Ma come vi siete vestiti?!

Oggi mi sono svegliata con lo stesso spirito critico e fashion di Enzo Miccio. Sì, oggi voglio essere Enzo Miccio! Per questo ho deciso di scatenarmi contro alcuni calciatori che hanno avuto il coraggio (perché questo è puro coraggio) di presentarsi in pubblico in un modo a dir poco indecente. E per questo gli voglio urlare: “Ma come vi vestite?!”, o meglio “Dove avete lasciato la vostra virilità?!” sempre che ne abbiano mai avuta una. Questi capi, infatti, tutto fanno pensare, meno che allo stereotipo del calciatore o all’uomo che non deve chiedere mai… La virilità l’hanno lasciata tutta nel campo da gioco! Mah!

Gervinho

Ma andiamo con ordine. La scorsa settimana il web è impazzito per le scarpe di Gervinho: più che il web io pensavo che a impazzire fosse stato lo stesso Gervinho, presentandosi in pubblico con delle scarpe del genere. Non erano da donna, erano più da nonna. Le scarpe con le quali mia nonna andava alla messa la domenica. Non si possono vedere su una donna, figuriamoci su un uomo.
Questa visione mi ha poi illuminato e riportato alla mente capi d’abbigliamento improponibili, che altri giocatori hanno indossato nel corso degli anni.

cristiano-ronaldo-shorts-1- Chi non ricorda Cristiano Ronaldo in versione Barbie Malibu: shorts e abbronzatura da far invidia a una diciottenne californiana. Ronaldo… così non ti si può guardare!

ibrahimovic_2_getty E che dire di Ibrahimovic vestito come una pallavolista anni 80. Io penso: sai di indossare una robina del genere sotto, abbi  almeno la decenza di non spogliarti in campo!

mexes Non posso poi non citare Mexes stile Candy Candy. E io che pensavo che l’unico rosa che un uomo potesse sopportare fosse quello della Gazzetta dello Sport… Il difensore del Milan invece lo abbina ton sur ton. Complimenti!

Infine, ci sono i leggings e la gonna-pantalone indossati con disinvoltura da Boateng e il cappotto con le piume svolazzanti di Balotelli. E dire che questi due sprizzano testosterone da ogni poro…

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Ma io che ne posso sapere… questa è moda e io sono una Enzo Miccio solo da un giorno!

 

 

Juve, tre stelle come gli hotel di media categoria

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Tre stelle sì, tre stelle no. C’è chi le vuole sulla maglia, c’è chi come Andrea Agnelli, che per ora dice no: “Quando qualcuno metterà sulle maglie la seconda stella noi mostreremo la terza, per rimarcare la differenza”, ha detto durante una conferenza stampa.
Poi c’è tutta la questione degli scudetti: per i bianconeri sono 32, mentre per la contabilità sono 30.

Comunque, lasciando agli “esperti” pensieri filosofici e considerazioni matematiche sul numero di campionati vinti dalla Juventus, ora quello che conta sono le tre stelle.
Finalmente Juve hai tre stelle! Come gli alberghi di Riccione di media categoria. Quindi, per questo, dovrai fornire servizi decenti: tivù satellitare, frigobar in camera e colazione a buffet. Certo, ancora per arrivare a un quattro stelle c’è da lavorare… e magari vincere qualcosa anche in Europa: si sa, queste cose contano per salire di categoria e arrivare al top (come direbbe Briatore!). Però, a sentire il tuo presidente resterai per ora un due stelle… così le pretese restano più basse, così come le aspettative!
Insomma, un tre stelle sul campo e un due stelle sulla maglia… un po’ come un hotel in cui sono andata una volta: aveva due stelle sull’insegna e tre sulla chiave. Sono andata via senza mai capire quante stelle avesse e il dubbio mi tormenta ancora oggi!

Tutta Perugia in B…

 

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Tutta Perugia in “B” dopo la vittoria su Frosinone che ha fatto tornare la città umbra nella serie cadetta dopo nove anni di assenza.

B come Biancorosso

B come Baci Perugina

B come Baracconi

B come Bregno per il Frosinone

B come Bella

B come “Bula”

B come Bolgia in centro

Cartoline dalla festa!

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Mauro e Mario le due “M” del derby

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Tante le cose in comune tra Mario Balotelli e Mauro Icardi. 

