Gli orfani della Champions

Questo post lo dedico a tutti gli orfani della Champions League

A quelli che non hanno le loro squadre nel torneo internazionale e stasera si chiedono “Mo che faccio?”

A quelli che non ce le hanno mai avute e a quelli che “chissà quando torneremo a giocarla”.

A quelli che la musica “The Championssss” oramai l’ascoltano solo se si sforzano a guardare un’altra squadra.

Tutti la vogliono... ma solo uno la prende

Tutti la vogliono… ma solo uno la prende

A quelli che il martedì e mercoledì possono andare al cinema e a cena fuori tranquillamente.

A quelli che erano abituati a giocarla e ancora vivono di ricordi. A quelli che ne hanno vinte sette o hanno fatto il triplete.

A quelli per cui la Champions è durata come uno starnuto. A quelli che “quest’anno l’obiettivo è la Champions” o “quest’anno è l’anno giusto”.

A quelli che oramai le coppe le guardano solo in bacheca e a quelli che da vicino non le hanno mai viste.

A quelli che sperano di tornare a far parte delle mejo d’Europa e a quelli che in Europa non saranno mai i mejo.

A quelli che… basta che non vinca anche quest’anno una spagnola. A quelli che… basta che non la vinca la Juve.

Insomma, a tutti quelli che amano il calcio e vuoi o non vuoi un occhio alla partita glielo danno, che ci sia la loro squadra o no.

Buon Champions League a tutti!

…almeno copiassero il Milan di Sacchi

Per chi è nato negli anni 80 come me, il Milan è stato sempre di Berlusconi. Del presidente – manager che ha portato la squadra sul tetto del mondo (diverse volte). Oggi, neanche a dirlo, finisce un’era per i tifosi rossoneri.
Il Milan è diventato cinese. Come i vestiti a basso costo, gli oggetti pacchiani o le scarpe sportive.

I tifosi, me in primis, sono tra “era ora! e boh, speriamo bene!“. La speranza è che non sia, per questa fantomatica cordata, solo ed esclusivamente una questione di business. Un po’ di cuore ci vuole, cavolo se ci vuole, oltre ovviamente a valanghe di soldi.

Insomma, un altro pezzo di storia del calcio italiano va all’estero. L’era berlusconiana ha portato 30 anni di campioni: da Van Basten a Baresi, da Nesta a Pirlo, da Shevchenko a Kakà, per citarne alcuni. Sono stati anni di trionfi, di coppe, scudetti e palloni d’oro.

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Le coppe in bacheca

Per ricordare con la lacrima

Dalla notte del 4-0 alla Steaua Bucarest del trio olandese guidato in panchina da Arrigo Sacchi alla “vendetta” di Atene del 2007. Di fronte c’era quel Liverpool che due anni prima era stato protagonista di una rimonta impensabile, (io sul 3-0 avevo già preso la bandiera da appendere… tanto per darvi un’idea). Poi arrivò il 3-3 e la sconfitta ai rigori. Era la notte di Istanbul, una delle pagine tristi del trentennio. Un’ombra Istanbul, come la serata di Marsiglia con Galliani, altro simbolo dirigenziale dell’era berlusconiana, che scende in campo e fa uscire dal campo la squadra per il black out di un riflettore. Ombre come quelle delle ultime tre stagioni, concluse senza Europa e con tanta contestazione a società e giocatori.

Ma ci sono state anche le finali in Coppa Campioni vinte col Benfica, il Barcellona e la Juventus, le due Coppe Intercontinentali, una Coppa del Mondo per club, gli otto scudetti (tra cui uno vinto a Perugia… per me indimenticabile) e tanto altro.

Oggi inizia un nuovo capito per il Milan, o come qualcuno lo ha già ribattezzato Mi Lan. Un capito bello o brutto non si sa… ma sicuramente nuovo. In groppa al Dragone potrebbe persino tornare sul tetto del mondo. O almeno si speLa!   

Con chi andrò a casa stanotte?

