Quello che ho… imparato guardando le partite

 

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Sono anni che vedo le partite di calcio e devo ammettere che di cose ne ho imparate tante, anche quelle che non hanno proprio a che fare col calcio giocato.

Ho imparato che nonostante i calciatori si allenino tutti i giorni per diverse ore, in alcuni momenti appena vengono sfiorati cadono. Nemmeno fossero le tessere del domino. Mi chiedo come mai…?! Mah!

Ho imparato che appena sputano o fanno cose peggiori con il naso (confesso di non sapere nemmeno come scrivere una cosa del genere) vengono inquadrati dalla telecamera. Preparano la saliva e… zac, la regia fa un fermo immagine di cinque secondi. Piccolo suggerimento: non è che dovete farci vedere proprio tutto di una partita, qualcosa potreste anche evitarcelo! Grazie.

Ho imparato che non tutti i falli sono uguali: quando vinci resti in terra venti minuti per un’unghia spezzata e fai entrare il medico, quando perdi ti rialzi e giochi anche con un taglio di venti centimetri in testa. Serve il medico? No, è solo un graffio.

Ho imparato che la parte migliore di una partita è quando la telecamera entra negli spogliatoi… Solo che, se ne beccasse mai uno nudo! Grrr

Ho imparato che allo stadio, quello che si siede vicino o dietro a te, è sempre un “fine” esperto di calcio e usa un linguaggio con il quale potrebbe rinnovare l’Accademia della Crusca. È un po’ come al cinema, se c’è uno con la tosse, stai pur certo che te lo ritrovi sempre seduto dietro!

Ho imparato che esiste uno spray miracoloso che guarisce ogni male. Chissà, se fa lo stesso effetto sui miei capelli? E soprattutto, dove si compra?!

Ho imparato che in molti vanno allo stadio solo per mangiare i semi salati e buttare le bucce per terra… prova a farlo a casa e ti ritrovi ricoverato con una commozione cerebrale, causata da tua madre o da tua moglie.

E poi dicono che il calcio è diseducativo…

Ibra il “colombiano”

Zlatan Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic

Cercasi attaccante disperatamente. La Colombia vuole Ibrahimovic. Da quando Falcao si è infortunato la nazionale sudamericana è disperata. Quando ho letto questa notizia non ho potuto fare a meno di ridere.
C’è da dire che la cosa è buffa. Un po’ come le auto: si rompe un pezzo, allora ne cerco un altro…
Ora vi racconto per bene. Il giocatore del Monaco è ko e questo gli farà saltare il Mondiale. Ed allora cosa fare? Nell’era di internet, che c’è di meglio del far partire una campagna, via Twitter, per naturalizzare Ibrahimovic e farlo così scendere in campo con la maglia della Colombia.
#NaturalizaIbra, questo il trend creato sul social network per sperare di avere lo svedese in campo. Chissà se Ibra accetterà? C’è da dire che da buon mercenario qual è, potrebbe pure accettare l’offerta, o magari prenderla in considerazione. Dopotutto si parla di giocare un Mondiale.
A questo punto io proporrei di naturalizzare Gareth Bale, che con la nazionale gallese non andrà in Brasile. Prandelli, fossi in te ci farei un pensierino!