L’Italia la guardo in intimità…

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Non capisco proprio quelli che vanno a vedere le partite dell’Italia in piazza, nei pub o nei ristoranti. MA PERCHÉ?!
Secondo me, sono i posti più scomodi per vedere una partita. Gente che urla per ogni azione, che commenta inutilmente, gente che si alza, si sposta e ti impedisce di vedere come si deve. Donne, uomini e bambini che ti distraggono con domande, alle quali un vero appassionato di calcio potrebbe rispondere con dei veri e propri insulti. E farebbe pure bene…
A meno che, uno non ha la tivù a casa o non ha uno straccio di amico che lo inviti, mi chiedo perché si devono vedere le partite con un’orda di gente sconosciuta. Forse per ricreare l’atmosfera da stadio?! Ma noooo. Non è assolutamente la stessa cosa.

Per me la visione perfetta di una partita, che sia la Nazionale o una squadra di club , è in casa e con poche persone intorno. Anche i gruppi di visione formati da amici, in più non particolarmente amanti del calcio, non è che li ami molto. Oggi l’Italia gioca la sua seconda partita del Mondiale e io, seguendo la mia tradizione, la vedrò a casa e con poca gente (come ho fatto con la prima). Pochi ma buoni! Per le rimpatriate c’è tempo dopo: dopo le 20.

E voi come guardate di solito le partite di calcio?

Dalle Furie Rosse… alle ferie rosse

 

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La Spagna, campione in carica, esce dal Mondiale e non arriva nemmeno agli ottavi. Due partite, due sconfitte. Sette gol subiti e solo uno segnato (su rigore), una vera debacle… decisamente poco annunciata, visto gli anni passati.

Ora a Casillas e compagni non resta che andare in vacanza, passando dalle furie rosse… alle ferie rosse! Va be’ sarà per la prossima volta! Mandaci una cartolina… 

Viva le maglie che… lasciano poco all’immaginazione!

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Mi sembra doveroso spendere due parole sulle maglie indossate dai calciatori durante queste partite mondiali (dite la verità, non aspettavate altro?!). Alzi la mano chi non ha notato che le magliette sono super attillate?
Comunque, belle o brutte che siano, quello che salta all’occhio, specialmente alle donne, è il fatto che sono molto aderenti. Aggiungi, poi il sudore, il caldo e voilà… non lasciano molto all’immaginazione. Dopotutto, anche le donne dovranno avere un buon motivo per seguire questi mondiali….

Le magliette sono così aderenti (mi chiedo come facciano a togliersele dopo la partita… magari le tagliano?!) che mostrano il fisico scolpito dei giocatori come quasi fosse nudo, e loro possono sfoggiare in mondovisione pettorali, addominali e bicipiti con tanto orgoglio.
Gli studiosi dell’estetica hanno trovato persino un nome per questa moda: si chiama “spornosexual”. Il termine descriverebbe, anche i calciatori strizzati nella maglietta così aderente da far esaltare i muscoli: si tratta dell’ultima frontiera del narcisismo maschile. Da Hulk a Boateng, da Balotelli a Cavani, fino a Drogba, Marchisio e Cristiano Ronaldo, è una gara di muscoli, altro che di gol.
Per quanto riguarda invece l’estetica delle divise, voto (a malincuore) la Francia. Con la divisa da collegiali blu scuro, con tanto di colletto simil polo, sono molto eleganti. Al secondo posto, metto l’Italia, stesso genere, ma purtroppo l’azzurro fa meno chic del blu, c’è poco da dire! Al terzo posto (strano ma vero) segnalo gli Usa: la prima maglia non mi dispiace, anche se la seconda fa tanto Capitan America, manca solo lo scudo. Tra le peggiori ci sono quelle del Belgio e del Camerun, ma anche il Messico non scherza…

Buona la prima!

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L’Italia con una signora partita batte l’Inghilterra 2 a 1. Una nazionale che non ti aspetti: superiore agli inglesi a centrocampo con Pirlo, De Rossi, Marchisio e Verratti su tutti. Darmian e Sirigu le due sorprese che incoraggiano il gruppo e un Balo in gol. L’unica pecca, la difesa un po’ troppo ballerina. Paletta non certo al meglio e troppo sbrigativo nel regalare calci d’angolo agli inglesi.

Ora venerdì c’è la Costa Rica.

