Gli uomini pensano al calcio, le donne allo shopping

Evvai con i cliché. Questa convinzione è dura a morire. Lo dimostrano le scritte apparse sulle porte dei bagni della catena di hotel Pentahotels. Sulla porta delle signore c’è la scritta “shopping”, mentre su quella per gli uomini “calcio”.

calcio e shopping

Ovviamente non potevo non dire la mia, non so perché ma mi sono sentita chiamata in causa

Conosco donne e uomini che potrebbero essere facilmente scambiati per smontare questo luogo comune.

Donne che fanno acquisti il minimo indispensabile, così da avere un guardaroba decente per non uscire in pigiama, e uomini che non sanno nemmeno se il Genoa gioca in serie A

Uomini che fanno più shopping in una settimana di quanto io possa farlo in un anno, e donne che hanno più magliette di calcio che di H&M

Uomini che si gasano con i saldi e donne che lo fanno con un gol

Uomini che inviano foto degli acquisti appena fatti e donne che inviano quelle con indosso la maglia di calcio

Uomini che non hanno mai messo piede allo stadio e donne che non sono mai entrate da Armani

Uomini che sanno abbinare i colori e donne che alcuni colori insieme non li metterebbero mai (rischio di ricreare bandiere di squadre avversarie)

Insomma, potrei andare avanti per ore (mi fermo per non annoiarvi) confutando questo stereotipo oramai sorpassato, ma preferisco pensare a Italia-Spagna di questa sera… mentre mi provo le scarpe che ho comprato ieri.

Va be’ ogni tanto faccio shopping anche io, che credete!

…e se Conte floppasse al Chelsea?

Un po’ sono contenta… chissà se Antoniuccio vostro riuscirà a mangiare le castagne o qualunque cosa mangino in autunno a Londra!

Conte_Chelsea

La classifica della Premier League

Poteva essere mio padre…

Sabato pomeriggio durante il derby Perugia-Ternana è morto un uomo.

E’ morto lì, allo stadio, mentre guardava la sua squadra del cuore… ed è stato proprio il suo cuore a tradirlo. Le due tifoserie si sono ammutolite, hanno tolto gli striscioni e il gioco si è fermato. Si cercava di capire quello che stava succedendo: sia allo stadio che dalla televisione.
L’arbitro ha fatto riprendere il gioco, ma le due squadre, hanno avuto buon senso e non hanno giocato. O meglio si sono passate il pallone per far trascorrere il tempo che rimaneva. Sarebbe stato privo di umanità giocare a calcio, mentre sugli spalti veniva praticato il massaggio cardiaco a una persona.

Non entro nel merito di come è stata gestita la cosa, se bene o se male. Di cosa andava fatto, di come la Lega di serie B ha agito facendo riprendere il gioco. Del perché i media nazionali hanno a malapena riportato la notizia: forse perché, quando gli ultrà e i giocatori si comportano umanamente e con eleganza non fanno notizia. Meglio risse e carche della polizia.

Penso solo che quell’uomo poteva essere mio padre

Perché anche lui sarebbe dovuto essere lì, in quel settore, quel pomeriggio a guardare la partita

Perché aveva la sua stessa età

Perché era un ex arbitro come lui

Perché era un tifoso del Perugia da quando era giovane

Perché era un abbonato storico

Perché è la prima cosa che ho pensato quando ho visto la scena in tivù

Perché poteva essere il padre di molti di noi

Il derby… dall’Umbria all’Italia

E’ tornato il campionato in stile sagra di paese.

Inizia stasera e finisce domenica sera. 20.45, 18, 15, 20.45: ecco gli orari da segnarsi, per mangiare e andare al bagno, ma non perdersi nemmeno un’azione di gioco!

In tutto questo, oltre al Milan questa sera… che ho il terrore di guardare, c’è il derby umbro Perugia-Ternana. Molto sentito non solo dalle mie parti, ma pure a casa mia.

curvapg

Posto una foto della curva nord di Perugia per far vedere ai ternani quello che gli aspetta

Oltre al derby umbro c’è pure quello d’Italia: Inter-Juve. Che dire su queste due squadre, unite dal flop europeo?  Ma se sulla Juve non posso dire nulla – certo, essere forti solo in Italia è un po’ come essere famosi solo nel proprio condominio, ma avrà sicuramente modo di rifarsi – sull’Inter, vista la figura barbina di ieri sera, potrei sbizzarrirmi. Almeno il Milan le figuracce le fa dentro i confini italici. Comunque non voglio infierire… ci penserà già la Juve domenica in tardo pomeriggio.

