Sarei un pessimo allenatore 

Ci ho pensato in questi giorni e ho capito che sarei un pessimo allenatore. Io sono miss indecisione. Cambio idea in continuazione. Sono pronta ad ammetterlo pubblicamente. Fatico a prendere decisioni: sia banali, che importanti.
Per questo penso che, se dovessi decidere la formazione da mandare in campo ogni domenica ci metterei anni. Oppure farei giocare sempre gli stessi, così da non dover pensarci molto.

Quale metto delle due?

Quale metto delle due?

In questi giorni ho dovuto arredare la mia casa e ho cambiato idea e mobili non vi dico quante volte. Chi mi sta intorno, so per certo che non ne può più.

  • Ho comprato un mobile e cambiato prima che arrivasse.
  • Ho sbagliato le misure del divano, che ho dovuto cambiare, ma prima di sceglierne un altro non vi dico quanto ci ho messo.
  • Ho mandato indietro una lampada rovinata  (questa non era colpa mia).
  • Ho fatto spostare un lampadario che non andava bene dov’era.
  • Ci ho messo mesi per scegliere un mobile per il salotto: doveva avere una certa altezza e delle precise caratteristiche. Alla fine l’ho trovato.
  • Volevo cambiare il colore della cucina, ma quando l’ho chiesto al negozio, l’ordine era già partito. Quindi è rimasta del colore iniziale.
  • Ho girato due negozi per scegliere le tazzine da caffè. Oh, non me ne piaceva una.

Ecco, diciamo che ho dato il meglio di me, dimostrando a chi mi sta intorno che sono un’eterna indecisa.

Insomma, non potrei mai fare l’allenatore. Pensate al momento dei campi. “Chi cambio?”, “Ma se poi lo cambio, con chi lo cambio?”, “Quando lo cambio, ora o dopo?”. Manderei la squadra in tilt e il mio secondo andrebbe fuori di testa. Basta, non voglio prendere più decisioni. Anche perché, le ultime che ho preso, non sono state delle migliori. Ancora me ne pento.

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Per l’Inter… è tutta una questione di Pioli per risalire

Quindi se ho capito bene, l’Inter ha finalmente trovato il suo tanto cercato allenatore. E’ lui: Stefano Pioli. Ha sbaragliato la temibile concorrenza di Macelino. Che poi ‘sto Marcelino… ma chi è? Non è che i cinesi pensavano a Lippi?

“Per la panchina dell’Inter chiamiamo Marcellino Lippi, è già qui in Cina”. Poi si saranno capiti male e hanno ripiegato su Pioli.

Caro Pioli, hai la faccia da brava persona, quindi mi viene spontaneo dirti: ma in che pasticcio ti sei andato a cacciare? Ma chi te lo ha fatto fare? Stavi tanto bene a casina tua e persino pagato dalla Lazio. Facevi le tue cose, nessuno di dava fastidio. Avevi pure tutti i weekend liberi. Ricordati, i soldi non sono tutto.

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Con Pioli l’Inter tornerà a salire?

Ora tutte le mattine avrai a che fare con Icardi sempre su di giri e con ore di sonno arretrato per colpa di Wanda, dei numerosi figli e delle discoteche; con Candreva che già alla Lazio non eravate amiconi; con Nagatomo che mangia sushi anche a colazione; con Brozovic che posta selfie anche dopo uno starnuto; con Kondogbia, ecco con lui è meglio non averci molto a che fare sopratutto se nudo… Insomma, hai proprio una bella gatta da pelare. E, visto che i tuoi capi sono cinesi, c’è il caso che il gatto dopo averlo pelato te lo fanno anche mangiare. Ma non te potevi fare gli affaracci tuoi?

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Ti ritrovi in uno spogliatoio spaccato o a breve spaccheranno lo spogliatoio: non so tra le due qual è peggio! Ah, dimenticavo, in uno sgabuzzino troverai anche Gabigol, è come nuovo… mai utilizzato. Non spaventarti.

Inoltre, mannaggia a te, la prima partita che affronterai, da neo allenatore dell’Inter, è il derby e come da tradizione, la prima partita, un allenatore la vince sempre.
Che dirti di più: alla peggio sarai uno dei tanti che è passato e si è seduto su quella panchina, ha visto giocare quattro ragazzini e poi se n’è andato, non ti preoccupare è quello che fanno tante persone ai giardini. E loro lo fanno pure gratis.

Pur di non stare a casa con mia moglie, alleno l’Inter

Insomma, oggi non si parla d’altro: chi sarà il nuovo allenatore dell’Inter? Sicuramente uno con molta pazienza, uno a cui piacciono il rischio e le grandi sfide, uno che non ha nulla da perdere (oltre che la faccia). Insomma, uno che non sa che proprio che fare della sua vita. Che sarebbe disposto a tutto pur di uscire di casa e stare lontano dalla moglie. Anche allenare l’Inter!

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In questo momento gli interisti mi fanno pena al pari dei cani abbandonati, di una donna tradita, di un uomo impotente o come quelli che non rispondono ai messaggi. 

Potere tranquillamente aggiungere altre categorie…

Si è aperta la stagione di “Voglio fare il c.t.”

Oggi si è aperta ufficialmente la stagione di “Voglio fare il c.t. della nazionale”. Antonio Conte ha stilato la lista dei 30 preconvocati, 23 dei quali andranno agli Europei, e già sono iniziate le critiche e i nasi storti.

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Perché porta Immobile e non Pavoletti? Perché Ogbonna e non Romagnoli?  Come si fa a convocare Thiago Motta e Montolivo? Perché non Totti? E Giaccherini… perché lo porta via sempre? Nemmeno fosse il figlio!