Neymar, il campione simpatico come il morbillo a luglio

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Il Mondiale brasiliano si è aperto nel segno di Neymar. È l’uomo (il ragazzino) del momento. Il giocatore più atteso non ha deluso e ha regalato al suo pubblico due gol, uno dei quali (il rigore) donato amichevolmente dall’arbitro giapponese Nishimura. Così, giusto per partecipare anche lui alla festa del Brasile!

Ok, il giocatore verde-oro è un vero talento, nonostante il taglio dei capelli davvero inguardabile, è uno dei più attesi del Mondiale, ed è un personaggio amato dai marchi pubblicitari e della stampa. Si vocifera di due, e dico due, modelle che se lo contendono (Ronaldo a confronto è un dilettante), è apparso sulla copertina di Vogue con Gisele Bundchen ed è la vera stella nascente del calcio con tutti gli occhi puntati addosso.

Non voglio entrare nel merito della sua bravura, perché è evidente (anche se con il Barcellona non è che quest’anno abbia brillato molto, ma va bene era il suo primo anno) e lascio i commenti tecnici ai giornali e agli esperti.
La cosa su cui voglio soffermarmi, è che Neymar è simpatico come il morbillo a luglio. Questa è la prima cartolina che mi è arrivata dal Brasile ieri sera. Ma, essendo un po’ che lo seguo, di questa sua antipatia me n’ero accorda da tempo. Si atteggia a superdivo tamarro, facendo quasi concorrenza a Cristiano Ronaldo e Mario Balotelli. Insomma, con la sua aria da ribelle imbronciato, a tratti un po’ forzata, sprizza antipatia da ogni poro e se la crede di brutto (almeno per me, sia chiaro).

Va be’, ma queste sono solo chiacchiere da donne, quello che conta è che faccia vincere il suo Brasile… ma ragazzì, un sorriso in più non guasta e per fare il divo hai tempo… Non vorrei che le attese più grandi si trasformino alla fine in colossali bluff! 

Per il Mondiale “un post a due” con Cineclan: quando il cinema racconta il calcio…

Oggi iniziano i Mondiali, no? Siamo in tema! *Cineclan e Colpoditacco festeggiano con le vuvuzela* e si cimentano per la prima volta in un “pezzo a due”, o a quattro mani se preferite. Cinema e calcio in una botta sola. Solo per voi!

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Cineclan è la figlia maggiore di un padre che avrebbe tanto voluto un figlio maschio, e oltre a farla sentire fortemente l’identificazione con Lady Oscar (Fersen, dove sei?), comporta anche il rapportarsi a    una “rivista per soli uomini”, come lo definiva qualcuno di sua conoscenza, molto nazional popolare,  come il calcio.

Cresciute entrambe col motto “due cose non si possono cambiare nella vita: la mamma e la squadra del cuore”, si ritrovano (entrambe) loro malgrado a tifare una squadra che gli sta dando        ultimamente enormi sofferenze, al motto di “mandiamo a puttane la storia del calcio e accontentiamoci del campionato italiano se non della serie B”!

Cineclan si definisce una tifosa, anche se la sua conoscenza delle regole del gioco calcio è alquanto lacunosa e per questo che si è affidata a “una vera esperta” (che sarei io? Sicura Cineclan?!), a una persona come me, che coniuga da sempre donne e pallone e che è cresciuta guardando calcio. Che lo ama, lo segue, lo commenta e persino lo scrive.

Dall’unione delle nostre menti malate diaboliche è nata la TOP 5 dei Migliori Film sul Calcio! Quale modo migliore per celebrare i Mondiali…?
Noterete delle vicinanze tra i nostri due mondi… Non so se dipenda dal fatto che siamo entrambe donne o forse che io capisco di cinema e di calcio in egual misura… (qualcuno sostiene addirittura  il contrario).

La Top 5 dei Migliori Film sul Calcio di Colpoditacco!

1)    Fuga per la vittoria: se si parla di cinema e calcio non c’è nulla di meglio. Lo stesso cast unisce alla perfezione i due mondi con Stallone, Caine e Pelé. Inoltre, il rigore finale parato da Stallone è passato, alla storia più di quello di Fabio Grosso nella finale contro la Francia nel 2006. Insomma, a mio avviso, il film che in un certo senso racchiude dell’essenza del calcio, ma non solo.

