Ternana-Perugia… un derby di serie A, giocato in B

Il derby tra Perugia e Ternana non si è mai disputato in serie A. Ma non per questo è privo di fascino e meno sentito. Anzi. Sabato ci sarà appunto Ternana-Perugia e l’attesa è già alle stelle. In città, sui social, in casa… insomma dappertutto.

Dalle mie parti è una partita molto coinvolgente, che va oltre la sfida calcistica: in questa gara si manifesta tutta la rivalità campanilistica tra le due città, una rivalità che non si ferma nei giorni pre e post derby.

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Sono diversi i derby che ho visto, l’ultimo è stata proprio la partita d’andata che si è giocata a Perugia, finita 2-2.

Ma quello che ricordo con più entusiasmo è quello giocato nel 2005 sotto un diluvio pazzesco. A Perugia la pioggia porta bene!
Fu un derby divertentissimo, non solo per il risultato, fini 4 a 0 per il Perugia (doppietta di Ferreira Pinto, Delvecchio e Sedivec), ma anche per le coreografie e il tifo. Non smise mai di piovere, ma c’era talmente tanto l’entusiasmo che alla fine nemmeno me ne accorsi più… chissenefrega dell’acqua, ero zuppa ma felice, dopotutto non era la prima volta che vedevo il Perugia sotto un diluvio. Ero con mia sorella e mia zia (trascinata da noi allo stadio): ancora ricordo quello che a inizio partita ci dicemmo, un po’ per scaramanzia e un po’ perché pioveva tantissimo: “Dai, sul 3 a 0 ce ne andiamo!”. Sapevamo, ovviamente, che non lo avremmo mai fatto, ma quella frase portò decisamente bene.

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Qual è invece il derby che ricorderete per sempre?

Amici, sushi e… “Febbre a 90”

Una conversazione tra amici davanti a un piatto di sushi, che in una realtà “normale” sarebbe avvenuta al contrario… ma a me le cose normali non mi son mai piaciute!

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Lei: Sai, ho rivisto da poco il film “Febbre a 90”.

Lui: Non lo conosco. Non l’ho mai visto.

Lei: Come non lo conosci?! Scommetto invece che i tuoi amici lo conoscono eccome…

Lui: Di che parla?

Lei: Dovresti capirlo già dal titolo. “Febbre a 90”… non ti viene in mente niente?

Lui: Mmmh… ho un’idea ma non penso sia quella giusta. Almeno credo!

Lei: A che pensi?! Non è un porno?!

Lui: Beh! Quel 90 è un po’ forviante…

Lei: Quel “90” sta per i minuti di gioco. È un film sul calcio.

Lui: Mi sembrava strano. E di che parla?

Lei: Di un tipo che è un super tifoso dell’Arsenal e tutta la sua vita gira introno al calcio.

Lui: L’Arsenal è una squadra di…? Ora mi sfugge!

Lei: Londra

Lui: Giusto!

Lei: Ok, cambiamo argomento.   

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*La prossima volta voglio andare a mangiare con un ultrà, che legge solo la Gazzetta e guarda i film di Jean Claude Van Damme. No, non è vero!

Il calcio raccontato nello Stupidiario (così tanto per rallegrarci)

Oggi vi propongo alcune frasi tratte dallo “Stupidiario sportivo”. Ho scelto quelle che mi sembravano più divertenti… Buona lettura in questo giorno piovoso e noioso!

Ci mancano solo Andrea, Giuliano e Licia… (ma che c’entrano?!)

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– Battere la Roma? È mio dovere provarci. Ma è come uccidere la propria madre. (Carlo Mazzone)

– L’importante è vincere e se poi riusciamo anche a segnare è ancora meglio (Christian Vieri)

– Dopo questo infortunio non ho altri posti dove farmi male. (Ronaldo)

– In Europa, o meglio nel Mondo, l’ultima doppietta l’avevo fatta con mia moglie in viaggio di nozze alle Mauritius. (Davide Fontolan)

– Il venti per cento degli italiani pensa al mio urlo quando fa sesso? Beh, speriamo che siano donne. (Marco Tardelli)

– Non parlate in più di tre o quattro per volta che sennò non si capisce niente! (Aldo Biscardi) Continua a leggere

Che razza di tifoso sei?

