Video storici: Mazzone vs Atalanta

Carlo Mazzone che corre sotto la curva che ospita i tifosi dell’Atalanta, durante il derby Brescia-Atalanta, è uno dei momenti epici del calcio. Al pareggio di Roberto Baggio si fionda come un centometrista a esultare davanti ai rivali che lo avevano beccato per tutta la partita.

Un video e un memento storico. Perché si può essere dei professionisti da decenni, si può avere anche una certa età… ma quando l’agonismo mixato alla rabbia prende il sopravvento, nessuno si tiene, nemmeno Mazzone. Un vero idolo!

Italia senza 10

L’Italia che affronterà in amichevole la Spagna e la Germania non ha il 10. Nessun giocatore lo ha scelto come numero di maglia (questo gli fa onore), perché tecnicamente non c’è nessuno che lo potrebbe indossare, senza risultare fuori luogo. In questa squadra non c’è un trequartista puro o un giocatore dalle doti particolarmente rilevanti, il famoso “fantasista”, quello che cambia il volto della partita con un’invenzione.
Vedete bene, non è una critica, ma un dato di fatto. La maglia numero 10 ha un peso, un valore. Rappresenta un vero status symbol e chi la indossa deve possedere tutto quello che questo numero racchiude e rappresenta.

Si può giocare bene anche senza 10? Sì? No? Forse?

mazzola-rivera-_a_2 baggio  Totti-e-Del-Piero3

…quando tanto e quando niente!

Una squadra senza 10 manca di fantasia e di estro… è un po’ come uno scrittore bravo a scrivere ma senza inventiva, un uomo rassicurante ma noioso o un film senza colpo di scena. Può essere tutto perfetto ma non ci si diverte, non c’è brio. Insomma, manca qualcosa!
La forza di una squadra sta anche nel suo numero 10 e l’Italia su questo è debole. Marco Verratti potrebbe essere il 10 di questa nazionale?

Potendo usare la macchina del tempo, quale numero 10 convochereste per vincere l’Europeo?  

Lasciamo parlare loro…

“Non so se è meglio segnare al Liverpool o andare a letto con Miss Mondo, menomale che io non ho dovuto scegliere” George Best

“Nel 1969 ho dato un taglio a donne e alcool. Sono stati i venti minuti peggiori della mia vita” George Best

“Ho speso molti soldi, per alcool, donne e macchine veloci. Il resto l’ho sperperato” George Best

“Un cavaliere non lascia mai la sua signora” Alex Del Piero

“Passatemi la palla e venite ad abbracciarmi” Pelè

“Il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti” Arrigo Sacchi

“E’ sempre meglio far correre la palla, la palla non suda” Roberto Baggio

“Il pallone è come una ragazza, prima gli piace essere accarezzata e poi violentemente sbattuta” Eric Cantona

“Quando vado sul dischetto la prima cosa che mi chiedo è in che modo esultare” Frank Lampard

“Sono un giocatore normale che ogni tanto fa cose eccezionali” Marco Van Basten

“Colpite tutto quel che si muove a pelo d’erba; se è il pallone, meglio” Nereo Rocco

“Inzaghi è nato in fuorigioco” Alex Ferguson

“Se uomo ama donna più di birra gelata davanti a tv con finale champions forse è vero amore, ma non vero uomo” Vujadin Boskov

“Io sono Zlatan e voi chi diavolo siete?” Zlatan Ibraimovic

“Il destro lo uso solo per salire sul tram” Maradona

La mia prima volta…

il-re-leone-mufasa-e-simba

Oggi vi racconto la mia prima volta. La mia prima volta allo stadio… che avete capito!
Fiorentina – Milan per me ha un sapore tutto particolare, perché è stata la prima partita che ho visto allo stadio. E’ stata la prima volta che ho messo piede al “Renato Curi”.
Ci andai con mio padre. La Fiorentina aveva “adottato” per alcune gare casalinghe lo stadio della mia città, perché il Franchi era in ristrutturazione per i Mondiali di Italia ’90. Oddio, sembra un secolo fa…
E quindi, quale migliore occasione per andare a vedere il Milan, che giocava a pochi passi da casa? Un Milan che all’epoca vinceva… per l’esattezza quella partita finì 2-3. Andò in gol Baggio, Kubik, Donadoni e due volte Van Basten. Ma questa è un’altra storia!
Ricordo la strada fatta a piedi per arrivare allo stadio con i tifosi della Fiorentina che camminavano vicino a noi scortati dalla polizia e l’atmosfera di festa che non avevo finora vissuto. Un’atmosfera che ancora oggi mi conquista, ogni volta che vado allo stadio.

La mia coscienza calcistica all’epoca era pari a zero e della partita, onestamente, ho capito poco: le azioni, il gioco, i gol… nulla mi interessava e poco è rimasto nella mia mente. Certo, a pensarci oggi un po’ mi dispiace, perché aver avuto davanti agli occhi Van Bastan e Baggio e non aver apprezzato il loro talento è stato un vero spreco… ma all’epoca non ne ero consapevole. Dopotutto, una bambina (per giunta femmina) come poteva capire le giocate di due palloni d’oro…

Infatti, quello che non scorderò mai di quella giornata e che mi ha conquistato all’istante, è stata l’atmosfera, la festa, lo stadio pieno, l’odore e i suoni. Uno spettacolo visto con gli occhi di una bambina. Una bambina che giorno dopo giorno si è innamorata del calcio.

La vostra prima volta allo stadio ve la ricordate?