Osvaldo, l’uomo dalle tante maglie… (ma che preferiamo vedere senza)

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Diciamo la verità, vedere Osvaldo che si toglie la maglia per metterne un’altra è sicuramente un bel vedere. Almeno per il pubblico femminile. Ma il Johnny Depp argentino sta esagerando. Cambia le squadre come cambia le fidanzate e questo è tutto un dire…

Pablo ha un guardaroba di tutto rispetto: ogni anno infatti si è sfilato la casacca di un club per indossarne un’altra. Un cambio abiti veloce e frequente come quello delle modelle… per capirsi, Bianca Balti in alcune occasioni ha tenuto indosso un vestito più a lungo.

Il nostro Osvaldo, invece, dal 2004 ad oggi ha cambiato dieci squadre, in media una all’anno, toccando anche il record di due in uno stesso anno, come è successo la scorsa stagione con il Southampton e la Juventus. Una doppietta di tutto rispetto!
In questo campionato, è quasi ufficiale, giocherà con l’Inter: altro anno, altra squadra… è uno che si stufa presto oppure gli piace semplicemente cambiare. Chissà!

Mazzarri lo aspetta a braccia aperte, mentre Icardi (sono sicura) non sarà così contento del suo arrivo. Avrà sicuramente urlato: “Tutti, ma Osvaldo noooo!”. “Perché Osvaldooooo!!
Non lo vuole tra i piedi: non tanto perché il suo compaesano gli può rubare il ruolo in quadra, ma perché gli rovina la piazza. È questa la sua più grande preoccupazione.
Il suo giro di conquiste con l’arrivo di Osvaldo potrebbe essere seriamente minato… Già me li vedo, sarà una sfida avvincente. La vera sfida di questo campionato. Un derby argentino di tutto rispetto. Uno scontro al vertice tra i due nerazzurri, che non si giocheranno il titolo di capocannoniere, ma quello di conquistadores di donne. Tra i due chi andrà con più facilità alla meta?!

Non resta che dire: che la sfida abbia inizio!

Altro che Pirelli… gli uomini preferiscono il calendario di serie A

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Il calendario è tratto. La serie A ha lanciato le sue date da segnare con carta e penna. Quindi amiche, prendete nota per ricordarvi i giorni in cui è vietato organizzare uscite con le amiche tifose o weekend con i fidanzati ultrà. Tutto inizia il 30 agosto per terminare il 31 maggio 2015: nove mesi di gestazione come in un vero e proprio parto… Che decreterà la nascita del campione d’Italia.
Gli uomini hanno atteso queste date come i bambini aspettano l’arrivo di Babbo Natale, in trepidante attesa, altro che doglie della moglie o nascita di un figlio. Per loro non ci sono date più importanti da segnare… Mica possono perdersi una super partita!
Quattro saranno le date infrasettimanali da non dimenticare (24 settembre, 29 ottobre, 6 gennaio e 29 aprile), dove è assolutamente vietato prendere appuntamenti o invitare a cena parenti fastidiosi e soprattutto non tifosi.
Quattro anche le soste, giorni in cui il campionato si fermerà: 7 settembre, 12 ottobre, 16 novembre e 29 marzo. Ecco, in questi giorni l’attenzione delle vostre amiche e dei vostri uomini sarà tutta per voi!
La prima giornata si apre con Roma-Fiorentina e Milan-Lazio, alla terza già troviamo lo scontro tra Allegri e Inzaghi, mentre alla sesta andrà in scena il duello tra la Roma e la Juventus. Il 23 novembre sarà il giorno del derby milanese e una settimana dopo si giocherà quello della Mole. Si preannuncia poi un finale palpitante nella penultima gara con Juve-Napoli e il derby della Capitale.
Diciamo la verità, è questo il vero calendario che interessa agli uomini, altro che il calendario Pirelli o quello di Belen. A questo non possono proprio rinunciare e ogni anno lo attendono come un evento imperdibile. Perché infondo è il calendario che gli regolerà la vita per i prossimi nove mesi. Nove mesi di gioia o di sofferenza…
Quindi non mi resta che augurare a tutti un buon campionato!

La Roma a Boston, il Milan a New York, l’Inter a Washington e io… a Chicago

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Abate e Pazzini, nella tipica foto con il carretto degli hot dog

La Roma a Boston, il Milan a New York, l’Inter a Washington e io… a Chicago. Gli italiani ancora sognano l’America. E da qualche hanno lo fanno anche le squadre di calcio. La Roma e il Milan sono partite per le loro trasferte, super pagate, oltre oceano.

