Prima foto di Kakà a Orlando con i nuovi compagni

 

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Ecco la prima foto di Kakà con la sua nuova possibile squadra, Orlando City. Si vocifera, infatti, di un possibile addio del brasiliano e di un suo trasferimento ad Orlando, in Florida, per giocare nella squadra del suo amico Flavio Augusto da Silva. Il tutto rientrerebbe nei tagli che in casa Milan si pensa di fare il prossimo anno, con l’obiettivo di puntare sui giovani talenti. Mah!

Intanto oggi è stata presentata Casa Milan, che a partire da maggio sarà un luogo aperto a tutti i tifosi del Milan. Una sede moderna e funzionale di 9 mila metri quadrati, che accoglierà non solo i dipendenti e i tifosi, ma anche attività commerciali e ristoranti. “Questa sede  ha spiegato Barbara Berlusconi – ci permette di sviluppare molte iniziative: commerciali, con i nostri sponsor, ma non solo. Abbiamo la piazza per i nostri numerosi eventi. Questa sede è per i tifosi e per le famiglie. Qui lavorano i dipendenti del Milan e qui verranno a visitarci i nostri giocatori. Casa Milan mi auguro diventi il punto di riferimento della Società”.

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Altro che “The Walking Dead”… il finale shock è stato dell’Inter

Altro che Mazzarri con la bottiglia d'acqua

Come Mazzarri con la bottiglia d’acqua

Altro che finale shock per l’ultimo episodio di The Walking Dead, ieri sera il vero finale shock ce l’hanno avuto i tifosi dell’Inter. Vincevano 2 a 0 in casa del Livorno e hanno finito per pareggiare 2-2. Non male direi. Soprattutto l’assist che Guarin ha confezionato (involontariamente) per Emeghara, che in velocità ha infilato Samuel e battuto di destro Handanovic. Chissà se al fantacalcio gli danno un punto in più…?!

Fatto sta che oggi i tifosi sono inviperiti e il colombiano se lo vorrebbero mangiare vivo. Altro che The Walking Dead…
Solo alcuni mesi fa Guarin era incedibile, stamane invece sui social network appaiono frasi di questo genere: “Non è degno della maglia dell’Inter” e vorrebbero “mandarlo a fare qualche settimana di vacanza in Colombia”. Ma dopotutto nello stesso inno, l’Inter è definita “pazza”… qualcosa vorrà pur dire!  

Quello che ho… imparato guardando le partite

 

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Sono anni che vedo le partite di calcio e devo ammettere che di cose ne ho imparate tante, anche quelle che non hanno proprio a che fare col calcio giocato.

Ho imparato che nonostante i calciatori si allenino tutti i giorni per diverse ore, in alcuni momenti appena vengono sfiorati cadono. Nemmeno fossero le tessere del domino. Mi chiedo come mai…?! Mah!

Ho imparato che appena sputano o fanno cose peggiori con il naso (confesso di non sapere nemmeno come scrivere una cosa del genere) vengono inquadrati dalla telecamera. Preparano la saliva e… zac, la regia fa un fermo immagine di cinque secondi. Piccolo suggerimento: non è che dovete farci vedere proprio tutto di una partita, qualcosa potreste anche evitarcelo! Grazie.

Ho imparato che non tutti i falli sono uguali: quando vinci resti in terra venti minuti per un’unghia spezzata e fai entrare il medico, quando perdi ti rialzi e giochi anche con un taglio di venti centimetri in testa. Serve il medico? No, è solo un graffio.

Ho imparato che la parte migliore di una partita è quando la telecamera entra negli spogliatoi… Solo che, se ne beccasse mai uno nudo! Grrr

Ho imparato che allo stadio, quello che si siede vicino o dietro a te, è sempre un “fine” esperto di calcio e usa un linguaggio con il quale potrebbe rinnovare l’Accademia della Crusca. È un po’ come al cinema, se c’è uno con la tosse, stai pur certo che te lo ritrovi sempre seduto dietro!

