Un Piacere (Magazine) per Colpo di Tacco

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Nientepopodimenoche siamo finiti sulla stampa… Che onore! Piacere Magazine parla di Colpoditacco. Non per vantarmi, ma sono contenta e ringrazio la mia amica\collega Lucrezia.

Sono fiduciosa… sarà il primo di una lunga serie! (speriamo).

Ecco il giornale completo: http://issuu.com/piacere_magazine/docs/pm-88-web

Le vecchie europee come gli indiani di Agatha Christie: ne è caduta una al giorno

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Sono cadute una al giorno come “I dieci piccoli indiani” di Agatha Christie e tutte per mano di sudamericane o di squadre della Concacaf (la federcalcio nord-centroamericana). Sto parlando delle nazionali europee, che meste meste sono tornate a casa una dopo l’altra: Spagna, Inghilterra, Italia, Portogallo, Croazia, Russia e Bosnia, lasciando il Mondiale con mille rimpianti e tanti errori.

Le rappresentanti del vecchio continente sono rimaste in sei (un minimo storico), due le africane e otto le americane, per un Mondiale sempre più targato nuovo continente. E proprio le nuove realtà calcistiche la stanno facendo da padrone, infatti, fatta eccezione per: Brasile, Germania, Argentina, Francia, Uruguay e Olanda, le altre dieci delegazioni non sono mai arrivate a una finale. Questo potrebbe farci chiedere dov’è finito il calcio europeo (facile dare la colpa al clima) e che fine hanno fatto i suoi campioni milionari? Troppi soldi, troppo ingolfati, troppo star.

Questo Mondiale è il Mondiale delle sudamericane, è il Mondiale della riscossa e delle grandi occasioni. E per questo largo alle nuove nazionali, che anche se non faranno molta strada (alla fine in semifinale ci arriveranno le solite note), potranno dire di averci provato fino all’ultimo tiro in porta. Costa Rica, Cile, Colombia, Usa, Messico ma anche Algeria, Belgio, Grecia, Nigeria e Svizzera potranno (anzi dovranno) dar fastidio più che possono alle grandi corazzate.

Buon proseguimento di Mondiale a tutti!

L’Italia la guardo in intimità…

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Non capisco proprio quelli che vanno a vedere le partite dell’Italia in piazza, nei pub o nei ristoranti. MA PERCHÉ?!
Secondo me, sono i posti più scomodi per vedere una partita. Gente che urla per ogni azione, che commenta inutilmente, gente che si alza, si sposta e ti impedisce di vedere come si deve. Donne, uomini e bambini che ti distraggono con domande, alle quali un vero appassionato di calcio potrebbe rispondere con dei veri e propri insulti. E farebbe pure bene…
A meno che, uno non ha la tivù a casa o non ha uno straccio di amico che lo inviti, mi chiedo perché si devono vedere le partite con un’orda di gente sconosciuta. Forse per ricreare l’atmosfera da stadio?! Ma noooo. Non è assolutamente la stessa cosa.

Per me la visione perfetta di una partita, che sia la Nazionale o una squadra di club , è in casa e con poche persone intorno. Anche i gruppi di visione formati da amici, in più non particolarmente amanti del calcio, non è che li ami molto. Oggi l’Italia gioca la sua seconda partita del Mondiale e io, seguendo la mia tradizione, la vedrò a casa e con poca gente (come ho fatto con la prima). Pochi ma buoni! Per le rimpatriate c’è tempo dopo: dopo le 20.

E voi come guardate di solito le partite di calcio?

Il Lione a caccia della zebra

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Nella giungla delle coppe europee è rimasta solo la Juventus. Per le altre squadre italiane è stata una vera e propria mattanza. Rimanendo in gergo animalesco la zebra juventina pesca, dall’urna dei quarti di finale di Europa League, il Lione (quinto nel campionato francese), per un duello degno del miglior documentario di Quark. I bianconeri giocheranno l’andata in Francia il 3 aprile, per poi affrontare il Lione, il 10 aprile, a Torino.

