E se lo dice lui…

“Il calcio è l’ultima rappresentazione sacra del nostro tempo. È rito nel fondo, anche se è evasione. Mentre altre rappresentazioni sacre, persino la messa, sono in declino, il calcio è l’unica rimastaci. Il calcio è lo spettacolo che ha sostituito il teatro”.

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Pier Paolo Pasolini 1922-1975

“Senza cinema, senza scrivere, che cosa le sarebbe piaciuto diventare?”

“Un bravo calciatore. Dopo la letteratura e l’eros, per me il football è uno dei più grandi piaceri” 

Enzo Biagi intervista Pier Paolo Pasolini nel 1973

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Ho tradito il calcio con il teatro… ma non ditelo in giro

Va bene lo ammetto, ma non ditelo troppo in giro, ne va della mia reputazione e di quella del mio blog.

1,2,3… lo dico: sia sabato che ieri pomeriggio non ho visto nessuna partita di calcio. Ecco l’ho detto!
Ho sbirciato solo Juve-Sampdoria, giusto perché a quell’ora pranzavo e poi nulla più.

Ho rimpiazzato il calcio con il teatro. Dopotutto, trovo che il teatro sia molto simile allo stadio – è vietato storcere il naso per l’accostamento, perché ci sono spettacoli più indecenti di una partita e partite più spettacolari di una pièce teatrale – in entrambi i casi ci si siede in base a quanto si vuole spendere: platea, palchi, loggione sono un po’ come tribuna, curva e terzo anello, (il cinema su questo è più democratico). Si assiste allo spettacolo, si applaude, si fischia, si commenta, ci si emoziona, insomma si partecipa attivamente come in una partita. A fine primo tempo si va la bar: allo stadio prendi una birra o un caffè Borghetti, a teatro un tè o dell’acqua.

In tutti e due i casi scegli cosa vedere in base ai gusti, in base a quanto ti possa piacere un attore e assisti all’evento. Poi torni a casa più o meno entusiasta… in base al risultato ottenuto.

Ecco, ieri ho sostituito il calcio col teatro e sono uscita con lo stesso spirito di quando si esce dallo stadio dopo che la tua squadra ha vinto. Decisamente soddisfatta. Ho applaudito, ho riso e mi sono persino commossa, cosa che a teatro non mi era mai accaduto (che volete, avrò la lacrima facile in questo periodo).

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Ah, dimenticavoMilan-Napoli però l’ho vista. Che volete… al cuor non si comanda e poi lo spettacolo è finito giusto in tempo per farmi assistere alla partita.
Dico pure per fortuna… e quando mi ricapita di vedere il Milan vincere e giocar discretamente? Sicuramente nel 2015… se va bene!

Dopo Goldoni… mi preparo per il Curi

 

Già si respira aria di derby

Già si respira aria di derby

Nei giorni scorsi ho visto diversi film d’autore, ho visto un musical e ieri ho passato il pomeriggio a teatro guardando “Servo per due”, adattamento dell’opera di Goldoni, con Pierfrancesco Favino.

Ora, quindi, mi serve un po’ di svago becero. Mi preparo infatti per il derby di sabato: Perugia-Ternana, che dalle mie parti è molto sentito… anche troppo! E’ tempo di urlare e dire parolacce (non troppe). Applausi, vestitini e borsette li archivio per qualche giorno. Per sabato ho pronti, stivali, sciarpa e tonsille calde!

…e poi ditemi che non sono eclettica! Suvvia  

E comunque… forza Perugia!!

Sviste in agenda e sfortunate coincidenze

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Quand’è che dobbiamo andare a teatro?“, “Mercoledì 5“, “Nooooooooooooo cavolo

Ecco, ci sono situazioni che non vorresti mai scoprire. Come quella in cui ti accorgi che la sera del partitone Bayern Monaco-Roma hai il biglietto per andare a vedere il musical “7 spose per 7 fratelli” con Flavio Montrucchio.

Cioè… nientepopodimenoche Flavio Montrucchio!

Premesso che adoro i musical e il teatro in generale, e premesso che ho comprato il biglietto diversi mesi fa: la mia è solo questione di sfiga. Nulla più. Di sfortunate coincidenze.

Dover scegliere tra Montrucchio e Robben è una cosa che non avrei mai pensato di fare nella mia vita. Ho pensato anche di mandare qualcun altro al mio posto, ma poi mi sono detta: “Ma che cavolo, vado a vedere il musical, non sono nemmeno tifosa della Roma“. Ufff, però mi perdo una gran partita (bene o male che vada). Speriamo solo che lo spettacolo sia all’altezza di Bayern-Roma! Mmmm, ho i miei dubbi, però non ci devo pensare. Basta, ho deciso, vado a teatro!

Un uomo forse un errore del genere non lo avrebbe fatto, avendo il calendario della Champions impresso nella mente già dai primi di agosto. Ma non è certo il mio caso.

In più, ironia della sorte: torna il numero 7, come le spose, i fratelli e i gol del Bayern… Vorrà dire qualcosa?!