Sviste in agenda e sfortunate coincidenze

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Quand’è che dobbiamo andare a teatro?“, “Mercoledì 5“, “Nooooooooooooo cavolo

Ecco, ci sono situazioni che non vorresti mai scoprire. Come quella in cui ti accorgi che la sera del partitone Bayern Monaco-Roma hai il biglietto per andare a vedere il musical “7 spose per 7 fratelli” con Flavio Montrucchio.

Cioè… nientepopodimenoche Flavio Montrucchio!

Premesso che adoro i musical e il teatro in generale, e premesso che ho comprato il biglietto diversi mesi fa: la mia è solo questione di sfiga. Nulla più. Di sfortunate coincidenze.

Dover scegliere tra Montrucchio e Robben è una cosa che non avrei mai pensato di fare nella mia vita. Ho pensato anche di mandare qualcun altro al mio posto, ma poi mi sono detta: “Ma che cavolo, vado a vedere il musical, non sono nemmeno tifosa della Roma“. Ufff, però mi perdo una gran partita (bene o male che vada). Speriamo solo che lo spettacolo sia all’altezza di Bayern-Roma! Mmmm, ho i miei dubbi, però non ci devo pensare. Basta, ho deciso, vado a teatro!

Un uomo forse un errore del genere non lo avrebbe fatto, avendo il calendario della Champions impresso nella mente già dai primi di agosto. Ma non è certo il mio caso.

In più, ironia della sorte: torna il numero 7, come le spose, i fratelli e i gol del Bayern… Vorrà dire qualcosa?!

Inter e Milan… il duo novembre

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Inter e Milan in questo weekend, appena passato, hanno rispettato la tradizione. Hanno festeggiato i morti, perdendo entrambe per 2 a 0, rispettivamente con Parma (penultima in classifica) e Palermo (neo promossa in serie A).

Le due milanesi sono scese in campo come 11 morti di sonno e Parma e Palermo ne hanno approfittato per fare la loro onesta partita e strappare 3 punti d’oro per la salvezza. Confusionarie e allo sbando Milan e Inter sembravano non raccapezzarci nulla e forse era proprio così… Gli attaccanti non segnano più: per Palcio, Icardi (solo su rigore), Torres, El Shaarawy e Honda non c’è verso di metterla dentro.

Ora i due allenatori tremano: l’amato Inzaghi è stato fischiato dai tifosi, Mazzarri, se non supera i test di St. Etienne e Verona, smetterà di sentire i fischi di San Siro e sarà costretto a ritirarsi a vita privata. Insomma, ciao panchina nerazzurra.

Comunque, mi chiedo: ma come mai questo tracollo? Sembravano essere due squadrette promettenti, tanto a modo, soprattutto il Milan, che almeno quest’anno non era partito poi così male. E ora, l’Inter vince solo con i rigori e il Milan quando va bene pareggia.

Maah, sarà l’autunno, che oltre a far cadere le foglie fa cadere anche le due milanesi… be’ se continuano così quando arriverà l’inverno saranno belle che cadute in zona retrocessione. 

Soccer: Serie A; Parma-Inter

Curi raccontato da chi quel giorno c’era…

Il 30 ottobre nella mente dei perugini ha solo un significato. La morte di Renato Curi avvenuta nel 1977 durante la partita Perugia-Juventus.

Curi      Anche per quelli come me che non erano presenti per motivi anagrafici. Ma nel corso degli anni i miei genitori mi hanno raccontato spesso quel giorno. Un giorno rimasto ben impresso nella loro memoria.  Erano in curva nord con i loro amici, come facevano ogni domenica. A Perugia c’era la Juve, proprio quella Juve a cui Curi l’anno prima aveva segnato un gol storico. Tutti erano elettrizzati e pronti a una gran partita, nonostante il tempo brutto.

