Fine partita

E’ tanto che non aggiorno questo blog: il poco tempo, la poca ispirazione e anche, lo ammetto, la poca voglia. Ho anche pensato di chiuderlo, ma per ora non ce la faccio. Ha rappresentato per me un luogo importante per un periodo della mia vita. In certo senso mi ha salvato: avevo preso una difficile e sofferta decisione lavorativa e ero un po’ allo sbando. Qui ho potuto continuare a scrivere, soprattutto a scrivere di ciò che mi piaceva, era uno spazio tutto mio. E lo sentivo veramente mio.

Mi ha permesso anche di scoprire un mondo per me sconosciuto, quello delle amicizie online. E di conoscere persone interessanti. Persone che avrei potuto avere come amici nella vita reale o, che invece, nella vita reale non avrei mai preso in considerazione per distanze mentali, emotive, di visione di vita o anagrafiche. Il blog invece ha azzerato tutto. Paradossalmente ha ridotto le distanze. Alcune di queste persone le sento ancora, altre no. Per quelle che se ne sono andate mi dispiace molto, perché a loro modo hanno riempito la mia vita, la mia testa e parte del mio cuore, per diverso tempo. Mi hanno fatto superare limiti, paure, chiusure e persino, in qualche modo, fatto cambiare colore di capelli. Ma le cose passano e cambiano… ed è giusto così.

Non so nemmeno perché scrivo queste cose, odio essere noiosa, ma ho avuto degli attacchi di nostalgia per questo mondo e per la gente che ne faceva parte. Ho un cuore anche io, sapete!

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Mi manca lo scambio quotidiano di commenti, di scemate e di post che si facevano qui. Mi mancano le discussioni con alcune persone che frequentavano questo spazio. Mi mancano gli sfottò sul calcio, le chiacchiere da bar e lo scambio – più o meno colorito – di idee.

Il blog era diventato tutto questo, così come molti altri che frequentavo. Una sorta di appuntamento quotidiano con tutti voi. Iniziavano conversazioni che duravano anche giorni o a “casa” di uno o a “casa di un altro”. Insomma, tutta questa caciara mi manca molto.

Quando raramente entro in WordPress e scorro i post dei vari blog, pochi ne riconosco. Non sono più le “facce amiche” di un tempo. Spesso mi chiedo: ma che fine avranno fatto? Perché anche loro hanno smesso di aggiornare il blog? Chissà come starà Tizio o chissà che combina Caio?

Ok, basta menate… per ora io sono qui, con la flebile speranza di tornare a qualche anno fa – povera illusa – o magari di creare qualcosa di altrettanto bello. Oppure, quella parte di vita è finita ed è giusto così. Oddio, tra un po’ mi metto a piangere da sola… ho la lacrima facile ‘sto periodo.

Vabbè… la fine partita è rimandata. Giocherò ancora. O almeno ci proverò quando ne avrò il tempo.

Intanto stasera gioca il Milan in Coppa Italia… speriamo bene! Io da vera amica quale sono, guarderò la partita con un occhio solo.

“Stasera vengo da te. E’ tanto che non ci vediamo”
“Ok”
“Ah, già, ma c’è il Milan”
“Non importa… basta che me la fai guardare con un occhio”
“Per me la puoi guardare anche con tutti e due… tanto io bevo”

… che bello avere amiche così!

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Single è bello… di più se sei tifosa

Lo posso dire con certezza: essere tifose e single ha dei vantaggi notevoli. Questa condizione sentimentale può avere il suo lato positivo, sopratutto se abbinata alla passione per il calcio.

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Ecco quali sono i vantaggi, non del tutto scontati che ho provato sulla mia pelle

La domenica non sei costretta a uscite in comitiva, o in coppia, per scoprire l’agriturismo di turno, quello super ecologico, che fa il pane con il grano coltivano nei vasi da fiori e l’olio di primissima spremitura.

Puoi indossare la maglietta della tua squadra del cuore anche per andare a dormire, senza sembrare poco femminile o senza essere insultata perché lui tifa Inter e tu hai addosso la maglia di Maldini

Puoi guardare le partite che vuoi e quando vuoi (non è da sottovalutare)

Si evitano discussioni e litigi per il fatto che si tifano due squadre diverse e non sei costretta a subire sfottò per la sconfitta della tua squadra, quando in quel momento vorresti essere solo lasciata in pace e che lui se ne andasse via lontano con la prima fashion blogger che passa, da quanto ti urta la sua presenza

Hai tutto il divano per te e sei padrona del telecomando… non è una cosa da poco

Puoi commentare (in solitudine) le azioni di gioco senza che qualcuno ti dica di stare zitta, di smetterla o che il commento già lo fa la tivù. Ma vuoi mettere il mio?! Se mi ci metto, Pizzul non è nessuno.

Puoi ricevere i messaggi di tutti i tuoi amici maschi calciofili, che ti inviano prima, dopo e durante le partite

Se lui non è tifoso e c’è una partita in tivù o allo stadio, non devi mentire per non uscire con lui. “Ci vediamo stasera?” “Veramente c’è Mil… non mi sento tanto bene!”

Sempre, se lui non è ultrà, non passi tu per “quella che… ANCORA segue il calcio?!”