Che dire…?! Nel vero tempio del calcio. Ma daiiii! Che ci andranno a fare, oltre che per i soldi e l’immagine, nella terra del football e del baseball? Me lo chiedo ogni anno.

Ma non se la ricordano la sigla di “Mai dire Mondiali” del 1994 cantata da Elio e le Storie Tese… “Fondamentalmente agli americani non interessano i Mondiali di calcio“. Anche se quest’anno, a sentire in giro e a leggere sui giornali, i tifosi della squadra a stelle e strisce sono aumentati e i giocatori sono diventati dei veri idoli: su tutti il portiere Tim Howard, uomo immagine dei Mondiali 2014, secondo “Usa Adweek”, che lo ha messo in copertina definendolo “Eroe”. Ve be’ gli americani, si sa, esagerano sempre…

Quindi se loro vanno negli Usa, allora ci vado anche io… perché mi devo accontentare delle spiagge italiche o delle città roventi (o piovose) della Penisola? Vado anche io negli Stati Uniti.
Ci vado per la quarta volta… Aaah Roma! Che pensavi di avere l’esclusiva visto che sei di loro proprietà?! No, anche io parto, allegramente, con la mia valigina per Chicago. E faccio pure una capatina a Toronto, dove il Milan sta atterrando in queste ore, tanto per non farmi mancare niente. Si vive una volta sola… Purtroppo i tempi non coincidono, ma tanto li avrei schifati come la peste.

I calciatori da bravi turisti in vacanza non si lasciano sfuggire l’occasione di postare foto su foto…

milan_newyork1  totti_usa   Un romano in America icardi   Icardi arriva negli USA

 

Lo shopping selvaggio degli uomini si chiama… calciomercato

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In questi giorni amiche, per la precisione fino al 31 agosto, sentirete parlare spesso i vostri uomini, ma anche la tivù e i giornali di “calciomercato”. Non spaventatevi! In pratica, non è altro che la compravendita dei giocatori, proprio come avviene nelle aste o nei negozi vintage. Uno vende e poi ricompra.

Quindi, per spiegarmi meglio (come direbbe il lupo di Cappuccetto Rosso) chi ha i soldi vende quello che non vuole più (o che ha già usato abbastanza) e compra qualcosa di nuovo, di migliore, quello che è all’ultima moda. Gli altri, i meno facoltosi, si devono accontentare di ciò che resta e degli sconti da discount.

Trasportando il tutto nel mondo della moda, è come se voi aveste un armadio pieno di vestiti più o meno belli, più o meno di valore. Decidete che è ora di cambiare il vostro guardaroba, per essere più cool e per avere una marcia in più, quindi vendete quello che non vi piace o quello che non vi sta più bene e con i soldi che avete fatto e con quelli che avete in tasca, comprate il meglio che c’è.
Il vestito migliore, le scarpe più belle e gli accessori più adatti, così da rendere il tutto perfetto. Cercando però di non indebitarvi troppo.

Ecco, le squadre di calcio fanno lo stesso: hanno nel loro armadio dei pezzi che vogliono vendere così da poterne acquistare dei migliori. Il fatto è che, chi ha pezzi d’alta moda vende e ricompra bene, chi ha pezzi da bancarella si deve accontentare di quello che riesce a portare a casa, usando spesso anche lo scambio (o baratto) o affidandosi all’usato sicuro, ma vecchiotto.

Tornando al calcio tutto si può riassumere in poche parole: James Rodriguez è un po’ come un abito Valentino. In questo periodo è l’oggetto del desiderio di molte squadre, ma solo il Real Madrid è riuscito a portarselo a casa, spendendo 80 milioni di euro. Luis Suarez, altro prezzo pregiato, è arrivato a Barcellona da Liverpool per 90 milioni di euro. Stesso discorso per altri esemplari d’alta moda: Di Maria, Cavani, Falcao, che fanno girare moneta e permettono alle squadre che li vendono d’incassare per poi reinvestire e tornare competitive.

