Chi gioca domenica? (è possibile una domanda più facile?)

Non ci sono più i weekend di una volta. Se uno volesse seguire tutte le partite di questa giornata di campionato dovrebbe non alzarsi più dal divano fino a lunedì sera, mettersi un catetere – o magari approfittare del bagno nei momenti di pausa tra un match e l’alto – ed estraniarsi dal mondo per tre giorni. Perché questa giornata di campionato (non è la prima) dura ben tre giorni.

Questi lunghi weekend calcistici sembrano un mix tra le sagre di paese (per la durata) e le attività di un villaggio turistico (per gli orari scadenzati).

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Il primo incontro è previsto per sabato alle 18 (così per prendere confidenza), il secondo invece è alle 20.45 (per passare la serata in compagnia).
Domenica non prendete impegni: s’inizia alle 12.30 col gioco aperitivo (Juve-Samp), si prosegue alle 15 con tre incontri post-pranzo, per merenda alle 18 c’è Cesena-Fiorentina e in serata Milan-Napoli. Il tutto si conclude lunedì con ben due partite: una precena alle 19 e una post alle 21. In pratica, un impegno continuo, senza un attimo di pausa. Tre giorni di full immersion nel calcio. Chi resiste è un vero eroe!

Oramai la domanda: “che partite ci sono domenica?” diventa inopportuna e rispondere non è così semplice. Perché, tecnicamente domenica ci sono solo cinque partite a tre orari diversi… due partite invece sono sabato e due lunedì, ma in questo caso si svolgono ad altri orari, che però non sono né uguali tra loro né gli stessi di domenica. Ok, mi sono persa. Se lo vuoi sapere compra la Gazzetta o guarda il televideo.  Non so che altro dirti!

Ora devi essere più diretto e devi specificare la squadra che vuoi guardare altrimenti non ne esci vivo. Non puoi restare vago, perché non otterrai mai la risposta che cerchi, ma ti pioveranno addosso cento informazioni e gli orari più assurdi. E alla fine ti ritroverai ancora a chiedere: “Ok, ma la Fiorentina gioca?! E soprattutto quando?”  

La tivù ci ha rovinato la domenica…

Piccoli calciatori crescono… anche grazie a Tascout

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Oggi vi voglio parlare di Tascout, il primo social network per ragazzi under 18 che condividono la passione per il calcio. Tascout è pronto ad accogliere giovani calciatori di tutto il mondo che vogliono condividere il proprio talento, scambiarsi consigli, emozioni, valori, insomma, creare una community che ruoti intorno alla loro passione. Non è certo una cosa da poco.
Ora vi spiego meglio. Con il nuovo social network si può esibire la propria bravura in video, ma anche commentare quello degli altri, seguire i calciatori più talentuosi e sfidarli per guadagnare punti e trofei.
Tascout dà visibilità a bambini e ragazzi di tutto il mondo senza barriere sociali, geografiche ed economiche e di condividere, mediante la socializzazione, i valori positivi dello sport più bello del mondo: il calcio.
L’idea è venuta dopo aver letto la storia di Pety, il calciatore brasiliano che a soli 13 anni ha firmato un contratto con il Real Madrid grazie ai video caricati dal padre su YouTube – spiega l’ideatore, Claudio Del Gusto dichiara -. Così abbiamo deciso di offrire ai giovani talenti di tutto il mondo una vetrina, ma soprattutto una piattaforma online semplice e sicura dove poter vivere il calcio a 360 gradi”.
Ragazzi di tutto il mondo usano Tascout per conoscersi e restare in contatto, condividendo il sogno e la possibilità di essere notati più velocemente da osservatori, procuratori e settori giovanili.
Il progetto è già un successo online grazie alla nutrita community creatasi sui social network: sono oltre 17mila i fan di Tascout su Facebook che ogni giorno mostrano le loro qualità e la loro bravura.

La Roma preferisce i 7… agli ottavi

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La Roma si sa preferisce i 7 agli ottavi. 7 colli, 7 re, 7 gol presi… gli ottavi proprio non fanno per lei.