Quel giorno pioveva, già di per se non era una bella giornata. Ma peggiorò rapidamente in torno alle 15.34, cinque minuti dopo l’inizio del secondo tempo (la gara era iniziata alle 14.30), quando Curi, dopo uno scatto a metà campo, si accasciò a terra. Bettega e Scirea chiamarono subito l’attenzione dei medici che entrano subito in campo.

Dalla curva la sensazione non era delle peggiori. Nessuno si accorse della gravità della cosa. Tutti pensarono a un malessere, visto che uscì in barella, e di conseguenza a una sostituzione di gioco come tante altre. Nessuno pensò al peggio. Invece, Curi morirà poco dopo a causa di un arresto cardiaco a soli 24 anni.

La partita continuò normalmente, ma nel giro di poco tempo le voci del suo malore e della probabile morte arrivarono ai tifosi. Un passaparola terribile che li informava della tragedia. Tutti rimasero gelati e increduli, compresi i miei genitori che avevano la sua stessa età. Ma com’è possibile che accada questo a un ragazzo così giovane e in salute? E’ la domanda che si fecero tutti. La commozione e le lacrime presero il posto del tifo e delle canzoni. Ma solo all’uscita dello stadio arrivò la certezza, perché la sua morte venne dichiarata ufficialmente alle 16.30, proprio in contemporanea del fischio finale.

Poche settimane dopo, il 27 novembre, lo stadio sarà intitolato alla sua memoria.

Io non c’ero quel giorno, ma sentirlo raccontare da chi ne è stato testimone è come averlo vissuto una piccola parte. Spesso mi è sembrato persino di pensare di esserci stata veramente. Forse in quel momento tutti i tifosi erano con lui… anche quelli che ancora dovevano nascere.

Lode a te Renato Curi!

Povero o miliardario, in Italia lo straniero è accolto sempre “con stile” (e insulti)

Che arrivino con un barcone o con un jet privato. Che siano poveri cristi o miliardari. In Italia gli stranieri proprio non li sappiamo accogliere. Per loro abbiamo sempre una “parola di cortesia”… a tutti è riservato lo stesso trattamento di benvenuto. “Oddio, ora questo che vuole?“, “Verrà a rubare?“. Anche se hai più soldi del pil della Croazia, ti guarderemo sempre con sospetto. L’arroganza di essere superiori e di insultare lo straniero, mi chiedo quando ci passerà. Ma poi, superiori a chi?! Bah! Quando apriremo la nostra mente sarà sempre troppo tardi.

cicciobello        Assemblea dei soci di FC Internazionale Milano Spa

Pensavo a questo dopo gli insulti arrivati a Erick Thohir, così, in modo gratuito a destra e a manca. Tanto per dire qualcosa o fare i fighi sui giornali. Ma fighi non lo sono stati sicuramente. Ha iniziato l’elegantissimo presidente della Sampdoria, Massimo Ferrero (che ne spara una al giorno in media) che ha consigliato a Moratti di “cacciare sto filippino“. Che poi per la cronaca Thohir è indonesiano, ma magari per Ferrero so tutti uguali, seguendo il luogo comune riservato agli asiatici. Ferrero, che ci prova tutte le domeniche con Ilaria D’Amico e fa spesso gesti inconsulti in tribuna, manco fosse indemoniato, fa rimpiangere la sobria eleganza di Luciano Gaucci, che in confronto a lui, è il lord dell’alta Tuscia.

Agli insulti si è anche aggiunta Evelina Christillin, juventina doc e organizzatrice dei Giochi invernali di Torino 2006, che ha definito il presidente dell’Inter: “Un cicciobello a mandorla. Un piccoletto ciccione indonesiano che alla fine gli rileva e non si sa ancora bene se poi i soldi li ha davvero oppure no“. Non c’è che dire… una vera signora. Ora come minimo per Natale mi aspetto un Cicciobello-interista da regalare alle bambine tifose.

Oh, ma due insulti anche noi non glieli vogliamo urlare all’indonesiano?! Dài, anche solo per essere un tifoso interista (o presunto tale). Io con gli interisti ho sempre dato il meglio di me… Ora ci penso e poi magari gli mando un messaggio su Facebook.