Anche questo fa parte del gioco e del vivere insieme i tornei della nazionale. Io non mi pronuncio perché, come oramai sapete, non porterei in Francia, proprio Conte… quindi mi sembra superfluo giudicare le sue scelte.

Però voi potere farlo! Dài, iniziate anche voi a fare i c.t. dell’Italia! Chi avreste portato e chi avreste lasciato a casa?

Brocchi al Milan… dov’è la novità?

Premetto che il titolo è stato gentilmente concesso da Gintoki, che ha visto bene di rimarcare, con questa battuta, la “broccolaggine” dei giocatori del Milan.
Premetto anche un’altra cosa: oggi volevo scrivere del film che faranno sul Leicester – va be’ lo farò domani – ma l’attualità mi riporta alla realtà e quindi devo parlare del “caso Milan”.

Anche questa volta a pagare è sempre uno, il solito: l’allenatore. La legge non scritta del mondo del calcio ha fatto un’altra vittima, Sinisa Mihajlovic. Che qualche responsabilità potrà pure averla sotto il profilo tattico, soprattutto a inizio stagione. Cambiava formazione ogni domenica, ma poi le cose hanno cominciato a stabilizzarsi, a trovare se possibile, un equilibrio.

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Brocchi lo vedo entusiasta del suo nuovo ruolo

Non è colpa di Mihajlovic se Balotelli, tanto per fare un esempio, non riesce a buttarla dentro da due metri, come accaduto sabato con la Juventus o se ha deciso di iniziare a giocare ad aprile. E non è colpa di Mihajlovic se il club spende milioni per ricostruire dopo annate disastrose con acquisti (Cerci, Bertolacci e via dicendo) che aggiungono poco nei reparti più carenti, come il centrocampo.

Il serbo ha fatto quello che ha potuto con il materiale umano a disposizione. Solo che se i giocatori, pochi quelli all’altezza della storia recente rossonera, remano contro o non possono dare più di tanto per evidenti limiti – l’età, la tecnica – la colpa non può essere esclusivamente del timoniere. Una società avveduta, intenzionata davvero a ripartire con un progetto a lunga durata, avrebbe dovuto fare mea culpa. Ma dalle parti di Milanello la bussola l’hanno persa da un pezzo.

Ora il povero Brocchi si brucerà la carriera e farà la fine di Inzaghi, perché non credo che in un mese possa cambiare chissà che. Come ha detto Trapattoni: “non è che cambiando i bottiglioni il vino cambia”.

Antò, magna tranquillo con 100 euro… che c’è chi mangia con 10!

“Non si può mangiare in un ristorante da 100 euro con una banconota da 10. In Europa ci sono squadre economicamente irraggiungibili, per me sarà molto dura vedere una squadra italiana in finale di Champions League, da qui a tanti anni a venire”. Queste le parole di Antonio Conte dette qualche tempo fa.

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Ecco, oggi per me la parte positiva della Juventus in finale (oltre al fatto che è comunque una squadra italiana, in Europa si tifano le squadre italiane e bla bla bla. Anche se io l’Inter di Mourinho non l’ho mai tifata. Questo sia chiaro a tutti) è infamare Conte. Sbattergli in faccia la sua arroganza e il suo essere saccente. Non perché lui legga il mio blog e gli interessi la mia opinione, ma solo il gusto di scriverlo per me già basta! Ricordare a tutti le sue parole… non ha prezzo!

“Antò con 10 euro si può mangiare… eccome! Anche nel ristorante da 100”.
Ora arriveranno “i puristi contiani” – pronti a contraddirmi – che diranno, che la Juve è stata formata da lui, che Allegri l’ha trovata bella e pronta, che un pezzo del merito è anche suo… forse! Che ora non si può esaltare Allegri e smontare Conte – anche se io lo proporrei obbligatorio nelle scuole – ma fatto sta, che sono i risultati a contare. O no?! Non è meglio una finale di Champions, che non arrivava da 12 anni, che 200 punti in campionato?! Ditemi voi…
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Quando andai a Superga c’era la nebbia… (omaggio al Grande Torino)

Lo scorso anno sono stata a Torino. Da semplice turista. Ma da semplice turista appassionata di calcio non potevo non andare a Superga. Non solo per vedere la basilica, ma anche per rendere omaggio al Grande Torino. Sulla collina c’è una lapide in ricordo, piena di sciarpe, scritte, messaggi dei tifosi del toro e non solo. Lì, il 4 maggio del 1949 si schiantò l’aereo che riportava a casa la squadra da una trasferta da Lisbona.

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Quando ci sono stata io a Superga era autunno pieno e c’era una nebbia talmente fitta che si faceva fatica a vedere la gigantesca basilica anche standogli sotto. Non c’era quasi nessuno a parte degli operai del Comune che sistemavano il giardino e questo rendeva il tutto ancora più inquietante. Il silenzio e la nebbia hanno fatto si che quel momento davanti alla lapide diventasse ancora più triste e raccolto.

Oggi sono passati 66 anni, ma il Grande Torino – o gli “Invincibili”, così erano stati ribattezzati – capace di conquistare 5 scudetti consecutivi tra il 1942 e il 1949 e di vedere 10 giocatori su 11 vestire la maglia della Nazionale, è ancora un mito che in tanti ricordano. Una squadra fortissima, un Barcellona o un Real Madrid dell’epoca, tanto per capirci…

Come ho letto oggi in un giornale sportivo: “Il 4 maggio 1949 il Toro è morto per non morire mai più“.

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