Quindi, uscita la Roma, in Champions per l’Italia resta solo una rappresentante, la Juventus. Poker di squadre invece per la Germania (Bayern, Borussia Dortmund, Bayer Leverkusen e Schalke), mentre tre a testa per Spagna (Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid) e Inghilterra (Chelsea, Arsenal e Manchester City). La Francia resta con il Monaco e il PSG, chiudono il cerchio Porto, Basilea e Shakhtar in rappresentanza di Portogallo, Svizzera e Ucraina.

La Champions non è più per noi, c’è poco da dire. Veramente è da alcuni anni che il calcio italiano non è più alla sua altezza. Di tre squadre che si erano qualificate: una è uscita ai preliminari, una è uscita nei gironi e una si è qualificata per il rotto della cuffia. Povero calcio italico! Che finaccia…

 

Mi piace il calcio… e allora?!

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Oggi voglio dedicare questo post a quelli che non capiscono e trovano aliena la mia passione per il calcio. Ed elencare le frasi più o meno carine che mi sono state rivolte per questo.

Numero uno

“Segui il calcio? Pensavo fossi una persona intelligente”. Perché ovviamente chi segue il calcio è un cretino. Calcio è sinonimo di poca intelligenza. Va be’, se la pensi così… puoi pure sparire. 

Numero due

“Agné… ancora pendi tempo a guardare le partite?! Cambia sport”. Ecco, questa è una frase che spesso me la sono detta pure tra me e me, ma per ora non è mai successo. Forse non succederà mai. 

 Numero tre

“Hai aperto un blog sul calcio???? Ma davvero?!” Sì, ho aperto un blog sul calcio… Su che altro dovevo aprirlo? Non ho mocciosi per casa, non sono scrivere poesie, non racconterei mai le mie vicende (e sfighe) amorose in giro, non sono una fashion victim e odio cucinare. Quindi il calcio mi sembrava la soluzione più adatta…  

Numero quattro

“Cambia squadra!” Mai. Si cambiano uomo, partito politico, amicizie, lavoro, città e gusti sessuali, ma la squadra Mai. 

Numero cinque (vietata ai minori)

“Invece di seguire 11 uomini sudati preferisco stare dietro a una donna bagnata”.
Questo è stato un commento non molto velato che mi hanno scritto sul blog appena aperto. Iniziamo bene. Diciamo che, essendo stato scritto da un uomo non posso dargli torto, ma certo la finezza non è stata delle migliori.

Io invece adoro seguire 11 uomini sudati… anzi 22 per la precisione!

Io tifo per le italiane (erano anni che non succedeva)

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Juventus e Roma vogliono (devono) restare in Europa. Per la precisione nell’Europa che conta, nel salotto buono per intenderci. Ma lo meritano veramente? Possono effettivamente collocarsi tra le 16 squadre migliori del continente?

Per la grinta in campo? Sì. Per il gioco proposto? A volte. Per il merito? Ma sì, via.
Per il calcio italiano sarebbe una spinta d’entusiasmo, un barlume di speranza per tornare in alto, anche solo per sentire la musichetta della Champions per almeno altre due partite.

Stasera e domani Juve e Roma si giocano il tutto per tutto: dentro o fuori, in Champions o in Europa League, sconfitte o vincitrici. Per una volta far mettere il broncio a spagnoli e inglesi non sarebbe male.

Ho deciso (lo dico a denti stretti), tiferò per le italiane. Negli anni passati ammetto di non averlo sempre fatto, dopotutto non ho mai detto di essere sportiva, anzi in alcune occasione ho proprio gufato spudoratamente. Ma quest’anno voglio cambiare, anche solo per avere nei prossimi giorni qualcosa da scrivere sul blog, anche se mi è venuta in mente una chicca di frase da scrivere se la Juve esce (alla peggio la uso domani).

Va bene, basta discutere: l’Italia deve restare nell’Europa che conta… che ne dicano Grillo e Salvini.
Oops, questi due in questo caso d’entrano poco!