Chissà se in questa sfida la zebra riuscirà a correre più del leone ad avere la meglio su di lui, capovolgendo le leggi della natura? Dalla sua c’è che, quest’anno, quando non è riuscita a giocare bene, la zebra ha avuto sempre molta fortuna. E si sa, la fortuna nella giungla calcistica serve sempre! Quindi zebra corri e non farti azzannare dal Lione…

Degli Spider Man davvero speciali!

Iniesta, Valdes, Arbeloa e Diego Lopez si trasformano in Spider Man!

I giocatori di Barcellona e Real Madrid si sono travestiti da Uomo Ragno nello spot che promuove il film e che sta facendo impazzire gli spagnoli.

 

Non gli resta che esultare per i gol presi dalla Juve…

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Ci sono tifosi ai quali non resta che esultare per le disgrazie altrui. Sono discretamente circondata da tifosi milanisti e interisti e visto che le loro squadre sono in rovina, oramai non gli resta che esultare per i gol che subisce la Juventus. Anche ieri sera al pareggio della Fiorentina l’esultanza è stata delle migliori.
La Juve o la ami o la odi. E a chi non è un suo tifoso, sprigiona un’antipatia e un fastidio nei suoi confronti, pari solo al morbillo preso a luglio. Per alcuni è proprio una legge: quando gioca la Juve, con chiunque giochi, si tifa sempre l’altra squadra. Addirittura si esulta al gol che prende. Tifare contro… sempre e comunque.

Napoli-Roma, un secondo posto per due

Gonzalo Higuain

Gonzalo Higuain

Napoli-Roma vale il secondo posto e l’accesso diretto in Champions League. La Roma potrebbe allungare (a quel punto sarebbe quasi imprendibile) e il Napoli potrebbe invece avvicinarsi e sperare di chiudere il campionato dietro alla Juventus. Ma l’osservato speciale di questa sera, almeno per me, è Gonzalo Higuain.
Da quando è arrivato in Italia mi ha conquistata, non solo con le sue giocate da vero numero 9 (già 20 gol in stagione), ma per il suo modo da anti-divo. Da uno che gioca (e segna) e basta.  Non ha atteggiamenti da star, non appare sui giornali di gossip (oltre a quando ha rischiato di sfigurarsi a Capri) e non ha invaso l’Italia con super fidanzate e mazzi di donne  (almeno da quello che sappiamo noi). Higuain ci piace!
Non è un bellone super sexy, ma ha il suo perché: barba incolta e capelli con un taglio classico (niente creste, rasature bizzarre o ciuffi sparati di qua e di là). Insomma, uno che sarebbe potuto venire in classe con te o potrebbe essere un amico di vecchia data.

Comunque, tornando alla partita di stasera (ore 20.45) credo che sarà un bello spettacolo… visto anche, come erano andate le due sfide di Coppa Italia. Buon calcio a tutti!  

Inizia il campionato… allora si fa festa!

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E poi dicono dell’Italia?! Che siamo fissati con il calcio e che quando gioca la nazionale il Paese si ferma. Bé c’è anche chi fa peggio di noi. Ad esempio gli americani, che manco a dirlo sono sempre esagerati con tutto.
La loro ultima idea è quella di rendere “L’Opening Day”, cioè l’inizio della stagione della MLB, festa nazionale. Per loro infatti quel giorno è molto di più che l’inizio del campionato di baseball: è un simbolo di rinascita. È l’arrivo della primavera, è un giorno di speranza.
La MLB calcola che circa 22 milioni di americani il giorno dell’Opening Day va in ferie e quindi perché non rendere quel giorno festa? Per questo è stata organizzata una raccolta di firme (ne servono minimo 100.000) da presentare alla Casa Bianca e considerando che all’inizio della stagione manca quasi un mese (il via è il 31 marzo) e solo dopo tre giorni si erano già raccolte 47mila firme, si può dire che l’obiettivo è quasi raggiunto.  Quindi, che festa nazionale, sia!

