…tutti i ricordi del Curi!

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Lo stadio… si sa è sempre lo stadio. E’ un po’ come la mamma… e tornarci dopo diverso tempo è stata una vera emozione. Non solo per il Perugia che sta facendo sognare un’intera città, ma per quello che quel luogo mi ricorda ogni volta che varco i suoi cancelli.

Mi ricorda il Perugia in serie A con Materazzi, Cosmi, Miccoli, Mazzone, Negri e Rapaic

Mi ricorda il diluvio di Perugia-Juventus, con il gol di Calori e Materazzi che ruba il pallone a fine gara

Mi ricorda lo scudetto vinto dal Milan con Zaccheroni

Mi ricorda le prime volte, quando da bambina e poi da ragazzina, ci andavo con mio padre

Mi ricorda i derby con la Ternana e quando giocava la Roma che i tifosi invadevano quasi mezzo stadio

Mi ricorda le coreografie della curva e il sole che ti sbatte in faccia in gradinata

Mi ricorda un Perugia-Udinese in cui c’era la neve e un derby del 2005 in cui non smise mai di piovere

Mi ricorda le promozioni in serie B e quelle in serie A con i festeggiamenti  in centro prima col motorino e poi con la macchina

Mi ricorda che quando non c’erano i seggiolini sotto il sedere ci mettevo i volantini e giornalini che davano all’entrata

Mi ricorda quella sensazione che come dice Venditti “Ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo” con gli altri tifosi

E poi mille e mille altri ricordi che come flash ritornano nella mia mente ogni volta che torno tra le braccia del vecchio Curi. In fondo, non potrebbe essere altrimenti visto che andavo allo stadio anche prima di nascere.  Un intero campionato me lo sono visto dalla pancia di mia mamma.

La tristezza della Champions… quando sono gli altri a giocarla

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È dura la vita del tifoso, quando inizia la Champions League e la tua squadra non partecipa. Come primo atto di protesta e ribellione si interrompe l’abbonamento di Sky Sport, dichiarando esplicitamente all’operatore che ti chiede il motivo: “In Champions League non ci sono squadre che mi interessano”, anche con un tono un po’ stizzito.

Il secondo atto è evitare i simpaticissimi commenti degli amici, che invece tifano squadre che la giocano: “Dài, che quest’anno il mercoledì puoi andare al cinema!” IO, al cinema ci sono comunque sempre andata… ci andavo gli altri giorni. Problema risolto. Basta organizzarsi.
Oppure: “Chissà quando risentirai la musichetta… The Championssss”, “Il mercoledì ora che fai?!” Quello che ho sempre fatto… gli affaracci miei!

Quindi da quest’anno potrei anche entrare a far parte del club “Donne che odiano la Champions League”, non so se esiste, ma potrei fondarlo io… per questa stagione.
Perché care amiche questa sera torna la Champions League. Non so se lo sapevate e per chi non ama il calcio ed è costretta a condividere amore o amicizie con dei tifosi, è l’inizio di un incubo. Diciamo, che l’incubo lo vive anche chi non ha la sua squadra che gioca la competizione… Come vi capisco!
Quindi mettiamoci l’anima in pace e prepariamoci a sopportare le partite (degli altri) e gli sfottò anche durante la settimana. E questo andrà avanti (ahimè) fino a maggio! Sì, avete capito bene, MAGGIO!! In pratica, quando finisce la Champions saranno passate tre stagioni come per le migliori serie tivù e dovrete rimettervi in forma per la prova costume e iniziare a pensare a dove andare in vacanza.

Insomma, non credevo (perché detto tra noi non c’ero abituata), ma è triste la vita del tifoso non in Champions, ti senti fuori dal giro che conta e sei costretto a gufare le altre squadre… Sì, probabilmente farò così! Guferò le altre.

Intanto, buon Champions League a tutti! (chi la gioca)

Comincia il campionato… dimmi chi sei e ti dirò che reazione avrai!

Inizia il campionato anche per voi signore. È finita la pacchia, oppure, ricomincia il divertimento. Dipende se amate o meno il calcio.

Esistono diverse reazioni alla notizia che domani (in serie B già stasera) si ricomincia a giocare e si ritorna a vivere tutto il carosello che si crea intorno al pallone italico e non solo… anticipi, posticipi, recuperi, infrasettimanali, Champions League, Europa League, Coppa Italia e via dicendo…

Avendo a che fare con donne (essendo io stessa donna) sono venuta a conoscenza delle diverse reazioni alla frase: “domani comincia il campionato”. 

La tifosa: “Oooh, era ora. Speriamo di vincere qualcosa quest’anno”

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L’indifferente: “Eeeechissene frega”

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Quella costretta a condividere spazi con dei tifosi: “Noooooooooooo. Sarebbe stata meglio una padellata in faccia”

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La fuori dal mondo: (almeno calcistico) “Ma di già?! Sono finiti ieri i Mondiali!!”