2)   Ultrà: Il racconto freddo e cinico che Tognazzi fa, non tanto del calcio, ma dei suoi tifosi, è perfetto. Ha saputo raccontare uno spaccato reale di questo mondo senza romanticismo e buonismo. Nel bene e nel male gli ultrà sono così, non tutti sia ben chiaro, ma all’interno delle curve i cani sciolti ci sono sempre e questo film li racconta con molto realismo.

3)      Sognando Beckham: non potevo non metterlo al terzo posto. Per una donna che segue e ama il calcio come minimo deve essere tra i primi tre di una classifica come questa. Nella mia prossima vita voglio giocare a calcio e fidanzarmi con Jonathan Rhys-Meyers. Mi sembra il minimo!

4)    Maradona di Kusturica: più che un film è un documentario, ma non poteva mancare. La vita del più grande e discusso giocatore raccontata da Emir Kusturica è qualcosa che non si dimentica, ma soprattutto è un film che va visto, anche solo per capire e conoscere le idee, il calcio, la famiglia e tutti i guai de El pibe de oro. Un soggetto speciale e un grande regista: un’unione perfetta.

5)    Amore, bugie e calcetto: per chiudere la classifica scelgo questa commedia, tra gli infiniti film inglesi dal tema calcistico. Prima cosa perché a me è piaciuta, è una commedia italiana da non buttare (cosa rara). Secondo, perché racconta il calcio (calcetto) della gente comune, non delle star, non di quelli che devono realizzare il sogno e vincere chissà che o cose simili. E terzo perché, la compagnia del calcetto è una cosa che agli uomini ho sempre invidiato, oltre al fatto che possono andare al mare senza passare dall’estetista…

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Ecco invece la Top 5 di Cineclan

E sulla questione di peeling sollevata da Colpoditacco (questione che io sottoscrivo e sposo alla grande!), andiamo a cominciare la nostra Top 5, partendo dall’ultima posizione:

5)   Sognando Beckham: perché ci ha permesso di scoprire che Beckham non è solo un concentrato di testosterone very british, ma anche un modo di tirare le punizioni! E poi spiegare il principio del fuori gioco con senape e maionese renderebbe comprensibile il concetto anche a chi il calcio non lo mastica neanche per sbaglio!

4)   L’arbitro (Paolo Zucca): perché da merito a quel calcio che si gioca nei campetti polverosi e che di regolamentare ha solo la denuncia ai NAS per la salvaguardia di polmoni, ginocchia e nasi dei calciatori! E poi l’uso del b/n per delineare uno dei personaggi più bestemmiati del mondo del calcio ovvero l’arbitro è sublime!

3)   Fuga per la vittoria: Cosa aggiungere in più a quello che ha detto Colpo di Tacco poche righe sopra? Nulla, se non che una rovesciata come quella di Pelé io non l’ho mai vista!

2)   Febbre a 90°: e qui, signori, parliamo di un must, più l’omonimo libro di Nick Hornby  da cui è tratto che il film sinceramente, ma Colin Firth merita sempre un posto in classifica! Anche perché qualsiasi tifoso del Milan in questo momento si sente solidale con Nick Hornby tifoso dell’Arsenal!

1)  Hooligans: ovvero inchinatevi alla potenza dei quadratini di Charlie Hunnam! Sì, perché a parte tutta la questione socio-giornalistica sul fenomeno degli Hooligans inglesi, il film è un inno all’amicizia e a Charlie Hunnam senza il quale non ci saremmo MAI infognati con Sons of Anarchy… E poi è la dimostrazione che anche gli Hooligans brutti, sporchi e cattivi hanno un cuore!

E cantando “I’m forever blowing bubbles” (inno del West Ham, se non lo sapevate!) Colpoditacco e Cineclan vi salutano e vi danno appuntamento alla prossima Top 5!

 

“Mi innamorai del calcio come mi sarei poi innamorato delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente, senza pensare al dolore o allo sconvolgimento che avrebbe portato con sé.” (Nick Hornby)

E se poi vincono le squadre che non ti aspetti…?

