I veri Principi… sono azzurri

P_Fabio_Cannavaro_1  totti  maldini  aNTONIO-CABRINI

L’Italia in fatto di bellezza non sfigura mai. Nemmeno sul campo da gioco. Secondo un sondaggio fatto da Rete Globo e dal sito Globoesporte, infatti, gli azzurri sono dei veri principi di bellezza. Tra i dieci calciatori più sexy della storia del Mondiale, l’Italia (almeno qui) domina incontrastata, con ben quattro rappresentanti: Cannavaro, Totti, Maldini e Cabrini.

Per le brasiliane gli italiani sono i numeri uno: “Francesco Totti, con i capelli lunghi o corti, e con o senza un filo di barba, per le donne non importa: con loro avrà sempre successo”. E poi: “altro che David Beckham – si legge sul sito – negli anni ‘80 chi faceva sfilare la bellezza in campo era Antonio Cabrini, degno rappresentante dell’eleganza italiana” e del quale da tanti anni in Brasile si vocifera a proposito di un flirt con l’attrice Sonia Braga. Paolo Maldini, invece, “incantava non solo per leadership, tecnica e vigore fisico, ma anche per i suoi bei occhi verdi”. E come non citare Fabio Cannavaro: “Il suo successo era enorme: bastava che entrasse in campo, e tutte le donne sospiravano”.

Nella classifica poi compaiono anche Bellini, capitano del Brasile nel 1958, che quando giocava era letteralmente assalito dalle fan, David Beckham e Luis Figo, che vantano un passato da modelli, così come, per una marca di biancheria intima, lo svedese Fredrik Ljungberg, autentico sex symbol. A chiudere la classifica l’argentino ex Milan Fernando Redondo e l’inglese Michael Owen, che con la sua “faccia da bambino” ha infranto molti cuori.

 

Uomo (poco) peloso… sempre piaciuto!

images David_Beckham Camille Lacourt1

Ok, mica si può scrivere sempre di cose serie! Oggi, in occasione dell’imminente festa pasquale, volevo regalare alle mie lettrici (ma anche ai lettori) una bella sorpresa.
Curiosando qua e là sul web ho trovato questo interessantissimo sondaggio (imperdibile, ma… soprattutto mi chiedo, come abbiamo fatto a vivere senza fino ad ora?!).
Ironia a parte… il sondaggio parla di peli e sportivi. A un campione di 600 donne italiane, di età compresa tra i 18 e i 55 anni, è stata sottoposta una classifica degli sportivi, depilati e non, e il risultato ha confermato che l’uomo senza peli è preferito a quello peloso. In pratica la barba sì, i peli no!
Al primo posto si è piazzato (manco a dirlo) il calciatore Cristiano Ronaldo, scelto dal 60 per cento del campione e che vince di due punti su David Beckham (58 %). Non poteva certo mancare (il mio preferito, senza ombra di dubbio) il nuotatore francese Camille Lacourt, che ottiene il terzo posto con il 37 per cento dei voti. Al quarto e al quinto due tennisti, Rafael Nadal (31%) e Fabio Fognini (28 %).
Seguono, lo sciatore Bode Miller preferito dal 20 per cento delle intervistate, a pari merito con lo svedese giocatore di hockey Henrik Lundqvist e il rugbista Mauro Bergamasco (15%). Chiudono la classifica il cestista Kobe Bryant (7%) e il giocatore di baseball C. J. Wilson, che ottiene il tre per cento di preferenze.

Insomma, uomo poco peloso… sempre piaciuto!

“Un amore così grande” per gli azzurri

I Negramaro cantano per gli azzurri. C’è molto di più del pallone nel progetto “Un Amore Così Grande 2014”, colonna sonora della Nazionale italiana durante i mondiali in Brasile.  Un video dove oltre ai Negramaro sono protagonisti gli azzurri e i tifosi che tutti insieme, come per magia, cantano la canzone, versione rinnovata di quella cantata e resa celebre da Claudio Villa. 
“Una canzone e un video molto emozionante. Noi viviamo di emozioni, e queste fanno bene. Ci fanno diventare più uomini, più veri. Noi cercheremo di regalare emozioni forti e continue, perché il Mondiale è lungo e intenso” ha detto il ct azzurro Cesare Prandelli.  I Negramaro si sono detti orgogliosi e felici di essere stati chiamati a realizzare un progetto come quello voluto da Radio Italia e dalla Figc: “Siamo strafelici, siamo orgogliosi di aver reinterpretato questa bellissima canzone. Il nostro sogno è oggi qui davanti a noi (con i giocatori della nazionale azzurra in prima fila) e speriamo che anche le future generazioni saranno come loro – ha detto Giuliano Sangiorgi, leader della band pugliese.

