Amici, sushi e… “Febbre a 90”

Una conversazione tra amici davanti a un piatto di sushi, che in una realtà “normale” sarebbe avvenuta al contrario… ma a me le cose normali non mi son mai piaciute!

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Lei: Sai, ho rivisto da poco il film “Febbre a 90”.

Lui: Non lo conosco. Non l’ho mai visto.

Lei: Come non lo conosci?! Scommetto invece che i tuoi amici lo conoscono eccome…

Lui: Di che parla?

Lei: Dovresti capirlo già dal titolo. “Febbre a 90”… non ti viene in mente niente?

Lui: Mmmh… ho un’idea ma non penso sia quella giusta. Almeno credo!

Lei: A che pensi?! Non è un porno?!

Lui: Beh! Quel 90 è un po’ forviante…

Lei: Quel “90” sta per i minuti di gioco. È un film sul calcio.

Lui: Mi sembrava strano. E di che parla?

Lei: Di un tipo che è un super tifoso dell’Arsenal e tutta la sua vita gira introno al calcio.

Lui: L’Arsenal è una squadra di…? Ora mi sfugge!

Lei: Londra

Lui: Giusto!

Lei: Ok, cambiamo argomento.   

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*La prossima volta voglio andare a mangiare con un ultrà, che legge solo la Gazzetta e guarda i film di Jean Claude Van Damme. No, non è vero!

Io, loro e il calcio…

Mi è capitato più di una volta di andare a pranzo con un gruppo di uomini, io unica donna. Un pranzo tra amici in cui si parla più o meno di tutto… ma soprattutto di calcio. Sul tavolo solo cibo e Gazzetta.
Io mi diverto sempre e mi sento un po’ l’ape regina della situazione. Loro mi invitano e io accetto.

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Mi ascoltano, discutono con me delle partite, dei risultati e di tutto quel mondo che, quando sono tra loro, per noi donne non è molto accessibile.
In quel momento diventi una di loro e non più una ragazza con le unghie dipinte, il lucidalabbra e la frangia troppo lunga. E cosa al quanto interessante, è vederli parlare di sport con lo stesso charme con cui criticano un film d’autore o raccontano un libro appena letto.  Lo ammetto, a me piace guardare gli uomini che parlano di calcio, che ne discutono anche in modo animato, tra sfottò e commenti più o meno educati. Senza esagerare ovviamente!

Ci sono donne che subiscono il fascino della divisa, il fascino del musicista maledetto o quello dell’uomo di potere. Io invece, ho un debole per il tifoso. Magari anche con un pizzico di eleganza, che è ferrato anche sulla storia del calcio, che sa ammettere la sconfitta della propria squadra e che soprattutto non dice tre parolacce ogni cinque parole. Sì, tutto questo è decisamente sexy.
È sexy l’uomo che ti porta allo stadio, che indossa la maglia della sua squadra e che con ironia e senza essere troppo volgare commenta con te i risultati della domenica. Insomma, un tifoso elegante. Un ultrà gentiluomo, che alla Gazzetta alterna libri e film d’autore.

In pratica quasi un’utopia!

Mangiamoci su! Se la Juve fa 100… vinco un pranzo

100

Mangiamoci sopra! A questo punto spero che la Juventus arrivi a 100. Lo scudetto oramai è suo, la Roma è troppo indietro per sperare di strapparglielo, e io, con i suoi 100 punti ci guadagno un pranzo. Sì, ho scommesso con un mio amico un pranzo: se la Juve arriva a 100 paga lui. Così, tanto per rendere un po’ più brioso questo fine campionato che oramai di sorprese ne regalerà ben poche… e allora 100, 100, 100 come urlavano quando girava la ruota di “Ok il prezzo è giusto”. Che ricordi!
Come contro scommessa lui ha rilanciato: una cena pagata se il Milan arriva a superare i 50 punti.

Facendo due conti: restano 8 giornate con 24 punti a disposizione.  Ai bianconeri ne bastano 19 per arrivare alla tripla cifra, mentre al Milan servono 11 punti per il traguardo dei 50. In pratica, rischio più io di pagare che lui… ma visto e considerato come vanno le due squadre già mi pregusto un lauto pasto a scrocco! Gnammmm