Ho imparato che esiste uno spray miracoloso che guarisce ogni male. Chissà, se fa lo stesso effetto sui miei capelli? E soprattutto, dove si compra?!

Ho imparato che in molti vanno allo stadio solo per mangiare i semi salati e buttare le bucce per terra… prova a farlo a casa e ti ritrovi ricoverato con una commozione cerebrale, causata da tua madre o da tua moglie.

E poi dicono che il calcio è diseducativo…

I portieri finiscono per consonante…

Una cosa ho capito in questi giorni: se vuoi essere un bravo portiere in Italia devi avere il cognome senza la vocale finale. Questa è una prerogativa fondamentale, altro che talento, allenamenti, preparazione atletica e fortuna. Il tuo cognome deve finire per consonante, è facile da dimostrare: Zoff, Buffon, De Sanctis, Perin e da ultimo Scuffet.

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Dino Zoff

Mattia Perin

Mattia Perin

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Gianluigi Buffon

Morgan De Sanctis

Morgan De Sanctis

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  Simone Scuffet

Inter, il rigore è come l’amore… arriva quando meno te lo aspetti

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La frase di Stefano Benni: “Prima o poi l’amore arriva” potrebbe andar bene anche  per l’Inter: “prima o poi il rigore arriva”. Non preoccupatevi arriverà!
E arriverà come l’amore, quando uno meno se lo aspetta. Un giorno, magari con il sole sopra San Siro e la musica nell’aria, verrà fischiato quel calcio di rigore tanto atteso, atteso da ben 32 gare, e la maledizione verrà sfatata.
Ma quello che più mi preoccupa e soprattutto quello che mi chiedo è: chi avrà il coraggio di batterlo? Palacio, Icardi o magari qualcuno che Thohir comprerà per l’occasione…  No perché, sbagliarlo sarebbe davvero una barzelletta. Lo aspetti per 32 giornate e poi lo sbagli…! Dai, sarebbe come aspettare per mesi di uscire con l’uomo dei tuoi sogni e poi sbagliare il giorno dell’appuntamento e arrivare quando lui se n’è già andato. Quindi… giocatori dell’Inter, un consiglio, quando quel giorno arriverà, mi raccomando, è vietato sbagliare, anche perché, se non ricordo male, l’ultimo rigore in casa Inter è stato assegnato l’8 maggio 2013. Sul dischetto Alvarez, che sbagliò.
Tutta l’Italia quindi starà con il fiato sospeso e soprattutto i vostri tifosi, perché qualcuno avanti con gli anni potrebbe rischiare di non avere altre occasioni per assistere a un gol su rigore.
Vietato inoltre ascoltare De Gregori e la sua teoria sui calci di rigore, perché nel vostro caso, sarà da quel calcio di rigore che verrà giudicato un giocatore… 

Lunedì potrebbe essere la volta buona… incrociate le dita, o meglio, incrociate la gambe in area e fatevi buttare a terra!

Mangiamoci su! Se la Juve fa 100… vinco un pranzo

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Mangiamoci sopra! A questo punto spero che la Juventus arrivi a 100. Lo scudetto oramai è suo, la Roma è troppo indietro per sperare di strapparglielo, e io, con i suoi 100 punti ci guadagno un pranzo. Sì, ho scommesso con un mio amico un pranzo: se la Juve arriva a 100 paga lui. Così, tanto per rendere un po’ più brioso questo fine campionato che oramai di sorprese ne regalerà ben poche… e allora 100, 100, 100 come urlavano quando girava la ruota di “Ok il prezzo è giusto”. Che ricordi!
Come contro scommessa lui ha rilanciato: una cena pagata se il Milan arriva a superare i 50 punti.