Speriamo porti meglio dell’inno cantato da Claudio Baglioni…

La Champions League vale come una borsa Hermes

emma_watson_dans_the_bling_ring_433_jpeg_north_1160x_white

In questi giorni, voi donne non proprio appassionate di calcio (penso alle mie amiche), avrete sentito pronunciare parole come Champions League, Europa League o frasi come: “Speriamo di arrivare in Champions” (che non è un posto per le vacanze) o “Quando c’è la finale di Coppa Italia?”. Per farvi capire tutto questo ho pensato di venirvi in soccorso con una piccola spiegazione. Un mini dizionario in cui ho abbinato le coppe all’accessorio che avete più caro: la borsa.

Champions League: è il più importante torneo calcistico d’Europa e per questo è sicuramente una Hermes. Entrambe sono quasi impossibili da avere, a patto di possedere molti soldi. In alcuni casi bisogna aspettare del tempo per ottenere entrambe e rappresentano il sogno di ogni calciatore o donna (nel caso della borsa).

UEFA Europa League: è la seconda competizione calcistica per prestigio dopo la Champions League. Per questo la classificherei come un bauletto Louis Vuitton o una Chanel. Sono sì, entrambe borse esclusive, che non tutti possono permettersi, ma sono alla portata di molti: almeno per una volta nella vita. Insomma, non bisogna essere milionari per averne una, con qualche sacrificio si può ottenere. Parlo sia della coppa che della borsa.

Supercoppa europea: è una competizione che viene giocata tra la squadra vincitrice della Champions League e quella vincitrice dell’Europa League. Questa è decisamente una “Jackie” di Gucci o una “Baguette” di Fendi. Il prestigio in questo caso deriva dal fatto che chi gioca questa coppa ne ha già vinta una importante: quindi non è accessibile a tutti e ottenerla rappresenta la ciliegina sulla torta di una stagione. Insomma, è un accessorio di prestigio!

Coppa Italia: ufficialmente chiamata TIM Cup per ragioni di sponsorizzazione, è la principale coppa nazionale calcistica. Partecipano 20 squadre di Serie A, 22 squadre di Serie B, 27 squadre di Lega Pro e 9 squadre di Serie D, in pratica tutti. Essendo sulla carta non così impossibile, la borsa che più la rappresenta potrebbe essere: una classica Piero Guidi. La spiegazione è semplice: è alla portata di tutti. Anzi, a inizio stagione dai “più ricchi” viene snobbata perché troppo plebea, tutti vogliono Hermes o Chanel, ma quando si accorgono che non riusciranno mai ad averle, Piero Guidi va più che bene…

Supercoppa italiana: vede affrontarsi i campioni d’Italia (cioè i vincitori del campionato di Serie A) e i detentori della Coppa Italia. A questa abbinerei una bella Prada, praticamente un classico. Averla tra le mani non è impossibile, ma comunque devi essere stato bravo in qualcosa…

 

Ho visto cose…

imagesGMQ1WIEK

Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare…

Ho visto Aquilani fare ben due gol ed esultare come se per lui fosse una cosa così naturale… Mah! 

Ho visto Matri tornare al gol dopo circa 10 anni

Ho visto gente imprecare al gol della squadra che tifa perché il calciatore che ha segnato gli gioca contro al fantacalcio (cose da altro mondo)

Ho visto l’Inter fare 4 gol

Ho visto Maxi Lopez non dare la mano a Icardi (è andata bene che non gli ha dato un cazzotto)

Ho visto Higuain portare a casa il pallone (ieri avrei voluto essere proprio un pallone, guarda la coincidenza!)

Ho visto Gerrard capitano del Liverpool mettersi a piangere in campo

Ho visto Abbiati fare delle parate assurde e non essere mai preso in considerazione per la Nazionale… sicuri di portare Perin?!

Una poltrona per due (sempre che riescano a occuparla)

mazzarri_seedorf

Il Milan pensa all’Europa?! Forse per andarci in vacanza finito il campionato… Perché diciamoci la verità il quinto posto, è sì a 5 punti, ma la concorrenza è molta e spietata. E forse i rossoneri si sono svegliati un po’ troppo tardi. Dopo una stagione piena di passioni (nel senso pasquale del termine) ora si sono resi conto che per arrivare in Europa si deve giocare a calcio, segnare e non prendere tanti gol. Sarà questo che Seedorf gli ha insegnato in questi mesi?! Nelle ultime partite un passo in avanti è stato fatto, questo va detto e domenica sera affronteranno il Catania.