Entrambi ancora devo dimostrare di essere dei veri campioni… dei talenti sì, ma quando arriverà la prova concreta?! I tifosi aspettano…

Entrambi sono i re del gossip, di Twitter e dei selfie: ci raccontano praticamente tutta la loro vita fuori dal campo tra uno scatto e un altro. Ad entrambi urliamo… Bastaaa! Anche le migliori telenovela a un certo punto finiscono!

Entrambi potrebbero (sempre che ne abbiano voglia) decidere con un loro gol, il derby

Entrambi sono sempre più spesso sulle pagine dei giornali per le loro gesta non prettamente calcistiche… Di loro parla più “Novella 2000” che la “Gazzetta dello Sport”.

tante sono anche le differenze…

Balotelli ha giocato 5 derby: 3 nerazzurri e 2 rossoneri senza segnare un gol. Icardi invece è sceso in campo solo per 12 minuti per sostituire Cambiasso

Balotelli ci ha messo un anno per riconoscere sua figlia. Icardi cresce i figli di un altro

Balotelli fa impazzire stampa, tifosi e donne. Icardi solo Maxi Lopez

Balotelli si prende e si lascia con Fanny. Icardi a giugno sposerà Wanda

Balotelli è un vero bad boy e non fa nulla per rimediare. Icardi non vuole esser chiamato così, si sente già un padre di famiglia a vent’anni (Mah!!)

Insomma, la gara tra i due è aperta e che vinca il migliore… (o forse no!) 

La Juve derisa dal web…

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La Juventus va fuori dall’Europa League e il web si scatena con gli sfottò.  Dopotutto la Juve, chi non la tifa la odia, quindi era quasi scontata questa pioggia di satira anti bianconeri…

Va bé, sarà per la prossima volta… alla fine è dal 1996 che non vincete in Europa, anno più anno meno, che vi importa!

Quelli che diventano tifosi solo per i big match… non rischiano di portare sfiga?!

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Mi sono sempre chiesta: ma se uno non va mai allo stadio o segue sporadicamente una squadra, perché deve andare a vederla durante una super partita in cui la posta in palio è altissima? Ma stattene a casa!! È questo, quello che vorrei urlare.

Io sono molto scaramantica quando si parla di calcio. Non sei mai andato allo stadio durante un intero campionato?! Perché ci vai proprio in una partita decisiva? Non lo sai che in questi casi la cabala è tutto…?!
Se per tutto l’anno il tuo interesse per la squadra è stato chiedere alle 18 della domenica (quando te lo sei ricordato) “che ha fatto oggi il…?”, perché domenica, che c’è una partita decisiva devi andare allo stadio?!
Ok, uno potrebbe dire: “vado per far sentire il mio appoggio alla squadra”, oppure “vado perché è un evento importante” e questo potrebbe essere giusto, ma in una settimana diventare un ultrà esaltato, mi sembra eccessivo. Visto e considerato che a malapena conosci giocatori. Insomma, la mia paura è che, tutti questi potenziali tifosi, diventino dei potenziali gufi.

Domenica si gioca Perugia-Frosinone (per molti non certo un big match da far fermare le strade), ma per le due città è una partita molto attesa. In palio c’è l’accesso diretto in serie B e la distanza tra le due squadre è di un solo punto (Perugia 63, Frosinone 62). In pratica, un vero incontro thriller. E allora tutti ad accaparrarsi l’ultimo biglietto. E qui torna il mio discorso iniziale.
Piccolo consiglio: se siete dei tifosi improvvisati, di quelli che la domenica generalmente vanno all’Ikea… continuate a fare come avete sempre fatto, andate a comprare uno studio (con tanto di scrivania, seggiola e libreria) invece di andare allo stadio… e fate andare il Perugia in serie B in santa pace!

 

Alla carica dei 100 e (1)

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Dopo la vittoria di ieri contro il Sassuolo, la Juventus è lanciata a quota 100 e (1). In teoria anche 102. Insomma, alla carica dei 100…

Comunque, accostarli ai cuccioli dalmata mi è sembrato quasi automatico. Non trovate che siano uguali?! Entrambi vestono bianconero, spesso piagnucolano e non è che piacciano proprio a tutti. I dalmata, diciamo la verità, sono bellini in tivù e da cuccioli, ma quando crescono diventano dei banali cani con le macchie. Così come alcuni giocatori della Juve che, se non giocassero in questa squadra, sarebbero, non dico dei cani, ma dei banali giocatori. Non voglio fare nomi, ma li faccio… Bonucci, Marchisio, Ogbonna, Peluso, Isla. I primi che mi sono venuti in mente… magari ce ne sono anche altri.