Facendo due conti: restano 8 giornate con 24 punti a disposizione.  Ai bianconeri ne bastano 19 per arrivare alla tripla cifra, mentre al Milan servono 11 punti per il traguardo dei 50. In pratica, rischio più io di pagare che lui… ma visto e considerato come vanno le due squadre già mi pregusto un lauto pasto a scrocco! Gnammmm

Il turno infrasettimanale non è per tutti…

Questa sera c’è il campionato. Non tutti reagiscono allo stesso modo alla notizia…

Io (in contemplazione)

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Le amiche

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Gli uomini

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Gli uomini che odiano il calcio

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I tifosi del Milan

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Mia sorella

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Football combatte l’omofobia: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”

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Spulciando qua e là tra i siti di sport mi sono imbattuta in questo video. Da vedere per tanti motivi, fidatevi!
I “Lions Bergamo”, una squadra di Football americano di Bergamo, ha realizzato un video per combattere l’omofobia negli sport di squadra. In questo video, legato alla campagna “Le Cose Cambiano”, il messaggio è chiarissimo: “Uno di noi è gay, ma il culo ve lo facciamo tutti”. Le immagini giocano con il doppio senso sull’uso dell’olio per i massaggi, sugli abiti attillati, sulle borchie e sugli abbracci stretti che i giocatori si fanno tra loro. Ma tutto con lo scopo di combattere l’omofobia.
Mi chiedo quando il calcio sarà in grado (se mai lo sarà) di realizzare qualcosa del genere, visto come hanno reagito sul web quando Daniele Dessena, giocatore del Cagliari, ha indossato i lacci arcobaleno? Insulti e minacce lo hanno inondato solo per aver sostenuto un’iniziativa anti-omofobia. Mah! Non capisco perché il calcio e chi lo segue su alcune questioni è ancora tanto indietro e ignorante…

Berardi… ma dove sei finito?!

Domenico Berardi

Domenico Berardi

Berardi ma dove sei finito?! Oramai di te si ricorda solo Massimiliano Allegri, perché i tuoi quattro gol gli hanno fatto saltare la panchina. La giovane promessa (perché per ora a mio modesto parere è solo una promessa) del Sassuolo, finalmente dopo tre giornate di squalifica, mercoledì torna in campo.
Non è che anche prima la sua presenza si fosse sentita. Dopo il poker ai rossoneri non ha fatto più gol (7 gare e 0 reti), anzi si è rimediato un bel rosso e tre giornate di squalifica, e non è stato convocato con l’Under 21. Va be’, cose che capitano!
Ma quello che non ho sopportato è stata la sua esaltazione come “il novello Messi” dopo le reti al Milan. Suvvia, andiamoci calmi! Perché ne ero convinta a gennaio e ora i fatti me lo confermano, che Berardi, aveva fatto sì delle buone partite e già 12 gol, ma a nominarlo nuovo messia del calcio mi sembrava troppo! Dopotutto ha ancora diciannove anni. Diamogli tempo, perché l’esaltazione dà alla testa!

A sentire alcuni sembrava che, il calcio italiano non potesse fare a meno di lui, che Prandelli se vuol vincere il Mondiale lo deve convocare e che il diciannovenne avrebbe dovuto spaccare il mondo. Per ora l’unica cosa che ha rischiato di spaccare è stata la faccia di Molinaro con una gomitata. Un bel teloavevodetto a chi ne straparlava alla grande mi sento di dirlo con tutto il cuore. Ora mercoledì torna in campo… non vedo l’ora di vedere le sue giocate. Spero arrivino… per il bene del Sassuolo. Voglio sperare ad essere io a sbagliarmi!

Il Milan farà la fine del Titanic?

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La squadra sta andando a picco come il Titanic, il capitano Seedorf che doveva cambiare la rotta, ora ha bisogno della balia Galliani e tutto si decide tra la partita con la Lazio e quella contro la Fiorentina. Altro che due scogli da superare… questi sono davvero due bei iceberg! Se il Milan ci sbatte, farà un gran botto.
Chissà alla fine se ci sarà qualche giocatore e dirigente che riuscirà a salire sulla scialuppa e a salvarsi oppure finiranno tutti a picco?
Il Milan rischia di non essere più “Il re del mondo!”