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L’anticalcio: “Oddio ora tutte le domenica a casa per questo sport così stupido ”

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L’ultrà: “Non iniziate a rompere. Quando gioca la mia squadra non ci sono per nessuno”

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Credi di avermi messo/a a fuoco? Ecco le soluzioni

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Ok, è ufficiale, sto giochino mi è piaciuto da pazzi (mi accontento di poco) e mi ha anche dato l’occasione di conoscere nuovi blogghisti… sono molto soddisfatta!

Ora vi svelerò le soluzioni delle mie verità… sicuramente sarete stati tutto il weekend a cercare di capire quali affermazioni erano false o quali vere… ci scommetto proprio! Altro che dubbi amletici…

Comunque, tranquilli, i misteri sono svelati:

  1. sono una giornalista – vero. Dal 2006 tento (con più o meno successo) di fare questo lavoro
  2. amo il cinema al pari del calcio (se non più) – vero. Adoro guardare film di ogni genere e parlarne. Potevo aprire un blog sul cinema, ma oltre al fatto che ce ne sono molti, non sarei stata in grado di parlarne come si deve…
  3. non ho una squadra del cuore – falso. Ma non ve lo dirò mai… se lo capite bene, altrimenti, pazienza resterete col dubbio
  4. ho tre tatuaggi – vero
  5. non mi perdo una partita di basket – falso. Anche se vorrei imparare qualcosa di più su questo sport
  6. amo le scarpe col tacco – falso
  7. odio il mare – vero
  8. amo viaggiare – vero. Ogni anno almeno un viaggetto come si deve me lo faccio…
  9.  un uomo che non segue il calcio non lo guardo nemmeno – falso. Avevo scritto un post a riguardo diversi mesi fa.  (se volete leggere) https://colpoditacco.me/2014/02/13/lei-guarda-le-partite-lui-legge-romanzi-quando-le-parti-sinvertono/
  10. toglietemi tutto ma non i Pan di Stelle – vero. Li magio circa da oltre 20 anni

Il vincitore è http://giacani.wordpress.com/ che ne ha sbagliata solo una… ammmmazzza!

 

L’Italia la guardo in intimità…

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Non capisco proprio quelli che vanno a vedere le partite dell’Italia in piazza, nei pub o nei ristoranti. MA PERCHÉ?!
Secondo me, sono i posti più scomodi per vedere una partita. Gente che urla per ogni azione, che commenta inutilmente, gente che si alza, si sposta e ti impedisce di vedere come si deve. Donne, uomini e bambini che ti distraggono con domande, alle quali un vero appassionato di calcio potrebbe rispondere con dei veri e propri insulti. E farebbe pure bene…
A meno che, uno non ha la tivù a casa o non ha uno straccio di amico che lo inviti, mi chiedo perché si devono vedere le partite con un’orda di gente sconosciuta. Forse per ricreare l’atmosfera da stadio?! Ma noooo. Non è assolutamente la stessa cosa.

Per me la visione perfetta di una partita, che sia la Nazionale o una squadra di club , è in casa e con poche persone intorno. Anche i gruppi di visione formati da amici, in più non particolarmente amanti del calcio, non è che li ami molto. Oggi l’Italia gioca la sua seconda partita del Mondiale e io, seguendo la mia tradizione, la vedrò a casa e con poca gente (come ho fatto con la prima). Pochi ma buoni! Per le rimpatriate c’è tempo dopo: dopo le 20.

E voi come guardate di solito le partite di calcio?

C’è la finale… perché invitare gente a cena?!

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Come volevasi dimostrare… Stasera c’è la finale di Champions League, tra Atletico Madrid e Real Madrid, e mi ritrovo a casa gente a cena. Gente, che non sa nemmeno che cos’è la Champions League, figuriamoci se guarda la partita. E io poi, lo avevo detto…
Ok, non ci sono squadre italiane, non la gioca la squadra che tifo, ma una sbirciatina in tranquillità mi sarebbe piaciuta dargliela. Per questo ho fatto una lista dei 10 motivi per cui guardare la finale, che elencherò ai miei invitati appena seduti a tavola, con la speranza di convincerli o magari di fargli pena!

