Ma chi è quello?! Le rivelazioni (sexy) del Mondiale

Basta con Cristiano Ronaldo, Boateng, Marchisio e tutti i belloni visti e rivisti. Oggi largo ai belli e poco conosciuti (almeno per me), che ho notato e subito segnato, mentre guardavo questi Mondiali. Oooh che volete, il gioco e gli schemi a volte passano in secondo piano! E le vere rivelazione del Mondiale possono essere altre…
Sicuramente, me ne sarà sfuggito qualcuno (quindi aspetto da voi qualche suggerimento), ma questi che andrò a elencarvi potrebbero rendere le prossime partite un po’ più piacevoli. Non vuoi guardare la partita…?! Be’ guarda loro!

Il premio: MA CHI E’ QUELLO…? Va a:

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Mats Hummels, tedesco 25 anni gioca nel Borussia Dortmund

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Panagiotis Kone, greco, 26 anni, gioca nel Bologna

 

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Yann Sommer, svizzero, 25 anni, gioca nel Borussia Mönchengladbach

 

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Olivier Giroud, francese, 28 anni, gioca nell’Arsenal

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Carlos Bocanegra, americano, 35 anni, gioca nel Chivas USA

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Antonio Candreva, italiano, 27 anni, gioca nella Lazio

 

 

 

 

 

 

 

 

Avvistato il cuoco…

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Claudio Silvestri avvistato a Manaus. Il mio appello è stato accolto e un “mio lettore” mi ha inviato questa foto apparsa su Instagram alcuni giorni fa. Silvestri e Flavio Pasini posano con in mano un cocomero Balotellizzato.

Quindi ora sono più tranquilla nel sapere che Claudio si occupa ancora dell’alimentazione della Nazionale e soprattutto della loro colazione!  Mi raccomando, non li appesantire troppo!  

 

Negli stadi brasiliani arrivano regole ferree

Tifosi

Arriva il codice etico per i tifosi. Sul sito della Coppa del Mondo la Fifa spiega al tifoso il codice di condotta da rispettare all’interno degli stadi.

Niente strumenti musicali (non ci saranno le vuvuzelas), e non ci sarà neanche la caxirola, la variante brasiliana della vuvuzela. Niente tablet ma gli smartphone sono ammessi. Si potrà tifare, cantare, esultare, ma senza alcun tipo di strumento musicale e senza trombette, fischietti e fuochi di artificio.

Le bandiere sono permesse, ma con alcune restrizioni. Le dimensioni non possono superare i 2 x 1,5 metri, mentre l’asta non può essere lunga più di un metro e deve essere fatta con materiale flessibile.

Occhio anche all’abbigliamento: non sarà permesso l’ingresso di magliette o altri indumenti che abbiano richiami ideologici e politici o che presentino scritte discriminatorie, razziste e xenofobe. Cibo e bevande assolutamente vietate, a meno che non si tratti di alimenti specifici per diabetici. Vietato l’ingresso agli animali.

Buon Mondiale a tutti!

 

Qui si respira un’aria Mondiale

L’Italia si è allenata ieri in vista dell’amichevole di stasera contro il Lussemburgo, che si giocherà alle 20.45 allo stadio “Renato Curi” di Perugia. La città ha accolto la squadra con grande calore e già un paio di ore prima dell’arrivo degli azzurri c’era una gran folla di tifosi ad attenderli. La partitella di allenamento si è svolta in un Curi vestito per le grandi occasioni, con due settori dello stadio, completamente pieni. L’accoglienza, non c’è che dire… è stata grandiosa!
Io devo ammettere, che era la prima volta che vedevo dal vivo la nazionale, e la cosa mi è piaciuta… anche se era solo un allenamento. Non sono una gran fanatica della nazionale… ma poi alla fine non mi perdo una partita!

Ecco alcune cartoline per iniziare a respirare l’aria Mondiale… 

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Il Milan, a giro, li prova tutti… quando troverà quello giusto?!