Il mercato italiano, invece, in questo momento, vive più di offerte speciali o di usati sicuri, ma non certo all’ultima moda, come Ashley Cole, Vidic, Evra e Alex. I grandi nomi non bazzicano più le squadre nostrane ed è per questo che quando ci si ritrova alle feste europee (Champions League ed Europa League) non si fa più una bella figura.
Non c’è che dire, gli altri sono vestiti meglio e nonostante ci si sforzi è difficile apparire brillanti quando non si ha l’accessorio giusto…

Schiuma party in serie A

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Dopo il Mondiale, le bombolette di schiuma per segnare le righe durante le punizioni, arrivano anche nel nostro campionato di serie A, B e Lega Pro.  Il consiglio federale ha infatti ratificato l’adozione dello spray per delimitare la distanza della barriera, che ha tanto spopolato in Brasile, e dall’inizio del campionato sarà presente su tutti i campi italiani.
Il presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, ha reso noto di aver dato il via libera all’utilizzo della bomboletta: “E’ stato ratificato il suo utilizzo – ha affermato Beretta -. Quindi si partirà con l’adozione di questa nuova tecnologia, che tra l’altro abbiamo chiesto noi per primi”.
Ora non resta che ordinarle e sperare che arrivino in tempo per il fischio d’inizio… e poi schiuma party per tutti!

 

Il piagnucoloso Conte… fa piangere gli juventini

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C’è poco da stare Allegri. Per Allegri intendo. Ma io mi chiedo: ma perché si sarà cacciato in questo casino? Per soldi, perché alla Juventus non si dice mai di no (non lo fanno nemmeno gli arbitri) o perché era stanco della panchina dei giardinetti e ne voleva una riscaldata e prestigiosa? Booooh, forse tutte e tre le cose, ma la vedo decisamente dura per lui. Non perché non sia capace, ma rimpiazzare Antonio Conte non sarà facile, soprattutto nel cuore dei tifosi bianconeri (perché, ebbene sì, anche loro hanno un cuore). Cosa della quale non mi capacito, visto che trovo Conte di un’antipatia unica, superiore persino a un attacco di diarrea in un ascensore bloccato (ho reso l’idea?!). Ma gli juventini sono una razza a se…

Guai a toccargli Conte. Oooh, è quello che gli ha fatto vincere ben tre scudetti di fila (senza nemmeno un valido avversario) sembra una cosa facile? È un po’ come giocare a nascondino da soli… è sicuro che fai tana.

È stata l’Europa però il suo tallone d’Achille. Doveva vincere, voleva vincere tutto, anche l’Eurofestival, ma non c’è stato verso: nemmeno acquistando la superpunta Tevez, che però non segnava in Europa dal 2009 (tanto per capirci, l’Italia all’epoca era ancora Campione del Mondo), ma sono dettagli.
Spero solo che non diventi c.t. perché, vista la sua avversione per l’Europa (non ci si trova proprio a suo agio) la Nazionale non passa nemmeno i gironi di qualificazione per l’Europeo in Francia. Altro che uscita pietosa in Brasile!

Comunque, il piagnucoloso Antonio sta facendo piangere in queste ore i suoi affezionati tifosi, tanto delusi che minacciano di stracciare la tessera del tifoso, di cambiare squadra o di strapparsi i capelli (questo sì che farebbe stringere il cuore di Conte), perché Allegri proprio non lo vogliono. D’altronde gli juventini allegri, allegri non lo sono mai stati…

Ma Max se ne sbatte e durante la presentazione difende Andrea Pirlo (tra i due i rapporti non sono amichevolissimi. Allegri aveva relegato il Pirlone nazionale in un angolino quando allenava il Milan e così il centrocampista se n’è andato alla Juve. Ma thò, ecco chi si rivede) e promette la cosa che i tifosi bianconeri non vedono da anni luce. Indovinate?! Non è la stella cometa, non è un rigore contro e nemmeno Lapo in tuta da ginnastica… è….è…. La Champions League. Attesa come la pioggia nel deserto. Quest’anno arriverà… chissà??

Comunque, io lo ripeto… Max, chi te lo ha fatto fare… che finaccia che hai fatto, mi si spezza il cuore!

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Poker di stelle per la Germania

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La Germania si cuce la quarta stella sulla maglia e festeggia il suo poker di vittorie nella Coppa del Mondo, eguagliando l’Italia. Se vogliamo essere obiettivi se l’è meritato: ha giocato meglio di tutti, ha segnato molto e ha espresso il suo essere squadra nel migliore dei modi. Nulla a che vedere con l’Argentina, il Brasile o le altre candidate al titolo.
Insomma, anche se a denti stretti, lo dico: è giusto così! I tedeschi dovevano vincere e lo hanno fatto, e dando uno sguardo alle date di nascita dei giocatori, è probabile che continueranno a farlo anche nei prossimi anni, forse ripercorrendo il ciclo della Spagna. Mario Gatze al 113′ ha regalato con un suo gol la vittoria ai tedeschi, infrangendo i sogni a Messi e company, che oramai credevano di poter arrivare ai rigori. Va be’ sarà per la prossima volta argentini…

Ora non resta che vederli festeggiare con le loro biondissime fidanzate (una vera rivincita delle bionde, non c’è che dire) senza poter dire nemmeno: “Ma tanto noi abbiamo una stella in più” Ora non è più così…

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Madonna… che sconfitta!

