Ciao a tutti…

Ieri è stato il giorno dei CIAO!

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La Roma ha detto CIAO al secondo posto…

La Lazio ha detto CIAO alla Roma e mettendo la freccia l’ha sorpassata…

Il Milan ha detto CIAO all’Europa…

Il Cesena ha detto CIAO alla serie A…

Benitez dirà CIAO al Napoli…

I tifosi del Milan hanno detto CIAO a Berlusconi con una contestazione…

Tre quarti di Inter ha detto CIAO al derby… (per squalifica)

Io dico CIAO a voi… così, semplicemente per salutarvi!

Se a Parma hanno scommesso bene… metà dei debiti sono saldati!

La vittoria del Parma contro la Juventus non cambia le carte in tavola: i bianconeri vinceranno lo scudetto e il Parma finirà in serie B. Ma non si può negare che i gialloblu hanno giocato, sia ieri che per l’intero campionato, con il cuore e onorando la maglia, vista la situazione in cui si trovano.
Davide ha battuto Golia, ma è una vittoria solo per la gloria e che dà morale al gran tifo parmense. Nulla più.

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Certo, se il Parma avesse giocato alla Snai la vittoria… metà dei debiti della società sarebbero saldati.

Che razza di tifoso sei?

Il tifoso è come la Barbie… ne esistono di diverse tipologie e modelli. Ognuno, infatti, ha delle caratteristiche ben precise. Ecco quelli che secondo me saltano più all’occhio!

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C’è il tifoso…

Allenatore, che suggerisce le mosse in campo e i cambi, arrabbiandosi pure se non viene ascoltato. Dopotutto l’Italia è un Paese di santi, poeti e allenatori. I navigatori oramai li abbiamo solo in macchina!

L’anti-arbitro, che per qualsiasi cosa se la prende con l’arbitro. È sua la colpa di tutto: dal fallo non fischiato al tempo brutto.

Il blasfemo. Ogni azione sbagliata è una bestemmia. Inventate ad hoc anche per l’occasione. A lui la fantasia non manca!

Il religioso, che guarda la partita in silenzio, come se fosse a una veglia funebre. Senza mai aprire bocca e con le mani giunte. Un piccolo urlo solo in caso di gol e poi torna il silenzio.

Lo strillone, che urla e si dimena come un ossesso per qualsiasi cosa accada. A questo genere vorrei dire solo una parola: “non ti sentono, è inutile che urli. Stai rompendo i timpani solo a quelli che ti stanno vicino”.
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Notizia straordinaria… anche le donne sanno cos’è un fuorigioco (sennò lo capiranno qui)

Una delle poche certezze che hanno gli uomini è che le donne non sanno riconosce un fuorigioco.
E… facciamoceli credere! Già, annaspano nelle incertezze quotidiane, non togliamogli pure l’unica loro convinzione. Poi sarebbero veramente fottuti. Poi come farebbero a sentirsi superiori e a sfoggiare l’unica regola che conoscono e rispettano?

Però, cari maschi, vi vorrei comunicare un piccolo segreto: ci sono donne che sanno cos’è un fuorigioco, e persino, lo individuano durante un’azione di gioco. Tipo me. Stupiti?! Forse sì… dipende che donne frequentate. Dopotutto esistono anche uomini che non hanno la minima idea di cosa sia e nemmeno gli interessa…
Ma per un uomo appassionato di calcio, scoprire che una donna sa cos’è un fuorigioco è come scoprire che Babbo Natale non esiste, come scattare una foto al mostro di Loch Ness o avere una fidanzata che gli dà ragione. Insomma, qualcosa di incredibile. Uno shock difficile da superare.

CHIEVO VS PALERMO PRIMAVERA (0-1)

Detto questo (perché quando ci vuole, ci vuole) amiche mie, ve lo spiego io cos’è un fuorigioco. Continua a leggere

Voglio fare l’osservatore arbitrale… di arbitri sexy!

Domenica mi sono accorta che sto invecchiando. Infatti, sono arrivata a una conclusione illuminante: se quando entrano in campo le squadre, l’attenzione non è attirata da 22 ventenni, ma dall’arbitro trentenne… state decisamente invecchiando! È quello che mi è successo durante Empoli-Genoa, dove ho addocchiato, Fabio Maresca, arbitro della gara. Grazie a internet mi sono prontamente informata su di lui: napoletano, 34enne e vigile del fuoco (wow, un concentrato di stereotipi sexy!). Ha diretto in serie A solo tre gare, ma non sicura che avrà un futuro radioso.