Come i dalmata Disney, chissà se anche loro arriveranno a 100 e (1)? O perderanno qualche pezzo (punto) per strada… magari contro la Roma?! Comunque… tutti alla carica cuccioli!     

 

 

 

 

Addio all’allenatore filosofo

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Oggi non potevo non rendere omaggio a Vujadin Boskov, morto ieri a 82 anni.  Centrocampista e allenatore serbo, in Italia ha giocato con la Sampdoria, prima di guidarla allo storico scudetto del 1990-1991. Tra gli altri club che ha allenato ci sono stati Ascoli, Roma, Real Madrid, Napoli e Perugia. Resteranno però di lui i suoi aforismi, oramai indelebili nella memoria calcistica collettiva. Ed è proprio con alcune delle sue mitiche frasi che lo voglio ricordare… gli elogi sportivi li lascio fare ad altri più bravi.
Ecco le mie preferite:

Se mettessi in fila tutte le panchine che ho occupato, potrei camminare chilometri senza toccare terra

Se vinciamo siamo vincitori se perdiamo siamo perditori

Rigore è quando arbitro fischia

Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0

Io penso che per segnare bisogna tirare in porta. Poi loro sono loro, noi siamo noi

Se io slego il mio cane, lui gioca meglio di Perdomo

Benny Carbone con sue finte disorienta avversari ma pure compagni

No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area

Nel calcio c’è una legge contro gli allenatori: giocatori vincono, allenatori perdono

La mia grossa preoccupazione è prendere un gol meno dell’avversario

Io penso che tua testa buona solo per tenere cappello

Più bravi di Boskov sono quelli che stanno sopra di lui in classifica

Non ho bisogno di fare la dieta. Ogni volta che entro a Marassi perdo tre chili

Grandi squadre fanno grandi giocatori. Grandi giocatori fanno spettacolo e migliore calcio

Ciao mitico allenatore!

 

 

Per la Nike tutti fenomeni, tranne Pirlo che viene preso a pallonate in faccia…

Otto milioni di persone hanno già visto il nuovo spot della Nike pre-mondiale. Tante superstar del calcio protagoniste: da Ronaldo a Neymar, da Ibra a Iniesta, fino a Ronney, Higuain e Pirlo, che rappresenta l’Italia. Ecco, proprio su Pirlo vorrei spendere due parole, sottolineando la non proprio bellissima figura che fa nello spot. Tutti i campioni giocano, tirano e fanno numeri di calcio fantastici… Pirlo, invece, finisce in barriera e si prende una pallonata in faccia su una punizione di Ibra. Fantastico! Qualcosa vorrà pure dire…

L’Italia oramai nel calcio internazionale è rappresentata da Pirlo, che viene preso a pallonate… Ora che c’erano potevano anche insultarlo e sputargli…

Roma-Milan… “Una spremuta di sangue”

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Roma-Milan non sarà “Una spremuta di sangue” come diceva Maurizio Mattioli nel film “Fratelli d’Italia”, ma potrebbe comunque diventare una partita interessante. La Roma ha poco da chiedere al campionato, oramai il secondo posto è assicurato, il Milan, invece, potrebbe davvero pensare di prendersi un posto in Europa League e per questo giocarsela motivato dall’obiettivo.

Detto questo, quello che questa partita evoca (almeno per me) è il film di Neri Parenti del 1989. Voi direte: ammazza che citazioni colte! Massimo Boldi va in trasferta a Roma per vedere il Milan e lungo il tragitto incappa in due pericolosi ultras romanisti (da lui scambiati per milanisti), appena usciti di prigione proprio il giorno della partita.
Avrò visto e rivisto questo film centinaia di volte, e nonostante il suo sapore decisamente trash, per me è una pietra miliare della commedia di genere. Insomma, altro che Roma-Milan nella storia, con i suoi campioni e la sfida tra Totti e Kakà: per me Roma-Milan è l’incontro-scontro tra gli ultrà romanisti e Boldi.
Un ricordo della mia infanzia e un mix tra calcio e cinema (anche se non di prim’ordine).