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Il Brasile esce nel peggiore dei modi dal Mondiale, perdendo 7-1 contro la Germania. Una vera e propria umiliazione davanti agli occhi del suo pubblico. Un gol dopo l’altro incassato senza riuscire ad arginare l’ondata tedesca. Più che Neymar, a mancare è stato Thiago Silva, leader indiscusso della difesa brasiliana. Senza di lui sono andati in palla e non hanno visto più una palla: David Luiz e Marcello non c’hanno capito più nulla. Perdere va bene… ma così è decisamente troppo! 

Volevano giocare la finale a Rio de Janeiro… ma si dovranno accontentare di quella per il terzo posto. Ve be’, meglio di niente!

Ora la Germania fa paura e, oltre ad aver superato la maledizione della semifinale, rischia di vincere il quarto Mondiale: dopotutto, ora o mai più… considerando che non c’è l’Italia a sconfiggerla sul più bello. Potrebbe essere per loro un’occasione unica!

È tutta colpa dell’uomo nero…

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Quindi se ho ben capito l’Italia è uscita dal Mondiale per colpa di Mario Balotelli? Aah ok. Pensavo fosse uscita per non aver giocato a calcio, per dei cambi sbagliati dall’allenatore, per una difesa decisamente inaffidabile, per un centrocampo che sulla carta era discreto, ma che si è rivelato non all’altezza delle aspettative, e sì, anche per colpa di un attacco che non ha segnato. E l’attacco era in effetti Balotelli. Ma è facile trovare un capro espiatorio, quando il declino è stato di tutti. Il bello è che Balotelli si sa com’è fatto, prendere o lasciare (non per questo lo giustifico) e fondare tutto l’attacco dell’Italia sulle sue spalle era troppo rischioso. Un rischio andato male. È spocchioso, fa spesso stronzate, ma è solo un giocatore… non è il salvatore della patria. In alcuni momenti è indifendibile, ma quest’attacco mediatico fatto dei suoi compagni è a dir poco osceno e vergognoso.
Ho trovato decisamente agghiaccianti (per citare Antonio Conte) e fuori luogo le parole dette dal capitano Buffon e da De Rossi. Due che in fatto di comportamenti sgradevoli dovrebbero solo stare zitti. Forse in pochi ricordano che Balo ci ha portato di peso (letteralmente) in finale nell’Europeo del 2012. Ma si sa, i tifosi dell’ultim’ora hanno la memoria corta e per questo voglio ricordare qualche piccola intemperanza giovanile dei “senatori” azzurri (non quelli di Forza Italia, sia ben chiaro).

Buffon ha perso un’altra occasione per stare zitto. Il custode della porta nazionale, il San Pietro dell’Italia calcistica, che era mal posizionato sul gol preso contro il Costa Rica (ma ci può stare), addossa tutta la colpa del fallimento ai giovani e in particolare a Balotelli. Ci mancava solo che dicesse: “Maestra è stata colpa sua… io sono sempre bravo”. Sempre, sempre no Gigi… eehhh
Vorrei solo ricordare il suo “boia chi molla” e “l’88” scritto sulla maglia del Parma, il saluto romano, il gol fantasma di Muntari e le scommesse. Mi fermo qui perché non vorrei scrivere un post troppo lungo (la gente poi non li legge). Un vero capitano i panni sporchi li lava in casa (o meglio nello spogliatoio) non ai microfoni di Sky. Anche perché poi la gente italiota con chi se la prende, scadendo anche sul razzismo e qualunquismo becero, con l’uomo nero?! Complimenti capitano!

E che dire di Daniele De Rossi: nel Mondiale 2006 dà una gomitata a un giocatore statunitense è viene squalificato per 4 giornate. Ma la sua assenza in quella Nazionale (con a centrocampo Gattuso, Camoranesi, Pirlo, Del Piero e Totti) si è sentita come quella delle nacchere in un’orchestra sinfonica. Senza poi ricordare le varie gomitate e fallacci fatti da lui nel corso della carriera: il giallo e il rosso (diretto) sono i suoi colori preferiti e non solo per la sua fede romanista. Comunque, hai ragione Daniele, le figurine non servono, ma anche un pugile in un campo di calcio è fuori luogo.