Certo, se poi trovi uno che condivide con te questa passione e molte altre passione, è come fare 13 alla schedina… ma oramai chi ci gioca più alla schedina…

La dura legge del gol al 90′

Per uno tifoso, c’è qualcosa di peggio che subire un gol al 90′? No, per me, no. Quello nel derby è stato terribile. Ho ripetuto per dieci minuti: “No, dai… non è possibile! Ca…volino”. 
Lo so, già vi sento che dite: “L’Inter meritava il pareggio!”, “Il Milan si è chiuso troppo all’indietro”, “L’Inter ha una squadra più forte”… bla bla bla.

Fatto sta che il gol di Perisic mi ha gelato. Sono rimasta 2 minuti immobile a fissare la televisione spenta. Una doccia fredda a fine novembre. Uno schiaffo in pieno viso senza sapere nemmeno il motivo.

Peggio di uno spavento quando meno te lo aspetti. Come quando lui sparisce senza motivo e smette di cercarti. Un tamponamento in mezzo al traffico. Il ciclo il giorno prima di partire per il mare. Un invito che aspettavi e l’estetista non ha posto per la ceretta. Un incontro casuale interessante e i peli sulle gambe. Il finale di stagione della tua serie tv preferita e la corrente che salta.

Insomma, ci siamo capiti…

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Non sono, ovviamente mancati, gli sfottò degli interisti, che però hanno visto bene di palesarsi il giorno dopo. A caldo, sarei potuta essere decisamente offensiva e sgarbata.

Da oggi quando una persona mi starà sulle balle, gli dirò: “Sei bello con il gol al 90′ di Perisic”. Poi, se capisce bene, altrimenti penserà che gli stia facendo un complimento. Peggio per lui, dovrebbe informarsi!

E’ iniziata la stagione degli sfottò…

Con questo messaggio, che mi è arrivato ieri su whatsapp, dichiaro ufficialmente aperta la stagione degli sfottò calcistici. Sarà una stagione durissima, già me lo sento… anche se non potrà mai essere peggiore di quelle passate.

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La cosa più assurda è che il messaggio mi è arrivato dall’altra parte del mondo:

Sei in vacanza a migliaia di chilometri, divertiti e non rompere le scatole a me!”
“Ma un pensiero per te ce l’ho sempre! Inoltre, sto parlando di calcio con degli energumeni del posto che tifano Fiorentina. Il sorteggio per loro è stato positivo”.
“Ciao! E non tornare… solo così potrà essere un campionato perfetto!”

Non valgo più nemmeno uno sfottò….

– “Pensavo di ricevere una tua telefonata o un tuo messaggio ieri sera!”
– “Oramai non c’è più gusto. E poi se ti chiamo ogni volta che il Milan perde… mia moglie comincia a insospettirsi”.

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Ecco, oramai non sprecano più nemmeno il tempo per sfottermi. Ci pensa già la squadra a umiliarmi abbastanza…

Comunicazione di servizio: Avrei potuto parlare del derby della Mole, ma volutamente non l’ho fatto per non portare fortuna, voi sapete a chi…

La “domenica bestiale” del tifoso perdente

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Il tifoso perdente è una persona da cui è bene stare lontano. Soprattutto nei minuti successivi alla fine della partita. Potrebbe non rispondere delle proprie azioni e rovinare dei rapporti per sempre.

Il tifoso perdente se la prende con tutti: giocatori, allenatore, arbitro, commentatore Sky, cane che è sempre tra i piedi, il vicino di posto allo stodio e persino con il padre che gli ha trasmesso la passione per questo (maledetto) sport e di conseguenza per quella (maledetta) squadra: “Mannaggia a te. Non potevi tifare la Roma, la Juve o il Real Madrid??!

Il tifoso perdente ha degli sbalzi d’umore, che nemmeno una donna in sindrome premestruale. Ecco, pensate se il tifoso perdente è una donna in sindrome premestruale: in pratica un demonio. Capace di incenerirti solo per aver fatto uno starnuto.
Passa dalla rabbia all’ira, dagli insulti alle imprecazioni, dalla delusione allo scoramento totale, fino a odiare tutte le altre squadre, gli altri tifosi e persino tutti gli amici che seguono il calcio che in questo momento sono più felici di lui.

Il tifoso perdente arriva persino a rinnegare i colori per i quali ha sempre tifato: “Bastaaa, cambio squadra!”, ” ‘Sti coglioni non li guardo più!”, “Ho deciso, inizio a seguire il basket”.

Ma il suo picco il tifoso perdente lo raggiunge quando diventa vittima degli sfottò che gli arrivano, sistematicamente, da amici o presunti tali. E qui c’è l’imbarazzo della scelta…

Ecco alcune chicche che ho ricevuto ultimamente:

“Io godoooo”, “E’ veramente molto triste quando le (poche) gioie calcistiche non provengono dalle vittorie della squadra che tifi ma dalle (ancor meno) sconfitte di quella che odi”, “La musichetta della Champions chissà per quanti anni non la risentirai”, “Con chi gioca il Milan mercoledì?”, “L’avete presa una sassata”, “Hai vinto il trofeo Berlusconi, ci sei andata a fare i caroselli in giro?”.

C’è chi, quando apre il cellulare la mattina trova:”Buongiorno principessa!” o “Buona giornata amore” e chi… “Ancora guardi quegli 11 morti”, “Era meglio che venivi a mangià con noi invece di guardà la partita”.

E’ proprio dura la vita del tifoso perdente…. ma lo consola in fatto che tutto è una ruota e prima o poi si prenderà le sue rivincite… con gli avversari e con gli amici!

Il tifoso perdente però sa anche sbollire velocemente e, già dopo un’ora, pensa alla prossima partita!