I 10 motivi per cui guardare la finale (sempre che mi riesca)

1-      Due squadre che giocano veramente a calcio (anche se le finali spesso sono deludenti)

2-      Tifare Ancelotti, un pezzetto d’Italia potrebbe vincere la coppa (oramai ci resta solo questo)

3-      Vedere Casillas, in tutto il suo splendore, alzare la coppa (mica si possono guadare solo le azioni di gioco)

4-      Sperare che vinca l’Atletico Madrid, così il Real non arriva a dieci

5-      Aspettare i festeggiamenti per gustarsi i calciatori nudi e decisamente allegri che corrono per il campo con il trofeo in mano

6-      Alla fine dei giochi è sempre un evento

7-      Per l’atmosfera e le coreografie

8-      Se vince l’Atletico, vedere Cristiano Ronaldo arrabbiato e deluso (non è che mi stia proprio simpatico)

9-      Sperare che arrivino ai rigori (tanto alla fine, chi vince vince)

10-   Chiudere quest’anno di Champions, perché, almeno per me, è stato uno schifo (e dico schifo)

Buona finale a tutti! (per chi la guarda) 

Cinema e campo da calcio… i luoghi dove tutto è possibile

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Per chi ama il calcio e anche i cartoon esce il 29 maggio al cinema Goool! diretto da Juan José Campanella e ispirato al racconto “Memorie di un’ala destra” di Roberto Fontanarrosa.
Il film d’animazione segue le vicissitudini di Amadeo, un timido ma talentuoso ragazzo che vedrà i giocatori del suo calcio balilla prendere magicamente vita per aiutarlo a salvare il suo villaggio e riconquistare il suo amore d’infanzia. Con l’aiuto dei giocatori, Amadeo dovrà, infatti, affrontare la più terribile rivale sul campo di calcio: la Champ guidata dal loro leader, il carismatico Ala Destra. I giocatori del calcio balilla e Amadeo intraprenderanno una grande avventura insieme, come una vera squadra, per riconquistare la dignità che la Champ ha rubato a loro.
Il regista, appassionato di calcio tanto da considerarlo una delle invenzioni fondamentali dell’umanità, come illustra il prologo di questo film, rilegge in chiave umoristica la sequenza dei primati di 2001 Odissea nello Spazio, così da unire alla perfezione il calcio e il cinema, entrambi luoghi dove tutto può succedere! Ma esistono dei veri miracoli nel calcio?

 

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

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Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

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La donna dei perché… domande che non avranno mai una risposta

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Oggi mi sento molto la “donna dei perché”. E mi sono venute in mente delle domande che non troveranno mai una risposta… Ma perché?

Ma quando i giocatori di una stessa squadra vanno a Coverciano per il ritiro della Nazionale, prendono una sola macchina? Come quando si va a cena con gli amici…?

Se un giocatore non gioca e resta in panchina, la farà la doccia? O dice: “Oggi no, tanto non ho sudato”

Perché Paletta del Parma non si fa un taglio più sbarazzino? Che appena suda un attimo i capelli gli spariscono in testa

Ma il codino di Palacio a che serve? Mi ricorda lo scoubidou di quando ero bambina. Chissà se glielo tirano per fargli dire sì…

Ma Hernanes è davvero andato all’Inter per vincere? Ma dai, c’è un limite a tutto. Mica qui crediamo alle favole… La frase mi sembra più un ossimoro che un’affermazione

Balotelli perché piangeva in panchina? Per la prestazione deludente in campo o per gli alimenti che dovrà passare alla Fico…

Ora che non c’è più la terna arbitrale, ma sono in sei… come si organizzano per le docce? Tirano una monetina come per far scegliere il campo o la palla a inizio gara?

Perché non ci si può più insultare allo stadio? A già, per gli insulti resta solo il Parlamento

Massimiliano Allegri ora, che fa tutto il giorno… Starà in panchina ai giardinetti?

I tifosi dell’Inter con chi se la prenderanno ora che Branca “poco leon” se n’è andato? Ah già, c’è il magnate indonesiano 

Per oggi basta fare domande…

Tu non puoi giocare al fantacalcio…

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Uff, anche io voglio giocare al fantacalcio! Si è chiuso il mercato ed ora tutti gli invasati di questo gioco si ritroveranno per una nuova asta. Tutti… tranne me. Perché ho scoperto una triste verità: il fantacalcio non è un gioco per donne. O almeno non lo è per me. L’ho sperimentato sulla mia pelle.

Non sono riuscita a trovare un gruppo di maschi (perché di donne che lo fanno non ne conosco) che mi facesse giocare con loro. Un po’ come all’asilo: tu sei femmina, non puoi giocare con noi! Punto. Ma vi sembra giusto. E quindi mi ritrovo, anche quest’anno, senza il mio tanto desiderato gruppo di fantacalcio. Gli amici maschi non ti vogliono, perché guarda caso sono già in troppi.
Tuo padre nemmeno, perché, anche lui gioca con i suoi amici e tu: “che c’entri? Mi porti fuori con te quando esci con le tue amiche?” Grrr. Ma sono più che sicura che se fossi stata un maschio di trent’anni, e non una femmina, avrei potuto far parte del gruppo anche se “non lo portavo con me quando uscivo…”. Questa è pura discriminazione sessuale. È bene che lo sappiate!

Quindi la mia conclusione è solo una: ci sarà la vera parità tra i sessi, quando una donna potrà entrare in un gruppo di fantacalcio. Oppure sono io quella sfigata…