso è come la Barbie… ne esistono di diverse tipologie e modelli. Ognuno, infatti, ha delle caratteristiche ben precise. Ecco quelli che secondo me saltano più all’occhio!

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C’è il tifoso…

Allenatore, che suggerisce le mosse in campo e i cambi, arrabbiandosi pure se non viene ascoltato. Dopotutto l’Italia è un Paese di santi, poeti e allenatori. I navigatori oramai li abbiamo solo in macchina!

L’anti-arbitro, che per qualsiasi cosa se la prende con l’arbitro. È sua la colpa di tutto: dal fallo non fischiato al tempo brutto.

Il blasfemo. Ogni azione sbagliata è una bestemmia. Inventate ad hoc anche per l’occasione. A lui la fantasia non manca!

Il religioso, che guarda la partita in silenzio, come se fosse a una veglia funebre. Senza mai aprire bocca e con le mani giunte. Un piccolo urlo solo in caso di gol e poi torna il silenzio.

Lo strillone, che urla e si dimena come un ossesso per qualsiasi cosa accada. A questo genere vorrei dire solo una parola: “non ti sentono, è inutile che urli. Stai rompendo i timpani solo a quelli che ti stanno vicino”.
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Giovedì gnocchi… alla conquista dell’Europa

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Un altro punto di vista per gustarsi questa sera le italiane in Europa League!

Notizia straordinaria… anche le donne sanno cos’è un fuorigioco (sennò lo capiranno qui)

Una delle poche certezze che hanno gli uomini è che le donne non sanno riconosce un fuorigioco.
E… facciamoceli credere! Già, annaspano nelle incertezze quotidiane, non togliamogli pure l’unica loro convinzione. Poi sarebbero veramente fottuti. Poi come farebbero a sentirsi superiori e a sfoggiare l’unica regola che conoscono e rispettano?

Però, cari maschi, vi vorrei comunicare un piccolo segreto: ci sono donne che sanno cos’è un fuorigioco, e persino, lo individuano durante un’azione di gioco. Tipo me. Stupiti?! Forse sì… dipende che donne frequentate. Dopotutto esistono anche uomini che non hanno la minima idea di cosa sia e nemmeno gli interessa…
Ma per un uomo appassionato di calcio, scoprire che una donna sa cos’è un fuorigioco è come scoprire che Babbo Natale non esiste, come scattare una foto al mostro di Loch Ness o avere una fidanzata che gli dà ragione. Insomma, qualcosa di incredibile. Uno shock difficile da superare.

CHIEVO VS PALERMO PRIMAVERA (0-1)

Detto questo (perché quando ci vuole, ci vuole) amiche mie, ve lo spiego io cos’è un fuorigioco. Continua a leggere

Voglio fare l’osservatore arbitrale… di arbitri sexy!

Domenica mi sono accorta che sto invecchiando. Infatti, sono arrivata a una conclusione illuminante: se quando entrano in campo le squadre, l’attenzione non è attirata da 22 ventenni, ma dall’arbitro trentenne… state decisamente invecchiando! È quello che mi è successo durante Empoli-Genoa, dove ho addocchiato, Fabio Maresca, arbitro della gara. Grazie a internet mi sono prontamente informata su di lui: napoletano, 34enne e vigile del fuoco (wow, un concentrato di stereotipi sexy!). Ha diretto in serie A solo tre gare, ma non sicura che avrà un futuro radioso.

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Nei mesi scorsi era saltato alle cronache per essere stato l’arbitro di porta in Udinese-Roma con il famoso gol fantasma di Astori, gol che lui aveva visto fuori, ma che l’arbitro Guida aveva convalidato. Vabbe’, questa è un’altra storia e poco mi interessa.

Quello che mi ha fatto pensare, è che raramente avevo notato gli arbitri, sì, qualcuno, ma giusto un commento e via. Fino a domenica, l’unico che aveva attirato la mia attenzione era stato Roberto Rosetti, ma non tanto per la bellezza, ma per quell’aria e quei capelli da Ken “arbitro di calcio”. Quello che mi incuriosiva di lui era sapere che gel usasse, perché nemmeno a fine partita aveva mai un capello fuori posto. Correva, sudava e si batteva, ma la sua chioma rimaneva sempre impeccabile. Un po’ come accadeva a Zanetti, il suo ciuffo era sempre perfetto. Ma che gel avranno usato?! Resta un mistero…

Quindi ora ho un motivo in più per guardare la partite… guardare gli arbitri, ovviamente per vedere come dirigono la gara e come si comportano. Mica per altro. Dopotutto sono figlia di un ex arbitro che ora fa l’osservatore arbitrale… scusate se mio padre guarda gli arbitri e perché non posso farlo anche io!