Per Giorgio Chiellini ci vorrebbe un post a parte. Alza il gomito più di un alcolista russo, tira capelli, dà pugni. Insomma, ha un repertorio di prima scelta. E come nella migliore legge del contrappasso (lui che se Prandelli avesse rispettato il codice etico non sarebbe dovuto nemmeno andare in Brasile) subisce il morso di Suarez. La mia preoccupazione è che ora Chiellini possa aggiungere anche questa specialità ai suoi modi “galanti” per fermare un avversario. Perché non ci ho pensato anch’io…!? Pare abbia detto…

E poi Andrea Pirlo, il faro della Nazionale, il genio indiscusso del centrocampo. Se ci avessero messo una lucciola nel centrocampo dell’Italia ci sarebbe stata più luce. Ma l’Italia lo esalta sempre e lui si è già rimangiato la parola sul voler o meno lasciare la Nazionale: “Se il nuovo c.t. lo riterrà opportuno resterò a disposizione”. Non c’è che dire, è un vero senatore italiano: non ce verso di schiodarli dal loro posto.

I senatori hanno mandato a casa pure Prandelli e sono tornati in patria con la loro bella faccia dispiaciuta, ma incolpevoli di tutto. E io che pensavo che il calcio fosse un gioco di squadra… invece in questo caso non si è vinto per colpa di Balotelli?!     

Che pena “senatori” … Dai, che ora vi aspettano delle vacanze da sssognooo con le vostre belle (alcuni ne hanno anche due).

 

 

Italia a (B)randelli

italia

L’Italia esce dal Mondiale, e lo fa, perché non ha fatto nulla per restarci. Partita inguardabile con il\la (fate voi) Costa Rica e partita penosa contro l’Uruguay. In due gare, nemmeno un gol (magari!) , anzi, nemmeno un tiro in porta. La colpa di questo è di tutti, nessuno va salvato e nessuno va messo in croce.

Tutti (in troppi) puntavano su Mario Balotelli, che non è stato affidabile e che si è rivelato ancora una volta sopravvalutato (e io sono dalla sua parte, ma il fatto è evidente a tutti), Prandelli ha cambiato modulo di gioco per ogni partita, della serie le provo tutte prima o poi ne azzecco una. Il 3-5-2 di ieri (che diventava un 5-3-2) è stato l’emblema del Mondiale: un catenaccio per puntare allo 0-0 (guai provare a vincere), che poteva anche starci, ma i cambi fatti sono stati completamente sbagliati.

Ok, voi togliere Balotelli perché ammonito e nervoso, va bene, ma sostituiscilo con un’altra punta: con Cerci (che si trova alla perfezione con Immobile) o con Insigne (tutti inneggiavano al trio Insigne, Immobile, Verratti. Era l’occasione giusta). Perché togliere Balo per mettere Parolo?! E se non bastasse togliere dopo pochi minuti Immobile per mettere Cassano?! Al 70′ , quando ancora mancano 20 minuti alla fine della partita… Ecco, qui ho pensato seriamente o che Prandelli avesse preso un’insolazione o che avesse prenotato per i primi di luglio una vacanza con la compagna. Questi cambi sono stati (per me) inspiegabili. Su tutti quello di Cassano, il giocatore più sopravvalutato della storia del calcio italiano. Lo chiamano il talento di Bari vecchia, perché solo lì, tra i vicoli di Bari è un talento.
Io (ma sono solo una semplice spettatrice) non lo avrei nemmeno portato in Brasile, figuriamoci mandarlo in campo in una partita del genere. Va bene chiudersi, ma il ct lo ha fatto troppo presto: una punta per tenere alta la squadra doveva lasciarla. Come ha scritto Andrea Scanzi  “E’ colpa di Prandelli, che ha indovinato l’unico cambio dei Mondiali quando ha sostituito se stesso…”. Decisamente d’accordo con lui. Prandelli ha sbagliato formazioni e cambi. Ma non voglio nemmeno giustificare i giocatori: alcuni inguardabili, altri fuori ruolo e altri troppo spaesati. Serve una rimpastata generale!

Poi i commenti sull’arbitraggio, sulla Nazionale specchio dell’Italia e retoriche del genere, le lascio alle chiacchiere da bar o da parrucchiera (con tutto il rispetto). Ora serve un nuovo allenatore e si deve ripartire: l’Europeo è vicino! (almeno in quel caso non si darà la colpa al caldo).