Oggi voglio spezzare una lancia a favore di Marco Nosotti, il giornalista Sky che segue il Milan a bordo campo e che è incaricato di intervistare i giocatori, quelli che vengono nominati “Uomo partita Sky”, alla fine della gara. Bé, sono sicura che ogni volta che gli dicono che a vincere c’è Balotelli, Nosotti impreca dentro di se e rimpiange di non essere andato a lavorare in banca!
Perché intervistare SuperMario non è mai una passeggiata. Rischi sempre la vita (come chi addestra i coccodrilli o pulisce le gabbie dei leoni) o meglio che ti va un insulto. Risponde a monosillabi, come se ti stesse facendo un favore e la sua gioia di essere intervistato è pari a quella di uno che deve cavare un dente dal dentista. Non sprizza certo felicità da ogni poro. In quelle occasioni non è proprio un burlone, anzi fa decisamente saltare i nervi anche al giornalista più paziente.
Vedete bene, a me Balotelli piace e forse al suo posto (sempre stretto tra gossip e pressioni) risponderei anche io in quel modo: mi capita di farlo solo perché mi si arricciano i capelli o mi si rovina lo smalto, figuriamoci se ogni giorno leggessi cose che mi riguardano, più o meno, vere sui giornali. Ieri sera dopo il gran gol contro il Bologna si è ripetuto lo stesso teatrino: Nosotti cerca di essere simpatico e Balotelli risponde sempre con quella joie de vivre che lo contraddistingue. Anche se questa volta si è anche lasciato andare, dedicando il gol alla fidanzata.
Insomma, Nosotti hai tutta la mia solidarietà e comprensione e se un giorno avrai tu le balle girate durante un’intervista puoi prendere il microfono e ficcarlo in gola al calciatore di turno. Il mio applauso sarà per te!
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Questo è dedicato a te… a(mmm)ore!
San Valentino? No grazie. Volevo allegramente glissare su questa ricorrenza. Dai, ma chi lo festeggia più San Valentino!? Poi, forse, sarei risultata troppo cinica (non che me ne importi, perché lo sono davvero) e allora ho pensato di raccogliere qualche dedica d’amore fatta dai giocatori dopo un gol o dopo una vittoria. Alcune lette ora, fanno alquanto sorridere. Le coppie in questione hanno fatto una finaccia… ma l’amore è anche questo!
Su tutte c’è la dedica di Mario Balotelli “Raffaella ti amo” apparsa sulla sua maglietta dopo un gol col Manchester City. O i cuori che Pato spargeva a destra e a sinistra prima per la moglie Sthephany Brito (matrimonio che fallì dopo pochi mesi) e poi per Barbara Berlusconi (anche quella storia sappiamo com’è finita).
Ok, oggi è la festa dell’a(mmm)ore basta parlare di relazioni finite. Così ricordiamo Totti (detta così non è molto allegra) che mostrò la maglietta con scritto “6 unica” nel 2002 e “6 sempre unica” nel 2012. Un messaggio speciale per la sua Ilary. Andando indietro nel 1996 non si può non ricordare l’esultanza con la dedica più famosa di sempre: Batistuta segna e corre verso la telecamera, ci entra con tutta la faccia e urla: “Irina te amo”. C’è poi Kevin Prince Boateng, che dopo una rete era solito proporre una “M” con le dita, l’iniziale della fidanzata Melissa Satta.
Indimenticabile è poi il bacio più romantico della storia del calcio. Quello che Iker Casillas ha dato alla fidanzata Sara Carbonero che lo intervistava dopo la vittoria del Mondiale. Resterà negli annali. Oppure la proposta di matrimonio fatta in tv da Leonardo alla giornalista di Sky Anna Billò. Leo ad Anna: “Se ho domande? Sì, una: vuoi sposarmi?”.
Ah l’amoreeee colpisce al cuore anche questi uomini tutti muscoli e tatuaggi.
