Gnocchi del giovedì… nostrani #Carlo Galli

Ha detto di no a Vogue e GQ. Vanity Fair lo voleva in copertina. Ma orami questa rubrica fa più tendenza e per questo ha scelto di apparire qui in esclusiva: lo gnocco di questa settimana è il poetico Carlo Galli. Che con un selfie e una posa decisamente da gnocco, mostra al mondo tutta la sua figaggine, ma soprattutto la sua poesia…

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Quando Justin Bieber e Gianni Morandi vedranno questo selfie, capiranno che hanno ancora molto da imparare

In redazione (cioè a me) sono arrivate diverse foto, perché l’artista era indeciso, ed è stato un duro lavoro scegliere quale pubblicare. Ma io non mi sono tirata in dietro: ho guardato, esaminato… ma s’intende, l’ho fatto solo per voi! Qualcuno, questo lavoraccio doveva pur farlo…

E io che ho sempre pensato che i poeti avessero il nasone, la gobba e una costola in meno: qui il naso non è male, la gobba non c’è e le costole mi sembra ci siano tutte! Oh, poi se avete dubbi… potrei pure controllare…

Bisogna sempre sapere quando c’è una partita…

Ecco perché sostengo che le donne devono essere informate sul calcio… Per questo porterò avanti la mia missione. Che voi lo vogliate o no…

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*Questo è tutto quello che oggi mi viene in mente… calcisticamente parlando…

…per un pomeriggio da campioni

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Ho intenzione di passare il mio pomeriggio in questo modo… Chiudo un articolo e poi… sono tutta vostra! Aspettatemi lì…

Follie calcistiche

La vicenda Roma – Romagnoli – Milan si può riassumere in una frase:

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Roma: “Adrià (Galliani) ce lo compri tu Dzeko?”

Ecco, basterebbe che dicessero così e sarebbero onesti… con 30 milioni ci compri Thiago Silva e Piqué, altro che Romagnoli.

Mai mandare un uomo a fare la spesa

Hanno venduto El Shaarawy e rinnovato a Mexes… gli uomini non sanno proprio fare acquisti!

Ho sempre sostenuto che il calciomercato non fosse altro che lo shopping degli uomini. Però, sono in pochi quelli che sanno fare acquisti come si deve.

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Vedendo le decisioni prese in questi giorni dal Milan (prendo una squadra a caso) mi sono resa conto, che non puoi lasciare che un uomo vada da solo a fare compere. Tornerà a casa con le cose più inutili del negozio: birra e gazzosa già mescolate (vi giuro che esiste, l’ho bevuta l’altra sera), merendine di ogni genere e sapore, gelati anche a febbraio, succhi di frutta ai gusti più assurdi tipo mela, arancia e cavolfiore.

Hanno comprato Bertolacci pagandolo più di quello che hanno incassato con la vendita di El Shaarawy, hanno rinforzato l’attacco, ma la difesa resta ancora da brividi. E’ un po’ come indossare un bellissimo vestito, ma con i capelli sporchi che fanno l’olio. La testa rovinerà tutto il resto… c’è poco da dire!

Per questo proporrei la presenza di una donna durante gli acquisti di una squadra di calcio… magari i soldi usciranno a fiumi, ma il risultato sarà sicuramente ottimo! Una donna non “malata di shopping” sa comprare con criterio.

La bandiera di Spagna va al Porto (Casillas lascia il Real)

Un’altra bandiera del calcio viene ammainata. Iker Casillas, dopo 25 anni, lascia il Real Madrid, direzione Porto. Non un porto – quello da dove partono le navi – ma il Porto, squadra portoghese della città di Porto. Così, tanto per essere chiari.

Piangendo, ha salutato la squadra, la società e tutto l’ambiente del Real. Che uomo! Ora senza Casillas e Ancelotti, mi piacerebbe che il Real facesse la fine del Milan. Ma già so che sarà impossibile. E’ pura fantascienza.

Ma, io Iker lo voglio ricordare in tutto il suo splendore, non perché adesso non splenda più, sia chiaro, è sempre splendente.

Lo voglio ricordare quando alzava coppe con l’eleganza e la frequenza con cui una modella cambia di abito, quando baciava in mondovisione la sua amata giornalista – il mestiere lo avevo azzeccato – o quando posava da super figo sulle copertine dei giornali. Ma sopratutto lo voglio ricordare quando parava l’imparabile sia con la Spagna che con il Real Madrid. Il questi ultimi anni si era un po’ perso e le sue papere sono state pagate care da entrambe le squadre.

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Un bacio gay ancora fa notizia…

Sono sicura che già l’avrete vista in diversi giornali e siti… ma volevo che la vedeste anche da me. E’ la copertina di Sportweek, che pubblica il bacio tra due rugbisti, Giacomo e Stefano, che giocano nella Libera Rugby, compagni sia in campo che nella vita.

Sulla homepage della squadra si legge: “Libera Rugby Club è la prima squadra maschile di rugby gay-friendly in Italia. L’obiettivo di Libera è promuovere la diffusione del gioco del rugby nella comunità LGBT, fornendo un ambiente sociale e sportivo dove tutti si sentono accettati e rispettati indipendentemente dal loro orientamento sessuale, contribuendo in tal modo a combattere l’omofobia nel mondo dello sport”.

