Roma e Napoli, si credono belle ma poi non ballano

La Coppa Italia o TimCup – decidete voi come chiamarla – ha fatto due vittime: Roma e Napoli. Due squadre che potevano pure credere e fare la famosa remuntada. Il Napoli c’era quasi riuscito – aveva illuso anche me – ma poi nulla di fatto.

Ieri sera, mentre guardavo a letto gli ultimi minuti di Napoli – Juve ho pensato alle due squadre eliminate. Va bene, c’è chi a letto pensa ad altro. Io per 30 secondi, ieri sera, ho ragionato su Roma e Napoli. Ognuno ha le sue perversioni! 

Sono anni che vengono lodare per il bel calcio, sono anni che le identificano come le anti-Juve (anche perché c’è poco altro) e sono anni che poi alla fine non beccano nulla. Le ultime vittorie del Napoli risalgono al 2014, mentre per trovare quelle dalla Roma bisogna andare molto più in dietro.

Jersey Shore

Jersey Shore dà sempre grandi soddisfazioni

Per questo mi hanno fatto pensare a quei tipi che si sentono fighi, e c’è magari qualcuno che glielo fa pure credere, ma che poi gira che ti rigira beccano due di picche pure dai citofoni. Quelli che se la credono e camminano un metro da terra, ma che poi tornano sempre a casa da soli e a mani vuote. Quelli che pensano di non dover chiedere mai, ma che… avoja se devono chiedere! Devono chiedere pure il permesso per andare in bagno. Quelli che a parole sono degli amanti imperdibili, ma che poi nella pratica non sanno deve mettere le mani. Nel senso vero del termine. Quelli che “so figo e bello!” ma poi ci scambi due parole e pur di non andare con loro te la cuciresti, come direbbe una mia amica. Insomma, “I belli che non ballano”.   

Roma e Napoli mi fanno pensare proprio a loro: panchina d’oro per Sarri, difesa ferrea per i giallorossi, un discreto gioco divertente, ottimi giocatori, ma a tenere il passo della Juve non ce la fanno proprio e nemmeno a vincere qualcosa quando la Juve non la devono affrontare direttamente. Vedi coppe europee.

Ci provano, ci provano… ma restano sempre a secco. Sempre a bocca asciutta. Pure quest’anno!  

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Il Milan compra il portiere del Real Madrid (ma quello brutto!)

Diego Lopez e Iker Casillas

Diego Lopez e Iker Casillas

Al Milan direttamente da (Real) Madrid arriva Diego Lopez. Da non confondere con Diego Luis Lopez ex allenatore del Cagliari: non sono nemmeno parenti (almeno credo!).

Fatto sta che a Madrid c’erano due portieri: uno bello e sexy, l’altro bruttarello. Be’, il Milan chi porta in Italia… quello bruttarello. Almeno speriamo sia bravo!
C’è da dire, per onor di cronaca, che lo scorso anno ha allegramente soffiato il posto al titolare Casillas. Ma il Milan poteva pure fare uno sforzo in più e comprare Casillas…?! E’ un periodo che compra tutte vecchie glorie… a sto giro, che la vecchia gloria aveva il suo perché, punta su un altro? E noooo! Così non si fa!

Se non altro Iker alzava il tasso di ficaggine della squadra, che sta precipitando anno dopo anno… come d’altronde il valore tecnico! Le tifose, visto che il gioco dei rossoneri non è che faccia faville (stando alle amichevoli fin’ora disputate), avrebbero guardato Casillas in tutto il suo splendore. Le abbonate sarebbero aumentate a vista d’occhio. Ma valli a capire questi ingaggi e queste strategie di gioco. In più Iker a Madrid non è che se la passi proprio bene: ogni giorno gli piovono addosso critiche, da ultima quella di Arbeloa.

Vabbé quindi dobbiamo accontentarci di Diego Lopez, che non è nemmeno parente di Massimo Lopez (almeno era simpatico), né di Jennifer Lopez (così poteva insegnare due passi di danza ai compagni). E’ un Diego Lopez qualsiasi…  

Ooh Romero… Romero, le tue mani fanno miracoli!

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Eroe per una notte. Sergio Romero ha catturato l’attenzione del mondo e pure quella di Rihanna, parando due rigori all’Olanda e portando l’Argentina in finale.

Se Rihanna lo ha addocchiato solo ieri, il portiere argentino aveva catturato la mia attenzione già quando giocava con la Sampdoria e parava a destra e sinistra con le sue treccine svolazzanti. Sarà che io ho una vera passione per i portieri, e per questo non mi era sfuggito quando ancora era quasi uno sconosciuto.
Oggi tutti esaltano la sua bravura e il suo fascino sudamericano, stimolando l’euforia degli uomini (in particolare argentini) e l’ormone delle donne (di tutto il mondo)! Ooh Romero… Romero! Le tue mani fanno miracoli…

Romero entra di diritto nella lista del premio: “ma chi è quello?!” I belli e poco conosciuti (prima) di questo Mondiale…

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Il bello, il bravo e il capellone… difensori a segno

Parola alla difesa. È proprio il caso di dirlo. Germania e Brasile vincono e vanno in semifinale grazie ai gol dei difensori. Altro che numeri 10 o prime punte, la gloria in queste ore è tutta per Mats Hummels, Thiago Silva e David Luiz. O come li chiamo io: il bello, il bravo e il capellone. 

I tre difensori fanno vincere le rispettive nazionali con tre gol su calcio piazzato: il primo con un colpo di testa su assist di Kroos, il secondo devia di ginocchio un calcio d’angolo e il terzo su punizione. Quindi in questi primi quarti di finale, altro che centravanti, gli eroi sono i difensori… E oggi tocca all’Olanda e all’Argentina!

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Che piacere rivederti…

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Pablo Daniel Osvaldo, anni 28

Osvaldo è tornato. Via, un po’ se ne sentiva la mancanza. Non solo per le sue giocate. Siamo sincere…
Alzava un po’ l’asticella dei bonazzi in campionato. E per noi donne questo è un motivo in più per guardare le partite…
Quell’aria da cattivo ragazzo, la somiglianza con Johnny Depp (così dicono) anche se io non ce la vedo tanto, e quel suo fare, fuori e dentro dal campo, da bello e dannato. Le tante donne, i diversi figli, e le risse con i compagni di squadra. È decisamente uno che non si annoia e non fa annoiare. Certo, ora con Llorente e Osvaldo l’attacco della Juventus non acquista solo peso e tecnica. Acquista anche fascino. Povero Tevez! Provo quasi simpatia. Ma questi sono solo commenti da donna… gli “esperti” noteranno ben altre caratteristiche. Comunque, Osvaldo… è un piacere rivederti!