Negli stadi brasiliani arrivano regole ferree

Tifosi

Arriva il codice etico per i tifosi. Sul sito della Coppa del Mondo la Fifa spiega al tifoso il codice di condotta da rispettare all’interno degli stadi.

Niente strumenti musicali (non ci saranno le vuvuzelas), e non ci sarà neanche la caxirola, la variante brasiliana della vuvuzela. Niente tablet ma gli smartphone sono ammessi. Si potrà tifare, cantare, esultare, ma senza alcun tipo di strumento musicale e senza trombette, fischietti e fuochi di artificio.

Le bandiere sono permesse, ma con alcune restrizioni. Le dimensioni non possono superare i 2 x 1,5 metri, mentre l’asta non può essere lunga più di un metro e deve essere fatta con materiale flessibile.

Occhio anche all’abbigliamento: non sarà permesso l’ingresso di magliette o altri indumenti che abbiano richiami ideologici e politici o che presentino scritte discriminatorie, razziste e xenofobe. Cibo e bevande assolutamente vietate, a meno che non si tratti di alimenti specifici per diabetici. Vietato l’ingresso agli animali.

Buon Mondiale a tutti!

 

Prandelli’s list: convocati troppo giovani. È un duro colpo per chi ha la mia età…

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In questi giorni tutti parlano della Prandelli’s list per il Brasile. I 23 convocati, gli esclusi, le riserve. È un susseguirsi di “Io avrei portato questo”, “io averi lasciato a casa quest’altro…”. Tutti dicono la loro (ma d’altronde è sempre stato così). Da che ho memoria, mai le scelte di un ct hanno accontentano stampa e tifosi. Personalmente i nomi dei convocati non mi hanno lasciata molto sorpresa, erano abbastanza scontati. Forse l’unica sorpresa è stato Insignie al posto di Destro… ma non è che cambi molto.

La cosa che invece mi ha fatta riflettere, vedendo i nomi e soprattutto le loro date di nascita, è che sono quasi tutti più giovani di me…. MOLTO più giovani di me. Salvo qualche eccezione (e non dirò quali, perché dopo fare i calcoli sulla mai età sarebbe troppo facile), gli altri sono tutti ragazzini. Questo mi fa sentire decisamente vecchia!
Ecco, quello che posso obiettare a Prandelli sono le scelte anagrafiche troppo giovani. Per le tifose della mia età è un vero colpo.
Io infatti, avrei convocato uno stagionato Francesco Tutti, l’evergreen Luca Toni, Totò Di Natale, Alberto Gilardino o perché no… anche Alex Del Piero, così solo per dargli un ultima chance. Ecco una nazionale così mi avrebbe fatto sentire decisamente ggggiovane.
E invece l’Italia porta in Brasile questa vagonata di ragazzini, che scalfiscono la mia autostima: solo a pensare che quando alcuni di loro nascevano, io già frequentavo le medie, mi vengono i brividi!
Insomma, Prandelli qualcuno di più vecchiotto lo potevi pure portare, così tanto per compagnia… per giocare a bocce sulla spiaggia, per fare una partita a carte la sera o per ricordare i vecchi tempi, quelli in cui l’Italia vinceva… perché, non so se ti sei accorto, ma molti di quelli che hai convocato, nel 2006 ancora non guidavano nemmeno il motorino.

Alla dieta a zona… preferisco la difesa a zona

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Brrr che paura! Inizia la prova costume. Tutte in linea e a dieta per avere un fisico da urlo da sfoggiare in spiaggia. Al tre: 1, 2, 3… un bel chissenefrega!
Io queste cose non le concepisco, sarà che sono magra di mio, ma tutta quest’ansia la trovo ridicola. Va be’, ognuno fa del suo corpo quello che crede… ginnastica, salto dei pasti o diete ferree. Ecco, le diete sono un mistero per me… su tutte la dieta a zona. Non l’ho mai capita! Quindi mi sono documentata, secondo Wikipedia (non è che abbia fatto ricerche altissime) la dieta a zona “consiste in un metodo per mantenere la produzione di insulina in una “zona” né troppo alta né troppo bassa ed è basata sui concetti di “equilibrio” e “moderazione” degli alimenti, assunti secondo una distribuzione di macronutrienti basati sulla formula 40-30-30 (40% carboidrati, 30% proteine, 30% grassi) nonché su una adeguata attività fisica e sul controllo quotidiano dello stress”. Bene, non c’ho capito niente nemmeno in questo caso.
Per questo ho deciso di urlare il mio nuovo motto: “Alla dieta a zona, preferisco la difesa a zona”.
Che dite è poco femminile?! Almeno la difesa a zona è più chiara da capire: “Consiste nell’attribuire ad ogni giocatore non un giocatore da marcare, come invece avviene nel marcamento “a uomo”, ma una zona di campo da presidiare”.
Quindi donne, benché la marcatura a uomo in molti casi è più divertente… è meglio conoscere la difesa a zona che la dieta a zona.