Interessante da sbirciare anche Fiorentina-Roma. Se non altro per cercare di capire come giocano le due squadre…

Gli orfani della Champions

Questo post lo dedico a tutti gli orfani della Champions League

A quelli che non hanno le loro squadre nel torneo internazionale e stasera si chiedono “Mo che faccio?”

A quelli che non ce le hanno mai avute e a quelli che “chissà quando torneremo a giocarla”.

A quelli che la musica “The Championssss” oramai l’ascoltano solo se si sforzano a guardare un’altra squadra.

Tutti la vogliono... ma solo uno la prende

Tutti la vogliono… ma solo uno la prende

A quelli che il martedì e mercoledì possono andare al cinema e a cena fuori tranquillamente.

A quelli che erano abituati a giocarla e ancora vivono di ricordi. A quelli che ne hanno vinte sette o hanno fatto il triplete.

A quelli per cui la Champions è durata come uno starnuto. A quelli che “quest’anno l’obiettivo è la Champions” o “quest’anno è l’anno giusto”.

A quelli che oramai le coppe le guardano solo in bacheca e a quelli che da vicino non le hanno mai viste.

A quelli che sperano di tornare a far parte delle mejo d’Europa e a quelli che in Europa non saranno mai i mejo.

A quelli che… basta che non vinca anche quest’anno una spagnola. A quelli che… basta che non la vinca la Juve.

Insomma, a tutti quelli che amano il calcio e vuoi o non vuoi un occhio alla partita glielo danno, che ci sia la loro squadra o no.

Buon Champions League a tutti!

Almeno fosse piovuto anche a Milano…

Si spazza via l'acqua come quando si rombe la lavatrice

Si spazza via l’acqua come quando si rombe la lavatrice

Tutto cambia è tutto resta uguale in casa Milan. Cambia la società, cambia l’allenatore, cambiano alcuni (pochi) giocatori… ma l’unica cosa che doveva cambiare erano i risultati. Quelli, no, tranquilli… restano uguali!  

Anche per quest’anno prevedo grandi pene e sofferenze!

Ricominciamo!

Ogni volta che si ricomincia, lo si fa sempre con i migliori propositi. Accadeva quando iniziava la scuola o l’università e accade ogni volte che inizia un nuovo anno o quando ritorna il campionato di calcio.

La speranza è sempre tanta. La speranza di vedere un buon campionato competitivo, divertente, equilibrato, regolare, avvincente e tutta una lista di aggettivi positivi.

Febbre a 90'

Le sue sono parole sante!

Ma come sarà effettivamente quest’anno calcistico?

Dominato dalla super Juve che ha creato un vero squadrone (nulla di ironico, lo penso, ahimè, davvero)

Le milanesi made in Cina arrancheranno dietro: quella nerazzurra ha più possibilità di quella rossonera

Roma e Napoli le eterne seconde/terze? (mi sa anche a ‘sto giro…)

Povero di campioni: partono ma non ne arrivano altri

Con pochi soldi e poche idee…

Con un mercato più di nomi che di fatti

Va be’ nonostante tutto si ricomincia. Ricominciano “le ansie” e le arrabbiature, gli sfottò e le urla. Si ricomincia a tifare e ad andare allo stadio. Ricominciano le domeniche (e non solo) davanti alla tivù e le serate con gli amici davanti a una partita. Tornano gli insulti a Chiellini e a Montolivo, tornano le parolacce di Buffon e commenti fuori luogo di chi non capisce il calcio. E soprattutto tornano quelli che in questo periodo pronunciano la solita e noiosa frase: “Oddio, ma che, già ricomincia il campionato?!” “Sì, domenica già ricomincia il campionato!”

