A volte è meglio fare cose da donne… (basta Milan!)

e io che ho “abbandonato” la mia amica per andare a vedere Fiorentina-Milan! Pessima scelta.

A: Non posso restare tanto!
M: Perché, che hai da fare?!
A: Mmmm… alle 19 gioca il Milan (rispondo tra i denti e velocemente).
M: Ah, ecco!
A: Quindi alle 18.15 me ne vado…
M: Scusa, ma ora gioca anche di lunedì?
A: E’ il posticipo di campionato. Ma io mi sacrifico per il blog!
M: Sì, certo! Tu lo fai perché non riesci a resistere senza guardare le partita. Ti ricordo che sei quella che la domenica non vuole scocciature e quella che, più di una volta, mi è venuta a prendere in macchina con la radio che trasmetteva una cronaca di calcio. Non mi è mai capitato nemmeno con un uomo…
A: Vabbe’ ma tu mi vuoi bene lo stesso… Se non ci fossi io non avresti mai saputo dell’esistenza di Casillas!

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…durante la chiacchierata ho provato delle scarpe bellissime nel negozio della mia amica. Scarpe che non comprerò mai, ma comunque bellissime, che hanno decisamente poco a che fare col calcio.

Considerando come è andata Fiorentina-Milan, era meglio che restavo con lei a spettegolare e provare le scarpe…!
A volte è decisamente meglio fare cose da donne!

La mia prima volta…

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Oggi vi racconto la mia prima volta. La mia prima volta allo stadio… che avete capito!
Fiorentina – Milan per me ha un sapore tutto particolare, perché è stata la prima partita che ho visto allo stadio. E’ stata la prima volta che ho messo piede al “Renato Curi”.
Ci andai con mio padre. La Fiorentina aveva “adottato” per alcune gare casalinghe lo stadio della mia città, perché il Franchi era in ristrutturazione per i Mondiali di Italia ’90. Oddio, sembra un secolo fa…
E quindi, quale migliore occasione per andare a vedere il Milan, che giocava a pochi passi da casa? Un Milan che all’epoca vinceva… per l’esattezza quella partita finì 2-3. Andò in gol Baggio, Kubik, Donadoni e due volte Van Basten. Ma questa è un’altra storia!
Ricordo la strada fatta a piedi per arrivare allo stadio con i tifosi della Fiorentina che camminavano vicino a noi scortati dalla polizia e l’atmosfera di festa che non avevo finora vissuto. Un’atmosfera che ancora oggi mi conquista, ogni volta che vado allo stadio.

La mia coscienza calcistica all’epoca era pari a zero e della partita, onestamente, ho capito poco: le azioni, il gioco, i gol… nulla mi interessava e poco è rimasto nella mia mente. Certo, a pensarci oggi un po’ mi dispiace, perché aver avuto davanti agli occhi Van Bastan e Baggio e non aver apprezzato il loro talento è stato un vero spreco… ma all’epoca non ne ero consapevole. Dopotutto, una bambina (per giunta femmina) come poteva capire le giocate di due palloni d’oro…

Infatti, quello che non scorderò mai di quella giornata e che mi ha conquistato all’istante, è stata l’atmosfera, la festa, lo stadio pieno, l’odore e i suoni. Uno spettacolo visto con gli occhi di una bambina. Una bambina che giorno dopo giorno si è innamorata del calcio.

La vostra prima volta allo stadio ve la ricordate?

Inzaghi ha passato la notte… ma quanto resterà in vita? (calcisticamente parlando)

Ancora non gli hanno staccato la spina ufficialmente. Va, resta, arriva Brocchi come traghettatore – e questo è tutto un dire – oppure finisce lui il campionato? Le sorti di Pippo Inzaghi sono talmente altalenanti che non ci si capisce nulla.

