I campioni d’inverno senza portafoglio

Bastava fare un normale compitino, battere il Cagliari. Una squadra che fino alle 17 rischiava la B ma che poi, grazie alla brigata di Serse Cosmi (sempre sia lodato!), era magicamente salva. Insomma, non proprio il Bayern Monaco! E invece per rendere la vita dei suoi tifosi sempre frizzantina, il Milan ha deciso di farsela sotto e di uscire da San Siro con un bello 0-0. Ed è andata pure bene, viste le due paratone di Gigione, il portierone.

La colpa è solo del Milan: i tifosi che se la prendono col Cagliari, si meritano il quinto posto… magari se la potrebbero prendere un po’ con l’Inter che non ha battuto la Juventus (prendersela con l’Inter ci sta sempre bene!)

Colpa dell’arbitro, dei rigori fantasma, colpa dei nerazzurri che hanno giocato stile amichevole estiva, ché poi stano perché quelle l’Inter le vince sempre. Fatto sta che il Milan doveva vincere. Punto. Senza se e senza ma. Il Cagliari si poteva battare e si doveva battere.

Se penso a come sono andata a letto ieri sera e a come ci sono andata domenica scorsa… mi sembra di tifare per due squadre diverse. Che amarezza!

Ora domenica serve l’impresa con l’Atalanta – come dicono alla tv – e una vittoria difficilissima… e pensare che il Milan era campione d’inverno e ora rischia seriamente il quinto posto. I bergamaschi – gemellati con la Ternana, per farvi capire la mia simpatia nei loro confronti – certo non vorranno lasciare il secondo posto e quindi sarà battaglia vera. Una finale. Anche solo per vendicare la gara d’andata.

Se andasse male, sarebbe veramente una delusione, perché in un piccolo passo in avanti ci avevo creduto e con me, anche gli altri tifosi! Però se va bene… oddio che goduria sarebbe. Incrociamo tutto, speriamo e tifiamo.

Milan sullo scivolo dell’Aquafan

Ho fatto passare qualche giorno per metabolizzare lo scivolone di lunedì. Uno scivolone che ha fatto scivolare il Milan dal secondo al quinto posto. E noi ingenui che un po’ ci avevamo anche creduto di un campionato in vetta!

Certo – se devo essere sincera – ho sempre paragonato il cammino dei rossoneri a un acrobata che resta appeso al trapezio: prima con due mani, poi con una e infine con quattro dita. Una situazione precaria che poteva precipitare da un momento all’altro. E così è stato. Non è pessimismo, ma realismo… vedendo le sue ultime partite giocate. Perché a Roma con la Lazio ci sta di perdere – anche se in un punticino ci speravo – ma non si buttano punti in casa col Sassuolo. Non lo fa una squadra che punta alla Champions League.

Si scivolaa

E ora sono arrivate tutte: Atalanta, Napoli, Juventus… la Lazio a pochi passi. Un assembramento che farebbe venire la pelle d’oca a Conte, Giuseppe. Per questo si fanno calcoli anche sugli scontri diretti: il Milan ne deve giocare due, con Juventus e Atalanta… non certo due passeggiate di salute.

Con un mio amico milanista ieri si facevano calcoli e alla fine l’obiettivo è quello di prendere almeno un punto con la Juve e di non perderne con Benevento, Torino e Cagliari… ché giocheranno alla morte perché si devono salvare.

Va bè vedremo, l’importante è che si fermi la discesa, ché nemmeno fosse salito sullo scivolo dell’Aquafan di Riccione andrebbe così veloce, soprattutto perché sarebbe un vero peccato: da campione d’inverno e fuori dalla Champions… Non so nemmeno se sia mai accaduto nel campionato italiano!

Oramai, siamo nati per soffrire.

Video storici: Mazzone vs Atalanta

Carlo Mazzone che corre sotto la curva che ospita i tifosi dell’Atalanta, durante il derby Brescia-Atalanta, è uno dei momenti epici del calcio. Al pareggio di Roberto Baggio si fionda come un centometrista a esultare davanti ai rivali che lo avevano beccato per tutta la partita.

Un video e un memento storico. Perché si può essere dei professionisti da decenni, si può avere anche una certa età… ma quando l’agonismo mixato alla rabbia prende il sopravvento, nessuno si tiene, nemmeno Mazzone. Un vero idolo!

Ogni maledetta domenica (ma anche di sabato il Milan non scherza)

Seguire il Milan è una passione… ma nel senso cristiano del termine. Anzi, più che una passione, è una flagellazione, una vera punizione. Tra un po’ le mamme diranno ai bambini: “Se non la smetti di fare i capricci ti faccio vedere una partita del Milan”.

Al-Pacino

Io ogni (maledetta) domenica – o sabato che sia – mi metto a guadare il Milan con le migliori intenzioni e con quella flebile, perché è diventata flebile, speranza che possa giocare una partita decente. Oramai non ricordo a memoria una partita degna di essere chiamata con questo nome. Forse quella con la Lazio, quella col Parma… ma boh, sembrano passati anni luce. Continua a leggere