Tirata a lucido, preparata per la serata più importante della sua vita: lei è pronta, è già arrivata allo stadio.
Dopotutto è la regina indiscussa della serata. E’ lei che vogliono. E’ per lei che corrono e sudano. E’ lei che toccano, baciano e accarezzano. E’ lei che farà piangere qualcuno e ridere qualcun altro…

Lei già si starà chiedendo: con chi andrò a casa stanotte?

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La Champions League in tutto il suo splendore

Con Zidane o Simeone? Con Ronaldo o Torres? Con le star o gli “operai”? Con gli spregiudicati o i difensivisti?
Sarò l’ultima di tante o la prima di una lunga serie? Di certo c’è che, andrò a Madrid!
Cavolo, mi sarebbe tanto piaciuto restare a Milano, magari vestita di rossonero!

Cara Coppa, sappi che stasera tutte le donne del mondo vorrebbero essere ammirate e desiderate come lo sarai tu. Chi ce li ha mai avuti 22 uomini (più riserve) disposti a tutto pur di averti? Ma tu, guarderai tutti dall’alto al basso e con distacco, come una vera icona fa.

Storia di una tifosa che non vedrà la finale di Coppa Italia

Ora vi racconto una storia. C’era una volta una bambina che era cresciuta tifando una squadra di calcio. Questa squadra di calcio, dopo averle dato, nel corso degli anni, tante soddisfazioni e gioie, da circa cinque anni la fa inviperire e soffrire. Nessuna gioia, solo tanto dolore (inteso come dolore che si può provare per il calcio, ovviamente).

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Ma lei non si è data mai per vinta e ha continuato a guardare le tante, inutili e brutte partite che questa squadra giocava, cercando sempre di trovare un lato positivo. “Nella buona e nella cattiva sorte”. Non si dice così?

Finalmente questa squadra, un po’ per fortuna, un po’ perché non si sa, va in finale di Coppa Italia. Non è la Champions, non è l’Europa League, ma è comunque una finale in cui si può vincere un titolo. Magari la fortuna potrebbe essere dalla sua parte. Dopotutto, sono cinque anni che in quella squadra nessuno alza qualcosa… oltre al gomito e a parti anatomiche maschili (almeno si spera!).

La nostra eroina aspettava questa serata, non tanto per la vittoria (perché onestamente non ci crede nessuno) ma semplicemente per riassaporare il gusto di una gara importante giocata dalla sua squadra del cuore. L’attesa, la preparazione. Aveva pure organizzato col suo amico juventinissimo la serata. Ma l’imprevisto è sempre dietro l’angolo, oppure chiamiamola “salvezza da una delusione”.

Fatto sta che quella sara non potrà vedere la sfida, perché deve andare a vedere uno spettacolo teatrale. Un evento a cui non può rinunciare… perché a recitare è suo padre. Quel padre che l’ha fatta innamorare del calcio e del Milan. Che sia tutto un disegno divino per proteggere la giovane da una cocente delusione? Una sorta di fata madrina che cerca di inviarle segnali? Non lo so, ma invece di tifare per la squadra, lei sarà in un teatro a tifare per suo padre. Forse è giusto così!

 

Pensiero finale o sulla finale (fate voi): L’unica speranza per il Milan di vincere la Coppa Italia è che la Juventus giochi la finale come fosse una finale di Champions (Cit.)

Il calcio sta finendo… ma solo per poco

Siamo alla fine! Il calcio sta finendo. Questo weekend finisce il campionato. Siete tristi?
Ecco, chi lo odia, chi ha sbuffato per ogni partita, chi ha esclamato: “Ma giocano anche stasera?!”, chi non vedeva l’ora che arrivasse il 15 maggio… potrà fare, finalmente, un sospiro di sollievo.

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Tutto finirà tra poche ore. Io sono un po’ triste, come sempre, quando le cose che mi piacciono e mi divertono finiscono, ma l’astinenza non sarà lunga. Questo mi consola molto. C’è, infatti, ancora la finale di Coppa Italia, la finale di Champions League e quella di Europa League.