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Nei mesi scorsi era saltato alle cronache per essere stato l’arbitro di porta in Udinese-Roma con il famoso gol fantasma di Astori, gol che lui aveva visto fuori, ma che l’arbitro Guida aveva convalidato. Vabbe’, questa è un’altra storia e poco mi interessa.

Quello che mi ha fatto pensare, è che raramente avevo notato gli arbitri, sì, qualcuno, ma giusto un commento e via. Fino a domenica, l’unico che aveva attirato la mia attenzione era stato Roberto Rosetti, ma non tanto per la bellezza, ma per quell’aria e quei capelli da Ken “arbitro di calcio”. Quello che mi incuriosiva di lui era sapere che gel usasse, perché nemmeno a fine partita aveva mai un capello fuori posto. Correva, sudava e si batteva, ma la sua chioma rimaneva sempre impeccabile. Un po’ come accadeva a Zanetti, il suo ciuffo era sempre perfetto. Ma che gel avranno usato?! Resta un mistero…

Quindi ora ho un motivo in più per guardare la partite… guardare gli arbitri, ovviamente per vedere come dirigono la gara e come si comportano. Mica per altro. Dopotutto sono figlia di un ex arbitro che ora fa l’osservatore arbitrale… scusate se mio padre guarda gli arbitri e perché non posso farlo anche io!

Vi farò sapere se ne scovo qualcun’altro…  

Donne nel pallone… sempre più presenti

Nonostante le parole di Blatter, presidente Fifa: “Il calcio è molto macho… È difficile accettare le donne nella governance”, sono molte oramai le donne presenti nel calcio che conta. La loro presenza – per fortuna – è sempre più frequente e arrivano a ricoprire ruoli sempre più importanti.

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Ho raccolto alcuni esempi di donne che hanno, nel mondo pallonaro maschile, un ruolo in prima linea…

Laura Paoletti, team manager della Fiorentina, prima donna a ricoprire questo ruolo in Italia.

Eva Carneiro, fisioterapista del Chelsea, vittima proprio in questi giorni di cori sessisti e osceni da parte dei tifosi del Manchester United e del Manchester City.

Maria José Claramunt dirigente della nazionale spagnola.
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Ogni maledetta domenica (ma anche di sabato il Milan non scherza)

Seguire il Milan è una passione… ma nel senso cristiano del termine. Anzi, più che una passione, è una flagellazione, una vera punizione. Tra un po’ le mamme diranno ai bambini: “Se non la smetti di fare i capricci ti faccio vedere una partita del Milan”.

Al-Pacino

Io ogni (maledetta) domenica – o sabato che sia – mi metto a guadare il Milan con le migliori intenzioni e con quella flebile, perché è diventata flebile, speranza che possa giocare una partita decente. Oramai non ricordo a memoria una partita degna di essere chiamata con questo nome. Forse quella con la Lazio, quella col Parma… ma boh, sembrano passati anni luce. Continua a leggere

Il mio meglio e il mio peggio (nel calcio 2014)

Mi ero ripromessa di non farlo, ma alla fine ho ceduto. Ho deciso anche io di fare la banale classifica delle (mie) cose migliori e peggiori del 2014 riferite (ovviamente) al mondo del calcio… Non vogliatemi male!

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Il Perugia in serie B (lo aspettavo da anni)

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La conoscenza (purtroppo solo virtuale) con Mats Hummels (la vera rivelazione del Mondiale) Continua a leggere

Per la Gazzetta la Ternana non esiste…

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Capisco che la Ternana non si può nemmeno nominare, ma non pensavo che alla Gazzetta dello Sport fossero così tanto perugini. Non riescono nemmeno a scriverla… Per loro il Perugia ha pareggiato 2-2 contro il Trapani, che però ha giocato in contemporanea anche contro il Bari. Lo dice proprio la riga prima…

Va be’ sviste che capitano anche ai migliori…! Io nel mio blog non lo avrei fatto un errore del genere…