Il tifoso è come la Barbie… ne esistono di diverse tipologie e modelli. Ognuno, infatti, ha delle caratteristiche ben precise. Ecco quelli che secondo me saltano più all’occhio!

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C’è il tifoso…

Allenatore, che suggerisce le mosse in campo e i cambi, arrabbiandosi pure se non viene ascoltato. Dopotutto l’Italia è un Paese di santi, poeti e allenatori. I navigatori oramai li abbiamo solo in macchina!

L’anti-arbitro, che per qualsiasi cosa se la prende con l’arbitro. È sua la colpa di tutto: dal fallo non fischiato al tempo brutto.

Il blasfemo. Ogni azione sbagliata è una bestemmia. Inventate ad hoc anche per l’occasione. A lui la fantasia non manca!

Il religioso, che guarda la partita in silenzio, come se fosse a una veglia funebre. Senza mai aprire bocca e con le mani giunte. Un piccolo urlo solo in caso di gol e poi torna il silenzio.

Lo strillone, che urla e si dimena come un ossesso per qualsiasi cosa accada. A questo genere vorrei dire solo una parola: “non ti sentono, è inutile che urli. Stai rompendo i timpani solo a quelli che ti stanno vicino”.
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Roma-Juve… duello a distanza tra due tifosi (La Cippy e il Pinza)

Roma-Juventus prima di andare in scena sul prato dell’Olimpico, va in scena qui. Per questo, signore e signori sono lieta di presentarvi e di arbitrare questo “superderby” tra i due tifosi più attivi e partecipi del blog. Roma contro Milano, donna contro uomo, Colosseo contro Duono, abbacchio contro cotoletta, giallorossi contro bianconeri, sciarpa contro pantofole. Insomma, La Cippy contro Il Pinza… in un duello a distanza, che non si vedeva dai tempi della Guerra Fredda.

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Il duello

– Uno Juve-Roma che ricorderai per sempre
– Cosa ruberesti alla Juve (per la romanista)
– Cosa ruberesti alla Roma (per lo juventino)
– Come e con chi vedrai la partita
– Scaramanzie prepartita…
– Cosa non sopporti dell’altro come tifoso
– Se vince la tua squadra…
– Se perde la tua squadra…
– Un augurio per la partita da mandare al “tuo rivale”

La Cippy: per fortuna c’è più di uno Juve-Roma che ricorderò per sempre. Il primo è del maggio 2001 con un super pareggio al novantesimo. Un altro è l’8 febbraio 2004: Roma-Juve 4 a 0… non succederà mai più! Ma il ricordo più bello è stato lo Juve-Roma del 23 gennaio 2010 con, goduria delle godurie, il gol vittoria al 93esimo di Arne Riise! Cazzo, vincere a Torino al 93esimo, non ha prezzo!

Il Pinza: non ho uno Juve-Roma in particolare, ma ricordo bene un Roma-Lecce 2-3 nel lontano 1986. Con la sconfitta della Roma abbiamo vinto lo scudetto.

La Cippy: cosa ruberei alla Juventus? Gli arbitri naturalmente!

Il Pinza: sicuramente non ruberei l’inno… magari la moglie del capitano.

La Cippy: vedrò la partita con mio cognato ovviamente, con le mani davanti gli occhi e i tappi alle orecchie! Sono troppo debole di cuore!

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Il burqa juventino… per pagare pegno

Ho visto Juve-Borussia in casa del nemico, rischiando la vita se il risultato non fosse stato positivo. È andata bene, via! Anche se ho dovuto pagare pegno per la mia invasione (vedi foto). Stamattina mi sono svegliata con delle bolle e uno strano prurito: è sicuramente la reazione allergica alla bandiera.

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Sono dovuta arrivare presto a casa dello juventinissimo: “Se arrivi dopo le 20-30 non ti apro!”, queste le sue minacce. Così ho spaccato il secondo.
Ci siamo seduti davanti alla tivù: io sul divano e lui in terra, perché secondo una sua scaramanzia la Champions la guarda così, mentre per il campionato si siede sul divano. I tifosi sono proprio strani! (ma questo lo so).