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Il Milan, a giro, li prova tutti… quando troverà quello giusto?!

AC Milan v Bologna FC - Juvenile Match

Il Milan li prova tutti. A giro. Prima o poi troverà l’ex giusto. Dopo Seedorf (che ancora mi chiedo perché lo hanno messo sotto contratto?!) arriva sulla panchina dei rossoneri Pippo Inzaghi. E fortuna che Kakà gioca ancora e Maldini ha delle grane con la giustizia, sennò nei prossimi mesi toccava anche a loro…
Inzaghi sarà la scelta giusta?! Bah! Per ora ha solo allenato la Primavera del Milan, anche se, per i rossoneri, è sempre stato l’uomo della provvidenza: chissà se lo sarà anche questa volta.
Al suo nome è legata l’ultima Champions, quella vinta ad Atene, con la vendetta sul Liverpool (lui era in tribuna a Istanbul), e anche la rimonta del 2002 con la qualificazione ai preliminari, inizio del cammino che portò poi al trionfo di Manchester. Un milanista doc… ma può bastare?!
Io credo che il problema, non era tanto Allegri o Seedorf, il problema erano (e sono ancora) i giocatori che vanno cambiati, ricambiati e rimescolati. Il Milan ha fatto in questi anni acquisti sbagliati, spesso solo per attirare gente allo stadio o per vendere magliette. Ha rinforzato reparti che potevano anche andar bene così com’erano e ne ha trascurati altri che urgevano sistemazioni. Insomma, ha acquistato, a mio avviso, senza criterio.
È un po’ come se devi arredare casa e scegli i mobili solo perché ti piacciono e sono di alto designer e non perché ti servano realmente. Sì, ok, belli da vedere, ma poco funzionali. Magari qualche mobiletto meno appariscente, ma più utile sarebbe stato meglio.
In più come l’Europa insegna servono i soldi. Tanti soldi, se vuoi competere con il Real Madrid, il Barcellona, il PSG o il Bayern Monaco. Ma questo è scontato, pura retorica, e non lo deve certo dire una blogger per giunta donna, che straparla di calcio…

Pippo, se riuscirai a risollevare come si deve queste p….e rossonere sarai veramente Super… un vero SuperPippo!  

Le due “A” vincenti per l’Italia: Ancelotti e Alice

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Un sabato, quello di ieri, da ricordare per il cinema e il calcio. Alice Rohrwacher con il suo film “Le meraviglie” vince a Cannes il Grand Prix della giuria, mentre Carlo Ancelotti sale sul tetto del mondo calcistico vincendo la decima Champions League per il Real Madrid, la sua terza personale.

Almeno per un giorno l’Italia è stata da serie A. A come Alice e Ancelotti. Dopotutto riusciamo ancora a fare la nostra bella figura anche all’estero!

 

C’è la finale… perché invitare gente a cena?!

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Come volevasi dimostrare… Stasera c’è la finale di Champions League, tra Atletico Madrid e Real Madrid, e mi ritrovo a casa gente a cena. Gente, che non sa nemmeno che cos’è la Champions League, figuriamoci se guarda la partita. E io poi, lo avevo detto…
Ok, non ci sono squadre italiane, non la gioca la squadra che tifo, ma una sbirciatina in tranquillità mi sarebbe piaciuta dargliela. Per questo ho fatto una lista dei 10 motivi per cui guardare la finale, che elencherò ai miei invitati appena seduti a tavola, con la speranza di convincerli o magari di fargli pena!