Poi a giungo inizia l’Europeo e la Coppa America. Insomma, quest’estate calcio a secchiate! Mi dispiace (anzi, no) per quelli che pensavano di essersene liberati fino ad agosto. Eh, no cari miei, il pallone continuerà a rotolare… 

Nei prossimi giorni scriverò il mio bilancio di questa stagione. Intanto, volete dirmi il vostro? Cosa salvereste e cosa proprio buttereste via? Scrivete non fate i timidi…
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Elogio dell’imperfezione (Liverpool-Borussia Dortmund)

I dati di rilievo sono stati ormai sciorinati quasi tutti. Per questo il blogger Serate cinematografiche ci ha fatto la sua personale analisi di Liverpool-Borussia Dortmund.

Due tifoserie simili per temperamento, unite da una canzone incisa nel 1945 dal duo Rodgers/Hammerstein  e attecchita poi sull’estuario del fiume Mersey nella sua versione del 1963, targata Gerry and the Pacemakers.

Una rockstar travestita da allenatore (o viceversa) che guidò per sette anni una delle due squadre, portandole in bacheca sei trofei tra cui un bis di titoli nazionali che non si vedeva da sedici anni e una finale di Champions League.

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E che ora siede sulla panchina dell’altra squadra.

Due team piuttosto giovani e affamati con guide nuove. Uno scontro bestiale, i Liver Birds contro le Api.

Certi, vista la progressione del match, hanno addirittura rivangato Istanbul, probabilmente la finale di Champions League più pazza della storia.
Almeno, di quella recente sicuramente: una favola il cui (per alcuni) lieto fine è stato scritto da una delle compagini più scarse quanto tenaci mai affermatesi al termine di una grande competizione per club.

Questo parlando in generale. Continua a leggere

Una giornata da ricordare

Riassumiamo la giornata di ieri:

Conferenza stampa di presentazione per Cristian Brocchi… ha accolto tutti con “Baci e Abbracci” (avverto che per capirla bisogna essere un po’ degli intenditori)

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Mihajlovic esterna tutto il suo maschilismo: “Le donne non devono parlare di calcio” riferendosi a Melissa Satta. Mihá, un consiglio… considerando come sta andando la tua carriera anche tu non dovresti parlare di calcio e nemmeno di donne

Il Barcellona esce nei quarti Champions League per mano, o meglio per piede, dell’Atletico Madrid. Nella stessa sera l’Inter vince la TimCup. Ma in che anno siamo?
(Ah, va be’, l’Inter è quella della Primavera… quindi è un Inter di stagione)

Rizzoli ha dimostrato che gli italiani fanno schifo in Champions anche se sono arbitri (cit.)

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Kobe Bryant ha giocato la sua ultima partita con i  Lakers e ha detto addio al basket. Vista la sua fede rossonera, se Galliani scopre che è a parametro zero, va a finire che lo compra. E potrebbe persino giocare meglio di molti calciatori.

 

Ciao Cesare

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Lussù stanno facendo le squadre… serviva un difensore dopo Johan Cruyff

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Bisognerebbe dirti grazie solo per aver fatto nascere lui, ma hai fatto molto di più sia per il Milan che per il calcio italiano.

Da capitano del Milan alzò al cielo la prima Coppa dei Campioni italiana, a Wembley nel ’63. Fu vice di Bearzot ai Mondiali vinti in Spagna nell’82, e tre volte campione d’Europa come tecnico dell’Under 21. Grazie di tutto! 

Bayern-Juve… sono già qui!

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Cari juventini, io sono pronta per stasera… sono qua e vi aspetto fuori dallo stadio! Voi siete pronti? Serve una bella partita per passare, dopo il 2-2 dell’andata… sarete in grado di farla? Vedremo…

L’Europa per le italiane è come Narnia… tutto un altro mondo

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-Ma Fiorentina e Napoli non giocavano il calcio migliore?

-Sì, in Italia, ma superate le Alpi sono diventate squadre mediocri

-Quindi le Alpi sono un po’ come l’armadio di Narnia?

-Esatto. Di là, è tutto un altro mondo… e la conquista è impossibile.

 

Agli ottavi è passata solo la Lazio, dove incontrerà lo Sparta Praga… diciamo che gli è andata di lusso!