Ti è andata bene che mi piace Frey…
Oggi voglio parlarvi del “calciatore” a quattro zampe che vive a casa mia: il mio cane. Non era una battuta quando l’ho definito un calciatore, perché il mio cane si chiama Frey. Frey come l’ex portiere di Inter, Parma, Fiorentina e Genoa. Ho chiamato il mio cane come un portiere di calcio, anche se non è proprio un cane da difesa. Ok, la battuta era scontata, chiedo perdono!
Non è poi una cosa tanto strana perché, ultimamente conosco diversi quadrupedi a cui hanno affibbiato il nome di un giocatore. Io però l’ho fatto ben 14 anni fa. Sono un po’ un precursore di questa moda e me ne vanto! A quell’epoca (oddio, sembra passato un secolo!) mi ero presa una supercotta per Sebastian Frey. Cotta che mi è rimasta ancora oggi, lo ammetto.
Sarà stato per i capelli ossigenati, per la sua faccia carina o semplicemente per il fatto che il portiere è un ruolo che mi ha sempre affascinato. Solitario, spericolato, pazzo… insomma decisamente sexy.
Fatto sta che nel delicato momento della scelta del nome per il cane, la mia mente è andata su Frey. Dove altro poteva andare!? Non sono tipo da Pallino, Birillo, Katy o Lucky.
C’è da dire, che al mio cane è andata abbastanza bene. Alla fine è un nome carino, corto e non così male (chissà se Frey giocatore la pensa allo stesso modo? Magari un giorno glielo chiederò!).
Gli sarebbe potuta andare molto peggio: pensa se mi fosse piaciuto Taglialatela, Padelli, Paletta o Immobile. Per lui l’umiliazione al parco sarebbe stata davvero eccessiva. E anche chiamarlo poteva diventare un problema… “Taglialatela vieni”, non è certo bello da sentire!
Frey cane comunque ha sempre apprezzato il suo nome… non si è mai lamentato!
La domenica che non ti aspetti
La domenica che non ti aspetti. Calcisticamente parlando, s’intende. Spalmata sul divano ho assistito a cose che voi umani non potete nemmeno immaginare. Figuriamoci aspettarle…
Non ti aspetti la Juventus che vincendo 2-0 pareggia a Verona 2-2 all’ultimo minuto. Non ti aspetti un pietoso 0-0 nel derby della Capitale. Non ti aspetti il primo gol in Italia (anche se inutile) dopo 8 minuti di Adel Taarabt. Non ti aspetti (o forse sì) che nell’Inter segni Samuel. Non ti aspetti una pentola lanciata in campo in Verona-Juventus (chi va allo stadio con una pentola!?). Non ti aspetti che Mandorlini esulti al gol del pari come faceva Carletto Mazzone. Non ti aspetti che le lacrime di Balotelli arrivino fino alla Casa Bianca. Non ti aspetti che ancora si parli di moviola in campo.
Chissà domenica prossima cosa ci aspetterà?
La donna dei perché… domande che non avranno mai una risposta
Oggi mi sento molto la “donna dei perché”. E mi sono venute in mente delle domande che non troveranno mai una risposta… Ma perché?
Ma quando i giocatori di una stessa squadra vanno a Coverciano per il ritiro della Nazionale, prendono una sola macchina? Come quando si va a cena con gli amici…?
Se un giocatore non gioca e resta in panchina, la farà la doccia? O dice: “Oggi no, tanto non ho sudato”
Perché Paletta del Parma non si fa un taglio più sbarazzino? Che appena suda un attimo i capelli gli spariscono in testa
Ma il codino di Palacio a che serve? Mi ricorda lo scoubidou di quando ero bambina. Chissà se glielo tirano per fargli dire sì…
Ma Hernanes è davvero andato all’Inter per vincere? Ma dai, c’è un limite a tutto. Mica qui crediamo alle favole… La frase mi sembra più un ossimoro che un’affermazione
Balotelli perché piangeva in panchina? Per la prestazione deludente in campo o per gli alimenti che dovrà passare alla Fico…
Ora che non c’è più la terna arbitrale, ma sono in sei… come si organizzano per le docce? Tirano una monetina come per far scegliere il campo o la palla a inizio gara?
Perché non ci si può più insultare allo stadio? A già, per gli insulti resta solo il Parlamento
Massimiliano Allegri ora, che fa tutto il giorno… Starà in panchina ai giardinetti?
