Un solo gol del Milan… l’unica contenta è Berta

Ho visto Juventus-Milan con mio padre. Il mio amico juventinissimo, con cui a volte guardo le partite, lavorava.
“Vediamo la partita insieme?
Non posso, lavoro!
Uffa…
Beh, c’è di peggio… tipo comprare Paletta”.

Questo è stato il nostro scambio di battute qualche giorno fa.
Quindi, come dicevo, ho visto la partita con mio padre. C’è una regola da rispettare: vietato fare commenti! Regola che io apprezzo alla grande. Perché, non so se ve l’ho mai detto, ma ci sono tre categorie di persone che proprio non sopporto: i razzisti, gli juventini (amici esclusi, ma non sempre) e quelli che fanno commenti al cinema e durante le partite.

Già è dura sorbirsi i commentatori di professione, figuriamoci quelli improvvisati, pseudo esperti di calcio dell’ultim’ora. No. Proprio No. La partita con mio padre si guarda in silenzio, con qualche parola ma nulla più.

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Sono entrata nel vortice del second screen

È ufficiale sono entrata anche io nella moda del second screening. Ora mi spiego meglio, per chi non sa di cosa sto parlando. Non è una malattia o un capo di abbigliamento, è soltanto il “secondo schermo”, cioè la pratica di guardare un programma o una partita in tivù e contemporaneamente commentare sui social media, in particolare su Twitter, quanto si sta guardando. Due schermi a disposizione: tivù e smartphone.

second-screen

Io entro in questo vortice durante le partite di calcio. Mi diverto a leggere i commenti degli altri tifosi e soprattutto mi diverto, forse anche di più, a scrivere scemate e battute sulla partita che sto guardando.
Vi assicuro che in alcuni casi è un passatempo che ti tiene sveglia davanti a partite decisamente soporifere. Continua a leggere