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Il Milan li prova tutti. A giro. Prima o poi troverà l’ex giusto. Dopo Seedorf (che ancora mi chiedo perché lo hanno messo sotto contratto?!) arriva sulla panchina dei rossoneri Pippo Inzaghi. E fortuna che Kakà gioca ancora e Maldini ha delle grane con la giustizia, sennò nei prossimi mesi toccava anche a loro…
Inzaghi sarà la scelta giusta?! Bah! Per ora ha solo allenato la Primavera del Milan, anche se, per i rossoneri, è sempre stato l’uomo della provvidenza: chissà se lo sarà anche questa volta.
Al suo nome è legata l’ultima Champions, quella vinta ad Atene, con la vendetta sul Liverpool (lui era in tribuna a Istanbul), e anche la rimonta del 2002 con la qualificazione ai preliminari, inizio del cammino che portò poi al trionfo di Manchester. Un milanista doc… ma può bastare?!
Io credo che il problema, non era tanto Allegri o Seedorf, il problema erano (e sono ancora) i giocatori che vanno cambiati, ricambiati e rimescolati. Il Milan ha fatto in questi anni acquisti sbagliati, spesso solo per attirare gente allo stadio o per vendere magliette. Ha rinforzato reparti che potevano anche andar bene così com’erano e ne ha trascurati altri che urgevano sistemazioni. Insomma, ha acquistato, a mio avviso, senza criterio.
È un po’ come se devi arredare casa e scegli i mobili solo perché ti piacciono e sono di alto designer e non perché ti servano realmente. Sì, ok, belli da vedere, ma poco funzionali. Magari qualche mobiletto meno appariscente, ma più utile sarebbe stato meglio.
In più come l’Europa insegna servono i soldi. Tanti soldi, se vuoi competere con il Real Madrid, il Barcellona, il PSG o il Bayern Monaco. Ma questo è scontato, pura retorica, e non lo deve certo dire una blogger per giunta donna, che straparla di calcio…

Pippo, se riuscirai a risollevare come si deve queste p….e rossonere sarai veramente Super… un vero SuperPippo!  

Su e giù nel campionato di A

Il campionato è finito. E qualcuno potrebbe dire: “finalmente!”. Conosco diverse persone che hanno esclamato questa frase ieri sera…
Ma quando finisce qualcosa è sempre tempo di bilanci. Quali sono stati gli eventi positivi e quelli negativi? Cosa salvare o cosa buttare via? Nel mio piccolo ho cercato di fare questo bilancio calcistico.

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I 102 punti della Juventus (ma solo perché mi hanno fatto risparmiare una cena)

Llorente e Higuain in campo (solo per motivi estetici)

I gol di Ciro Immobile (capocannoniere)

I capelli di Paletta e Gervinho (un vero toccasana a chi non sa come sistemare i propri)

Il ritorno di Kakà al Milan (anche se, a dirla tutta, non è che sia stato poi così utile)

Tevez e Rossi: i giocatori che hanno giocato meglio

Le lacrime di Balotelli e quelle di Cerci (alla fine sono ancora dei ragazzi)

La telenovela argentina tra Icardi, Wanda e Maxi Lopez (tutti me parlavano male, ma tutti ne erano informatissimi)

 

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L’arrivo di Honda al Milan (utile solo per far vendere magliette in Oriente)

L’esonero di Allegri

L’Italia superata nel ranking dal Portogallo

I cori razzisti e le banane lanciate a Bergamo (almeno un po’ di fantasia)

Il Milan fuori dall’Europa dopo 15 anni

Il Bologna in B

Le papere di Marchetti (che gli sono costate il Mondiale)

La poca voglia di giocare di Balotelli (spesso sembrava che ti stava facendo un favore) e l’assenza totale di El Shaarawy

La pessima figura in Europa delle squadre italiane (speriamo nel prossimo anno, ma la vedo dura)

Le scuse di Mazzarri quando l’Inter non vinceva o non giocava bene

Baciami piccino!