A confronto la fissazione per il calcio degli italiani è solo un semplice passatempo. Oppure si potrebbe prendere spunto (visto che si copia sempre dagli americani) e quando inizia il campionato, tutti a casa!

Sanremo o San Siro?

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Sanremo o San Siro? Questa sera la scelta è dura. Macché! Stiamo scherzando?! Io non ho dubbi. Ma in casa ci sarà da litigare. Fortuna che siamo nel periodo storico in cui nelle abitazioni ci sono più televisioni che quadri. Ma chi prenderà la tivù “padronale”, e non dovrà andare in esilio in camera o in cucina? La lotta sarà dura. Forse già verso le 18 comincio a prendere posto…
A favore mio c’è che, in squadra, ho il padrone di casa, che in quanto tale ha di diritto la tivù migliore. Ma si sa che, di questi tempi il pater familias, in una casa di tutte donne, non ha più tanto peso. Ma per questa sera sono fiduciosa!
Quindi niente Sanremo e si vedrà Milan-Atletico Madrid.
L’unica musica che voglio sentire è la musichetta della Champions League e poi San Siro non è la “Scala del calcio” sempre di musica si parla. Per questo, accordiamo gli strumenti e speriamo di vedere:

un assolo di Kakà (che ultimamente non passa mai un pallone)

una difesa che non stoni (Rami e Bonera scaldate l’ugola e non solo)

un Balotelli in vena che diventi una rock star (non per le catene d’oro e i capelli improbabili)

un Taarabt che suoni un’altra musica

e un Diego Costa che sia solo un ospite straniero (tanti applausi ma nulla più)
Perché San Siro è San Siro…

Lei guarda le partite, lui legge romanzi: quando le parti s’invertono…

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Esistono uomini che non amano il calcio. Che non lo guardano in tivù e che non giocano al fantacalcio. Alla Gazzetta preferiscono i libri. Alla Champions preferiscono Scorsese.
Insomma, e se la tifosa fosse lei e non lui?
Lei che segue il calcio, che legge la Gazzetta e che, tra una superpartita in tivù e un programma sul trucco, sceglie la prima. Diciamo la verità, è un caso abbastanza raro, ma esiste… ve lo assicuro!

Capita infatti, che lui non giochi a calcio, anzi che lo odi proprio, che conosca a malapena il nome dei giocatori più famosi e che guardi solo la Nazionale, ma solo perché è un “momento aggregativo”.

Lei passa la domenica spaparanzata sul divano per seguire tutti i risultati, lui fa tutt’altro: legge o guarda film. Per lei il calcio è il pane quotidiano, ne discute con gli amici, se ne informa, per lui è uno sport inutile e noioso, che fa solo sprecare tempo. Lei tenta di coinvolgerlo, ma lui risponde: “Perché devo complicarmi la vita?”.

Lui non è mai andato allo stadio e non gli verrebbe mai in mente d’indossare la maglia di una squadra, il fantacalcio è qualcosa che conosce solo perché i suoi amici non parlano d’altro, ma non ha la minima intenzione di giocarci.
Lei invece pagherebbe per far parte di un gruppo di fantacalcio, per lei dare allo stadio è sempre emozionante e divertente e dorme spesso con la maglia dei giocatori che più le piacciono. È lei quella che riconosce un fuorigioco, lui preferisce i “giochi fuori”.

Ma c’è un linguaggio che li unisce, quello del cinema.  Per questo lei ha provato a spiegare a lui, la bellezza di una partita, come può essere Milan-Barcellona o Juventus-Real Madrid, paragonandola a un film di Martin Scorsese. “L’attesa per l’evento è sempre alta, vanno in scena grandi interpreti e raramente resterai deluso dallo spettacolo”. Lui, prima ha storto il naso: “Sono eventi imparagonabili”, ha sentenziato, ma poi pensandoci bene il paragone non gli è affatto dispiaciuto. E i loro mondi si sono per un attimo incontrati.

Ok! tutto questo sembra un mondo capovolto, perché nella vita “normale”, la situazione si verifica spesso al contrario, ma vi assicuro che esistono anche casi come questo.