I 10 motivi per cui guardare la finale (sempre che mi riesca)

1-      Due squadre che giocano veramente a calcio (anche se le finali spesso sono deludenti)

2-      Tifare Ancelotti, un pezzetto d’Italia potrebbe vincere la coppa (oramai ci resta solo questo)

3-      Vedere Casillas, in tutto il suo splendore, alzare la coppa (mica si possono guadare solo le azioni di gioco)

4-      Sperare che vinca l’Atletico Madrid, così il Real non arriva a dieci

5-      Aspettare i festeggiamenti per gustarsi i calciatori nudi e decisamente allegri che corrono per il campo con il trofeo in mano

6-      Alla fine dei giochi è sempre un evento

7-      Per l’atmosfera e le coreografie

8-      Se vince l’Atletico, vedere Cristiano Ronaldo arrabbiato e deluso (non è che mi stia proprio simpatico)

9-      Sperare che arrivino ai rigori (tanto alla fine, chi vince vince)

10-   Chiudere quest’anno di Champions, perché, almeno per me, è stato uno schifo (e dico schifo)

Buona finale a tutti! (per chi la guarda) 

Cinema e campo da calcio… i luoghi dove tutto è possibile

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Per chi ama il calcio e anche i cartoon esce il 29 maggio al cinema Goool! diretto da Juan José Campanella e ispirato al racconto “Memorie di un’ala destra” di Roberto Fontanarrosa.
Il film d’animazione segue le vicissitudini di Amadeo, un timido ma talentuoso ragazzo che vedrà i giocatori del suo calcio balilla prendere magicamente vita per aiutarlo a salvare il suo villaggio e riconquistare il suo amore d’infanzia. Con l’aiuto dei giocatori, Amadeo dovrà, infatti, affrontare la più terribile rivale sul campo di calcio: la Champ guidata dal loro leader, il carismatico Ala Destra. I giocatori del calcio balilla e Amadeo intraprenderanno una grande avventura insieme, come una vera squadra, per riconquistare la dignità che la Champ ha rubato a loro.
Il regista, appassionato di calcio tanto da considerarlo una delle invenzioni fondamentali dell’umanità, come illustra il prologo di questo film, rilegge in chiave umoristica la sequenza dei primati di 2001 Odissea nello Spazio, così da unire alla perfezione il calcio e il cinema, entrambi luoghi dove tutto può succedere! Ma esistono dei veri miracoli nel calcio?

 

Ora il mercoledì… tutti al cinema!

Dopo 15 anni il Milan è fuori dall’Europa: niente Champions e niente Europa League. Per i rossoneri però potrebbe essere un bene, visto che devono rimettersi in sesto e ripartire da zero. Un anno di solo campionato e un anno di rifondazione per la squadra.

Nel frattempo il mercoledì tutti al cinema… 

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Su e giù nel campionato di A

Il campionato è finito. E qualcuno potrebbe dire: “finalmente!”. Conosco diverse persone che hanno esclamato questa frase ieri sera…
Ma quando finisce qualcosa è sempre tempo di bilanci. Quali sono stati gli eventi positivi e quelli negativi? Cosa salvare o cosa buttare via? Nel mio piccolo ho cercato di fare questo bilancio calcistico.

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I 102 punti della Juventus (ma solo perché mi hanno fatto risparmiare una cena)

Llorente e Higuain in campo (solo per motivi estetici)

I gol di Ciro Immobile (capocannoniere)

I capelli di Paletta e Gervinho (un vero toccasana a chi non sa come sistemare i propri)

Il ritorno di Kakà al Milan (anche se, a dirla tutta, non è che sia stato poi così utile)

Tevez e Rossi: i giocatori che hanno giocato meglio

Le lacrime di Balotelli e quelle di Cerci (alla fine sono ancora dei ragazzi)

La telenovela argentina tra Icardi, Wanda e Maxi Lopez (tutti me parlavano male, ma tutti ne erano informatissimi)

 

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L’arrivo di Honda al Milan (utile solo per far vendere magliette in Oriente)

L’esonero di Allegri

L’Italia superata nel ranking dal Portogallo

I cori razzisti e le banane lanciate a Bergamo (almeno un po’ di fantasia)

Il Milan fuori dall’Europa dopo 15 anni

Il Bologna in B

Le papere di Marchetti (che gli sono costate il Mondiale)

La poca voglia di giocare di Balotelli (spesso sembrava che ti stava facendo un favore) e l’assenza totale di El Shaarawy

La pessima figura in Europa delle squadre italiane (speriamo nel prossimo anno, ma la vedo dura)

Le scuse di Mazzarri quando l’Inter non vinceva o non giocava bene