I segreti di Brokeback Mountain in salsa calcistica. Il bacio tra Ivan Rakitic e Daniel Carrico, dopo la vittoria dell’Europa League, ha fatto discutere: ma perché? Perché avviene in un mondo, quello del calcio, dove la tolleranza per gli omosessuali è ancora lontana? O perché un bacio tra due uomini, che sia scherzoso o dettato dalla passione e dalla foga del momento, in qualsiasi luogo avvenga fa ancora sbarrare gli occhi?

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Il campo di calcio però ha dei precedenti illustri in fatto di baci ed effusioni tra calciatori: quello tra Rakitic e Carrico non è certo il primo, e non sarà l’ultimo. Spesso i calciatori presi dall’entusiasmo per un gol o per una vittoria si sono lasciati andare a esultanze particolari. Ecco le più famose.

Gary Neville e Paul Scholes hanno festeggiato nel 2010 la vittoria del Manchester United contro il City baciandosi in mezzo al campo. Andando ancora più indietro nel tempo c’è il bacio dopo un gol tra Diego Maradona e Claudio Caniggia quando giocavano nel Boca Juniors e quello tra Xabi Alonso e Gerrard ai tempi del Liverpool, una passione improvvisa!

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Poi c’è stato il bacio sul collo che Sergio Ramos ha dato a Cristiano Ronaldo… e chi può biasimarlo! E quello sulla testa che Blanc diede a Barthez durante una partita della Francia.

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Ma le effusioni più chiacchierate sono state quelle tra Piqué e Ibrahimovic. Qui diciamo che l’entusiasmo per una vittoria era lontano, ma i due si accarezzavano come due liceali nel parcheggio della scuola. In Italia è stato solo registrato un bacio tra Vargas e Spinesi dopo un gol durante una partita del Catania… siamo ancora dei dilettanti!

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Insomma, tutti non volevano più tranquillità e rispetto negli stadi?! Be’, questo potrebbe essere un primo passo. L’unico rammarico è che fanno tutto da soli. Ma perché non coinvolgono le spettatrici!?

 

Tutte le #veritàprandelliane

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Cesare Prandelli ha deciso di non applicare il codice etico a Giorgio Chiellini, dopo la gomitata a Pjanic e le tre giornate di squalifica che gli sono state inflitte. Questa decisione sta facendo molto discutere, soprattutto sul web.  “Ho visto e rivisto l’azione di Chiellini: per me non è un gesto violento”, ha dichiarato il ct della nazionale. Ma dai… su… mica ci crederai davvero a quello che hai detto?!
Dopo queste parole, un po’ se l’è cercata, sul social network si è scatenata l’ironia con la creazione dell’hasthag #veritàprandelliane. Ecco alcuni dei tweet più divertenti (non potevo non parlarne):

Prandelli: non credo che il bacio di Giuda fosse voluto #veritaprandelliane

Prandelli: Ho visto il replay e in realtà la sassata di Caino ad Abele era un tentativo di pettinargli i capelli #veritàprandelliane

Prandelli su Diabolik: “Dalle immagini a circuito chiuso è lampante che quello in tuta nera sia un mimo” #veritàprandelliane

Prandelli: Rivedendo i film di Fantozzi mi sono convinta che la figlia fosse una bella regazzetta! #veritáprandelliane

Prandelli: E’ stato Gesù insieme agli Apostoli a tradire Giuda #veritaprandelliane

Prandelli: Escludo per Kennedy che si trattasse di proiettile ma di semplice moscerino… #veritàprandelliane

Prandelli: L’attentato alle Torri Gemelle non mi è sembrato violento #veritàprandelliane

Prandelli: Lo tsunami in Giappone non è stato così violento #veritàprandelliane

Prandelli: Quello dell’iceberg sul Titanic era solo un blocco col corpo #veritàprandelliane

Prandelli: Il DC9 di Ustica finì la benzina! #veritàprandelliane

Prandelli: A rivederlo bene, il gol di Maradona all’Inghilterra a Mexico86 era regolare. E’ la palla che e’ sbattuta sul pugno. #veritaprandelliane

