Le 10 peggiori umiliazioni (ma che non superano un gol di Obi)

Le 10 peggiori umiliazioni che ti possono capitare… ma che comunque non superano un gol di Obi

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  1. Accorgersi al mare di non aver adeguatamente depilato l’inguine (ooh a casa sembrava perfetto)
  2. Scivolare con una spaccata degna della miglior Heather Parisi nel bel mezzo di un ristorante (indossando tacchi e gonna)
  3. Ruttare durane una cena elegante con gente che si conosce appena (salute!)
  4. Far cilecca sul più bello con la tipa alla quale stai dietro da anni e che finalmente è venuta a casa tua (l’impotenza non era invitata)
  5. Lanciare una puzzetta nel tuo bell’ufficio open space con accanto il collega carino che ti piace (l’eventuale uscita insieme per il momento è rimandata)
  6. Girare con una chiazza rossa sul didietro… che più che sangue mestruale sembra un accoltellamento (lo sapevo che non dovevo mettere i pantaloni chiari)
  7. Scoprire che tuo nonno ancora acchiappa più di te (al centroanziani va per la maggiore)
  8. Perdere la Champions League vincendo a fine primo tempo 3-0 (mai preparare la bandiera prima del dovuto)
  9. Uscire dalla Champions per mano del Copenaghen (che per giocare avevano comprato le maglie nel pomeriggio, perché non le avevano tutte uguali)
  10. Prendere gol da Obi… in un derby

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P.s. ho dovuto metabolizzare l’accaduto prima di riderci su… non è stato facile! Sappiatelo

 

Signora, lo svedese va conquistato senza sentimenti

In carrozza… ultima chiamata per la Signora. Se non torna dalla fredda Svezia con una conquista, il suo cammino si complica. Ma soprattutto ci rimette la faccia. Non sarebbe proprio un comportamento da vera Signora…

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D’altra parte una Signora che si rispetti, l’uomo svedese (nemmeno tanto difficile da conquistare) se lo mangia a colazione e soprattutto non gli permette d’intralciare i suoi piani verso il successo. Le bastano quattro mosse fatte bene e lo manda al tappeto. Tornando in patria con un prezioso bottino.

Più impegnativa sarà invece la serata con lo spagnolo madrileno, ma se arriva bella carica (dopo la conquista in terra svedese) non è detta che anche lo spagnolo non s’inchini ai suoi piedi. Dopotutto, questi uomini vanno usati e sconfitti, per raggiungere i più potenti, che la Signora potrebbe incontrare proseguendo il suo cammino… francesi, spagnoli, tedeschi o inglesi. Delle prospettive davvero golose…

Quindi questa sera, mia cara Signora, metti l’abito più bello che hai e presentati a Malmoe in tutto il tuo splendore, fregandotene del freddo, ammalia lo svedese e non badare troppo ai sentimenti. In alcune circostanze è bene essere cinici e colpire senza pensare troppo. Prendere quello che si vuole e andarsene. Ti assicuro che lui se ne farà una ragione… è già stato un onore averti incontrato per una sera.

 

 

 

L’unico scontro che possiamo accettare è quello in campo

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Ancora mi ricordo le parole della mia maestra delle elementari che ai maschi ripeteva sempre: “Una donna non si tocca nemmeno con un fiore“. Non solo oggi, che è la giornata contro la violenza sulla donne, ma tutti i giorni: domani, dopodomani, tra una settimana, un mese…. sempre.

Il problema è che, se ancora c’è bisogno di una giornata per ricordare agli uomini che le donne non si toccano… care amiche, siamo ancora messe malissimo.

Per la Gazzetta la Ternana non esiste…

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Capisco che la Ternana non si può nemmeno nominare, ma non pensavo che alla Gazzetta dello Sport fossero così tanto perugini. Non riescono nemmeno a scriverla… Per loro il Perugia ha pareggiato 2-2 contro il Trapani, che però ha giocato in contemporanea anche contro il Bari. Lo dice proprio la riga prima…

Va be’ sviste che capitano anche ai migliori…! Io nel mio blog non lo avrei fatto un errore del genere…

Per un weekend da…. Derby (biancorossonero)

Domani inizia la mia 48 ore da derby. Un weekend intero all’insegna del derby… per la precisione, all’insegna di due derby.

Prima andrò allo stadio per Perugia-Ternana (il derby per eccellenza dell’Umbria) e poi domenica sera mi gusterò (purtroppo solo davanti alla tivù) la stracittadina milanese: Milan-Inter. Perché, chi non lo avesse ancora capito, io sono una perugina tifosa del Milan. Be’ nessuno è perfetto…  

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Il mio cuore calcistico è sempre stato biancorossonero. Non vi dico che strazio quando il Perugia era in serie A e giocava contro il Milan… Uno strazio che rivivrei volentieri, questo è poco ma sicuro!

Inizialmente, tifavo Milan (perché dicevo: “Il Perugia ci sta che non fa punti contro il Milan”), ma quando allo stadio entravo nel vivo della partita, il mio sangue perugino prendeva il sopravvento e a quel punto era il Perugia che doveva vincere (tutto cambiava e mi ripetevo: “Il Milan tanto ‘sti punti li recupera, per il Perugia sono preziosi per la salvezza!”)  I pareggi sono stati i risultati migliori è ovvio dirlo.

Questo weekend il problema non si pone… e per questo… che vincano le squadre di casa! 

Vince le amichevoli e pareggia le ufficiali: è media inglese?!