C’è un amico di mio padre, anche lui juventino, che una sera mangiava e guardava la partita. Finita la cena ha sparecchiato e la Juve ha iniziato a perdere… beh, sapete cosa ha fatto? Ha riapparecchiato la tavola!

Vabbe’ torniamo a ieri sera. Abbiamo guardato la partita quasi in silenzio, a parte qualche mio commento sui primi piani di Hummels e qualche sua parolaccia al limite dell’approvazione cristiana.
Io mi sono gustata la gara, perché quando un incontro ti interessa relativamente lo guardi rilassato. Quindi ho potuto apprezzare la partita, che non è stata affatto brutta, i tre gol, lo scivolone di Chiellini (una pura goduria!), l’eleganza di Mets, una birra e il cane che mi si strusciava addosso.
Lui invece ha imprecato contro Vidal, Evra e Marchisio, ma soprattutto non è stato soddisfatto del risultato: “Si doveva fare il terzo gol. Così non va bene, a Dortmund gli basta vincere 1-0”.

Ok, per me alla fine è andata bene: sono uscita incolume da quella casa… a parte il burqa bianconero! Ovviamente!

Io, loro e il calcio…

Mi è capitato più di una volta di andare a pranzo con un gruppo di uomini, io unica donna. Un pranzo tra amici in cui si parla più o meno di tutto… ma soprattutto di calcio. Sul tavolo solo cibo e Gazzetta.
Io mi diverto sempre e mi sento un po’ l’ape regina della situazione. Loro mi invitano e io accetto.

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Mi ascoltano, discutono con me delle partite, dei risultati e di tutto quel mondo che, quando sono tra loro, per noi donne non è molto accessibile.
In quel momento diventi una di loro e non più una ragazza con le unghie dipinte, il lucidalabbra e la frangia troppo lunga. E cosa al quanto interessante, è vederli parlare di sport con lo stesso charme con cui criticano un film d’autore o raccontano un libro appena letto.  Lo ammetto, a me piace guardare gli uomini che parlano di calcio, che ne discutono anche in modo animato, tra sfottò e commenti più o meno educati. Senza esagerare ovviamente!

Ci sono donne che subiscono il fascino della divisa, il fascino del musicista maledetto o quello dell’uomo di potere. Io invece, ho un debole per il tifoso. Magari anche con un pizzico di eleganza, che è ferrato anche sulla storia del calcio, che sa ammettere la sconfitta della propria squadra e che soprattutto non dice tre parolacce ogni cinque parole. Sì, tutto questo è decisamente sexy.
È sexy l’uomo che ti porta allo stadio, che indossa la maglia della sua squadra e che con ironia e senza essere troppo volgare commenta con te i risultati della domenica. Insomma, un tifoso elegante. Un ultrà gentiluomo, che alla Gazzetta alterna libri e film d’autore.

In pratica quasi un’utopia!

I miei 10 motivi per guardare Juve-Dortmund

Sale la febbre da Juventus-Borussia Dortmund, come dicono i giornali seri. Per questo ho stilato i miei dieci motivi per guardare domani la partita.

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  1. È l’unica squadra italiana in Champions League (vabbe’ questo era scontato)
  2. Mats Hummels torna titolare nel Borussia (e vi pare poco?!)
  3. Se dovesse perdere la Juve (dai, speriamo di no!) c’è sempre un pizzico di goduria
  4. Se dovesse perdere il Borussia la goduria sarebbe doppia (troppe tedesche in Champions)
  5. Scroccare la partita a casa del “nemico-amico juventino” e riuscire a tornare a casa salva (visto i commenti che farò…)
  6. Sperare nello scambio di maglie a fine partita tra Llorente e Hummels
  7. Vedere se c’è così tanta differenza tra la dodicesima della Bundesliga e la prima di Serie A (ho i miei dubbi)
  8. Ammirare le stravaganti facce e la mimica di Klopp durante la partita 
  9. Vedere se Immobile, giocherà o resterà immobile in panchina (ok, chiedo scusa per la battuta!)
  10. Tanto il martedì sera non c’è mai nulla in tivù

I vostri invece quali sono…?!