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E’ la prima volta che un giornale sportivo italiano pubblica in prima pagina un bacio gay… Non sarebbe dovuta essere nemmeno una notizia e invece tutti ne parlano. In una redazione ti insegnano che “la notizia” è qualcosa di eccezionale, di insolito. L’esempio classico è “il padrone che morde il cane” (ok, la lezione di giornalismo prosegue in un’altra sede). In Italia nel 2015 un bacio gay in una copertina sportiva E’ UNA NOTIZIA.
Mi viene da dire un “meglio tardi che mai!” consolatorio. A passo di lumaca, ma qualcosa si muove. Anche se non sono mancati i commenti omofobi e schifosi, perché la mentalità di quest’italietta retrograda quando  – e se – cambierà, sarà sempre troppo tardi.

Le donne in short lo stupro se lo cercano, gli immigrati facciamoli morire nel Mediterraneo e un bacio tra due uomini fa schifo! E’ questo il trend dei commenti sui social… e ciò è veramente vergognoso.

*Al via il concorso: il commento più omofobo riceverà in premio… un insulto di mia creazione con dedica…

Gnocchi del giovedì… nostrani #Il Pinza

La carrellata di gnocchi prosegue oggi con, nientepopodimenoche: Il Pinza. Direttamente dalla sua trasferta capitolina, si intravede il Colosseo alle sue spalle.
Nonostante si trovi a giocare fuori casa, è decisamente a suo agio nella sua posa da gnocco nostrano, anche perché, è sicuro di portare a casa il risultato. Le trasferte per lui non sono state mai un problema, infatti, ha già slacciato la maglia per scambiarla a fine partita…

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Tutti credevano di vedere la panza del Pinza e invece… la panza non c’è. Questo è un colpo da fuoriclasse, che nessuno si aspettava. Una magia degna del migliore Iniesta. O come Iniesta, è solo un illusionista?

*Potevo celebrare i 9 anni dalla vittoria del Mondiale da parte dell’Italia, e invece di mettere Cannavaro che alza la Coppa ho pubblicato Il Pinza (che comunque ha sempre la maglia azzurra)… poi non dite che non ci tengo ai miei follower…

Questa non la volevo sapere… Sami e Lena si sono lasciati!

Ci sono notizie che non vorresti mai leggere. Io appena ho letto questa ho urlato: “Nooooo“. Ci rendiamo conto che Sami Khedira, neo acquisto della Juventus, ha lasciato la sua fidanzata Lena Gercke?! Non ci si può credere…

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L’annuncio della rottura, fatto tramite comunicato – perché LORO fanno dei comunicati stampa per dire al mondo che sono tornati single. Di recente lo ha fatto anche Roberto Mancini – dice: “Insieme abbiamo deciso di prendere strade diverse. Non è stata una decisione facile, per rispetto della nostra privacy preghiamo tutti di non chiedere dettagli che non saranno diffusi all’opinione pubblica“.

Eh, ti credo Sami, che non è stata una decisione facile… Lena è talmente bella che, onestamente, piace anche a me! Quando la Germania ha vinto il Mondiale, lo scorso anno, durante i festeggiamenti sono state due le persone che mi hanno lasciato senza parole: Hummels (oramai lo avrete capito) e Lena. Era fighissima… è fighissima! Per poco non mi esce di bocca un commento da 13enne arrapato.
Molto più bella della Barbie… e io di Barbie me ne intendo, ne avevo tantissime e di ogni razza.
Ma dove la ritrova una così Khedira? Ora non gioca più nemmeno nel Real Madrid, gioca con la Juve… avete capito bene… nella Juve. Già questo lo fa calare di 100 punti con le donne. Poi, bello bello non è… sta a vedere che Sami mi rimane zitello!
Dobbiamo fare qualcosa per lui…

Woody Allen trema… a New York arriva Pirlo, il grande regista

Oggi è doveroso un omaggio ad Andrea Pirlo, che lascia il campionato di serie A e se ne va a giocare a New York (solo per questo lo invidio a livelli altissimi).

Per me sarà sempre il campione che ha vestito questa maglia (vedi foto sotto) e con la quale ha alzato due Champions League e una Coppa del Mondo per club.
Sai com’è? Alcune squadre hanno vinto coppe (nella storia più o meno recente), anche al di fuori delle Alpi.

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Di Pirlo però mi mancherà soprattutto: “la maledetta”, la sua faccia monoespressiva, il suo modo di parlare soporifero, il suo giocare da fermo negli ultimi anni (se non sbaglio l’ultima sua corsa degna di nota in un campo da calcio, è quella nel 2006 dopo il rigore segnato da Fabio Grosso. Ok, forse ce ne sono state altre, sono io che non le ricordo!), il suo essere sempre il “migliore in campo” per il commentatore Sky, gli assist fatti alla perfezione e le sue doti da gran regista, quasi all’altezza di Woody Allen, che ora a New York ha iniziato a tremare. Ci potrebbe essere qualcuno più bravo di lui in città!

Ciao, Andrea… ora insegna agli americani a cucinare la pasta, a mangiare la pizza anche senza 25 ingredienti sopra e a indossare le ciabatte senza calze.