La “domenica bestiale” del tifoso perdente

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Il tifoso perdente è una persona da cui è bene stare lontano. Soprattutto nei minuti successivi alla fine della partita. Potrebbe non rispondere delle proprie azioni e rovinare dei rapporti per sempre.

Il tifoso perdente se la prende con tutti: giocatori, allenatore, arbitro, commentatore Sky, cane che è sempre tra i piedi, il vicino di posto allo stodio e persino con il padre che gli ha trasmesso la passione per questo (maledetto) sport e di conseguenza per quella (maledetta) squadra: “Mannaggia a te. Non potevi tifare la Roma, la Juve o il Real Madrid??!

Il tifoso perdente ha degli sbalzi d’umore, che nemmeno una donna in sindrome premestruale. Ecco, pensate se il tifoso perdente è una donna in sindrome premestruale: in pratica un demonio. Capace di incenerirti solo per aver fatto uno starnuto.
Passa dalla rabbia all’ira, dagli insulti alle imprecazioni, dalla delusione allo scoramento totale, fino a odiare tutte le altre squadre, gli altri tifosi e persino tutti gli amici che seguono il calcio che in questo momento sono più felici di lui.

Il tifoso perdente arriva persino a rinnegare i colori per i quali ha sempre tifato: “Bastaaa, cambio squadra!”, ” ‘Sti coglioni non li guardo più!”, “Ho deciso, inizio a seguire il basket”.

Ma il suo picco il tifoso perdente lo raggiunge quando diventa vittima degli sfottò che gli arrivano, sistematicamente, da amici o presunti tali. E qui c’è l’imbarazzo della scelta…

Ecco alcune chicche che ho ricevuto ultimamente:

“Io godoooo”, “E’ veramente molto triste quando le (poche) gioie calcistiche non provengono dalle vittorie della squadra che tifi ma dalle (ancor meno) sconfitte di quella che odi”, “La musichetta della Champions chissà per quanti anni non la risentirai”, “Con chi gioca il Milan mercoledì?”, “L’avete presa una sassata”, “Hai vinto il trofeo Berlusconi, ci sei andata a fare i caroselli in giro?”.

C’è chi, quando apre il cellulare la mattina trova:”Buongiorno principessa!” o “Buona giornata amore” e chi… “Ancora guardi quegli 11 morti”, “Era meglio che venivi a mangià con noi invece di guardà la partita”.

E’ proprio dura la vita del tifoso perdente…. ma lo consola in fatto che tutto è una ruota e prima o poi si prenderà le sue rivincite… con gli avversari e con gli amici!

Il tifoso perdente però sa anche sbollire velocemente e, già dopo un’ora, pensa alla prossima partita! 

Il portiere e l’attaccante: amici… per i capelli (e non solo)

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“Due sportivi due ragazzi per il calcio sono pazzi, son portiere e attaccante… loro vogliono sfondare e campioni diventare per poter così giocare nella squadra nazionale…” 
Oggi ho sfoderato tutta la mia conoscenza musicale abbinata ai cartoon… cioè, ma che citazione (seppur scontata) ho tirato fuori?!

Perché, Genoa-Milan non è solo una partita per un posto nei piani alti della classifica, ma è anche lo scontro-incontro tra Mattia Perin e Stephan El Shaarawy. Il portiere e l’attaccante. Amici da sempre, cresciuti insieme nelle giovanili del Genoa e futuri protagonisti in nazionale (almeno si spera).

Due che dei capelli hanno fatto il loro marchio di fabbrica: la cresta sempre super ingellata di Stephan (non gli si sposta un capello nemmeno dopo 90 minuti di gioco. Ma come fa?! Solo Zanetti faceva meglio) e il taglio da bravo ragazzo con frangia lunga, (“con la quale prende la mira per parare” – parole sue) di Mattia.

I capelli però non rispecchiano la loro personalità: perché da quello che ho letto e dalle interviste rilasciate, il primo è introverso, posato e tranquillo, mentre il secondo è più estroverso e ha quella vena di follia tipica dei portieri. Forse è per questo che sono tanto amici, si completano a vicenda.