Vi farò sapere se ne scovo qualcun’altro…  

Inzaghi ha passato la notte… ma quanto resterà in vita? (calcisticamente parlando)

Ancora non gli hanno staccato la spina ufficialmente. Va, resta, arriva Brocchi come traghettatore – e questo è tutto un dire – oppure finisce lui il campionato? Le sorti di Pippo Inzaghi sono talmente altalenanti che non ci si capisce nulla.

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Sembra un malato che, per ora si è stabilizzato e ha passato la notte, ma le cui condizioni restano gravi. Serve una soluzione. E ai tifosi non resta che aspettare il verdetto, in una sorta di limbo trasformato in una sala d’attesa in cui tutti devono dire la loro. Perché, oltre all’attesa di capire se Inzaghi lascerà il Milan, quello che più preoccupa, è sapere chi sarà il suo sostituto. Si parla di Christian Brocchi allenatore della Primavera… o forse potremmo dire “allenatore di Primavera”, infatti, potrebbe sedere sulla panchina rossonera fino a maggio, giusto il tempo di finire il campionato. Poi l’ipotesi Zaccheroni… insomma ogni ora ne spunta uno. Ma ricordiamo che Pippo non è ancora morto del tutto!

Quando sento questi nomi: Seedorf, Inzaghi, Brocchi, mi viene da sorridere e come prima cosa immagino Adriano Galliani che scorrere la rubrica del telefono, dicendo sottovoce: “E ora chi posso chiamare di ex rossoneri? A chi posso rovinare la carriera da allenatore?”. Un po’ come si fa quando si cerca compagnia per una serata: “Vediamo chi è libero stasera?”. Già me lo vedo.

Al Milan in questo periodo gira tutto la contrario e per questo hanno interpretato male il fatto “di puntare sui giovani”. Sì, puntano sui giovani allenatori che non hanno esperienza… invece che sui calciatori giovani. Dico sono un nome Niang. Può bastare!
Tra un po’ sarà la prima squadra al mondo ad avere allenatori più giovani dei giocatori in campo.

E intanto l’attesa per le sorti di Pippo… continua… continua… continua!  

Donne nel pallone… sempre più presenti

Nonostante le parole di Blatter, presidente Fifa: “Il calcio è molto macho… È difficile accettare le donne nella governance”, sono molte oramai le donne presenti nel calcio che conta. La loro presenza – per fortuna – è sempre più frequente e arrivano a ricoprire ruoli sempre più importanti.

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Ho raccolto alcuni esempi di donne che hanno, nel mondo pallonaro maschile, un ruolo in prima linea…

Laura Paoletti, team manager della Fiorentina, prima donna a ricoprire questo ruolo in Italia.

Eva Carneiro, fisioterapista del Chelsea, vittima proprio in questi giorni di cori sessisti e osceni da parte dei tifosi del Manchester United e del Manchester City.

Maria José Claramunt dirigente della nazionale spagnola.
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Tre premi in tre giorni… nemmeno il Milan di Sacchi

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Ho ricevuto ben tre “Liebster Award” in soli tre giorni… cavolo, nemmeno il Milan di Sacchi vinceva così spesso… Per questo devo ringraziare moltissimo la cara amica del blog cippes.wordpress.com, il simpatico papillon1961.wordpress.com e l’eccitante pornoridicolo.wordpress.

Ok, risponderò alle domande, ma spero mi scusiate non nominerò altri blog per un semplice motivo: quelli che seguo e che mi piacciono o sono già stati nominati o hanno più di 200 follower. Non mi va di nominare gente che seguo così sporadicamente e che poi nemmeno mi cagano (scusate il francesismo!).

Ecco le mie risposte…

Perché hai aperto un blog?

Per inventarmi un lavoro e per divertirmi scrivendo quello che mi piace. Quando mi pagano (se mi pagano) non posso scrivere quello che voglio.

Ci parli un po’ delle tue passioni?