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Sembra un malato che, per ora si è stabilizzato e ha passato la notte, ma le cui condizioni restano gravi. Serve una soluzione. E ai tifosi non resta che aspettare il verdetto, in una sorta di limbo trasformato in una sala d’attesa in cui tutti devono dire la loro. Perché, oltre all’attesa di capire se Inzaghi lascerà il Milan, quello che più preoccupa, è sapere chi sarà il suo sostituto. Si parla di Christian Brocchi allenatore della Primavera… o forse potremmo dire “allenatore di Primavera”, infatti, potrebbe sedere sulla panchina rossonera fino a maggio, giusto il tempo di finire il campionato. Poi l’ipotesi Zaccheroni… insomma ogni ora ne spunta uno. Ma ricordiamo che Pippo non è ancora morto del tutto!

Quando sento questi nomi: Seedorf, Inzaghi, Brocchi, mi viene da sorridere e come prima cosa immagino Adriano Galliani che scorrere la rubrica del telefono, dicendo sottovoce: “E ora chi posso chiamare di ex rossoneri? A chi posso rovinare la carriera da allenatore?”. Un po’ come si fa quando si cerca compagnia per una serata: “Vediamo chi è libero stasera?”. Già me lo vedo.

Al Milan in questo periodo gira tutto la contrario e per questo hanno interpretato male il fatto “di puntare sui giovani”. Sì, puntano sui giovani allenatori che non hanno esperienza… invece che sui calciatori giovani. Dico sono un nome Niang. Può bastare!
Tra un po’ sarà la prima squadra al mondo ad avere allenatori più giovani dei giocatori in campo.

E intanto l’attesa per le sorti di Pippo… continua… continua… continua!  

Donne nel pallone… sempre più presenti

Nonostante le parole di Blatter, presidente Fifa: “Il calcio è molto macho… È difficile accettare le donne nella governance”, sono molte oramai le donne presenti nel calcio che conta. La loro presenza – per fortuna – è sempre più frequente e arrivano a ricoprire ruoli sempre più importanti.

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Ho raccolto alcuni esempi di donne che hanno, nel mondo pallonaro maschile, un ruolo in prima linea…

Laura Paoletti, team manager della Fiorentina, prima donna a ricoprire questo ruolo in Italia.

Eva Carneiro, fisioterapista del Chelsea, vittima proprio in questi giorni di cori sessisti e osceni da parte dei tifosi del Manchester United e del Manchester City.

Maria José Claramunt dirigente della nazionale spagnola.
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Meglio stella di provincia o panchinaro vincente?

C’è chi si pone domande esistenziali e chi come me la butta sul cazzeggio. Uno dei quesiti che mi sono sempre chiesta in questi anni da osservatrice calcistica è questo: meglio essere una stella in una piccola squadra o una riserva in una grande?! Oggi punto in alto con le riflessioni…

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Per capirci… meglio essere come Antonio Di Natale, stella dell’Udinese con la quale però non ha mai vinto trofei importanti (esclusi quelli individuali) o Marco Borriello, che nella sua carriera ha vinto una Champions League, due scudetti e una Supercoppa Europea, ma che spesso è solo una riserva?

Insomma, è meglio essere una star di provincia o uno dei tanti in una grande squadra? È meglio essere amato dai tifosi o alzare al cielo coppe?

Ci sono giocatori che nel passaggio da una piccola a una grande fanno il salto di qualità e altri che vanno nel pallone (invece di mandarlo in rete).
Ci sono poi giocatori, il primo che mi viene in mente è Francesco Totti, che se invece di giurare fedeltà alla Roma fosse andato in un altro tipo di squadra, avrebbe potuto tranquillamente vincere Champions League e Pallone d’oro. Oppure, chi lo sa, sarebbe diventato uno dei tanti, magari pure panchinaro, invece dell’idolo intoccabile che è nella Capitale.

Aiutatemi a risolvere questo quesito…  

 

 

*Di Natale e Borriello sono solo esempi presi tra tanti, la scelta è casuale

Tre premi in tre giorni… nemmeno il Milan di Sacchi

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Ho ricevuto ben tre “Liebster Award” in soli tre giorni… cavolo, nemmeno il Milan di Sacchi vinceva così spesso… Per questo devo ringraziare moltissimo la cara amica del blog cippes.wordpress.com, il simpatico papillon1961.wordpress.com e l’eccitante pornoridicolo.wordpress.