Pogba il mejo della serie A. Ma solo perché fa rima?

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Pogba il mejo della serie A. Ma è solo per la rima? Sì? Mica per altro?
Il giocatore è l’unico che gioca nel nostro campionato a far parte dei 23 finalisti del Pallone d’Oro e questo già sarebbe motivo di lunghissime discussioni sulla condizione del nostro calcio (una volta pieno di palloni d’oro e oggi pieno di bidoni d’oro), sulla mancanza di talenti nostrani e bla bla bla all’infinito… rimanderei per ora la discussione, ma se volete, sentitevi liberi di discuterne nel mio blog. Mi piace molto.

Va bé, Paul sarà anche bravo, ma fatemi fare un po’ la strega della situazione (e dico strega): sicuri che non c’era di meglio?
Mi è capitato, così, solo di sfuggita (non proprio) di vedere qualche partita in cui avrebbe dovuto fare la differenza (i campioni da Pallone d’Oro non fanno questo? almeno negli altri campionati è così), ma alla fine ha giocato come un Lichtsteiner qualunque. Da ultima la gara contro l’Olympiakos… Ma forse mi sbaglio! In altre occasioni sarà stato fondamentale non ho dubbi. Oddio ricordatemi quali, che ora mi sfuggono…

Inoltre, non so voi, ma un francese che indossa la maglia della Juventus è un binomio da eritema, che nemmeno il miglior morbillo può superare. Ma questo è un altro discorso, è solo un mio giudizio personale che va al di là della sua bravura… Non statemi nemmeno a sentire.

Secondo voi è davvero il meglio che c’è in serie A? Illuminatemi.

Milan-Fiorentina… le maglie sono pronte (già discutono tra loro)

 

milan_fiorentina

Per la sfida di stasera, Milan-Fiorentina, le maglie già hanno occupato il divano… e sono pronte per godersi la partita.

Però la discussione è dietro l’angolo

Maglia della Fiorentina: “Vi faremo viola
Maglia del Milan: “E noi a strisce

La sfida è iniziata…

Le ingiustizie della vita…

hummeles

 

Ecco, ti accorgi che la vita è proprio ingiusta quando uno così te lo ritrovi solo nel computer e non in giro per casa… #MatsHummelsacasamia 

Perché fidanzarsi con una ragazza che ama il calcio…

Il sito Calciatori Brutti ha stilato 7 buoni motivi per fidanzarsi con un tifoso. Bé, mi sono sentita subito in obbligo di creare la versione femminile.

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Sette buoni motivi per fidanzarsi con una donna che ama il calcio, ovviamente se anche voi maschietti lo amate:

7- La domenica all’Ikea, preferisce lo stadio

Non passerai mai intere domeniche con il centimetro in mano per misurare mobili, non subirai mai domande a trabocchetto tipo: “ma quel divano non starebbe benissimo nel nostro salotto?”. Perché lei al mobile preferisce Im(modile).

6 –Fuorigioco

Non sarai costretto a spiegare a ripetizione la regola del fuorigioco. Lei la conosce alla perfezione e sa individuare un fuorigioco anche meglio di te. Le donne, si sa, hanno più occhio e per loro individuare chi sorpassa il limite è un gioco da ragazzi.

5- Sfottò di passione

Se tifate due squadre diverse è il massimo. Gli sfottò e le prese in giro per la sconfitta di una o l’altra squadra accenderanno la passione e metteranno pepe alla coppia, inoltre il consolarsi a vicenda sarà fantastico.

4- Regali con doppio valore

Farle un regalo è facile… sarà super felice se le regalerai dei biglietti per una super partita. Altro che cene eleganti e giornate in una spa. Un big match non ha eguali per una tifosa.

3- Sorprese sexy  

Potrebbe sorprenderti e farsi trovare al vostro ritorno a casa con indosso soltanto la maglia del vostro giocatore preferito. E voi da bravi tifosi potreste chiederle di togliersi la maglia e regalarvela… Lo scambio di maglie è sempre divertente. Fidatevi!