I tifosi dell’Inter con chi se la prenderanno ora che Branca “poco leon” se n’è andato? Ah già, c’è il magnate indonesiano
Per oggi basta fare domande…
Lazio-Roma: lo sapevate che…
Domani si gioca il derby della Capitale: Lazio-Roma. Tante sono le curiosità legate a questa partita e spulciando qua e là ne ho trovate alcune per voi.
Lo sapevate che…
– Il derby festeggia 85 anni, il primo infatti fu giocato nel 1929.
– È dal 2002 che nel derby Lazio-Roma si segnano almeno due gol a gara.
– La Lazio è stata, tra le due squadre, l’ultima ad aver vinto entrambi i derby disputati nella stessa stagione (2011-2012). La Roma ci riuscì invece nei due anni precedenti.
– Con la Lazio padrona di casa non c’è un pareggio dalla stagione 2003-2004 (21 aprile 2004, 1-1 con reti di Corradi e Totti). Da allora, sono seguite sei vittorie biancocelesti e tre giallorosse.
– La vittoria più schiacciante della Roma fu il 5-0 del ‘33 quando nessuno parlava di “manita” (termine riutilizzato però nel 2002 quando la Roma vince 5 a 1), ma c’è anche il poker di Eriksson, quattro su quattro, suggellato dal 2-0 in casa dell’8 marzo 1998.
– Francesco Totti detiene il record di derby giocati con 39 presenze.
– L’1 -1 è il risultato più frequente con la Lazio che gioca in casa. In serie A è accaduto 27 volte.
– Negli ultimi 11 derby si sono verificate 16 espulsioni: 9 per i biancocelesti e 7 per i giallorossi.
– Nel 1999 Totti mostra la maglietta “V’ho purgato ancora”, mentre nel 2006 Delio Rossi dopo la vittoria si butta nel Fontanone.
– Nel film “Il tifoso, l’arbitro e il calciatore” del 1982 Pippo Franco interpreta un personaggio che tifa per entrambe le squadre.
Tu non puoi giocare al fantacalcio…
Uff, anche io voglio giocare al fantacalcio! Si è chiuso il mercato ed ora tutti gli invasati di questo gioco si ritroveranno per una nuova asta. Tutti… tranne me. Perché ho scoperto una triste verità: il fantacalcio non è un gioco per donne. O almeno non lo è per me. L’ho sperimentato sulla mia pelle.
Non sono riuscita a trovare un gruppo di maschi (perché di donne che lo fanno non ne conosco) che mi facesse giocare con loro. Un po’ come all’asilo: tu sei femmina, non puoi giocare con noi! Punto. Ma vi sembra giusto. E quindi mi ritrovo, anche quest’anno, senza il mio tanto desiderato gruppo di fantacalcio. Gli amici maschi non ti vogliono, perché guarda caso sono già in troppi.
Tuo padre nemmeno, perché, anche lui gioca con i suoi amici e tu: “che c’entri? Mi porti fuori con te quando esci con le tue amiche?” Grrr. Ma sono più che sicura che se fossi stata un maschio di trent’anni, e non una femmina, avrei potuto far parte del gruppo anche se “non lo portavo con me quando uscivo…”. Questa è pura discriminazione sessuale. È bene che lo sappiate!
Quindi la mia conclusione è solo una: ci sarà la vera parità tra i sessi, quando una donna potrà entrare in un gruppo di fantacalcio. Oppure sono io quella sfigata…
Ti sembra il caso di dormire con la maglietta di Coppola!?
Vi ricordate la scena di “Tre uomini e una gamba” in cui Giacomo dorme con la maglietta di Sforza, perché “quella di Ronaldo era finita”? Bè, quello che vi sto per raccontare è molto simile.
Coppola chi è costui!? Ma andiamo con ordine. Per un tifoso avere la maglia di un giocatore della squadra che tifa è davvero una figata. Una maglia originale indossata durante una gara. Bellissimo. Il problema arriva quando, la maglia che ricevi non è proprio di un titolare. Ma di una riserva. Per la precisione del quarto portiere del Milan: Ferdinando Coppola. Ma chi è!? Sempre con rispetto parlando, s’intende! (un ringraziamento speciale va a Wikipedia).
