Io e Frey

Il mio cane si chiama, o meglio si chiamava, Frey. Domenica sera se n’è andato (era malato da tempo) e ha lasciato un gran vuoto in casa…

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Ha fatto parte della mia famiglia per 14 anni ed era molto di più che un animale, era un membro a tutti gli effetti. Spesso infatti gli dicevamo: “Frey sono 14 anni che stai con noi e ancora non hai imparato a parlare?“.
Il suo odore, il suo abbaiare e le sue unghie sul pavimento quando girava per casa facevano parte della vita quotidiana. In questi 14 anni non c’è stato un avvenimento al quale lui non abbia partecipato, a suo modo ovviamente. Credo che sia stato l’unico cane al mondo ad aver avuto un nonno. Mio nonno infatti lo veniva a prendere e lo portava a spasso, gli cucinava e lo teneva quando andavamo in vacanza.

Ora vi racconto la scelta del suo nome, perché anche lui ha fatto parte del nostro mondo del calcio.  E’ stato chiamato Frey, come l’ex portiere di Inter, Parma, Fiorentina e Genoa. Sì, avete capito bene, ho chiamato il mio cane come un portiere di calcio, anche se non era proprio un cane da difesa.

Nel 2001, quando arrivò cucciolo a casa, mi ero presa una supercotta per Sebastian Frey. Cotta che mi è rimasta ancora oggi, lo ammetto! Per questo, visto che nella votazione familiare io non ero molto d’accordo dell’arrivo di un cane, ho messo una sorta di veto: voto sì, se lo chiamiamo Frey. La proposta venne accettata.
C’è da dire, che al cane è andata abbastanza bene. Alla fine è un nome carino, corto e non così male (chissà se Frey giocatore la pensa allo stesso modo? Magari un giorno glielo chiederò!).
Gli sarebbe potuta andare molto peggio: pensa se mi fosse piaciuto Taglialatela, Padelli, Paletta o Immobile?! Per lui l’umiliazione al parco sarebbe stata davvero eccessiva. E anche chiamarlo poteva diventare un problema… “Taglialatela vieni”, non sarebbe stato bello da sentire!
Frey comunque ha sempre apprezzato il suo nome… dopotutto non si è mai lamentato! E ora, anche se non c’è più fisicamente, resterà per sempre marchiato nel mio cuore e nella mia pelle.

L'importa della sua zampa che mi sono tatuata due anni fa

L’importa della sua zampa che mi sono tatuata due anni fa

 

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Ricchi, giovani e famosi… ma perché fate tutti questi figli?!

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Dopo aver letto un articolo in cui Francesco Totti dice che “Il terzo figlio è imminente e di volerne cinque per fare una squadra di calcetto”, mi sono chiesta: ma perché i calciatori fanno tutti questi figli e si sposano, quando la maggior parte dei loro coetanei ancora non pensa nemmeno ad avere una fidanzata per più di due mesi? Va bene, sorvolando la questione crisi economica, bamboccioni, impossibilità di lasciare la casa dei genitori perché ancora si è senza lavoro a 30 anni, situazioni che ha loro non appartengono, la domanda resta: perché?
Perché non si godono i soldi e la giovinezza, invece di accasarsi e sfornare figli come assist? Perché le precauzioni le prendono solo con i parastinchi o quando fanno la barriera in una punizione? Il bello è, che la maggior parte di loro sono under 30 o poco più grandi. È una cosa che non concepisco proprio. Se penso ai miei amici, tranne qualche caso, a 24 anni nessuno pensava di sposarsi: i pensieri più frequenti erano le vacanze, la laurea e il divertimento. Non certo pannolini, pappe e confetti.
Almeno, fatelo per noi che non possiamo fare spese pazze, che dobbiamo sposarci, non solo per amore ma anche per dividere un affitto o un mutuo, e che goderci la vita vuol dire andare al massimo al ristorante.
Perché sposarsi a 20 come Pato, fare tre figli come Maxi Loper e Wanda Nara, o sfornare eredi come David Beckham che già a 36 anni aveva 4 pargoli?! Io conosco uomini di 40 anni che hanno l’istinto paterno di Erode. Quindi l’età conta poco. Forse insieme al talento calcistico sono nati con un istinto paterno e una vocazione da famiglia Mulino Bianco. Ho i miei dubbi al riguardo… quindi la mia è una domanda che non avrà mai una risposta!