Comunque, il quinto posto è fattibile, ma come dicevamo, la concorrenza non si farà da parte tanto facilmente. In primis c’è l’Inter che non mollerà quella seggiolina tanto ambita e per questo si parla già di derby tra le due squadre: quello giocato che ci sarà il 4 maggio e quello a distanza (lungo sei partite) che mette in palio appunto l’Europa League e 8 milioni di euro. Ma tra questi due presunti litiganti non sono soli, ci sono infatti il Parma, la Lazio, il Verona, l’Atalanta e il Torino, squadre da non sottovalutare e che non si faranno scavalcare con facilità. Insomma, questa poltrona non è solo per due…
Le sette squadre se la dovranno contendere fino all’ultima giornata. È un po’ come il gioco della sedia che si faceva da bambini ai compleanni: la sedia è una, ma i sederi sono tanti e quando si spenge la musica, chi sarà il primo a occupare il posto? E sarà così anche per le litiganti: chi riuscirà a sedersi sull’ultima poltrona europea, senza dover fare a luglio un turno preliminare, quando la musica del campionato sarà finita? La più accreditata, almeno sulla carta, è l’Inter, ma coi nerazzurri non si sa mai… Non resta che aspettare maggio per il verdetto. Voi, su chi puntereste?

Cara Juve… Lisbona ti piacerà!

questa scritta si trova all'entrata de L'Estadio da Luz di Lisbona

questa scritta si trova all’entrata de L’Estadio da Luz di Lisbona

La Juventus sorteggia il Benfica per la semifinale di Europa League. L’andata si giocherà il 24 aprile a Lisbona, mentre il ritorno il primo maggio a Torino. Questa mattina pensavo: chissà se la Juve affronterà i portoghesi in semifinale? Sarebbe, per me, decisamente divertente. Ora vi racconto perché…

Quattro anni fa sono stata in vacanza a Lisbona e, come avevo già scritto in un mio post precedente (https://colpoditacco.me/2014/01/08/se-faccio-un-viaggio-non-vuol-dire-che-vado-in-trasferta/), avevo fatto una capatina allo stadio. In quell’occasione, sotto un sole cocente e un caldo mai sentito prima (Lisbona ad agosto non la consiglio), ero stata a visitare lo stadio Da Luz dove gioca il Benfica. E proprio durante questo mio sopralluogo calcistico avevo scattato la foto qui sopra pubblicata, come testimonianza della stima e dell’amore che la Juve ha anche oltre confine. Quando un’immagine vale più di mille parole!
Ecco, ora a distanza di anni, questa foto, fatta solo per prendere in giro qualche amico, è decisamente tornata utile. Voglio avvertire quindi gli amici bianconeri, che a Lisbona saranno accolti sicuramente bene dai tifosi del Benfica e la foto lo testimonia senza ombra di dubbio… un sentimento espresso con chiarezza ed eleganza. Insomma, cara Juve a Lisbona già ti conoscono!
Dopo questa semifinale sarei proprio curiosa di vedere quali altre scritte appariranno nei pressi dello stadio… quasi quasi torno a Lisbona, che tra l’altro mi è piaciuta veramente tanto!

46496_1547664539109_6867249_n

entrata dello stadio

L'Estadio da Luz

L’Estadio da Luz

Quando gli ultrà erano i miei genitori…

10247415_10201701581956905_6632473178730407778_n

Ecco da dove nasce la mia passione per il calcio. In questa foto scattata durante la partita Perugia-Napoli (finita 2-2) nel gennaio del 1976 c’è mio padre a 24 anni (quello più a destra), con una coppia di amici (Stefano e Gabriella), che poi, anni dopo, sarebbero diventati i genitori della mia carissima amica Roberta. Accanto a lui c’era anche mia madre, ma la foto è stata tagliata (uff!). Però s’intravede nell’altra foto in basso (cerchiata in rosso).
Per loro seguire il Perugia (squadra della mia città) che all’epoca militava in serie A, era quasi una missione. Una tappa fissa ogni domenica e la Curva Nord (sede degli ultrà perugini) un luogo dove era impossibile mancare. Spesso sentendo i suoi racconti, lo invidio per aver vissuto quegli anni: gli anni del “Perugia dei miracoli” e dell’imbattibilità in campionato. Gli anni di Paolo Rossi, Novellino e Renato Curi (che morirà proprio un anno dopo in cui furono scattate le foto, nel 1977). Anni che la squadra difficilmente rivivrà. Io però posso dire di esserci stata e di aver vissuto lo stadio (ovviamente con lui) tra la fine degli anni 90 e l’inizio del 2000.