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In ogni edizione del Mondiale ci sono le squadre che hanno la definizione di “sorpresa”. Quelle squadre che sulla carta non sono le favorite, ma che possono contare su buoni giocatori e su un bel gioco e per questo rientrano appunto nella categoria “sorprese” o “rivelazioni”. Nazionali che non ti aspetti e che invece, partita dopo partita, riescono ad arrivare lontano. Ma spesso le sorprese non sono alla fine come uno se le aspetta.
Tra le squadre presenti in questo Mondiale, di possibili sorprese ne ho individuate alcune. Via, oggi mi cimento in un post serio (per quanto il calcio possa essere definito tale).

Tra le europee punterei sul Belgio. Favorito nel gruppo H, ha una rosa di primo livello, a partire dal portiere Cortois. In difesa può schierare Alderweireld, Vertonghen, Kompany, Van Buyten  e Vermaelen, mentre a centrocampo c’è Hazard, e in attacco Mertens e Lukaku.
Anche la Bosnia potrebbe riservarci delle sorprese. Nel suo gruppo ha solo l’Argentina di cui preoccuparsi. È una squadra giovane e con poca esperienza internazionale (è il suo primo Mondiale) e questo potrebbe penalizzarla, ma può vantare giocatori come Pjanic, Lulic e Dzeko. Da non sottovalutare!

Tra le africane punterei sulla Costa d’Avorio, che può arrivare agli ottavi grazie al talento di Yaya Toure, Drogba e Gervinho, e il Ghana: nonostante il girone non facile potrebbe sorprenderci con Essien, Muntari e Asamoha, e la personalità di Boateng.

Per il Sudamerica la vera rivelazione potrebbe essere la Colombia. È una squadra di veri talenti con Zuniga, Zapata, Yepes, Armero, Guarin, Cuadrado e Ibarbo, oltre a Rodriguez e Martinez. Ma l’assenza di Falcao potrebbe essere ben sostituita da Bacca del Siviglia, fresco vincitore della Europa League. Anche il Cile non è male con i talenti Vidal e Sanchez, oltre a Isla e Vargas, ma il girone è duro da passare.

Ok, queste sono le “mie sorprese”. Ora non resta che aspettare e vedere se ho ragione o no… se gli ho portato allegramente sfiga o se ci ritroviamo a metà luglio a guardare una finale tra Belgio e Colombia. L’attesa già mi logora!

Cercasi disperatamente il cuoco della Nazionale…

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Oggi mi sono svegliata con questa domanda filosofica ma Claudio Silvestri, il cuoco della Nazionale, che fine ha fatto?! Ma più che altro: c’è ancora lui a cucinare per gli azzurri? Sarà partito anche lui per il Brasile o ha cambiato lavoro e se ne sta tranquillamente a casa sua a mangiare pane e nutella…?! Di lui si sono perse le tracce e queste domande, purtroppo, non avranno mai una risposta… resterò per sempre con questi dubbi! Dove sei Claudio Silvestri?! Agli azzurri non piace più la nutella… forse li appesantiva un po’ troppo o gli faceva venire i brufoli. C’è da dire che è l’unico cuoco che non ha fatto carriera in tivù o non ha scritto un libro. Povero Silvestri, forse era capace solo a preparare pane e nutella…!

Comunque, la versione del “cuoco campione del mondo” fatta da Ubaldo Pantani era decisamente divertente, tra le migliori del suo repertorio e in occasione dei Mondiali non posso non ricordarla.

Negli stadi brasiliani arrivano regole ferree

Tifosi

Arriva il codice etico per i tifosi. Sul sito della Coppa del Mondo la Fifa spiega al tifoso il codice di condotta da rispettare all’interno degli stadi.

Niente strumenti musicali (non ci saranno le vuvuzelas), e non ci sarà neanche la caxirola, la variante brasiliana della vuvuzela. Niente tablet ma gli smartphone sono ammessi. Si potrà tifare, cantare, esultare, ma senza alcun tipo di strumento musicale e senza trombette, fischietti e fuochi di artificio.

Le bandiere sono permesse, ma con alcune restrizioni. Le dimensioni non possono superare i 2 x 1,5 metri, mentre l’asta non può essere lunga più di un metro e deve essere fatta con materiale flessibile.

Occhio anche all’abbigliamento: non sarà permesso l’ingresso di magliette o altri indumenti che abbiano richiami ideologici e politici o che presentino scritte discriminatorie, razziste e xenofobe. Cibo e bevande assolutamente vietate, a meno che non si tratti di alimenti specifici per diabetici. Vietato l’ingresso agli animali.

Buon Mondiale a tutti!