Il verdetto della partita?! Il cuore mi direbbe una cosa sola, ma Perin mi sta decisamente simpatico… sarà per il mio debole per i portieri e per quelli con la frangia.
Comunque, Genoa-Milan è la sfida tra Mattia e Stephan: chissà chi vincerà?! Il portiere o l’attaccante? L’estroverso o l’introverso? Il rossoblu o in rossonero? Le mani o i piedi?

 

Influenza e Juve… il mio weekend inizia nel peggiore dei modi

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Il mio weekend inizia nel peggiore dei modi. Ho l’influenza da due giorni e non c’è verso che mi passi (era dalle scuole medie che non mi ammalavo. Forse è per questo che ci mette tanto ad andarsene: deve recuperate il tempo che mi è stata lontano. Esci da questo corpo!) e stasera gioca di nuovo la Juventus! Ma gioca tutte le sere…?! Fatemi capire… Io ‘ste giornate di campionato spezzettate non le capisco proprio. Non sono più “giornate” di campionato, potremmo chiamarlo “weekend lungo di campionato che inizia il venerdì e finisce di lunedì”. Sembra più una sagra di paese…

Comunque, Juventus e influenza sono un binomio difficile da sopportare… soprattutto se si uniscono lo stesso giorno. Insomma, mancano i pidocchi, un nuovo film di JeanClaude Van Damme e il pacchetto può essere completo.

C’è da dire però, che Fiorentina-Juventus è una partita che mi è sempre piaciuta: per la rivalità tra le due squadra, perché la Fiorentina spesso ha fatto lo sgambetto ai bianconeri e perché potrebbe rivelarsi un incontro divertente. Potrebbe non essere una partita così scontata…

Nel frattempo, armata di fazzoletti, aspirine e pasticche per la gola, mi toccherà guardare la partita (ho pure il divano tutto per me questa sera) e ripeterò come un mantra: “Influenza esci da questo corpo… e tu Mario Gomez fai entrare quella palla!“.

 

Diciamo basta ai tifosi improvvisati…

Oggi voglio lanciare una campagna di raccolta firme per dire: “Basta ai tifosi improvvisati“. Basta a quella gente che si improvvisa ultrà dell’ultim’ora e spesso porta anche un po’ sfiga. Perché, il tifoso vero a queste cose ci crede… è inutile negarlo. Quindi Basta!

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Basta a quelli che vanno allo stadio solo per le partite decisive. Non ci sei mai andato tutto l’anno, perché devi proprio andare a vedere quella che decide il passaggio di un turno, la promozione o la vittoria di coppe e scudetti… stai a casa! Te lo canta tutto lo stadio.

Basta a quelli che comprano il biglietto “perché è una bella partita” o “perché è un evento”. Ma se di preciso non sai nemmeno dov’è lo stadio… il vero evento sarebbe se facessi altro…

Basta a quelli che organizzano cene per guardare le partite importanti “tutti insieme”. Primo: tu pensi che io vengo a cena da te, che non distingui nemmeno l’Italia quando gioca con la Nigeria, e c’è una partita fondamentale?! Non mi conosci proprio. Secondo: se non hai la più pallida idea di cosa sia il calcio e non hai mai visto giocare questa squadra… perché iniziare oggi!? Cena con chi ti pare, ma non guardare la partita.

Basta a quelli che dicono: “cosa fanno i nostri?” Ma che vuol dire “i nostri”? È una frase che non sopporto… ma poi i nostri? Casomai i miei, fino a due secondi fa non sapevi nemmeno il colore delle maglie… di tuo non c’è proprio niente.

Basta a quelli che, per esser andati una volta allo stadio, si credono degli ultrà e snocciolano commenti e opinioni che nemmeno al Processo del lunedì. Ok, sei stato una volta allo stadio e hai visto qualche puntata di “Holly e Benji”… ecco questo, non fa di te un esperto di pallone. Quindi datti una calmata.

Spero di raccogliere abbastanza firme da creare un vero e proprio manifesto… Per voi quali sono i tifosi peggiori?