Ok, risponderò alle domande, ma spero mi scusiate non nominerò altri blog per un semplice motivo: quelli che seguo e che mi piacciono o sono già stati nominati o hanno più di 200 follower. Non mi va di nominare gente che seguo così sporadicamente e che poi nemmeno mi cagano (scusate il francesismo!).

Ecco le mie risposte…

Perché hai aperto un blog?

Per inventarmi un lavoro e per divertirmi scrivendo quello che mi piace. Quando mi pagano (se mi pagano) non posso scrivere quello che voglio.

Ci parli un po’ delle tue passioni?

Calcio, cinema, Leonardo DiCaprio, i Pan di Stelle, la lettura, il prosecco Continua a leggere

Con il cuore in mano… (è il massimo che posso fare per San Valentino)

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Il mio romanticismo è molto basso per natura, ma mi sono sforzata per voi… questo è il massimo che posso fare per San Valentino! E già mi sembra che ci siano troppi cuori… per i miei gusti!

Un solo gol del Milan… l’unica contenta è Berta

Ho visto Juventus-Milan con mio padre. Il mio amico juventinissimo, con cui a volte guardo le partite, lavorava.
“Vediamo la partita insieme?
Non posso, lavoro!
Uffa…
Beh, c’è di peggio… tipo comprare Paletta”.

Questo è stato il nostro scambio di battute qualche giorno fa.
Quindi, come dicevo, ho visto la partita con mio padre. C’è una regola da rispettare: vietato fare commenti! Regola che io apprezzo alla grande. Perché, non so se ve l’ho mai detto, ma ci sono tre categorie di persone che proprio non sopporto: i razzisti, gli juventini (amici esclusi, ma non sempre) e quelli che fanno commenti al cinema e durante le partite.

Già è dura sorbirsi i commentatori di professione, figuriamoci quelli improvvisati, pseudo esperti di calcio dell’ultim’ora. No. Proprio No. La partita con mio padre si guarda in silenzio, con qualche parola ma nulla più.

gatta Continua a leggere

Juve – Milan… è solo un ricordo

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Questo è il weekend di Juventus-Milan. Per celebrarlo ho pensato di spolverare (è proprio il caso di dirlo) questa vecchia foto. Un vero amarcord di famiglia…

Perché, come questa foto, anche la sfida tra Juve e Milan è impolverata, è solo un ricordo… non ha più il sapore che aveva anni addietro, quando la partita era un vero evento, uno scontro tra due squadre che dominavano in campionato e persino in Europa.

C’era un tempo in cui la sfida era decisiva per lo scudetto e per la Champions League. Un tempo in cui Milan e Juve giocavano un ottimo calcio e schieravano in campo fuoriclasse e palloni d’oro, che la Spagna e la Germania se li sognavano. Un tempo in cui in panchina c’erano dei veri allenatori…
Oggi, di tutto questo c’è rimasto ben poco. Restano solo dei ricordi. Soprattutto per colpa del Milan, che è scivolato talmente in basso da non giocarsela più alla pari con i bianconeri. E si sa, se in una coppia uno dei due perde lo smalto, ne risente anche l’altro.

Insomma, Juve-Milan è come questa vecchia foto… oramai solo un ricordo!

Non sarà il principe della difesa… ma è solo colpa di Ranocchia?

Oggi tutti se la prendono con Andrea Ranocchia, il centrale dell’Inter, per essersi perso in un modo imbarazzante Higuain al 93esimo e aver facilitato (è quasi un eufemismo) il gol del Napoli.

ranocchia

Voglio però difendere, l’indifendibile difensore Ranocchia: sarà perché è delle mie parti, sarà perché ha la faccia e il comportamento del bravo ragazzo, sarà perché la sua fidanzata andava a scuola con mia sorella o forse semplicemente perché non tifo Inter e quindi non sono amareggiata e delusa.

E’ vero, ultimante, Ranocchia fa sembrare Bonera, Franco Baresi, ma è tutto il gioco dell’Inter che non funziona, che fa acqua. Una squadra di serie A (che si rispetti) non può prendere gol nel recupero su rimessa laterale. Nemmeno in Prima divisione! Continua a leggere