2- Un mercoledì da leoni

Non correrai mai il rischio di ritrovarti il mercoledì sera, in piena Champions League, a cena con parenti e amici indesiderati. Al massimo ti organizzerà una cena per vedere la partita con solo amici tifosi come voi. Gli anti-calcio restano fuori.

1- Condividere con lei

Che c’è di meglio che condividere con lei la passione e l’amore per uno sport che spesso vi fa arrabbiare, ma che vi rende anche più uniti. Perché, le vere passioni si condividono a prescindere dal sesso.

Se poi una ragazza che ama il calcio incontra un uomo che non lo ama… quell’uomo deve avere delle qualità insostituibili.

Consigli per sopravvivere a un 7-1…

Come sopravvivere quando la tua squadra perde 7-1 in casa. Consigli di una tifosa che però non ha mai subito questa sconfitta… (hihihi)

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consolati col fatto che il Brasile al Mondiale ha subito la stessa umiliazione: in casa e per mano dei tedeschi (se è successo al Brasile può capitare a chiunque). I tedeschi quando ci si mettono ci vanno giù pesanti. Basterebbe dirgli che se anche non vincono 7-1 il mondo va avanti lo stesso

evita per almeno 48 ore qualsiasi tipo di social network. Il massacro è assicurato!

chiudi il telefono e isolati dal mondo (io prenderei anche un giorno di ferie) perché i tifosi delle altre squadre (soprattutto gli juventini) non aspettano altro che sfotterti e umiliarti. Ricordati, il Bayern in confronto a loro c’è andato leggero

–  pensa a tutte le cose brutte che ci sono nel mondo: l’ebola, la fame, le carestie, la morte, le doppie punte e l’impotenza. Visto, c’è di peggio…

spera di non essere interrogato a storia, perché oltre ai 7 re vi potrebbero anche chiedere i 7 marcatori

–  consolati con il fatto che siete in buona compagnia: 7 colli, 7 re, 7 nani, 7 peccati capitali, 7 giorni, 7 meraviglie del mondo, 7 anni in Tibet, 7 chili in 7 giorni, 7 cervelli, “7 psicopatici”, 7 spose per 7 fratelli e i magnifici 7.

togliti dalla testa una rappresaglia: invadere la Germania con la biga non è una cosa fattibile… Cesare è morto da un pezzo e non mi sembra di vedere all’orizzonte qualcuno che gli somigli…

– prendila con filosofia e seguite la massima di Boskov: “Meglio perdere una partita 6-0 che 6 partite 1-0” (6…7 fa poca differenza)

fattene una ragione: la Germania in Europa è forte

– bevici su… magari per dimenticare o mangiate interi barattoli di Nutella

infine, pensate alla prossima partita. Nulla è perduto… guardate avanti e già che ci siete date anche un occhio alla difese, mi è sembrata leggermente imbambolata.

 

Non ci posso credere…

Ma allora era vero che in Giappone c’erano giocatori forti… “Holly e Benji” non era un cartoon di fantasia. Si raccontava una storia vera… oddio non ditemi che nei prossimi anni vinceranno anche il mondiale…

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Fatto sta che, è abbastanza strano, vedere un giapponese capocannoniere del campionato di serie A: mi chiedo dove andremo a finire? Ora mi aspetto uno stilista indiano, che detta le ultime mode, e un porno divo cinese. Sono pronta a tutto!
C’è da dire che uno dei giocatori più forti degli ultimi anni è svedese (terra non certo famosa per il calcio), senza dimenticare il gallese Bele e il belga Courtois.

Il mondo oramai si sta capovolgendo… nulla è come dovrebbe essere: il miglior golfista è di colore, il miglior rapper è bianco e la Svizzera anni fa vinse l’America’s Cup. Oramai mi aspetto di tutto, pure la scarpa d’oro a un giapponese.

Comunque, grande Honda… alla faccia di chi ti giudicava un bidone nipponico coi capelli platinati.