Calcio, cinema, Leonardo DiCaprio, i Pan di Stelle, la lettura, il prosecco Continua a leggere

Io e Frey

Il mio cane si chiama, o meglio si chiamava, Frey. Domenica sera se n’è andato (era malato da tempo) e ha lasciato un gran vuoto in casa…

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Ha fatto parte della mia famiglia per 14 anni ed era molto di più che un animale, era un membro a tutti gli effetti. Spesso infatti gli dicevamo: “Frey sono 14 anni che stai con noi e ancora non hai imparato a parlare?“.
Il suo odore, il suo abbaiare e le sue unghie sul pavimento quando girava per casa facevano parte della vita quotidiana. In questi 14 anni non c’è stato un avvenimento al quale lui non abbia partecipato, a suo modo ovviamente. Credo che sia stato l’unico cane al mondo ad aver avuto un nonno. Mio nonno infatti lo veniva a prendere e lo portava a spasso, gli cucinava e lo teneva quando andavamo in vacanza.

Ora vi racconto la scelta del suo nome, perché anche lui ha fatto parte del nostro mondo del calcio.  E’ stato chiamato Frey, come l’ex portiere di Inter, Parma, Fiorentina e Genoa. Sì, avete capito bene, ho chiamato il mio cane come un portiere di calcio, anche se non era proprio un cane da difesa.

Nel 2001, quando arrivò cucciolo a casa, mi ero presa una supercotta per Sebastian Frey. Cotta che mi è rimasta ancora oggi, lo ammetto! Per questo, visto che nella votazione familiare io non ero molto d’accordo dell’arrivo di un cane, ho messo una sorta di veto: voto sì, se lo chiamiamo Frey. La proposta venne accettata.
C’è da dire, che al cane è andata abbastanza bene. Alla fine è un nome carino, corto e non così male (chissà se Frey giocatore la pensa allo stesso modo? Magari un giorno glielo chiederò!).
Gli sarebbe potuta andare molto peggio: pensa se mi fosse piaciuto Taglialatela, Padelli, Paletta o Immobile?! Per lui l’umiliazione al parco sarebbe stata davvero eccessiva. E anche chiamarlo poteva diventare un problema… “Taglialatela vieni”, non sarebbe stato bello da sentire!
Frey comunque ha sempre apprezzato il suo nome… dopotutto non si è mai lamentato! E ora, anche se non c’è più fisicamente, resterà per sempre marchiato nel mio cuore e nella mia pelle.

L'importa della sua zampa che mi sono tatuata due anni fa

L’importa della sua zampa che mi sono tatuata due anni fa

 

Roma-Juve… duello a distanza tra due tifosi (La Cippy e il Pinza)

Roma-Juventus prima di andare in scena sul prato dell’Olimpico, va in scena qui. Per questo, signore e signori sono lieta di presentarvi e di arbitrare questo “superderby” tra i due tifosi più attivi e partecipi del blog. Roma contro Milano, donna contro uomo, Colosseo contro Duono, abbacchio contro cotoletta, giallorossi contro bianconeri, sciarpa contro pantofole. Insomma, La Cippy contro Il Pinza… in un duello a distanza, che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.

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Il duello

– Uno Juve-Roma che ricorderai per sempre
– Cosa ruberesti alla Juve (per la romanista)
– Cosa ruberesti alla Roma (per lo juventino)
– Come e con chi vedrai la partita
– Scaramanzie prepartita…
– Cosa non sopporti dell’altro come tifoso
– Se vince la tua squadra…
– Se perde la tua squadra…
– Un augurio per la partita da mandare al “tuo rivale”

La Cippy: per fortuna c’è più di uno Juve-Roma che ricorderò per sempre. Il primo è del maggio 2001 con un super pareggio al novantesimo. Un altro è l’8 febbraio 2004: Roma-Juve 4 a 0… non succederà mai più! Ma il ricordo più bello è stato lo Juve-Roma del 23 gennaio 2010 con, goduria delle godurie, il gol vittoria al 93esimo di Arne Riise! Cazzo, vincere a Torino al 93esimo, non ha prezzo!

Il Pinza: non ho uno Juve-Roma in particolare, ma ricordo bene un Roma-Lecce 2-3 nel lontano 1986. Con la sconfitta della Roma abbiamo vinto lo scudetto.

La Cippy: cosa ruberei alla Juventus? Gli arbitri naturalmente!

Il Pinza: sicuramente non ruberei l’inno… magari la moglie del capitano.

La Cippy: vedrò la partita con mio cognato ovviamente, con le mani davanti gli occhi e i tappi alle orecchie! Sono troppo debole di cuore!

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