Per voi, invece, che campionato sarà? Se vi sbizzarrite, potrei raccogliere tutti i vostri desideri e farci un post collettivo.

…almeno copiassero il Milan di Sacchi

Per chi è nato negli anni 80 come me, il Milan è stato sempre di Berlusconi. Del presidente – manager che ha portato la squadra sul tetto del mondo (diverse volte). Oggi, neanche a dirlo, finisce un’era per i tifosi rossoneri.
Il Milan è diventato cinese. Come i vestiti a basso costo, gli oggetti pacchiani o le scarpe sportive.

I tifosi, me in primis, sono tra “era ora! e boh, speriamo bene!“. La speranza è che non sia, per questa fantomatica cordata, solo ed esclusivamente una questione di business. Un po’ di cuore ci vuole, cavolo se ci vuole, oltre ovviamente a valanghe di soldi.

Insomma, un altro pezzo di storia del calcio italiano va all’estero. L’era berlusconiana ha portato 30 anni di campioni: da Van Basten a Baresi, da Nesta a Pirlo, da Shevchenko a Kakà, per citarne alcuni. Sono stati anni di trionfi, di coppe, scudetti e palloni d’oro.

chiampions_milan

Le coppe in bacheca

Per ricordare con la lacrima

Dalla notte del 4-0 alla Steaua Bucarest del trio olandese guidato in panchina da Arrigo Sacchi alla “vendetta” di Atene del 2007. Di fronte c’era quel Liverpool che due anni prima era stato protagonista di una rimonta impensabile, (io sul 3-0 avevo già preso la bandiera da appendere… tanto per darvi un’idea). Poi arrivò il 3-3 e la sconfitta ai rigori. Era la notte di Istanbul, una delle pagine tristi del trentennio. Un’ombra Istanbul, come la serata di Marsiglia con Galliani, altro simbolo dirigenziale dell’era berlusconiana, che scende in campo e fa uscire dal campo la squadra per il black out di un riflettore. Ombre come quelle delle ultime tre stagioni, concluse senza Europa e con tanta contestazione a società e giocatori.

Ma ci sono state anche le finali in Coppa Campioni vinte col Benfica, il Barcellona e la Juventus, le due Coppe Intercontinentali, una Coppa del Mondo per club, gli otto scudetti (tra cui uno vinto a Perugia… per me indimenticabile) e tanto altro.

Oggi inizia un nuovo capito per il Milan, o come qualcuno lo ha già ribattezzato Mi Lan. Un capito bello o brutto non si sa… ma sicuramente nuovo. In groppa al Dragone potrebbe persino tornare sul tetto del mondo. O almeno si speLa!   

Se non chiama non gli piaci abbastanza… vale anche per il Milan

C’è chi compra… c’è chi vende. C’è chi vende e poi compra. E poi c’è il Milan, che non fa nulla. Si sbarazza dei pesi ma non incassa, in pratica non fa calciomercato.
Ieri mi sono chiesta: ma 11 giocatori da mandare in campo per la prima partita di campionato ce l’ha? Comincio ad avere seri dubbi anche su questo.

Non viene mai comunicato l’arrivo di qualche giocatore, tutto è bloccato.

Se i cinesi non comprano… non si compra!

E se non ti chiamano è perché non gli piaci abbastanza… vale anche per le squadre di calcio in vendita

la verità è che non gli piaci abbastanza

Così mi immagino la dirigenza Milan mentre aspetta la chiamata dei cinesi

Oramai il tifoso milanista si è rassegnato a questo destino: non si arrabbia più, non spera più in grandi arrivi, non punta più a grandi risultati. E’ privo di entusiasmo, quasi apatico… sta lì e aspetta la sorte del suo destino, consapevole che non può fare nulla, se non aspettare.

E’ come un innamorato appena lasciato, che non reagiste e aspetta seduto sul divano che tutto passi. Che la delusione e il dolore finiscano. Vive solo di ricordi, ha in mente solo i bei momenti andati e ha quella flebile speranza che tutto possa tornare come prima.
Ma non è così. Se qualcosa dovesse tornare, sarà tutto nuovo, diverso… magari meno bello, ma che potrà, perché no, farlo ancora entusiasmare. Oddio, almeno spero!