Insomma, con due genitori che andavano regolarmente allo stadio e spesso in trasferta, non potevo che nascere io… e non potevano non trasmettermi la passione per il calcio.

1014060_10201701890324614_6539821688365131844_n

 

Pillole di calcio: somministrare con cautela!

Drugs+pills+medicine+XXX+high+res

La giornata di serie A (che si conclude oggi) ha regalato ieri pillole calcistiche davvero interessanti. Ecco le mie 10 preferite: 

  • L’Inter dopo 34 giornate ottiene un rigore e lo sbaglia… cosa vuoi di più dalla vita!
  • Il Napoli perde a Parma come una provinciale… (si potrà dire ancora provinciale, ora che le province non ci saranno più?!) e De Laurentiis litiga con un tifoso napoletano, nemmeno fosse colpa sua se la squadra ha perso…
  • Il Sassuolo vince ad Atalanta (pardon a Bergamo). Incredibile!
  • Mattia Destro fa tre gol a Cagliari e, oltre a far esonerare Lopez, porta la Roma a meno cinque dalla Juventus (almeno per ora).
  • Immobile (solo di nome) è capocannoniere con 18 gol.
  • Cristiano Ronaldo fa un miracolo degno di Gesù… Con un suo gol sveglia un ragazzino in coma da tre mesi. Ammazza… pensa che gol ha fatto!
  • Minala, il calciatore della Lazio dall’età indecifrabile, (come i giochi da tavola: dai 10 ai 99 anni) ha debutto in serie A.
  • Mario Balotelli e Fanny sono tornati insieme (visto che SuperMario ieri era libero). Si decidessero una volta per tutte…
  • Cambio di panchina anche a Catania: via Maran, ora c’è Pellegrino.
  • Una tifosa in Arabia Saudita ha regalato una Ferrari al suo calciatore del cuore per incoraggiarlo (questo mi fa capire che in Arabia Saudita i tifosi sono più ricchi dei calciatori… ho decisamente sbagliato Stato!).

Depressione e ansia, il vero male dei calciatori

elshaarawy_altro_infortunio-300x225

Altro che ricchi, belli e famosi (beh se penso a Schelotto solo ricchi) i calciatori sono depressi e soffrono d’ansia. È quanto rileva uno studio presentato dal sindacato mondiale dei calciatori Fifpro, che evidenzia come il 26% dei calciatori soffra di depressione o ansia, forme che salgono al 39% tra gli ex giocatori. La ricerca, che ha coinvolto 180 giocatori in attività, il 60% dei quali fa parte di campionati di alto livello, ha evidenziato problemi con l’alcol nel 19% del campione, mancanza di autostima nel 3% dei casi, mentre il 5% dei calciatori ha mostrato segni di esaurimento, il 10% in forma grave.
Invece, per quanto riguarda gli ex giocatori, 121 quelli coinvolti, il 39% ha evidenziato casi di depressione-ansietà, il 42% comportamenti alimentari sbagliati, il 32% ha problemi con l’alcol, il 5% criticità legate all’autostima, il 15% degli ex calciatori ha inoltre mostrato segni di esaurimento, il 18% dei quali gravi.
A differenza di quanto si crede, la vita del calciatore nasconde dei lati oscuri – spiega il dottor Vincent Gouttebarge, a capo della ricerca -. Lo studio pone le basi per ottimizzare le strategie di prevenzione e promozione della salute dei calciatori. Gli ex giocatori hanno mostrato più propensione a tali forme, evidenziando un periodo critico nella fase immediatamente successiva alla cessazione dell’attività. I disturbi degli ex calciatori sono risultati superiori alla media della popolazione. Una volta che interrompono la loro intensa attività fisica vedono destrutturarsi la loro vita, la loro socialità – prosegue Gouttebarge – e hanno la necessità di rivedere il loro collocamento nella società alla ricerca di una nuova occupazione”.
I casi di depressione-ansietà sono stati studiati anche alla base degli infortuni nelle settimane successive allo stop. Dei 180 giocatori in attività 174 hanno subito infortuni gravi, nel 31% dei casi si tratta di problemi alle ginocchia, il 12% riguarda le caviglie. Il 17% ha subito 3 o più gravi infortuni.

E noi che pensavamo avessero una vita facile…