Noi possiamo fare di meglio… #Belle dei Blog (riservato alle donne)

Sto parlando a voi, amiche blogghiste! Vi propongo – dopo suggerimento provocatorio da parte di una di voi – di rispondere degnamente ai vostri/nostri colleghi blogger e creare una rubrica settimanale al femminile.
Insomma, mandare foto vostre, di qualsiasi parte del corpo vogliate: dalle mani ai piedi, dal viso al gomito… scegliete voi. Poi faremo un calendario finale per sfidare sullo stesso campo questi maschietti che si sono un po’ montati la testa…

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Perché anche noi possiamo essere MOLTO meglio delle fidanzate fighe dei calciatori, delle tifose seminude sugli spalti (su questo argomento ho scritto un post tempo fa che vi riposterò a breve) o delle gnoccone che i siti e i giornali sportivi pubblicano in pose da pornostar. Per questo, al grido di: “Siamo noi le Belle dei Blog” fatemi vedere – nel vero senso del termine – chi siete!

 

*Piccola notazione: ho lanciato l’idea, ora vediamo come rispondete e il tutto partirà solo se ci saranno partecipanti. Se l’idea non va a buon fine, non importa… amiche come prima!

Spettatori inediti, per un strano campionato…

Non so come commentare queste prime giornate di campionato, perché è un campionato strano. Ma anche molto divertente. Non c’è una squadra lanciata per la vittoria finale, non c’è – per ora – un verdetto scontato.

Quello che posso dirvi è che sabato ho inaugurato le visioni delle partita della Juve a casa del mio amico juventinissimo. L’ultima partita vista insieme era finita 2-1 (finale di Champions), quella di sabato ha avuto lo stesso risultato… sto seriamente pensando che non verrò più invitata!

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Comunque c’è stato qualcuno che ha seguito Napoli-Juve con molto più interesse di a me: il gatto Zlatan, che non si è nemmeno spaventato di vedere quel cane di Hernanes.

La rubrica degli “Gnocchi” ha bisogno di te… sì proprio di te!

Come anticipato ieri nell’ultimo post ufficiale della rubrica “Gnocchi del giovedì… nostrani”, inserita da Forbes tra le 10 rubriche più importati e influenti del mondo, oggi tocca a voi.

Vi spiego! 

Il calendario è in fase di realizzazione, ma avendo ricevuto solo 11 foto, un mese è scoperto. Tutti sapete che, pur essendo troppi, i mesi sono 12. Per questo, popolo del web, chiedo il vostro aiuto: dovete fare una scelta.
Ecco le due opzioni:

  1. Votare il vostro gnocco preferito, quello di cui vorreste rivedere una foto. A questo punto, la scelta del popolo sovrano verrà premiata da un suo bis. Con la speranza che accetti di fare il bis. Ma non preoccupatevi lo convincerò con minacce e promesse che poi non manterrò.
  2. Creare un calendario con 11 soggetti – come in una squadra di calcio – (il blog ovviamene ha ispirato) più 1, cioè l’allenatore, cioè IO. Metterei una mia foto tranquilla… non sperate in busti nudi o sederi all’aria.

A voi la scelta… esprimete la vostra preferenza nei commenti. Avete tempo fino a lunedì, perché nell’eventualità dello gnocco bis, il prescelto dovrà avere tempo d’inventarsi una nuova foto.

1.2.3…. VOTATE! 

Gnocchi del giovedì… nostrani #Ivano F

Quello di oggi è uno gnocco decisamente particolare. Ivano F non ha mandato una foto, ma un racconto molto bello. Un’idea alternativa, che ho pensato di pubblicare per salutare degnamente questa tanto amata rubrica (almeno per ora). Per una volta vi chiedo di leggere e non di guardare… Poi nei prossimi giorni vi sottoporrò a una scelta: dopotutto è il pubblico sovrano che sceglie nei talent.

Buona lettura!

E adesso? Ecco un altro schiaffo. Lo schermo del computer riflette sul suo volto parole scritte da altri mentre se ne stanno chissadove: sono vive, quelle parole. O almeno parlano di vita, di vite vissute e non passate a lasciarsi vivere. Non doveva essere così: aveva letto che il mondo virtuale è finto, per questo ci si è avventurato. E invece cosa scopre? Che dietro alla finzione più o meno esagerata c’è la realtà, che dietro agli pseudonimi ci sono persone vere, che prima o poi finiscono col chiederti di scoprirti, di lasciarti andare. Come nella realtà, se non ti lasci andare non puoi pretendere di mantenere a lungo dei rapporti con gli altri. Insomma, e adesso?