Donne nel derby… della Lanterna (i loro racconti)

Le donne raccontano il loro derby. Stasera si gioca Sampdoria-Genoa e per questo mi sono fatta raccontare da Enrica, “molto tifosa genoana” come si definisce lei, come vive la partita.

Carolina Hurricanes v New York Islanders

Il derby a Genova dura 365 giorni, ma quando si avvicina la partita l’adrenalina sale alle stelle. Al lavoro, nei bar, in palestra, nell’autobus… ovunque si parla e si respira aria di derby. Ovviamente anche in famiglia, dove tutti hanno “un rivale”. Io ad esempio ho mia mamma, che tifa Sampdoria. E’ capitato raramente di vedere la gara insieme, ma non mancano sfottò sia prima che dopo!
Il giorno del derby poi l’adrenalina e l’entusiasmo sono ancora più palpabili e questo vale per tutti, non solo per chi va a vedere la partita.
Chi va come me allo stadio segue un rito particolare: prima cosa c’è la vestizione coma maglia e sciarpa, poi partenza verso lo stadio in largo anticipo. Lungo il tragitto vedi gruppi o coppie di persone con sciarpe del Genoa e della Sampdoria, che vanno insieme per separarsi solo in prossimità dello stadio. E’ bellissimo!
Poi la partita inizia. Anzi, prima c’è la coreografia! Emozione pura, uno vero spettacolo! La gara non si guarda quasi, perché si canta, si soffre, si urla. E se si vince è impagabile! Se ne parla per mesi, a volte anche per anni!
Amiamo giocatori che non hanno combinato nulla nella loro permanenza al Genoa, ma hanno segnato nel derby quindi sono diventati dei miti!”.

Poi c’è Ilaria che il derby lo vive anche in amore: “Io tifo Genoa, mentre il mio ragazzo Sampdoria. Stiamo insieme da tanti anni. Premesso che siamo entri abbonati e che quindi lo stadio è una cosa sacra, la settimana pre-derby litighiamo sempre senza motivo e dopo il derby, almeno che non finisca in parità, ti assicuro che per due o tre giorni non ci vediamo per evitare la rissa”.

50 sfumature ti trasforma in Tullio Kezich (tutti devono dire la loro)

Avvertenza: questo post non ha nulla a che vedere con il tema del blog, ma il blog è mio e lo gestisco io.

BASTA! Voglio dire BASTA alle doppie punte, ai peli superflui, alla cellulite? No. Voglio dire BASTA alle recensioni su “50 Sfumature di Grigio”. In questi giorni appena apri un blog, Twitter, Facebook e persino il frigo di casa trovi qualcuno che deve dire la sua sul questo film. Ora mi aspetto che anche il Papa domenica all’Angelus un commendo lo faccia, alla fine da quelle parti sono esperti di frustate.

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Si sta verificando un fenomeno strano: “50 Sfumature di Grigio” sta trasformando tutti in Tullio Kezich de noantri (mi aspetto come minino che tutti questi “critici dell’ultim’ora” sappiano chi era Kezich. Sicuramente sì). Tutti devono dire la loro, tutti lo hanno visto e, rigorosamente con un piglio inorridito, lo hanno smontato, assumendo quell’aria radical chic che fa tanto figo. Anche se la cosa più radical chic che hanno fatto finora nella vita, è stata sfogliare una volta “Il Fatto Quotidiano” al bar sotto casa, ma solo perché gli altri giornali erano già occupati. Io volevo leggere la Gazzetta… cavolo!

Però la moda di questi giorni è questa e quindi ci si adegua: vedere il film e parlarne male. Anche se in fondo ti è piaciuto, anche se lo hai già rivisto due volte in streaming o se la tua cultura cinematografica si ferma a Muccino: ma Silvio, non Gabriele. Devi comunque informarci del tuo parere. A volte anche in un italiano discutibile.
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