Questa specie di barzelletta è accaduta realmente al mio amico Davide. Tramite un aggancio aveva la possibilità di avere una maglia del Milan (squadra per la quale tifa) dopo la partita contro il Torino. Ma il tanto atteso regalo che attendeva era di quarta fascia: cioè la maglia di Coppola. Pazzini, Kakà, Honda, Abbiati… no Coppola. Quasi peggio di Sforza! C’è da dire che, almeno era pulita, Coppola finora non ha mai giocato una partita. E sicuramente poteva andargli peggio, potevano riportagli la maglia del quarto uomo o del terzo portiere del Torino o perché anche di un magazziniere…
È come quando per il compleanno aspetti in regalo una vacanza alle Maldive e invece scarti un buono per andare in piscina… Chissà se il mio amico Davide avrà il coraggio di dormirci o l’onta di essere scoperto sarebbe troppo grande!? Potrebbe sempre fingere di essere lui Coppola, perché in pochi sanno realmente che faccia ha (vedi foto qui sotto). Tra l’altro non mi sembra nemmeno male… mi era sfuggito!
Il mio piccolino compie un mese
Il mio piccolino oggi compie un mese. Sembra ieri quando è nato e invece è già passato un mese. Da brava mamma quale mi reputo, in questi 30 giorni l’ho accudito, curato, nutrito, senza mai fargli mancare nulla. Insomma, gli ho dedicato tutta la mia attenzione. Non pensavo fosse possibile! La cosa peggiore è che parlo sempre di lui: in famiglia, con le mie amiche, con i miei amici… con tutti. Lo mostro orgogliosa, e ne esalto i progressi. Perché, anche se ha solo un mese, di progressi ne ha fatti abbastanza. Il primo sorriso quando ha raggiunto i 1000 contatti, il primo vagito quando ha avuto il primo commento e il prima smorfia quando in alcuni giorni non ha avuto le attenzioni desiderate. Ma capita anche ai migliori.
Io gli ripeto sempre: “Aspetta! Devi ancora crescere”. Devo dire che sono fortunata: la notte dorme, mangia ai suoi orari e non dà grandi problemi. Insomma, dove lo metti sta!
Ma le mie cure, come quelle delle persone che ho intorno (che ringrazio) sono fondamentali per la sua crescita e per farlo diventare un vero ometto. Pronto ad affrontare il mondo e a contare qualcosa in questa giungla virtuale. Ma caro il mio piccolino, c’è tempo per crescere e per dare soddisfazioni alla tua mamma. Lei è già orgogliosa di te!
Ah scusate! Stavo parlando del mio blog (si era capito!?) perché io figli non ne ho. Ma visto che i blog delle mamme vanno tanto di moda e anche i post sui progressi, sui dentini e sulle pappe dei bambini sono il must in questo periodo, e io sentendomi un po’ emarginata, ho pensato di dedicare queste mie righe al mio piccolo. Che oggi compie un mese. Auguri cocco di mamma!
Che piacere rivederti…
Osvaldo è tornato. Via, un po’ se ne sentiva la mancanza. Non solo per le sue giocate. Siamo sincere…
Alzava un po’ l’asticella dei bonazzi in campionato. E per noi donne questo è un motivo in più per guardare le partite…
Quell’aria da cattivo ragazzo, la somiglianza con Johnny Depp (così dicono) anche se io non ce la vedo tanto, e quel suo fare, fuori e dentro dal campo, da bello e dannato. Le tante donne, i diversi figli, e le risse con i compagni di squadra. È decisamente uno che non si annoia e non fa annoiare. Certo, ora con Llorente e Osvaldo l’attacco della Juventus non acquista solo peso e tecnica. Acquista anche fascino. Povero Tevez! Provo quasi simpatia. Ma questi sono solo commenti da donna… gli “esperti” noteranno ben altre caratteristiche. Comunque, Osvaldo… è un piacere rivederti!
