Prandelli: vista al rallenty si evince inequivocabilmente che è stato Destro e non Chiellini a colpire Pianjc #veritaprandelliane

Prandelli: Pitagora di schemi non ne sapeva una cippa #veritaprandelliane

Prandelli: Babbo Natale esiste. #veritaprandelliane

Prandelli: Sulla pasta con il tonno ci va il parmigiano #veritaprandelliane

Voglio ricordarvi così…

Bologna, Catania e Livorno da ieri hanno salutato la seria A. Per questo le voglio ricordare nel migliore dei modi, con le immagini più significative e con i protagonisti della loro permanenza in A. Salutandole con la speranza di rivederle presto… sicuramente le vedrò il prossimo anno giocare contro il Perugia!

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Per il Bologna non possiamo non ricordare Panagiotis Kone, che ha cercato di sostituire Diamanti a centrocampo dopo la sua partenza. Se lì non è stato alla sua altezza, lo ha sostituito bene per quanto riguarda i tatuaggi: ne ha ben 50. Più che un giocatore sembra un tronista. Ci mancherai Kone! Decisamente…

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Il Catania dalle stelle alle stalle. Dopo l’ottavo posto dello scorso campionato, quest’anno saluta la A, dopo otto stagioni, e lo fa vincendo una partita inutile contro il Bologna. Quello che ci mancherà di più dei siciliani saranno le acrobazie di Giuseppe Bellusci: un misto tra  Kung Fu Panda e Heather Parisi dei tempi d’oro. Per lui è stato più facile colpire le teste dei giocatori piuttosto che il pallone. Un vero acrobata.

Francesco+Bardi+Livorno

Infine, che dire del Livorno. La Cenerentola del campionato saluta tutti con ben 75 gol incassati. L’espressione felice e incoraggiante del portiere Francesco Bardi la dice lunga su questa stagione disastrosa: un mix tra preghiera e rassegnazione. Forse questa non era proprio la grinta giusta per la serie A. Ma sono sicura… vi rialzerete presto!

Zanetti, 19 anni con la stessa maglia e gli stessi capelli

Zanetti sempre uguale nel corso degli anni

Zanetti sempre uguale nel corso degli anni

Domenica sarà la sua ultima partita a San Siro con la maglia dell’Inter. Sono passati 19 anni, era il 1995, quando Javier Zanetti arrivò dall’Argentina a Milano per indossare la maglia nerazzurra numero 4 e, dopo aver giocato 856 partite, lascerà la squadra. Zanetti dal 1998 è il Capitano dell’Inter, “è” l’Inter nel bene e nel male: dalla sconfitta il 5 maggio del 2002 a quella nel derby di Champions nel 2003 contro il Milan, fino alla vittoria dello scudetto nel 2007 e al Triplete nel 2010.

Ma Zanetti è famoso e lo sarà sempre anche per la sua pettinatura inossidabile. Il suo ciuffo, sempre uguale da 20 anni (fregandosene della moda), che non si è mai mosso nemmeno dopo 90 minuti di corsa sulla fascia. Mi sono sempre chiesta che gel mettesse o che spazzola usasse per fare la piega ai capelli… visto che a me la frangia mi si spettina anche solo se sbatte una porta in casa. Un mistero che non riuscirò mai a spiegare. Va be’!
La bandiera dell’Inter nonostante gli anni passati è rimasta sempre uguale: tutti invecchiano, mentre lui resta un eterno ragazzo (sarà mica un vampiro?!): stesso ciuffo, rughe quasi inesistenti e stessa espressione di quando ventenne è arrivato in Italia.
Sarà retorico dirlo… perché sono sempre i migliori quelli che se ne vanno (in questo caso solo dal campo di calcio), ma Zanetti è stato e, lo è ancora, un esempio di professionalità e correttezza sia sul campo che fuori…. e queste parole arrivano da una che non è mai stata una sua fan scatenata! Anzi, in alcuni momenti lo avrei proprio strozzato… anche solo per vedere se in quel caso il ciuffo cedeva!