Cinque anni di noi

Sono passati cinque anni da quando ho deciso di aprire il blog e di far nascere Colpo di Tacco. Il 2 gennaio del 2014 tagliavo il nastro di questo luogo virtuale, che immaginavo come un mix tra una piazza e un bar dello sport… dove tutti potessero dire la loro!

Credo – nel mio piccolo – di esserci riuscita, almeno per un certo periodo di tempo. Un tempo in cui qui c’era un via e vai continuo, con discussioni e scambi di battute più o meno colorite. Un tempo in cui ci si incontrava virtualmente sotto i miei post, ci si sfotteva e si rideva tanto. Un tempo in cui tra queste pagine si aggiravano gnocchi e bellezze da blogger. Un tempo, forse, oramai passato.

Ho aperto questo blog in un periodo della mia vita in cui ero un po’ smarrita e questo luogo è stato il mio rifugio e Colpo di Tacco il mio alter ego. In questi cinque anni sono successe tante cose e tanti cambiamenti ci sono stati: dalla casa al colore dei capelli, dal lavoro al mio modo di affrontare la vita. Ho imparato persino a parlare! (almeno un po’).

E anche se non sarà vivo come anni addietro (in primis per una questione di tempo) non lascerò morire questo spazio e cercherò anche quest’anno di tenerlo in vita, sempre con il mio modo scanzonato e divertente… o quantomeno ci proverò! Sono troppo affezionata a lui, a quello che ha rappresentato e a quello che mi ha dato in tutto questo periodo.

Quindi non mi resta che auguragli 100 di questi anni! Auguri Colpo di Tacco.

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Non importa se sei genoano o napoletano… se perde la Juve, sei contento

Se c’è una cosa che ho imparato da questi anni di blog è che, qualunque squadra tifi o da qualunque parte dell’Italia abitanti, quando perde la Juventus sei contento. Ovviamente, juventini esclusi. In pratica, se non sei bianconero, sei anti – bianconero. Una sorta di alleanza che va al di là del tifo per la propria squadra e che converge in un’unione verso un “nemico” unico: la Juventus.

Quando la Juve perde sono tutti contenti. Non ho mai, e dico mai, trovato uno che dicesse: “Mi dispiace, perché alla fine si meritava di vincere”. Mai successo. La Juventus, o la ami o la odi. E se la odi, la odi davvero.

fuochi-d-artificio

È un fenomeno sociale che andrebbe studiato. Perché, bene o male, le squadre che di cui non sei tifoso, comunque le tolleri.

L’Inter la prendi in giro e la compatisci. Tanto, la maggior parte delle volte, fa tutto da sola.

Napoli, Roma e Fiorentina tutto sommato, fanno simpatia. Almeno quando non vincono contro il Milan.

Lazio, Atalanta e Chievo non le amo particolarmente, ma non gioisco se perdono. È indifferente.

Sulle altre sono neutrale. No esulto quando vincono e non godo quando perdono.

Ma quando si tratta della vecchia Signora tutto cambia: nessuno è neutrale, nessuno è indifferente. Persino chi non segue il calcio – ho prove di quello che dico – è anti-juventino. Forse perché il vincente è spesso antipatico, forse perché ha la nomea di rubacchiare…
Fatto sta che, questo andamento l’ho notato in molte persone, sia nelle chiacchiere da blog che in quelle reali. Non importa se sei genoano o napoletano… quando perde la Juventus si festeggia. È una regola. Una religione. Amen.

Il problema è che festeggiano più loro… degli altri!

Il derby di Genova… ritratti a confronto

Sampdoria-Genoa, il derby delle lanterna visto con un occhio diverso da gabriarte, che mi ha regalato questo bel disegno. Perché il calcio sa essere anche un’opera d’arte da ammirare. E il derby di Genova spesso lo è.

…e che vinca il migliore!

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Radio deejay, è stato breve ma intenso!

A grande richiesta posto la registrazione della puntata di Pinocchio su Radio deejay dove ho parlato del blog.

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Nonostante la voce bassa e la tosse in agguato è andata piuttosto bene. La mia paura era che da Colpoditacco, diventavo colpo di tosse… invece non è andata così!

E’ stato breve ma intenso…  non tutti lo possono dire!

Buon ascolto (se non volete sentire tutta la puntata andate al minuto 82′ circa)

http://www.deejay.it/audio/20160504-17/479669/

Comunicazione di servizio… e anche un po’ spavalda

Se verso le 19.40 non sapete che fare, io sarei in onda su Radio Deejay nel programma “Pinocchio” con La Pina, Diego e la Vale. Parlerò di questo blog e magari anche di voi che mi seguite!

Pinocchio

Se mi ascoltate potete poi bacchettarmi per la mia “umbrosità” nell’accento, per la mia voce che ancora non è tornata al 100% e per le scemate che dirò (perché probabilmente ne dirò). Onestamente non so proprio cos’è la vergogna… in questi casi!

P.s. pregate per me, perché ho ancora la tosse… speriamo non mi prenda un attacco di tosse canina in diretta, sai che bella figura! Oh, alla peggio butto giù e faccio cadere la linea.

Elogio dell’imperfezione (Liverpool-Borussia Dortmund)

I dati di rilievo sono stati ormai sciorinati quasi tutti. Per questo il blogger Serate cinematografiche ci ha fatto la sua personale analisi di Liverpool-Borussia Dortmund.

Due tifoserie simili per temperamento, unite da una canzone incisa nel 1945 dal duo Rodgers/Hammerstein  e attecchita poi sull’estuario del fiume Mersey nella sua versione del 1963, targata Gerry and the Pacemakers.

Una rockstar travestita da allenatore (o viceversa) che guidò per sette anni una delle due squadre, portandole in bacheca sei trofei tra cui un bis di titoli nazionali che non si vedeva da sedici anni e una finale di Champions League.

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E che ora siede sulla panchina dell’altra squadra.

Due team piuttosto giovani e affamati con guide nuove. Uno scontro bestiale, i Liver Birds contro le Api.

Certi, vista la progressione del match, hanno addirittura rivangato Istanbul, probabilmente la finale di Champions League più pazza della storia.
Almeno, di quella recente sicuramente: una favola il cui (per alcuni) lieto fine è stato scritto da una delle compagini più scarse quanto tenaci mai affermatesi al termine di una grande competizione per club.

Questo parlando in generale. Continua a leggere