Angela chiede foto. A tutti i maschi disposti a mandargliele. Niente di terribile, niente di indecente, chiede solo foto a torso nudo da contrapporre idealmente a quelle dei maschi dal fisico perfetto, davanti ai quali sbavano tutte le donne di questo mondo. Si guarda la panza. Come contrapposizione ai fisici perfetti è adattissima, se non fosse per… Sospira e poi sbuffa. Guarda di nuovo lo schermo, e quella foto: Isengrino è stato il primo ad accettare, eccolo lì appoggiato a una zappa, e non sarà certo l’ultimo, d’altronde ci sono pochi argomenti per rifiutare quell’iniziativa goliardica. Rifiutando si passa per antipatici, seriosi, anche un po’ vigliacchi; si chiede cosa penseranno di lui adesso. Ma non ha scelta, l’alternativa è ritoccare la foto al computer; sarebbe sleale, d’accordo, ma è un problema che nemmeno si pone, non sa come si faccia, tantomeno lo sa Madre, e naturalmente non ci sono altre persone che potrebbero aiutarlo.

Sono le sette di sera, ancora troppo presto per uscire. Decide di commentare l’iniziativa sul blog di Angela, un blog che parla di calcio da un punto di vista femminile e si chiama Tacchi e tacchetti (non vuole passare per presuntuoso e perciò non le ha mai detto che ha pensato a un nome secondo lui migliore: Colpo di tacco), il suo è un commento sincero ma che può sembrare scherzoso o volutamente esagerato: digita “Io non esisto, perciò niente foto”. Solo due persone sanno della sua esistenza, Madre e Padre, e una delle due ne è spaventata: Padre continua a mantenerlo tramite un puntuale bonifico mensile (è socio di un prestigioso studio legale), ma da quando se n’è andato non è più tornato a trovarlo, e quell’unica volta in cui lui ha preso il telefono di Madre e l’ha chiamato, appena ha capito chi era ha riattaccato.
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Pronta per il mio derby… a distanza

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Mancano ancora diverse ore al derby Inter-Milan… ma io mi sono portata avanti con la preparazione! La maglietta è pronta. In questo weekend vorrei tanto essere nata a Milano – solo per questo weekend sia ben chiaro – per respirare il derby da vicino e per viverlo in città, allo stadio e tra la gente che si sfotte, che scherza e commenta la partita.

Il derby a distanza è un po’ come l’amore a distanza: ha tutto un altro sapore. E’ bello ugualmente, ti fa lo stesso battere il cuore, ti fa sognare ed emozionare, ma non è come averlo accanto. Non è come viverlo da vicino, non è come toccarlo con mano (in modo più o meno figurato) e non è come respirare la stessa aria.

Il derby a distanza ti farà, sì, emozionare… ma ti lascerà anche un po’ di amaro in bocca, perché vuoi o non vuoi non lo vivi appieno da protagonista. Ma da spettatore lontano…

Una sera alla radio con Colpo di Tacco

Mercoledì sera è stata una sera decisamente particolare e molto divertente. Ho partecipato, insieme a Colpo di Tacco, alla trasmissione sportiva “Tre uomini e un pallone” in onda sulla radio toscana “RadioCanele7”.
In genere sono io che faccio le domande… questa volta, invece, è toccato a me essere intervistata!
Oltre, a essermi divertita da matti ed essermi sentita molto a mio agio, posso anche vantarmi per essere stata la prima donna a partecipare a questo programma sportivo condotto da Simone Cola, Gabriele Mannocci e Fabio Pradal. Un programma che raccoglie il meglio del calcio sul web: dalla serie A, al calcio estero, fino al folklore e le storie dei protagonisti del pallone (questo è il link del blog https://treuominieunpallone.wordpress.com/).

Ho parlato anche di voi, miei follower e, anche se è una cosa un po’ sdolcianta (quindi non molto il mio genere) vi ringrazio di cuore per il sostegno quotidiano che mi date e per il fatto che se vengo notata nel selvaggio molto del web è anche grazie a voi.

Comunque, se vi va di sentire la chiacchierata tra me e i ragazzi del programma, questa è la registrazione. Buon ascolto!