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Quando si pareggiano le partite ufficiali e si vincono le amichevoli… si può parlare di media inglese?!

Perché se è così, l’Italia di mister Conte è in perfetta media… sì, scuola media, perché a tratti sembra di veder giocare dei ragazzini delle medie.

Nota positiva di ieri è Stefano Okaka, che tra l’altro è umbro come me. Così tanto per essere precisi!

Tettona, sexy e in shorts… identikit della “vera tifosa”

Non pensavo di arrivare a dire tanto, ma le tifose sono tutte zoccole. Almeno per Google. E’ quello che ho scoperto in questi mesi da blogger.

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Ho pubblicato le più vestite…

 

Ora vi spiego. Ogni volta che ho cercato su Google la foto di una donna tifosa di calcio, mi sono apparse sempre delle smandrappate mezze nude, che se hanno solo il sedere scoperto già sono molto vestite.
In pratica, le tifose normali, non esistono. Per i motori di ricerca la tifosa è bellissima, tettona, con atteggiamenti più da club privé che da stadio e con un’età che va dai 18 ai 25 anni. Insomma, una porno-tifosa.

Mi chiedo perché? Semplice, il maschio vuole la donna tifosa (e non) sempre super sexy: che va allo stadio in canottiera e shorts (anche a gennaio), o meglio ancora, in bikini o con le tette colorate come la sua squadra del cuore.

La vera tifosa non fa una foto con la maglia di Totti davanti allo stadio. La vera tifosa (per internet) allo stadio ci va mezza nuda e fa foto con bandiere e palloni, che a confronto i calendari da camionisti li puoi appendere in canonica.
La tifosa di Google mica guarda la partita… si struscia con le amiche, beve, si mette in mostra e si nuove sugli spalti come una pornostar, mostrando il decolletè in mondovisione. Per il calcio la donna deve essere così. E noi che pensiamo di aver raggiunto la parità dei sessi… qui siamo ancora lontani anni luce, ragazze mie.

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Per la parità ci dovrebbero essere tifosi uomini in stile modelli Armani, mezzi nudi e provocanti, che invece di insultare l’arbitro e bere birra, schioccano sorrisi strappamutande a destra e sinistra: mai visti. Quelli che si tolgono la maglietta in curva, nel migliore dei casi hanno solo la pancia… Mha!

Vabbe’… e pensare che quando vado allo stadio, soprattutto d’inverno, sono vestita come se andassi a scalare il K2. Non c’ho proprio capito nulla… devo vestirmi come Miley Cyrus! Punto.

Quindi a malincuore devo ammettere che non sono una vera tifosa. A meno che non comincio a fare foto con la maglia di Balotelli e il culo di fuori o andare allo stadio in costume. Se non piove sabato ci vado!

Se non ci credete fate la prova: cercate “tifose di calcio”… vi si aprirà un mondo (soprattutto ai maschi)

 

Dopo Goldoni… mi preparo per il Curi

 

Già si respira aria di derby

Già si respira aria di derby

Nei giorni scorsi ho visto diversi film d’autore, ho visto un musical e ieri ho passato il pomeriggio a teatro guardando “Servo per due”, adattamento dell’opera di Goldoni, con Pierfrancesco Favino.

Ora, quindi, mi serve un po’ di svago becero. Mi preparo infatti per il derby di sabato: Perugia-Ternana, che dalle mie parti è molto sentito… anche troppo! E’ tempo di urlare e dire parolacce (non troppe). Applausi, vestitini e borsette li archivio per qualche giorno. Per sabato ho pronti, stivali, sciarpa e tonsille calde!

…e poi ditemi che non sono eclettica! Suvvia  

E comunque… forza Perugia!!

Toglietemi tutto… ma non la mia sciarpa

Roberto Mancini, l’uomo dalle mille sciarpine. Squadra che va… sciarpa a righe che mette. Il suo motto è: “toglietemi tutto, ma non la mia sciarpa“. Non lo sapevate?!

Ecco la sua collezione al completo… Fiorentina, Inter, Galatasaray, Lazio, Manchester City. Una per ogni occasione.

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Oggi che torna all’Inter dovrà ritirare fuori quella nerazzurra… Che dire: ben tornati tu e la tua sciarpina. Sentivamo proprio la vostra mancanza…

In una galassia sconosciuta Mazzarri allenava l’Inter…

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INTERstellar presto al cinema.

Trama:

In una galassia sconosciuta Walter Mazzarri è l’allenatore del pianeta l’Inter. Ma le cose non vanno per il verso giusto. Non riesce a far decollare il pianeta, chi dovrebbe sostenerlo lo fischia, e lui cerca di combattere tutti con la sua arma vincete “le mille scuse”. Il pianeta infatti è inondato da piogge torrenziali, da uomini che non sanno che fare e da stelle avverse, anche se le stelle in quel pianeta non ci sono.

Purtroppo però “le mille scuse” non stanno funzionando e il capo supremo dell’INTERstellar prende la decisione tanto attesa: per salvare il suo pianeta deve affidarsi a un altro uomo. Arriva così, armato di sciarpina nerazzurra e di ciuffo ribelle: Roberto Mancini. L’uomo che tenterà di portare il mondo interista in una nuova realtà, nella quinta dimensione, dove anche i tifosi nerazzurri potranno vedere una squadra giocare a calcio.

Riuscirà Mancini da Jesi in quest’impresa impossibile? E il povero Mazzarri che fine farà? Verrà mandato nella lontana galassia ad allenare una squadra di alieni? Che poi alla fine… è un po’ come continuare ad allenare l’Inter.