L’asta del fantacalcio… la seconda Asta più importante per un uomo

Signore mie, fatevene una ragione: sono iniziate le aste del fantacalcio. Nei prossimi giorni sarete invisibili. Le vostre gambe non saranno mai attraenti come quelle di Bacca.

Perché la “seconda asta” più importante nella vita di un uomo (per alcuni forse anche La più importante) è quella del fantacalcio.  

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Maschi, più o meno giovani, si riuniscono nelle case come dei veri e propri carbonari al grido: “Quest’anno Higuain non mi sfuggirà!”.
Con loro, solo poche cose ma fondamentali: computer, fogli con la lista dei giocatori con il rispettivo ruolo e valore di mercato, cibo e birra. Non gli serve altro.
Potrebbero andare avanti per giorni in un girone di urla, rilanci, offerte più o meno pazzesche, acquisti oculati o azzardati. Squadre costruite con criterio o assemblate dalla fede calcistica.
Insomma, il solito duello: cuore o cervello! Ma essendo maschi… secondo voi con cosa penseranno?! Forse, forse, non potendo rischiare di fare una squadra merdosa e subire così gli sfottò degli amici per l’intero campionato, potrebbero usare, sorprendentemente il cervello. Almeno due volte l’anno – nell’asta di settembre e nel mercato di gennaio – lo usano.

L’asta del fantacalcio mette anche in mostra la forza virile nell’ottenere ciò che si vuole, strappandolo da sotto in naso a un avversario. Una lotta per il territorio al limite del primordiale: “Io sono più forte e ora lo vedi”.

Perché a un fantacalcista sfegatato (non so nemmeno se il termine esiste. Ma io invento) puoi soffiargli una tipa adocchiata in un locale o un parcheggio sotto casa… ma non Dzeko. Quello non te lo perdonerà!

Rispetta queste regole e passeremo un campionato in serenità…

Oggi ricomincia (finalmente) il campionato. L’astinenza è finita! Yuppy!
Per questo vorrei riproporvi (non fa mai male) alcune regole di base, da tenere a mente se volete andare d’accordo con un tifoso\a.

– Mai chiedere “quali sono i nostri?” Ma che vuol dire “i nostri”? È una frase che non sopporto… ma poi i nostri, casomai i miei, fino a due secondi fa non sapevi nemmeno il colore delle maglie…

– Mai chiedere spiegazioni sulle regole di gioco durante una partita… soprattutto se la partita è nel vivo e se le spiegazioni richiedono più di un monosillabo. Per il corso da arbitro passare più tardi. Grazie.

– Mai urlare come se ti stessero scippando per un’azione andata male o perché la squadra, che cerchi di tifare, ha tirato un pallone in tribuna.

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– Non esiste in natura nessuno più scaramantico del tifoso, quindi evitate frasi del tipo: “ormai la partita è vinta”; “mi sembra impossibile che ci facciano gol”, “oggi facciamo una gran partita, me lo sento”, “oramai è fatta”.

– Evitate anche di diventare improvvisamente degli esperti, solo perché avete visto qualche puntata di “Holly e Benji”.

– Mai fare battute o sfottò per essere simpatici a ridosso di una sconfitta. Anche al tifoso più pacato servono sempre alcune ore per metabolizzare un risultato negativo. Soprattutto senza rotture intorno.

– Non guardare mai una partita, in particolare se è importante, se fino ad ora non avevate la più pallida idea di cos’è il calcio. La cabala è tutto in questo sport. Non hai mai visto giocare questa squadra… perché iniziare oggi!?

– Smettetela di dire: “Ma c’è anche oggi la partita?“. Ecco, nessuno ti obbliga a guardarla… puoi tranquillamente fare altro.

Rispettate queste regole e andremo d’accordo!

Tre 7 col morto (Menez)

La mia foto scattata a San Siro è “diventata” della Serie A Tim… con tanto di logo. Potrei farmi pagare i diritti d’autore o quelli d’immagine…

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Ma la cosa divertente – della quale in un primo momento non mi sono nemmeno accorta – è il tipo con la maglia di Menez che spunta tra me e mia sorella. Oltre a indossare un altro numero 7… ha pure i capelli simili a noi. Insomma, è un fratello acquisito… che si è trovato lì per caso!

Le mani sono pronte… #milan-perugia

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Mani smaltate e pronte per San Siro. Rigorosamente biancorossonere! #Milan-Perugia di Coppa Italia, come andrà, sarà un successo.

…e oggi, finalmente è l’ultima domenica senza calcio!